Archive for the ‘Esteri’ Category

Sci e Covid, la Svizzera apre le piste: «Nessun focolaio, italiani benvenuti»

sabato, Novembre 28th, 2020

di Andrea Galli

Sci e Covid, la Svizzera apre le piste: «Nessun focolaio, italiani benvenuti»

Oltre settemila chilometri di piste, quasi duemila impianti di risalita. «Sarà una grossa sfida» dicono le voci ufficiali del governo. In direzione contraria e forse un po’ ostinata, la Svizzera apre la stagione dello sci. Le nazioni confinanti nicchiano, dubitano, temporeggiano? Problemi loro. Problemi nostri: dall’ufficio turistico di Saint Moritz, nel Cantone dei Grigioni, ci dicono che siamo ben accetti, a patto di accontentarci della neve artificiale, e aggiungono che non servono protocolli di sorta per entrare. Liberi tutti. Semmai, ma proprio semmai, sarà in uscita l’autorità doganale a consigliare un’eventuale quarantena una volta tornati a casa propria. Fine, buona serata.

Eppure gli svizzeri non tengono conto delle parole dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, che identifica nella zona di Ginevra uno dei principali, se nonil principale focolaio d’Europa, come confermano le drammatiche situazioni degli ospedali, ai livelli, per dire, di Varese e di Como, se non pure peggio. Ovvero ambulanze in coda fuori dal pronto soccorso, posti letto carenti, reparti trasferiti, medici e infermieri malati a decine e decine, le terapie intensive piene, una quotidianità di nuovi casi che non concede tregua.

Su quest’ultima voce, le autorità svizzere hanno al contrario costruito la benedizione di discese e slalom che, va da sé, in un’impellente necessità di sciare ora e subito, nemmeno fosse il capriccio di un bimbo, potrebbero provocare emigrazioni da oltre confine. A cominciare dall’Italia, ovvio. I dati, viene ripetuto, non hanno mai superato le cinquemila unità giornaliere. Vero. Ma vero che nella Confederazione abitano appena in otto milioni e mezzo. Fonti sanitarie confermano al Corriere che, a livelli generali, il quadro è molto peggiore ad esempio di quello italiano. Senza contare, pur sempre in assenza di verità scientifiche, l’evocazione di «inneschi» del virus nel Canton Ticino che avrebbero colpito le migliaia di lavoratori transfrontalieri i quali a loro volta l’avrebbero veicolato nei paesini di residenza.

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Covid, Merkel propone di chiudere le piste da sci in Europa fino al 10 gennaio

giovedì, Novembre 26th, 2020

di Alessandra Muglia

Covid, Merkel propone di chiudere le piste da sci in Europa fino al 10 gennaio

Sciatori in una località svizzera (Epa)

Dopo i migranti e il fondo per la ripresa ci voleva anche lo sci a dividere l’Europa. Qualcosa di apparentemente leggero se non fosse ancora vivo il ricordo del focolaio di Ischgl in Austria che alla fine della scorsa stagione permise al virus di diffondersi da quelle piste innevate a mezzo continente.

Eppure proprio il governo di Kurtz è restio a rinviare l’apertura della stagione sciistica a dopo le festività natalizie, come proposto da Italia, Germania e Francia che stanno lavorando a una iniziativa europea per chiudere piste e impianti durante le feste ed evitare che la neve diventi, di nuovo, volano del contagio.

«Tenteremo di raggiungere un accordo per vietare le vacanze sciistiche sulle Alpi almeno fino al 10 gennaio, non sarà facile per la contrarietà dell’Austria ma ci proverò» ha dichiarato oggi Angela Merkel, intervenuta al Bundestag sulle nuove misure anti-Covid. Una proposta in linea con la prospettiva delineata nei giorni scorsi dal premier Conte che punta a un accordo europeo per consentire le vacanze nelle località invernali, ma senza sci.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il governo di Parigi. Martedì Macron aveva chiarito che gli impianti sciistici in Francia rimarranno chiusi fino al nuovo anno. «Una riapertura per le feste non sembra possibile — ha detto il presidente francese nel suo discorso in diretta tv — Un coordinamento è in corso con gli altri governi europei» ha spiegato.

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Lo sci spacca l’Europa, Vienna: ristori o apriamo. Macron: in Francia no

mercoledì, Novembre 25th, 2020

di Antonio Pollio Salimbeni

Niente sci a Natale in Francia. «Mi sembra impossibile prevedere un’apertura per le ferie, è preferibile favorire una riapertura a gennaio in buone condizioni», ha annunciato il presidente francese Macron. In sintonia con la posizione espressa dal premier Conte secondo il quale l’Italia non può rischiare «vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto, ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile». La Germania è sulla stessa lunghezza d’onda: la Baviera propende per la chiusura e condivide l’impostazione dell’Italia.
L’Austria, invece, va controcorrente e ha già prefigurato la sua soluzione: impianti aperti, stop al dopo sci, inteso come collaterale al su e giù per le piste, dall’affollarsi davanti a un bombardino (zabaione, brandy e caffè) al ritrovarsi a cena.

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Non c’è un’intesa a livello europeo sullo sci, ma una linea maggioritaria comincia a emergere. Macron, che ha annunciato la scaletta delle riaperture dei diversi settori da metà dicembre al 20 gennaio, ha indicato che per lo sci le decisioni saranno definite a giorni, ma sulla stretta sotto le Feste non si discute. Il timore è che sulle piste si possa formare rapidamente la terza ondata pandemica. Si considera pericolosa la scommessa sulla separazione tra divertimento sulle piste e il resto in baita e al ristorante. Facile solo a dirsi. È la linea dell’Austria, che al momento risulta isolata. Procedendo in ordine sparso il focolaio su un versante si riverserebbe sulle aree metropolitane di provenienza; l’apertura degli impianti in un versante, chiamerà gli sciatori della regione vicina.
Il modello austriaco, comunque, piace agli operatori del settore di tutti i Paesi: è la possibilità per rifarsi dei danni accumulati da marzo e di cui non si vede la fine.

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Trump dà il via libera alla transizione dei poteri a Biden. “Ma la battaglia continua”

martedì, Novembre 24th, 2020
Donald Trump (Ansa)
Donald Trump (Ansa)

Washington, 24 novembre 2020 – Alla fina ha detto sì, anche se ha annunciato che la guerra legale non si ferma. C’è un punto di svolta nella tormentata fase del post elezioni Usa che hanno visto la vittoria di Joe Biden. Donald Trump ha infatti annunciato su Twitter che ha dato disco verde per la transizione dei poteri. “Nel miglior interesse del nostro Paese sto raccomandando che Emily (Murhpy, responsabile della General Services Administration, ndr) e il suo team facciano ciò che è necessario fare in riferimento ai protocolli iniziali e ho detto al mio team di fare lo stesso”.

Un atto fondamentale affinché Biden (che ha presentato la sua squadra) possa iniziare ad operare in vista dell’insediamento previsto per il 20 gennaio. Cosa fondamentale ad esempio nell’ambito della lotta al Coronavirus.

Trump però continua a non accettare la sconfitta e infatti, pur annunciando l’ok alla transizione dei poteri, ha detto che la battaglia legale prosegue: “C’è qualcosa che blocchi l’aver dato il consenso alla GSA (la General Services Administration) di iniziare le operazioni preliminari alla transizione con i democratici alle nostre azioni legali su quelle che saranno considerate le elezioni più corrotte nella storia politica americana?”, si è chiesto retoricamente il tycoon assicurando che “tiamo andando avanti a tutta velocità. Non cederemo mai ai voti falsi e a Dominio”. Dominio è una delle società che ha gestito il voto per corrispondenza per Usa 2020 contestato dal Trump.

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Covid, New York: centinaia di morti depositati nei camion e nelle stanze d’albergo in attesa del funerale

lunedì, Novembre 23rd, 2020

Covid, a New York sono centinaia i corpi delle persone morte a causa del virus depositati nei camion e nelle stanze d’albergo in attesa del funerale. Stanno facendo il giro del web le immagini dei corpi delle persone morte a New York durante il picco della pandemia la scorsa primavera, corpi ancora sono ancora depositati in camion frigoriferi a Brooklyn. Si tratta dei corpi di coloro di cui non è stato possibile rintracciare le famiglie o di coloro che non si sono potuti permettere un’adeguata sepoltura. Si tratta di circa 650 cadaveri. New York di recente ha alzato a 1.700 dollari dai precedenti 900 dollari il contributo per aiutare le famiglie in difficoltà a organizzare funerali.

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Seconda ondata

New York trema all’ipotesi di una seconda ondata di Covid-19. Le scuole sono state chiuse e nuove restrizioni si delineano all’orizzonte. La rivelazione sui corpi ancora da seppellire arriva mentre la città teme una seconda ondata. Il sindaco di NY Bill de Blasio ha disposto la chiusura delle scuole pubbliche e non è escluso che a breve possano scattare altre restrizioni nel tentativo di contenere il virus.

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La scelta di Biden: Blinken segretario di Stato per rilanciare l’America

lunedì, Novembre 23rd, 2020

dalla nostra inviata Anna Lombardi

New York – Un fedelissimo al dipartimento di Stato: Anthony Blinken, 58 anni, sarà il nuovo capo della diplomazia americana. Il presidente eletto Joe Biden lo annuncerà quasi certamente domani, martedì. Ma nel frattempo i maggiori media americani già anticipano la scelta fatta nel fine settimana.

Vicesegretario di Stato fra 2015 e 2017 quando il dicastero era guidato da John Kerry, già principale consigliere alla Sicurezza nazionale di Barack Obama, ha mosso i suoi primi passo nel Dipartimento di Stato all’epoca dell’amministrazione Clinton. Blinken, dunque, conosce perfettamente i principali dossier. E infatti, durante la campagna elettorale è stato il principale consigliere del frontrunner democratico che ora lo sceglie anche per mandare un preciso segnale: priorità dalla nuova amministrazione sarà tessere accordi e ricostruire alleanze. 

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Il Natale al tempo del Covid: da Londra a Berlino, come si preparano le grandi capitali europee?

sabato, Novembre 21st, 2020

Mentre il governo immagina come saranno le prossime feste degli italiani in tempo di pandemia per evitare una terza ondata a gennaio, come ci si prepara a festeggiare il Natale nelle principali capitali europee? Dalle “bolle” britanniche e francesi alle rigide misure spagnole, belghe e tedesche, ecco le restrizioni nei principali Paesi.

Regno Unito, un “liberi tutti” per 5 giorni?

Un liberi tutti di cinque giorni per Natale? È la pazza, almeno secondo gli scienziati, idea di Boris Johnson per far riunire le famiglie e tenere su il morale del Paese. Il lockdown in corso in Inghilterra, che inizialmente il premier esecrava prima di essere convinto dalle stime catastrofiste dei suoi esperti e che terminerà il 4 dicembre prossimo, potrebbe fare molto gioco. I contagi di coronavirus – non i morti purtroppo, ieri 529 –  stanno scendendo da sei giorni consecutivi a livello nazionale (ora sono a quota 18 mila al giorno), e di qui alle prossime due settimane si dovrebbero vedere anche gli effetti benefici del lockdown. Perché dunque, dopo questo mese di chiusura anti-Covid, non provare a passare le vacanze natalizie in una sorta di “nuova normalità” in attesa del vaccino? L’idea è di allentare le restrizioni anti-virus (al momento sono chiusi bar ristoranti, pub, negozi non essenziali e non si può incontrare nessuno al chiuso e solo una persona all’esterno) dal 23 al 28 dicembre, permettendo “bolle” in cui si potranno assembrare tre o quattro nuclei familiari diversi nella finestra di tempo. Sarebbe un dietrofront clamoroso, dato che nelle settimane scorse l’esecutivo accennava alla polizia pronta a intervenire nelle case degli inglesi in caso di pranzi o cenoni di Natale non autorizzati. Ora il “mood” sembra decisamente cambiato. Ma gli esperti della sanità pubblica britannica non ci stanno e hanno già espresso la loro profonda opposizione a questo scenario: “Rischiamo di rovinare tutto e bruciare gli sforzi fatti sinora. Cinque giorni di liberi tutti potrebbero scatenare così tante infezioni che potremmo essere costretti a un nuovo lockdown in gennaio, di almeno 25 giorni”. Chi la spunterà? 

Regno Unito, il lockdown di Johnson un modello per l’Italia?

dal nostro corrispondente Antonello Guerrera 18 Novembre 2020

Francia, vietati grandi raduni: vale la “regola del 6”

Emmanuel Macron annuncia a inizio settimana le regole per uscire dal semi-lockdown e cominciare a pensare al Natale.

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Biden: “Dal primo giorno gli Stati Uniti rientreranno nell’Oms e negli Accordi di Parigi” | “Trump? Un irresponsabile”

venerdì, Novembre 20th, 2020

“Dal primo giorno rientreremo nell’Oms e negli Accordi per il Clima di Parigi“. Lo ha annunciato il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, in un videomessaggio. Commentando la situazione di stallo dopo le elezioni, con Trump che rifiuta di riconoscere la sconfitta impedendo la transizione, Biden ha detto che il presidente uscente “sta mostrando un’incredibile irresponsabilità e sta dando un messaggio negativo al mondo”.

“Non è uno scherzo. Quello che Trump sta facendo è da presidente più irresponsabile della storia americana”, ha aggiunto Biden, riferendosi anche al tentativo dell’inquilino della Casa Bianca di voler sovvertire il voto in Michigan. “Non so il motivo per cui si comporta così, ma penso sia totalmente irresponsabile”, ha ribadito.

Coronavirus, “non ci sarà nessun lockdown nazionale” Sulla lotta al coronavirus, Biden ha assicurato che “non ci sarà alcun lockdown nazionale, non chiuderò l’economia a causa del virus”. Il presidente eletto ha ribadito però che metterà in campo una strategia nazionale, a partire dall’obbligo della mascherina: “Non è un simbolo di appartenenza politica ma un dovere patriottico”. Biden è quindi tornato ad attaccare Trump che impedisce una regolare transizione: “Non c’è alcuna scusa per non condividere i dati, ci sono oltre 250 mila americani morti per il virus, ma ancora non abbiamo le necessarie informazioni. Quante persone devono ancora morire?”.

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Coronavirus, Bce: la seconda ondata toccherà severamente l’economia

giovedì, Novembre 19th, 2020

La seconda ondata di coronavirus toccherà “severamente” l’economia, con “rischi chiaramente al ribasso alle prospettive economiche a breve termine”. A indicarlo è il presidente della Bce, Christine Lagarde, secondo la quale “il pacchetto Next Generation EU deve diventare operativo senza indugio”. Investimenti e riforme, “se orientati verso sfide a medio e lungo termine”, possono infatti “costruire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva”.

“Ripresa sia di successo e inclusiva” Inoltre, sostiene il presidente della Bce, “le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei Paesi dell’area dell’euro con un margine di bilancio limitato”. Per la Lagarde “gli investimenti pubblici e le riforme, soprattutto se orientate verso sfide a medio e lungo termine come la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, possono costituire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva. Non dovremmo pensare alle due cose separatamente: combinare le riforme con uno stimolo guidato dagli investimenti ha il potenziale per aumentare ulteriormente la crescita. Insieme dovrebbero plasmare il futuro delle nostre economie e garantire che si adattino alla ‘nuova normalità’ che si materializzerà una volta che il picco della pandemia sarà superato”.

“Politica monetaria e fiscale possono rafforzarsi a vicenda” Il presidente della Bce sottolinea come finora la risposta alla crisi abbia dimostrato quanto “la politica monetaria e la politica fiscale possano rafforzarsi a vicenda nelle circostanze attuali. Per la politica monetaria è fondamentale garantire condizioni di finanziamento favorevoli per l’intera economia. Allo stesso tempo, la politica fiscale ha un ruolo primario da svolgere nel sostenere la domanda a breve e medio termine, rafforzando la fiducia e accrescendo il potenziale di crescita delle nostre economie. La politica fiscale ha questo ruolo per tre ragioni: lo stimolo deve arrivare rapidamente; ha un’importante dimensione settoriale per la quale la politica monetaria non è lo strumento giusto; e alcuni degli strumenti politici, ad esempio le garanzie di credito, sono intrinsecamente di natura fiscale”. 

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Berlino, negazionisti in piazza contro le politiche anti-Covid: la polizia usa gli idranti, 100 fermati

mercoledì, Novembre 18th, 2020

A Berlino migliaia di persone sono scese in piazza contro le politiche del governo sul Coronavirus. Nel quartiere di Mitte, e nella zona della Porta di Brandeburgo, si sono raccolte fra cinquemila e diecimila persone, secondo le forze dell’ordine. Un altro migliaio di persone sta sfilando su Marschallbruecke. Stando al portavoce della polizia, molte persone non indossano la mascherina e gli agenti stanno richiamando al rispetto della distanza. Se questo non sarà rispettato, ha aggiunto, si arriverà alle conseguenze del caso. Berlino è uno degli hotspot del covid, in Germania. 

Sul posto, da una manifestazione inizialmente pacifica, si è arrivati agli scontri con gli agenti e il clima della protesta sta diventando più aggressivo, fra lanci di oggetti e qualche petardo. La legge in discussione in parlamento prevede la possibilità di prescrivere il distanziamento nei luoghi pubblici, l’uso della mascherina, la limitazione ai contatti, le limitazioni di eventi sportivi e culturali, la chiusura di negozi e locali e l’interdizione di pernottamenti negli hotel a scopi turistici. Tutte misure già adottate per contenere il coronavirus in Germania, dove anche attualmente vige un semi-lockdown.

Oltre 100 fermati

Oltre 100 manifestanti sono stati fermati. Lo ha affermato una portavoce della polizia, intervenuta più volte con gli idranti per sciogliere il corteo, a causa del mancato rispetto delle regole sul distanziamento e la mascherina. La manifestazione è ancora in corso: le forze dell’ordine stanno cercando di scioglierla, ma questo può avvenire soltanto procedendo «lentamente, e non in modo marziale», secondo la stessa portavoce, che ha sottolineato che per strada, nella calca, ci sono anche molti bambini. 

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