Archive for the ‘Lazio’ Category

Covid Lazio, il bollettino di oggi 18 novembre 2.886 nuovi casi, 1.305 a Roma, salgono i decessi. «Zona gialla non scontata»

mercoledì, Novembre 18th, 2020

Oggi su quasi 27 mila tamponi nel Lazio (+1.811) si registrano 2.866 nuovi casi positivi (+328), 1.305 a Roma, 80 i decessi (+21) e +550 i guariti. Salgono i decessi e record dei guariti. Stabile il rapporto tra positivi e i tamponi, calano i ricoveri (-10) e salgono le terapie intensive (+10). Lo scenario di trasmissione del Covid nel bollettino di oggi è stabile ma la zona gialla non è scontata, «dipende dal rigore nei comportamenti», dice l’assessore regionale Alessio D’Amato.  Nelle province si registrano 754 casi e sono sedici i decessi nelle ultime 24h. 

Si è chiuso il bando del Policlinico Umberto I rivolto a giovani medici abilitati e agli specializzandi: sono 896 le candidature pervenute e di queste 475 sono gli abilitati e 421 gli specializzandi.

Sono state inviate le credenziali a tutte le farmacie per l’esecuzione dei test rapidi antigenici e sierologici secondo l’accordo regionale. Entro domani saranno operative.

Consiglio di stato: depositato stamane il ricorso su sentenza del Tar per visite domiciliari dei medici di medicina generale.

Covid hotel: sono 800 le camere della rete degli alberghi assistiti e di queste 418 camere sono attualmente occupate (poco sopra al 50%).

Nella Asl Roma 1: sono 549 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso gia’ noto. cinquantacinque sono ricoveri. si registrano quindici decessi con patologie.

Nell’Asl Roma 2: sono 507 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso gia’ noto. duecentoventicinque i casi su segnalazione del medico di medicina generale. si registrano ventuno decessi con patologie;

Nell’Asl Roma 3: sono 249 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso gia’ noto. si registrano otto decessi con patologie;

Nell’Asl Roma 4: sono 88 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso gia’ noto. si registrano cinque decessi con patologie;

Nell’Asl Roma 5: sono 477 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso gia’ noto. si registrano otto decessi con patologie;

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Covid, il Lazio resiste e blinda i confini: stop ai pendolari

sabato, Novembre 14th, 2020

di Lorenzo De Cicco e Mauro Evangelisti

L’attesa disfatta di Roma e del Lazio, di fronte all’avanzata di Covid-19, non c’è. Insieme alla Sardegna, ha l’Rt più basso d’Italia, a 1,04. E come unica regione in fascia gialla del centro Italia, insieme al Molise, ora si troverà costretta a difendere i propri confini. Con uno scenario possibile: se, come avvenuto negli ultimi giorni, pazienti Covid campani verranno a chiedere aiuto ai pronto soccorso laziali, perché nella propria città gli ospedali sono allo stremo, ovviamente non saranno respinti. Però potrà scattare la segnalazione all’autorità giudiziaria, perché significa che quel cittadino ha violato la zona rossa. Non solo: controlli saranno organizzati anche nelle strade e nelle stazioni. I pazienti non giungono soltanto dalla Campania. Già nelle ultime tre settimane Pier Luigi Bartoletti, che guida le Uscar del Lazio (le squadre speciali anti Covid sul territorio) aveva registrato una situazione anomala: «Abbiamo trovato un centinaio di pazienti calabresi. Molti si sono trasferiti da parenti che abitano a Roma», racconta. Episodi che vanno a sommarsi agli accessi negli ospedali del basso Lazio, soprattutto a Latina, di malati provenienti da Napoli e Caserta. C’è chi è arrivato in macchina con la bombola d’ossigeno, come ha raccontato ieri il Messaggero. APPROFONDIMENTI

Campania zona arancione? È già fuga dei malati Covid verso il Lazio

La mappa

 Il Lazio è circondato. A sud c’è la Campania, a nord la Toscana, entrambe sono in fascia rossa, con limitazioni molto simili a quelle del lockdown. A est ci sono l’Abruzzo e l’Umbria, già in fascia arancione, solo lo stretto confine con il Molise consente al Lazio di comunicare con un’altra area di fascia gialla, dove le restrizioni sono meno pesanti. C’è di più: non solo Roma è l’unica grande città italiana che evita chiusure rigorose, ma è anche l’unica capitale d’Europa, se si esclude la virtuosa Germania, a restare a galla. Sono in affanno Madrid, Parigi, Londra, Vienna. La situazione è perfino più grave a Praga e Bruxelles, dove c’è una incidenza dei contagi doppia a quella di Roma. Va detto che il Lazio è stato aiutato dalla presenza nella Capitale di un centro di eccellenza delle malattie infettive come lo Spallanzani, che ha indicato la rotta soprattutto sul fronte del tracciamento e dell’utilizzo dei tamponi rapidi in modo massiccio, guarda caso con una scelta gemella di quella del Veneto che oggi è l’altra grande regione in fascia gialla. Ieri l’assessore regionale alla Salute, Alessio D’Amato, ha precisato: non è vero che il Lazio conta anche i test rapidi nel totale dei tamponi eseguiti (vengono inseriti solo quelli positivi con un valore molto alto che non necessitano conferma del molecolare).

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Coronavirus, mamma positiva organizza una festa per il figlio a Ladispoli: una nonna si contagia e muore

mercoledì, Ottobre 28th, 2020

A inizio ottobre, una mamma di Ladispoli (Roma) aveva organizzato due feste per l’ottavo compleanno del figlio, con 30 invitati ciascuna, pur avendo febbre e tosse. Subito dopo i party, aveva effettuato il tampone che era poi risultato positivo. La mamma di un amichetto del bambino aveva partecipato a una delle due feste e si era infettata, contagiando a sua volta l’anziana madre, che è morta. “È un episodio che fa riflettere. Quando noi medici diciamo che le feste private sono state, e purtroppo sono ancora, un problema per la diffusione del virus, c’è chi sottovaluta l’allarme. E continua a organizzare eventi”, spiega al MessaggeroSimona Ursino, direttrice del Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma 4.

Come riporta il quotidiano, il Sisp (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) della Asl Roma 4 ha dovuto ricostruire a ritroso la catena dei contagi originata dalla festa. “Abbiamo avuto una vittima correlata”, ha spiegato Ursino. Si tratta, appunto, della madre della donna che ha partecipato al party.

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Covid Lazio, via ai tamponi a domicilio. Piano della Regione: nuovi hotel per i positivi

lunedì, Ottobre 26th, 2020

di Camilla Mozzetti

Garantire l’assistenza a tutti, non solo ai malati Covid, incrementare ancora di più i posti letto dedicati negli ospedali senza però tralasciare gli altri pazienti e iniziare a ragionare sulla possibilità di aprire altri centri dedicati sul modello dell’hub “spoke” di Casal Palocco. È su queste direttrici che si muove la Regione Lazio in quella che l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato chiama “fase rossa” mentre i medici di famiglia annunciano, per la prossima settimana, l’avvio dei tamponi rapidi a domicilio per i soggetti con sintomi febbrili. «Dobbiamo pensare a come incrementare l’offerta di assistenza tutelando anche i malati no Covid e garantendo tutte le prestazioni», spiega l’assessore D’Amato.

Posti letto aggiuntivi

Per questo motivo oltre ai nuovi 1.421 posti letto aggiuntivi previsti per la rete ospedaliera Covid-19 con l’ultima delibera approvata in Regione pochi giorni fa, l’unità di crisi sta lavorando «per attivarne altri 1.500 – prosegue D’Amato – entro la metà di novembre mentre è stato avviato un confronto per il rinvenimento di strutture da dedicare solo all’assistenza dei malati Covid sul modello di Casal Palocco». Intanto già da questa settimana saranno attivati i primi nuovi 400 posti letto dei 1.421 annunciati che vedono la partecipazione di tante strutture ospedaliere oltre a quelle già attivate per l’emergenza: dal Santo Spirito al Vannini, dal Pertini al Grassi di Ostia. Non solo. Verranno poi messi a disposizione, per garantire gli isolamenti dei pazienti non più ospedalizzati ma impossibilitati a trascorrere la quarantena a casa, altri 150 posti negli hotel. Alcuni albergatori hanno dato la loro disponibilità per diverse strutture all’Aurelio e Capannelle. Già lo “Sheraton”, che nei mesi scorsi si era prestato alla causa, ospitando in piena estate molti cittadini del Bangladesh provenienti da Dacca, ha messo a disposizione 300 posti in uno dei tre corpi che fanno parte della struttura all’Eur.

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Covid, contagi senza freni: oggi 114 nuovi casi e 2 morti. Spunta focolaio nella rsa di Farnese

lunedì, Ottobre 19th, 2020

Giornata nera sul fronte della pandemia: oggi nuovi 114 casi accertati e 2 decessi. Si tratta di pazienti, 68 e 79 anni, residenti nel comune di Viterbo, ricoverati da giorni presso il reparto di Malattie infettive di Belcolle e il cui quadro clinico era già complesso per la compresenza di altre patologie.

Gli ultimi referti di positività sono collegati a tamponi eseguiti su cittadini residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 27 a Viterbo, 26 a Farnese, 8 a Civita Castellana, 8 a Tarquinia, 6 a Castel Sant’Elia, 5 a Ischia di Castro, 4 a Capranica, 3 a Nepi, 3 a Corchiano, 3 a Bolsena, 2 a Tuscania, 2 a Valentano, 2 a Montefiascone, 2 a Marta, 2 a Orte, 1 a Fabrica di Roma, 1 a Villa San Giovanni in Tuscia, 1 a Graffignano, 1 ad Acquapendente, 1 a Sutri, 1 a Vejano, 1 a Capodimonte, 1 ad Arlena di Castro, 1 a Grotte di Castro, 1 a Soriano nel Cimino, 1 a Carbognano.

Covid nel Viterbese, la “classifica” dei 45 comuni più contagiati. Maglia nera a Viterbo con 201 casi

Dei casi odierni 34 presentano un link epidemiologico con casi precedentemente accertati e già isolati, 52 sono collegati a tamponi eseguiti per sintomatologia, 3 sono collegati a un tampone eseguito a seguito di un test antigenico, 25 sono ospiti della casa di riposo San Francesco di Farnese. 110 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio, 4 sono attualmente ricoverati presso il reparto di Malattie infettive di Belcolle. 

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Roma, la versione di Buzzi e il peccato Capitale di abituarsi al peggio

martedì, Ottobre 13th, 2020

di CARLO BONINI

Neanche fosse una maledizione da cui è impossibile affrancarsi, Roma assiste all’ultima capriola che, nel riscrivere una pagina di storia recente della città, dovrebbe fare da viatico all’inizio della lunga campagna elettorale per la scelta del nuovo sindaco.

L’ex procuratore capo Pignatone: “Mafie e corruzione condizionano Roma, la prova c’è. Non sottovalutare il potere dei clan”

Parliamo di “Mafia Capitale”, del ritorno sulla scena di Salvatore Buzzi (imputato oggi in libertà in attesa che un nuovo processo ridetermini la pena cui è stato condannato in primo, 19 anni, e secondo grado, 18 anni e 4 mesi, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione), della ineffabile banalizzazione di ciò che quel processo ha documentato, della lezione che se ne sarebbe potuto e dovuto trarne.

Ancora domenica sera, ospite di “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, Buzzi ha posato a capro espiatorio raccontando una storiella che, all’osso, suona così. Quella di “Mafia Capitale” è una faccenda da quattro soldi in cui un campione della cooperazione sociale, cresciuto politicamente a sinistra (Buzzi) e con alle spalle una storia di ravvedimento e reinserimento sociale (una condanna per omicidio in giovane età), scopre, negli anni della giunta Alemanno, e quindi nella breve stagione di quella Marino, le virtù di “promoter” (testuale) di un signore di mezza età con “qualche precedente per furto”, che di nome fa Massimo Carminati. Capace di farlo pesare di più nei rapporti con la corrotta pubblica amministrazione capitolina e di fargli avere il “dovuto” nella riscossione di crediti legittimamente vantati per appalti di beni e servizi.

Roma, Mondo di mezzo, Salvatore Buzzi ai domiciliari

di RORY CAPPELLI
Altro dunque che mafia, altro che banditi, altro che corrotti e corruttori. Semplicemente, la triste storia di un uomo costretto ad arrangiarsi in una città irredimibile dove “così fan tutti”. Dove “una mano lava l’altra”. Dove “a chi tocca nun se ingrugna”. Dove “la mucca va fatta magna’” per poterla mungere. Una giungla abitata da “forchettoni” dove tutti chiedono grano e favori, dall’ultimo rapace funzionario di Municipio all’ultimo consigliere comunale. E dove le minacce proferite nel tempo al telefono con i diversi “clientes” dal “promoter” Carminati che amava definirsi “il Re di Roma” e catturate dalle cimici dei carabinieri, sono in fondo solo la voce dal sen fuggita di “una banda di cazzari”.

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Enzo Totti, papà di Francesco, è morto di Covid a Roma

lunedì, Ottobre 12th, 2020

di Gianluca Piacentini

Enzo Totti, papà di Francesco, è morto di Covid a Roma

Era conosciuto da tutti come lo “Sceriffo”, Enzo Totti. Il papà di Francesco è morto dopo essere stato ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma a causa del coronavirus. Figura fondamentale per l’ex capitano della Roma, sempre presente in tutte le trasferte del figlio nei suoi 25 anni di carriera con la maglia giallorossa, era un personaggio amato da tutti fuori e dentro Trigoria, dove spesso era solito presentarsi agli allenamenti della prima squadra portando per «merenda» ai calciatori vassoi di pizza con la mortadella.

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La manifestazione di no mask e negazionisti del Covid, a Roma: tensioni con la polizia, un fermato

sabato, Ottobre 10th, 2020

di Alessandro Trocino

La manifestazione di no mask e negazionisti del Covid, a Roma: tensioni con la polizia, un fermato

Sabato 10 ottobre si tengono, a Roma, tre manifestazioni separate, ma unite da un tratto in comune: l’idea che la minaccia del Covid sia stata utilizzata dal governo per imporre una «dittatura sanitaria». Le manifestazioni si svolgono mentre i dati sui nuovi contagi, nel nostro Paese, sono tornati a crescere in modo rapido e — secondo quanto espresso dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di Sanità — preoccupante: nella giornata di venerdì, ad esempio, i contagi hanno superato quota 5300, mentre erano 2.677 il 6 ottobre, 3.678 il 7 ottobre, 4.458 l’8 ottobre. Nelle ore in cui i manifestanti si riuniscono, il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato d’urgenza, per domenica 11 ottobre, il Comitato tecnico scientifico, per decidere come interrompere questa crescita.

I partecipanti, in Piazza San Giovanni, sono stati meno del previsto: poche centinaia in tutto. Decine, però, le persone senza mascherina, che rivendicano orgogliosamente di non portarla (come questa cittadina albanese, secondo la quale con un po’ di grappa si può sconfiggere il Covid, o questa naturopata, che ha camminato per 12 giorni per essere in piazza).

Ci sono stati attimi di tensione tra i manifestanti e un giornalista di Fanpage(che viene strattonato da un membro dell’organizzazione) e tra manifestanti e polizia. Gli agenti hanno provato ad allontanare un manifestante che ha discusso per molti minuti, senza mascherina, con un uno di loro, rifiutandosi di consegnare i documenti. L’uomo è stato raggiunto con difficoltà da un’auto della polizia mentre una cinquantina di manifestanti li circondava urlando «buffoni» «venduti» «portateci via tutti». Le urla sono proseguite per molti minuti con i poliziotti circondati. Alla fine, però, gli agenti hanno fatto cordone e portato via l’uomo.

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A Latina prove generali di lockdown-bis

venerdì, Ottobre 9th, 2020

Francesca Mariani

La Regione Lazio vara un «mini-lockdown» di due settimane per la provincia di Latina a partire dalla mezzanotte di ieri. E già sembrano le prove tecniche di tutta una serie di chiusure che saranno allargate su scala nazionale nel prossimo dpcm. La decisione presa da Zingaretti ha «tenuto conto dell’incremento dei casi registrati dal 4 ottobre pari al 155% e in relazione alle note della As1 di Latina del 7 di ottobre».

L’ordinanza firmata dal governatore Nicola Zingaretti impone restrizioni «soft» che svariano in vari campi. Si parte con la movida e la chiusura anticipata di pub, bar e ristoranti alle ore 24. Inoltre al tavolo si potrà sedersi al massimo in 4 persone con rispetto del distanziamento. Per quanto riguarda le feste private, anche successive a manifestazioni religiose, il numero massimo di persone consentito è di 20, previa registrazione e adozione delle misure generali di prevenzione, partecipanti a feste private, anche successive a cerimonie religiose. Inoltre viene imposto il divieto di accesso alle strutture sanitarie, per visite a parenti o amici ricoverati. Si potrà entrare solamente in casi eccezionali e all’esito di autorizzazione scritta da parte del responsabile sanitario della struttura di ricovero. Allo stesso tempo saranno contingentati anche gli ingressi a palestre, scuole di ballo e attività di natura sportiva al chiuso mentre davanti alla scuole e nei luoghi pubblici come piazze o spiagge sarà in vigore il divieto di assembramento. Infine è raccomandato il lavoro agile, laddove praticabile, nelle Aziende con sedi sul territorio della Provincia di Latina».

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Coronavirus nel Lazio, la nuova ordinanza: mascherine obbligatorie all’aperto

venerdì, Ottobre 2nd, 2020

di Valeria Costantini

È ufficiale: da sabato mascherine obbligatorie anche all’aperto nel Lazio, tranne per bambini sotto i sei anni, malati cronici e per chi fa sport. Via ai test salivari da martedì nelle scuole, dove finora sono stati individuati 290 positivi totali. Le vaccinazioni partiranno dal 15 ottobre. Sono alcune delle novità emerse nella conferenza del presidente della Regione Nicola Zingaretti, insieme all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato che ha annunciato l’avvio della campagna di screening negli istituti scolastici con i test salivari, più rapidi e meno invasivi.

Zingaretti: «Nessuna restrizione sugli orari di negozi, locali e pub»

La prima contromisura a fronte del costante aumento dei contagi – giovedì il record assoluto di 265 positivi – è quello dell’obbligo della mascherina h24, «uno strumento di prevenzione, chi violerà questa regola verrà sottoposto alla multa prevista» (da 400 e fino a 3 mila euro ndr.), ha sottolineato Zingaretti che non ritiene necessario al momento l’adozione di restrizioni sugli orari di negozi, locali e pub, invitati però a maggiori cautele come la registrazione dei clienti e la misurazione della temperatura. Sono stati 240 gli interventi delle squadre sanitarie finora effettuati nelle scuole, ha riassunto D’Amato. Ora la procedura sarà più veloce, come ha illustrato Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, con l’invio del prelievo salivare al San Camillo che processerà il test per poi inviarlo, in caso di sospetti, all’istituto delle malattie infettive di via Portuense per la convalida. Non servirà in sintesi un secondo prelievo e la risposta potrà arrivare in giornata. L’altra novità annunciata è l’estensione della somministrazione dei vaccini anti-influenzali alle farmacie: 100mila le dosi dal 15 ottobre con l’avvio della campagna.

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