Archive for the ‘Salute’ Category

Coronavirus in Italia, ieri oltre diecimila denunciati. Centocinque i medici morti

venerdì, Aprile 10th, 2020

La mappa aggiornata dei contagi in Italia e tutti i grafici

Un aumento nel numero dei malati, 1.615 più di ieri e a quota 96.877, ma un calo per il sesto giorno di fila dei ricoveri nelle terapie intensive: la Protezione civile parla di “usccesso”, pur se sono oggi 18.279 le vittime, 610 più di ieri, ma 10 regioni, nel centrosud principalmente e la provincia autonoma di Bolzano, hanno un numero di morti giornaliero inferiore a 10. I dati italiani forniti oggi confermano, per il sesto giorno consecutivo, che la fase peggiore dell’emergenza coronavirus sembra essere passata. Tra i dati negativi l’aumento dei medici morti arrivati a quota 105. Secondo l’Istat in 33 comuni lombardi decessi decuplicati a marzo.

Intanto l’Oms ribadisce che “la politica dovrà valutare quali sono i rischi” e che “la scienza consiglia estrema cautela”. L’ennesimo monito arriva da Ranieri Guerra, vicedirettore generale Iniziative strategiche Oms, che rimarca: “Una conoscenza che ancora non abbiamo sulla circolazione vera del virus nella popolazione e una valutazione che sia modellata sull’ipotesi di riapertura progressiva che tenga in considerazione la riapertura prioritaria per quanto riguarda la filiera economica e possa considerare misure di contenimento per le attività ludiche comunitarie”.

Viminale: ieri oltre diecimila denunciati

Gli inviti alla cautela evidentemente non sono sufficienti. Anche ieri oltre diecimila persone sono state denunciate per violazione delle restrizioni. Il Viminale ha reso noto che sono stati effettuati 286.912 controlli: 10.293 singoli sono stati sanzionati per aver violato i divieti, 62 per false dichiarazioni, 14 per violata quarantena. Sottoposti a controllo anche 99.223 eserciti commerciali: 161 i titolari sanzionati, per 33 è stata disposta la chiusura.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, Conte teme una seconda ondata di contagi: governo pronto a estendere il lockdown fino al 3 maggio

venerdì, Aprile 10th, 2020

Le pressioni degli industriali delle Regioni del Nord sul governo e il miglioramento dei dati sull’emergenza coronavirus in Italia non sono bastati a convincere il premier Conte. Per ora niente riapertura, si va verso il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio e intanto si valuta la possibilità di poche aperture mirate nell’ambito dei codici delle attività essenziali. “Prima di tutto viene la salute dei lavoratori”, è il messaggio del governo alle parti sociali.

L’esecutivo sceglie quindi la linea della massima cautela. L’annuncio arriverà nelle prossime ore, ma i contenuti sembrano certi: saranno rinnovate con un nuovo provvedimento tutte le misure di contenimento e le limitazioni agli spostamenti per altri 20 giorni concedendo solo aperture “mirate” per qualche attività produttiva, piccole imprese legate alla filiera alimentare e sanitarie, qualche azienda meccanica, forse cartolibrerie e librerie. Non solo: con una circolare il Viminale si appresta a rafforzare i controlli per Pasqua, chiedendo alle forze di polizia una particolare attenzione per evitare che gli italiani si riversino nelle seconde case.

Al momento non siamo nelle condizioni di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati ottenuti, ha spiegato il premier Conte durante la videoconferenza con Regioni, Anci e Upi sottolineando che l’apertura a fine aprile avrebbe rappresentato un incentivo al movimento dei cittadini visti i due ponti in arrivo, il 25 aprile e il 1 maggio. Due weekend, come quello di Pasqua, che giù da giorni sia il Comitato tecnico-scientifico sia il Viminale avevano indicato come a rischio “esodo” nel caso in cui si fossero concesse delle aperture. E infatti la circolare del Viminale per intensificare i controlli nelle festività pasquali verrà replicata anche per i due ponti.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, i dati dell’8 aprile 2020: calano ancora i ricoverati. Oltre 2.000 guariti, è record

giovedì, Aprile 9th, 2020

GRAFICI E MAPPE: TUTTI I DATI SUL CONTAGIO IN ITALIA

ROMA – Anche i dati di oggi 8 aprile confermano gli aspetti positivi degli ultimi giorni: calano i malati ricoverati, anche quelli in terapia intensiva per il 5° giorno di seguito, aumentano i guariti in maniera netta (numero record), cala il numero di nuovi casi rilevati in rapporto al numero di tamponi.

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a 1195 unità (ieri erano stati 880). Ma oggi è stato effettuato un numero di tamponi record, olte 50.000 e l’incidenza dei positivi è solo del 7,4 per cento. Dunque un dato che conferma come il contagio si stia riducendo.

Oggi sono ricoverati in terapia intensiva 3693 persone, 99 meno di ieri. Sono ricoverati con sintomi 28485 persone, 233 meno di ieri.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, «fase 2»: riapertura a tappe per le Regioni a partire dal 4 maggio

giovedì, Aprile 9th, 2020

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

Coronavirus, «fase 2»: riapertura a tappe  per le Regioni a partire dal 4 maggio

La «fase 2» potrà avere tempi e modi diversi nelle varie Regioni, ma la decisione finale spetterà sempre al governo. È questa la linea decisa da Palazzo Chigi per gestire l’emergenza da coronavirus a partire dal 4 maggio. Già domani il premier Giuseppe Conte potrebbe firmare il nuovo decreto per confermare i divieti di spostamento per i cittadini e autorizzare alcune imprese a riprendere l’attività subito dopo le vacanze pasquali. Quanto accadrà nei prossimi giorni servirà comunque a stabilire le nuove tappe con il timore, nemmeno troppo celato, che in queste festività le persone vadano in giro, vanificando gli sforzi sin qui fatti per limitare il contagio. E tenendo presente alcune date che possono rivelarsi strategiche proprio nella pianificazione futura. (Qui lo speciale «La parola alla scienza»),

13 aprile

La strada è dunque tracciata. Fino al 13 aprile, Pasquetta, tutti a casa e uscite soltanto per andare al lavoro e fare la spesa, ma nei giorni successivi alcune imprese otterranno il via libera a riprendere l’attività se dotate di tutti i dispositivi di sicurezza per i lavoratori. Confindustria chiede un programma di riaperture ordinate e i segretari di Cgil Cisl e Uil scrivono a Conte perché vogliono incontrarlo al più presto, per valutare insieme quali aziende riaprire dopo il 13 aprile. Nelle riunioni delle ultime ore si è parlato di librerie, cartolerie, pasticcerie, si è deciso di chiarire che ristoranti e tavole calde restano chiusi ma possono consegnare i piatti nelle case. Sbloccando i codici Ateco il governo è pronto a riaprire alcune aziende meccaniche e di supporto al settore agroalimentare, oltre alla movimentazioni di merci giacenti nei magazzini. Una parte importante del lavoro per sciogliere uno dei nodi più intricati la sta svolgendo l’Inail con la classificazione del rischio – basso, medio, alto – attività per attività.

26 aprile

Mercoledì, parlando con la tedesca Bild, il premier ha prima ricordato il parere del comitato tecnico scientifico che chiede di «non attenuare le misure restrittive, non si deve abbassare il livello di guardia e bisogna continuare ad operare con lo stesso rigore». E poi ha voluto lanciare un messaggio ai leader europei e in particolare alla Spagna che terminerà il lockdown il 26 aprile: «Dopo tutti i sacrifici che ha fatto, l’Italia non può rimanere esposta a un eventuale contagio di ritorno», ha avvertito Conte. Nel governo le sensibilità sono diverse. Se Italia Viva corre, il ministro dem Francesco Boccia, che oggi porterà in Lombardia altri 90 medici volontari e incontrerà a Milano il sindaco Sala e il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, frena: «Linea dura per tutti ad aprile, poi piano piano il Paese potrà rimettersi in moto». Chi più invoca prudenza è il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Siamo ancora nel pieno dell’emergenza, occorrono cautela e gradualità per non vanificare i grandi sacrifici fatti finora».

4 maggio

Dal 4 maggio, passati i due “ponti” festivi che potrebbero spingere la gente a riversarsi in strada o peggio a organizzare gite fuori porta, comincerà la vera “fase 2”. Ma solo se l’indice R0 sarà prossimo alle zero, e per questo fino ad allora è fondamentale rispettare la regola di rimanere a casa. Le riaperture di altre aziende saranno pianificate con le Regioni tenendo conto dei diversi indici di contagio e soprattutto delle misure di contenimento che ogni governatore sarà in grado di garantire, ma l’ultima parola spetterà al governo. Anche perché – come già accade adesso – nessuna norma potrà essere in contrasto con quelle emanate da Palazzo Chigi. Conte ha già insediato un gruppo composto da sociologi, psicologi e manager dell’organizzazione del lavoro, che affianchi il Comitato tecnico scientifico. Ci saranno turni e fasce orarie per i lavoratori che non sono in smart working e anche alcuni negozi potranno tirare su le saracinesche, garantendo però l’ingresso scaglionato come avviene adesso per supermercati e farmacie.

18 maggio

Nell’ultima parte di maggio potrebbe arrivare qualche allentamento anche rispetto ai divieti di spostamento per i cittadini e una nuova lista di attività commerciali da far ripartire. Le Regioni che hanno avuto il maggior numero di contagi (dove la popolazione risulta dunque più immune) e quelle che hanno un numero basso di malati potrebbero ottenere dal governo il via libera all’eliminazione di alcune limitazioni sulle passeggiate e deroghe all’obbligo di stare nel proprio Comune. In fondo alla lista delle riaperture al pubblico rimangono bar, ristoranti, luoghi per eventi che dovranno comunque riorganizzare i propri spazi con il distanziamento di almeno due metri tra i tavoli, le protezioni personali per camerieri e dipendenti.

CORRIERE.IT

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus nel frigo: sopravvive, ma non serve disinfettare tutto

mercoledì, Aprile 8th, 2020

di Silvia Turin

Coronavirus nel frigo: sopravvive, ma non serve disinfettare tutto

Il coronavirus può sopravvivere nel frigorifero? È la domanda che hanno posto i giornalisti di NBC Usa al dottor Warner Greene, un virologo e ricercatore del Gladstone Institutes di San Francisco. «I coronavirus – ha risposto – possono sopravvivere per un periodo di tempo sorprendente sulle superfici, anche se la loro carica virale decade rapidamente». Greene afferma che bisogna raccomandare a tutti di disinfettare i prodotti alimentari prima di metterli nel frigorifero o nel congelatore e racconta in che modo lo fanno lui e la moglie.

Studio del 2010 sulla SARS

Il professore nomina uno studio del 2010 dell’American Society for Microbiology che però era svolto sulla SARS e mostrava la sopravvivenza del virus a bassa umidità e temperature inferiori a 4 gradi C°, lo stesso ambiente che si crea nel frigorifero. Al di là del fatto che SARS e attuale coronavirus non sono poi così simili, è vero che il SARS-CoV-2 sopravvive anche per giorni su alcune superfici e, sebbene gli studi si riferiscano alla sopravvivenza a “temperatura ambiente”, non c’è ragione di pensare che non lo faccia anche in frigorifero (meno probabile, invece, che sopporti il congelatore).

Permanenza massima su plastica

Lo studio più importante relativo al SARS-CoV-2 e le superfici pubblicato sul New England Journal of Medicine misura la sopravvivenza virale su rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica. Il materiale su cui resiste di più è la plastica: dopo 7 ore però la capacità infettiva è dimezzata e abbattuta completamente dopo 72 re. Sull’acciaio 6 ore per il dimezzamento e 48 ore per l’abbattimento, 5 ore e 24 ore per il cartone e 2 ore e 4 ore per il rame. È confermato dunque che il rischio diminuisce con il passare delle ore, ma si annulla dopo qualche giorno, massimo tre. Non solo, altri studi hanno dimostrato che il virus muore subito (entro un minuto) dopo una normale disinfezione a base di alcol etilico (etanolo al 62-71%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%). Infine, fattore più importante, nessuno di questi studi ha mail provato che toccare una superficie sia mai stato fonte di contagio: una cosa è rilevare la presenza del virus, un’altra è che questo virus possa infettare una persona (che comunque dopo averlo toccato deve farlo arrivare dalle mani a bocca/occhi/naso).

Rating 3.00 out of 5

Walter Ricciardi: “Distanziamento sociale a lungo. Si potrebbe riaprire prima al centro-sud”

mercoledì, Aprile 8th, 2020

Prepararsi alla nuova fase, senza accelerazioni. Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute sulla gestione dell’emergenza Covid-19, rimarca che il distanziamento sociale sarà una realtà dei nostri giorni fino a quando non verrà trovata una terapia specifica o un vaccino per contrastare il coronavirus. Intervistato su Radio 2 da “I lunatici”, Ricciardi ha detto che è necessario “distanziarci socialmente” e in tutto il mondo “tutti quelli che sottovalutano questo virus si espongono a grandi infelicità. Pensano che la situazione sia sotto controllo, ma non lo è. Sono convinto che anche quei Paesi che stanno facendo delle pallide riaperture dopo Pasqua ritorneranno sui loro passi. Fino a quando non avremo un farmaco specifico o un vaccino dovremo stare molto attenti”.

La Fase 2 potrebbe partire prima nel centro-sud e poi nel nord. Secondo il membro dell’esecutivo dell’Oms “oggi il centro-sud non ha raggiunto i livelli del nord perché abbiamo preso delle decisioni molto dure nel limitare la mobilità”. Potrebbe riaprire prima “se noi riusciamo ad attivare una strategia di testing allargata e mirata, con un tracciamento tecnologico individuale, a quel punto possiamo liberare le persone che non hanno problemi, isolare per il loro bene le persone malate, e limitare il contagio. E naturalmente farlo in maniera differenziata. Se un’area ha una circolazione virale molto più intensa può avere misure differenti rispetto a un’area che ha minore circolazione di virus”.

Capitolo mascherine: “non è mai cambiata l’evidenza scientifica. Indossando una mascherina chirurgica una persona contagiata protegge gli altri. Ma la mascherina chirurgica non protegge chi la indossa” ribadisce Walter Ricciardi.
Per quanto riguarda le mascherine professionali, “Ffp3 dovrebbe essere indossata solo dal personale sanitario – spiega Ricciardi – l’Ffp2 anche dal personale della polizia e delle forze dell’ordine, quelli che stanno a contatto con le persone”. Secondo Ricciardi “non ha senso” indossare la mascherina “quando cammini per strada o quando lavori in un campo. Ha senso indossarla nei luoghi chiusi dove non si può mantenere la distanza di sicurezza. Ma non per proteggere se stessi, più che altro per proteggere gli altri. Anche gli occhiali possono essere uno strumento di protezione. Gli occhi sono molto vascolarizzati. Per questo gli operatori sanitari indossano non solo guanti e mascherine ma anche visiere che proteggono gli occhi”.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, i nuovi dati in Italia: in calo il numero di nuovi casi e di malati ricoverati. Borrelli: “Incremento più basso dal 10 marzo scorso”

mercoledì, Aprile 8th, 2020

rep

Coronavirus, la scienza: i dubbi sulla Fase 2

di LUCA FRAIOLI ROMA – Finalmente, i dati segnano un calo, nonostante ci siano ancora oltre 600 morti. In diminuzione i nuovi contagi, il numero di persone attualmente malate e i numeri di ricoverati, sia in terapia intensiva che fuori dalle terapie intensive.

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a solo 878 unità (ieri erano stati 1941). È l’incremento più basso registrato dal 10 marzo.

Oggi sono ricoverate in terapia intensiva 3792 persone, 106 meno di ieri, numero in calo per il quarto giorno di seguito. Sono ricoverate con sintomi 28.718 persone, 258 meno di ieri. Dei ricoverati in terapia intensiva, 1.305 sono in Lombardia.

Made with Flourish

Resta alto però il numero delle vittime. Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 604 persone (ieri i decessi erano stati 636), arrivando a un totale di 17.127 morti.

I guariti raggiungono quota 24.392, per un aumento in 24 ore di 1555 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1022 persone).

Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia è 135.586: i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono 3039 (ieri erano stati 3598), il numero più basso dal 13 marzo, ma con molti più tamponi fatti rispetto a quella data. 

I tamponi fatti oggi sono stati 33.713, qualcuno più rispetto a ieri (30.271). Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 11,1 tamponi fatti, il 9%. È il valore più basso da inizio emergenza. Per avere un confronto, il 13 marzo erano stati fatti solo 11mila tamponi. Oggi tre volte tanti ma lo stesso numero di malati individuati.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, la fase 2: turni e code per ogni attività. Così ripartirà l’Italia

mercoledì, Aprile 8th, 2020

di Monica Guerzoni, Martina Pennisi, Fiorenza Sarzanini

Coronavirus, la fase 2: turni e code per ogni attività. Così ripartirà l'Italia

Turni per lavorare e turni per entrare nei negozi. Distanza di sicurezza e dispositivi di protezione obbligatori per chi ha contatti con il pubblico. Nella «fase 2» dell’emergenza da coronavirus — che potrà cominciare dal 4 maggio — le abitudini quotidiane dovranno cambiare in maniera radicale rispetto al passato. È la condizione per poter ripartire, dunque governo e scienziati sono certi che i cittadini accetteranno le nuove regole, così come hanno fatto per questa lunga quarantena. Ripresa «lenta e graduale», la strategia non cambia. Ma durante la riunione com il comitato tecnico scientifico il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato chiaro: «La tutela della salute resta al primo posto, però i motori del Paese non possono restare spenti troppo a lungo». È preoccupato «per la tenuta psicologica dei cittadini, per l’ordine pubblico e per l’impatto delle chiusure sull’economia». Sa bene che «la curva dell’epidemia si è stabilizzata, dunque entriamo nella fase della massima attenzione, che ci impone a mantenere prudenza e rigore». E dunque nel discorso ai cittadini che farà nei prossimi giorni, annuncerà il nuovo decreto con l’ulteriore proroga dei divieti di spostamento fornendo però una speranza con il via libera alla riapertura di alcune aziende la prossima settimana. «Non possiamo rischiare che la curva dell’epidemia si alzi di nuovo, perché non possiamo permetterci di ripartire da capo», dirà Conte, consapevole che la «fase 2» potrà iniziare solo dopo il ponte del 1 maggio (qui lo speciale «La parola alla scienza»).

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, Fontana su case di riposo: “L’accoglienza dei malati era una scelta volontaria delle Rsa”

martedì, Aprile 7th, 2020

Nessuno ha imposto alle case di riposo di accogliere malati Covid, chi lo ha fatto lo ha fatto per “scelta volontaria” e perché disponeva di padiglioni che potevano essere isolati. A chiarirlo è il governatore lombardo Attilio Fontana discutendo, in collegamento con “Mattino Cinque”, delle numerose vittime registrate tra gli anziani ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) a causa del coronavirus.

Rating 3.00 out of 5

Coronavirus, il ritorno alla normalità? “Quando ci sarà il vaccino”

martedì, Aprile 7th, 2020

Roma, 7 aprile 2020 – “Torneremo alla vera normalità, ad abbracciarci e baciarci, quando ci sarà il vaccino, e su questo non c’è ombra di dubbio”. Così su Radio Capital, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sull’epidemia di Coronavirus. Quindi ci saranno restrizioni per un anno abbondante? “No – risponde -, avremo accuratezza nei contatti e senso responsabilità – ha risposto – senso di responsabilità che dovrà guidare la ripresa, garantendo la distanza di sicurezza e un utilizzo consapevole delle mascherine”.

Scuola, tutti promossi e maturità on line. Cancellato l’esame di terza media

Il momento delle mascherine

“Se il virus non circola, la mascherina non serve – dice Sileri -. Laddove queste misure di sicurezza non possono essere garantite, deve essere usata la mascherina, ad esempio al supermercato ha un ottimo livello di protezione. Tutto questo dovrà essere potenziato nelle prossime settimane con la medicina preventiva sul territorio, sottopotenziata negli anni scorsi. Sarà necessario un medico competente che sia in grado di individuare precocemente persone con sintomi minori e controllare eventuali focolai, anche per un uso ampio dei tamponi per individuare i positivi. Il rischio non sarà mai allo zero, ma portarlo quanto più vicino allo zero in attesa che arrivi il vaccino sarà fondamentale”.

Mascherine Ffp3, Ffp2 e chirurgiche. Quali usare: differenze e prezzi

FOCUS Il link per il download della app AutoCert19 per chi possiede un dispositivo mobile Apple: https://onelink.to/autocert19

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.