Archive for the ‘Esteri’ Category

Relazioni Cina-Usa, Pechino evoca “guerra fredda” ma poi tende la mano: “Pronti a collaborare a inchiesta sull’origine del virus”

lunedì, Maggio 25th, 2020

dal nostro corrispondente FILIPPO SANTELLI

ROMA – “Guerra Fredda” non è un termine che Pechino evoca a cuor leggero. Il fatto che il ministro degli Esteri Wang Yi l’abbia pronunciato nell’occasione politica più solenne, le Due Sessioni del parlamento, è l’ennesimo segnale di come i rapporti tra Cina e Stati Uniti si stiano deteriorando.

“Alcune forze politiche negli Stati Uniti stanno prendendo in ostaggio le relazioni sino-americane e cercano di spingere i due Paesi sull’orlo di una cosiddetta “nuova Guerra Fredda”, ha detto il capo della diplomazia cinese nella tradizionale conferenza stampa a margine dei lavori, definendolo un pericolo per la pace globale.

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I segreti di Wuhan: i 65 giorni che hanno cambiato il mondo

di CARLO BONINI (COORDINAMENTO E TESTO), COSIMO CITO (ROMA), ANAIS GINORI (PARIGI), ANTONELLO GUERRERA (LONDRA), TONIA MASTROBUONI (BERLINO), FEDERICO RAMPINI (NEW YORK), FILIPPO SANTELLI (PECHINO). COORDINAMENTO MULTIMEDIA LAURA PERTICI. GRAFICHE E VIDEO A CURA DI GEDI VISUAL
Wang ha ribadito l’invito alla cooperazione, da cui entrambi i Paesi hanno tutto da guadagnare, ma rilanciato anche un avvertimento tradizionale: “La Cina non ha intenzione di cambiare gli Stati Uniti, né di rimpiazzarli, ed è un wishful thinking, una “pia illusione” per gli Stati Uniti cercare di cambiare la Cina”.

La conferenza stampa di Wang Yi ha confermato tutte le sfaccettature della politica estera di Pechino. Da un lato il Dragone prova ad accreditarsi come un attore responsabile sulla scena internazionale, in nome della “comunità per un futuro condiviso” che è il concetto chiave della globalizzazione con caratteristiche cinesi promossa da Xi Jinping.

Anche oggi il ministro degli Esteri ha ribadito che la Cina è pronta a collaborare a un’indagine internazionale sulla pandemia, purché sia condotta in maniera imparziale, scientifica e nell’ambito dell’Oms.

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Hong Kong, proteste contro la legge cinese sulla sicurezza: polizia spara lacrimogeni contro i manifestanti

domenica, Maggio 24th, 2020

La polizia di Hong Kong ha esploso cariche di gas lacrimogeni nel quartiere di Causeway Bay, mentre centinaia di persone marciavano in strada per protestare contro la legge sulla sicurezza nazionale in discussione al Congresso del popolo di Pechino, accusata di infliggere un colpo letale all’autonomia dell’ex colonia. I manifestanti denunciano la proposta come una minaccia alle libertà civili e alla fine del principio “Una Cina, due sistemi”.

Gli attivisti si sono riuniti in due punti principali: presso il grande magazzino Sogo di Causeway Bay e al Southorn Playground di Wanchai a partire dalle 13 locali (le 7 in Italia), al fine di dare vita a una marcia non autorizzata per dimostrare alla comunità internazionale che gli “hongkonger” hanno ferma determinazione nella lotta per la  democrazia.

La polizia si è fatta trovare pronta in assetto antisommossa e ha inizialmente ordinato alla folla di disperdersi. Gli attivisti hanno scandito slogan come “Niente rivoltosi, solo tirannia”.

Alle 14:24 locali è stato lanciato il primo gas lacrimogeno all’incrocio tra Hennessy Road e Percival Street. L’attivista di Power People Tam Tak-chi era stato arrestato solo pochi minuti prima mentre conduceva quello che chiamava un “discorso sulla salute” fuori dal grande magazzino Sogo, sostenendo che tali assembramenti erano esenti dalle regole anti-coronavirus che vietano le riunioni di più di otto persone.

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San Francisco, grande incendio a Fishermen’s Wharf: distrutta parte del molo simbolo

sabato, Maggio 23rd, 2020

SAN FRANCISCO – Un grande incendio sul molo 45 di San Francisco, nel cuore del simbolico Fishermen’s Wharf, ha distrutto oltre un quarto del Pier 45. I pompieri stanno combattendo ancora con le fiamme. Al momento non c’è notizia di feriti, né si sa cosa l’abbia causato.

L’incendio è iniziato alle 4.17 del mattino ora locale ed è stato contenuto, non dovrebbe quindi esserci rischio che si allarghi ulteriormente. Ma la parte coinvolta è praticamente distrutta, con uno degli edifici che ha ceduto ed è crollato.

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Recovery Fund per il coronavirus, il piano dei quattro “Paesi frugali”: “Ok ai prestiti ma riforme subito”

sabato, Maggio 23rd, 2020

Un fondo di emergenza “temporaneo, una tantum” e limitato a due anni, con un approccio basato su “prestiti a condizioni favorevoli” senza “alcuna mutualizzazione del debito” e in cambio di “un forte impegno per le riforme” nazionali da parte dei beneficiari. E’ questo il Recovery Fund proposto da Austria, Olanda, Danimarca e Svezia alla Ue e agli altri paesi membri.

Rischio limitato – Nel documento presentato dai 4 Paesi “frugali”, si chiarisce che i “prestiti a condizioni favorevole” potranno essere concessi soltanto agli Stati “che ne hanno più bisogno”, limitando però “il rischio per tutt gli Stati membri”. Olanda, Austria, Svezia e Danimarca precisano quindi: “Ciò su cui non possiamo concordare è la creazione di qualsiasi strumento o misura che porti alla mutualizzazione del debito o a significativi aumenti nel bilancio Ue”. 

Risparmiare per le spese necessarie – Il Fondo d’emergenza, dice il testo, dovrà essere legato a un bilancio Ue “modernizzato” e farà da “supplemento al pacchetto senza precedenti da 540 miliardi di euro già concordati dal consiglio europeo” con Sure (il nuovo strumento Ue antidisoccupazione), Bei  (la Banca europea degli investimenti) e Mes (il Fondo salva-Stati). Le spese rleative al Covid-19 potranno esser coperte dagli Stati membri attraverso “risparmi nel quadro finanziario pluriennale Ue, riprogrammando” le risorse “nelle aree che hanno meno probabilità di contribuire alla ripresa” economica.

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Regno Unito, le regole severissime per chi entra nel Paese: quarantena obbligatoria e multe salate

sabato, Maggio 23rd, 2020

al nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERA

LONDRA – Che senso ha istituire una severissima quarantena quasi tre mesi dopo il picco di contagi da Covid 19, quando il coronavirus in estate sarà moderato dal caldo e mentre tutti gli altri Paesi riaprono le frontiere per le vacanze?

In controtendenza con le decisioni prese o annunciate dai leader in Europa, come per esempio l’Italia, il governo Johnson ha confermato oggi che istituirà un regime di due settimane di quarantena obbligatoria per tutti coloro, cittadini britannici, stranieri residenti e turisti, che dall’8 giugno prossimo entreranno nel Regno Unito. Esclusi soltanto l’Irlanda, per rispettare ovviamente gli accordi di pace del Venerdì Santo, e gli altri territori della Common Area britannica.

Tutti i grafici e le mappe sulla pandemia (aggiornati ogni giorno)

“Dobbiamo evitare di importare casi dall’estero e quindi una seconda ondata di coronavirus”, ha detto oggi in conferenza stampa il ministro dell’Interno britannico Priti Patel, “falco” sull’immigrazione – soprattutto dall’Europa – e ora anche sulla quarantena. Secondo Patel, “ora che siamo usciti dalla prima fase, bisogna tenere basso il tasso di contagio “R” e per questo dobbiamo limitare gli ingressi in questo momento”. Non è chiaro quanto durerà il nuovo regime di quarantena. Di sicuro, queste norme verranno riviste ogni tre settimane, e nel caso si deciderà se confermarle, allentarle o revocarle.

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Turchia, le note di Bella Ciao diffuse dai minareti delle moschee di Smirne. L’ira di Erdogan

venerdì, Maggio 22nd, 2020

di MARCO ANSALDO

Smirne la laica. Smirne “gavur”. L’infedele, nella critica bruciante di Recep Tayyip Erdogan che qui, unica grande città turca mai caduta sotto i conservatori islamici, non ha mai vinto un’elezione, si conferma la “bestia nera” dei religiosi più osservanti. L’altra notte, in pieno Ramadan, al posto dell'”adhan”, la chiamata rituale alla preghiera islamica, diverse moschee del centro hanno diffuso a sorpresa le note di Bella Ciao.

Turchia, “Bella Ciao” risuona dai minareti delle moschee di Smirne

Errore? Provocazione? Boicottaggio? Le parole “O partigiano, portami via”, seppure nella versione “Cav Bella” adattata in lingua turca, sono risuonate come una colossale critica al potere, se non un vero e proprio sberleffo. Al punto che, ad adirarsi in maniera formidabile, è stato il portavoce del partito conservatore di ispirazione religiosa, già ministro del leader turco.

La gente si è poi accorta che la Bella ciao in turco era quella cantata dai Grup Yorum, la band di folk falcidiata il mese scorso dalle morti per sciopero della fame di tre dei suoi elementi, la cantanteHelin Bolek, il bassistaIbrahim Gokcek e il chitarristaMustafa Kocak. I tre si sono lasciati morire dopo 300 giorni di digiuno volontario, per non avere ricevuto dalle autorità rassicurazioni necessarie al loro ritorno ai concerti dopo le accuse di “legami con il terrorismo”.

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L’Austria e altri tre Paesi annunciano la loro controproposta sul Recovery Fund

mercoledì, Maggio 20th, 2020

Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia presenteranno una controproposta al piano Merkel-Macron. Lo annuncia il cancelliere austriaco Sebastian Kurz sul quotidiano Oberösterreichischen Nachrichten.

“Vogliamo essere solidali con gli stati che sono stati colpiti duramente dalla crisi, ma riteniamo che la strada giusta siano prestiti e non contributi”, ribadisce Kurz.

“Nei prossimi giorni – prosegue – presenteremo una proposta con una serie di idee. Siamo convinti che il rilancio dell’economia europea sia possibile, senza una comunitarizzazione dei debiti”. Il cancelliere si dice stupito della proposta Merkel-Macron. “E’ legittimo che due grandi stati facciano una proposta, la decisione però va presa da tutti gli stati membro dell’Ue”, conclude Kurz.

L’HUFFPOST

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Battaglia sul Recovery Fund, sono quattro i Paesi ostili

mercoledì, Maggio 20th, 2020

di Francesca Basso

Come sarà la trattativa sul Recovery Fund, il piano legato al bilancio Ue che dovrà far ripartire l’economia e aiutare gli Stati più colpiti dalla crisi (come l’Italia) scatenata dal coronavirus, lo spiega bene Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia: «La trattativa si farà sulla proposta della Commissione, che avremo la settimana prossima. Non credo però si possa sottovalutare che un Paese come la Germania accetti l’idea di 500 miliardi di sovvenzioni attraverso un prestito che la Commissione cercherà sui mercati. Una svolta senza precedenti». Andranno convinti i rigoristi del Nord: Austria, Danimarca Svezia e Olanda, come ha spiegato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire: «Saranno negoziati difficili».

La proposta franco-tedesca annunciata due giorni fa di un Recovery Fund finanziato da debito comune rompe un tabu che aveva frenato finora il processo di integrazione europea e che aveva sempre trovato contrario il fronte del Nord con la Germania in testa. Ora viene meno l’alleato più potente ma resta l’opposizione dei Paesi «frugali». Anche l’idea di aiutare i Paesi e le regioni più colpite dalla crisi attraverso trasferimenti a fondo perduto in nome della solidarietà europea e non attraverso prestiti è una fuga in avanti che il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis ha subito frenato parlando al termine dell’Ecofin: «La nostra proposta per il rilancio dell’economia non sarà un copia e incolla di quella franco-tedesca — ha spiegato —. La presidente von der Leyen ha sempre detto che la risposta finanziaria che avanzeremo si fonda su un mix di prestiti e sovvenzioni agli Stati». Ha anche ricordato che il piano sarà di «oltre mille miliardi».

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Macron-Merkel: via al recovery fund da 500 miliardi. E primo sì al debito comune in Europa

martedì, Maggio 19th, 2020

di Stefano Montefiori

«Se la Francia e la Germania danno un impulso l’Europa può fare qualcosa di importante», dice Angela Merkel all’inizio della conferenza stampa comune con Emmanuel Macron, indetta a sorpresa oggi dopo una videochiamata tra la cancelliera tedesca e il presidente francese. «Cinquecento miliardi per le regioni più colpite», annuncia Merkel, parlando di un fondo «limitato nel tempo» ma indispensabile per garantire la coesione dell’Unione Europea.

«Creeremo una nuova dinamica per gli anni a venire», ha aggiunto Merkel. «Una nuova iniziativa franco-tedesca era necessaria e sono felice che siamo in grado di annunciarla oggi». E la cancelliera non esclude che la situazione imponga «una modifica dei Trattati». Prende la parola poi il presidente Macron: «La crisi inedita impone una risposta europea. L’Europa non ha saputo reagire bene all’inizio, ci sono stati riflessi nazionalisti. Poi vanno riconosciuti atti notevoli, una solidarietà che ha salvato vite».

Macron loda l’azione della Bce e della Commissione e critica quei Paesi «che hanno chiuso le frontiere in modo indiscriminato, dando una triste immagine dell’Europa». Macron cita Italia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi come i Paesi con i quali si è lavorato per arrivare a questa iniziativa franco-tedesca. Sul piano sanitario, stock comuni di maschere e test, metodi comuni per individuare e contare i casi.

Sul piano budgetario, fondo di rilancio di 500 miliardi di euro, e proponiamo per la prima volta di decidere insieme un debito comune sui mercati, e usare i 500 miliardi per aiutare le regioni più colpite. È una svolta, che completa i prestiti nel quadro del MES e degli altri strumenti. Terzo pilastro, accelerazione della trasformazione verde. Quarto, una vera sovranità europea. Ridurre la nostra dipendenza all’estero per la produzione di farmaci, per esempio, e rilocalizzare gli investimenti in Europa.

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Lagarde (Bce): «Il patto di stabilità va rivisto prima che rientri in vigore»

martedì, Maggio 19th, 2020

di Federico Fubini

La voce di Christine Lagarde arriva da Francoforte, nella lingua di Voltaire, lasciando trasparire una sicurezza di sé che la francese sta via via trovando nel suo nuovo ruolo di presidente della Banca centrale europea.

Emmanuel Macron e Angela Merkel propongono un fondo di rilancio europeo da 500 miliardi di euro. Sono trasferimenti diretti e non dei prestiti. Che ne pensa? Questo impegno di bilancio europeo le sembra sufficiente perché la Bce non debba più sobbarcarsi da sola lo sforzo?
« Le proposte franco-tedesche sono ambiziose, mirate e benvenute – risponde Lagarde al Corriere e El Mundo del gruppo Rcs, con Les Echos e Handelsblatt -. Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi. Ciò dimostra lo spirito di solidarietà e di responsabilità a cui ha fatto riferimento la cancelliera la settimana scorsa. Non può esserci un rafforzamento della solidarietà finanziaria senza un maggiore coordinamento delle decisioni a livello europeo ».

Poco a poco, i Paesi europei escono dal lockdown. Come valuta lo choc all’economia della zona euro?
«È notevole, senza uguali in tempo di pace. Dobbiamo farvi fronte con determinazione per aiutare le nostre economie a rialzarsi al più presto, in modo da evitare una crisi sociale. I nostri scenari vanno da una recessione del 5% a una del 12% nell’area euro per quest’anno, con un’ipotesi centrale dell’ 8%. Rivedremo le proiezioni il 4 giugno, ma ci aspettiamo nello scenario più grave una caduta del prodotto interno lordo del 15% solo per il secondo trimestre. In realtà, è difficile valutare gli effetti della fine del lockdown in ogni Paese, soprattutto se si contempla anche l’ipotesi di una seconda ondata dell’epidemia in autunno. Un fattore ci sembra probabile: se c’è una seconda ondata, le ricadute economicamente dovrebbero essere meno gravi, perché l’esperienza darà i suoi frutti».

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