Archive for the ‘Salute’ Category

Covid, Remuzzi: “Raffica di contagi. Ormai in Lombardia è immunità di gregge”

mercoledì, Agosto 5th, 2020

di ALESSANDRO MALPELO

Professor Remuzzi, che cosa dicono gli ultimi numeri diffusi dal ministero e dall’Istat?

“Sostanzialmente confermano un divario tra Nord e Sud – risponde Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano – ribadiscono che la circolazione del virus ha preso strade diverse”.

Sotto Roma, una percentuale bassissima di infezioni. C’era bisogno di chiudere l’intero Paese?

“Le precauzioni hanno senso, anche se dobbiamo parlare di tre epidemie con espressioni molto diverse. Quel che è successo in Lombardia è diverso da quello che abbiamo visto in Liguria, Piemonte Emilia Romagna, Marche, Veneto. Una terza modalità di espressione dell’epidemia è quella che ha riguardato il resto d’Italia”.

Ci sono regioni più brave di altre nel distanziamento?

“Sì e no. Una considerazione che ho condiviso con l’illustre epidemiologo Donato Greco è che nella diffusione hanno giocato fattori quali l’urbanizzazione, gli scambi, la densità abitativa e altre cose che ignoriamo. Oggi il New York Times riconosce all’Italia il merito di aver affrontato e debellato una calamità”.

In Lombardia una eventuale seconda ondata potrebbe avere un impatto meno pesante?

“In Lombardia, in certe aree come a Bergamo, siamo abbastanza vicini a quella che potremmo definire immunità di gregge per il Coronavirus, lo ha rimarcato persino Robert Gallo dagli Usa. Qui non è solo questione di anticorpi, ma anche di difese legate alle cellule con memoria, linfociti T. Sta per uscire un articolo su Nature che illustra proprio le interazioni genetiche e ambientali”.

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Focolaio coronavirus scoperto in una azienda agricola di Mantova

mercoledì, Agosto 5th, 2020

Un focolaio Covid con almeno 97 casi positivi è stato individuato in un’azienda agricola del mantovano. Tre persone hanno sintomi lievi, gli altri sono asintomatici. Lo ha comunicato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Il focolaio è stato individuato dopo la segnalazione di un caso da parte di un medico di famiglia. L’azienda è  stata subito sottoposta a sanificazione.

“Un accurato e tempestivo lavoro di tracciamento e indagine disposto dall’Ats della Valpadana in attuazione delle linee guida emanate da Regione Lombardia ha consentito di individuare e circoscrivere un focolaio Covid con 97 casi positivi in un’azienda agricola del Mantovano” si legge nella nota dell’assessore Gallera.

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Coronavirus, ultime notizie: altri 190 casi e 5 vittime

martedì, Agosto 4th, 2020

Gli aggiornamenti di martedì 4 agosto in base ai dati diffusi dal ministero della Salute e dalla Protezione civile

Coronavirus: si lavora a nuovo sistema nomi virus

In crescita il numero degli italiani contagiati dal coronavirus. Alle 17 il bollettino diffuso congiuntamente da ministero della Sanità e Protezione civile riporta la cifra di 190 nuovi casi in più rispetto a ieri, lunedì 3 agosto, quando l’incremento era stato di 159 unità. Sono quindi 12.482 le persone attualmente positive (erano 12.474), mentre i decessi crescono di cinque unità e arrivano a 35.171 (erano 35.166). I casi totali registrati dall’inizio della pandemia sono 248.419.

DATI DEL CONTAGIO

in Veneto 20 nuovi casi, una vittima

Altri 20 nuovi casi di Covid-19 si registrano in Veneto nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferisce il bollettino regionale, che porta il totale dei contagiati a 20.253. Da segnalare anche una nuova vittima, che porta il totale regionale a 2.077. Gli attuali positivi sono 1.065, 14 in più rispetto a ieri. I soggetti in isolamento sono 4.160. Aumentano i ricoveri nei reparti non critici, che sono 119 (+7) di cui 32 positivi (+7). Le terapie intensiva continuano a segnare 7 ricoverati di cui 5 positivi (+1).

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Coronavirus, i veri numeri del contagio in Italia: 1,5 milioni di casi

martedì, Agosto 4th, 2020

di Margherita De Bac

Sono quasi un milione e mezzo gli italiani contagiati dal coronavirus. Sei volte di più rispetto a quelli cui l’infezione è stata diagnosticata da febbraio a giugno e che quindi risultano sui bollettini della Protezione Civile. Il 2,5% della popolazione secondo il tanto atteso studio di sieroprevalenza che serve appunto a comprendere quanto il Sars-CoV-2 abbia circolato, in che modo si è espresso e in che misura da luogo a forme asintomatiche. L’indagine è stata condotta da Istat e ministero della Salute, col supporto logistico fondamentale della Croce Rossa che ha reclutato il campione di volontari non senza difficoltà. Dopo migliaia e migliaia di telefonate si è riusciti a reclutare il campione statistico e a venirne a capo con risultati solidi. Diversi cittadini avevano infatti declinato l’invito ad aderire al progetto, negando il consenso. Oltre 64.600 i prelievi. Il 2,5% della popolazione è risultata positiva al test degli anticorpi e dunque è venuta a contatto con l’agente infettivo responsabile della pandemia.

Lombardia in testa

Il virus ha conquistato l’Italia con una forte differenziazione territoriale. In Lombardia la prevalenza è stata del 7,5% contro lo 0,3% della Sicilia. È la conferma che l’istituzione delle zone rosse alle Regioni del Nord e poi il lock down nazionale hanno stroncato la catena di trasmissione. I contagiati sembrano una percentuale irrisoria. Invece il dato «può trasformarsi in qualcosa di problematico se non siamo prudenti», analizza il presidente Istat Gian Carlo Blangiardi, al fianco del ministro della Salute Roberto Speranza nel presentare l’indagine. «La percentuale del 2,5% ci dice che è stato un fenomeno significativo che ha interessato circa un milione e mezzo di persone. Il momento più difficile è alle spalle, siamo fuori dalla tempesta ma non in un porto sicuro. Usiamo cautela», ricorre al paragone marinaro Speranza. La raccomandazione, spesso inascoltata, è di indossare mascherina, lavarsi spesso le mani e distanziarsi.

Bergamo e Cremona

La variazione territoriale è la chiave di lettura. I lombardi rappresentano il 51% dei cittadini italiani con anticorpi. Sembra che il Sars-CoV-2 abbia colpito in maniera selettiva, scegliendo: a Bergamo la sieroprevalenza è del 24% contro il 19% della vicina Cremona, uniche due province a mostrare la doppia cifra.

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Rappuoli: “Ecco il farmaco che ferma il Covid. Produzione industriale entro l’anno”

lunedì, Agosto 3rd, 2020

di PINO DI BLASIO

“Il mondo potrà sconfiggere il Coronavirus nel 2021, quando riusciremo a produrre un miliardo di dosi di vaccini. Ma prima avremo un farmaco che curerà i contagiati dal Covid-19. Un’iniezione a base di anticorpi monoclonali, selezionati dal mio team di ricerca nei laboratori senesi di Toscana Life Sciences”. Rino Rappuoli, ad e chief scientist di Gsk Vaccines, il pioniere di tanti vaccini di nuova generazione, è l’uomo che dirige le operazioni antivirus su due fronti di guerra: vaccini e terapie, prevenzione e cura.

Partiamo dalle seconde: cos’è questa nuova medicina?

“Gli anticorpi monoclonali rappresentano la terapia che genera metà dei fatturati dell’industria farmaceutica nel mondo. Vengono usati per curare i tumori e malattie autoimmuni. Nei laboratori di Siena li usiamo per trovare rimedi contro l’antibiotico resistenza, una piaga che nei prossimi anni provocherà più morti dei tumori. Grazie a un finanziamento dell’Eu Malaria Fund, una fetta di 46 milioni di euro è servita per selezionare anticorpi contro il virus”.

Come avete fatto?

“Abbiamo firmato un’intesa con lo Spallanzani e con il Policlinico Le Scotte. Da 5mila anticorpi prevelati dal plasma di chi aveva contratto il virus, abbiamo selezionato i tre molto efficaci, poi punteremo sul migliore di questi. Abbiamo inviato la sequenza dell’anticorpo a un’azienda svizzera, specializzata a fare cellule che a livello industriale produrranno anticorpi. La risposta arriverà a giorni”.

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Coronavirus in Italia, timori per i contagi in aumento. I nuovi focolai sono 123, ma sono sotto controllo

sabato, Agosto 1st, 2020

di Margherita De Bac

Regge l’Italia all’urto dei focolai. La situazione resta stabile rispetto alla settimana precedente e l’indice di Rt nazionale (il numero di persone contagiate da un individuo infetto) si mantiene sotto l’1 (0,98), livello che dovrebbe evitare l’innalzamento esponenziale della curva epidemica. Il rapporto settimanale della Cabina di Regia (Ministero della Salute più Istituto Superiore di Sanità), creata per monitorare il quadro generale in base alle comunicazioni delle Regioni, si riferisce alle informazioni ricevute tra 20-26 luglio e dunque fotografano l’Italia di inizio luglio considerando i tempi delle diagnosi.

Rischio Balcani

«I casi di Covid sono in lieve aumento, anche se la situazione resta contenuta, con un R0 di poco al di sotto dell’unità», ha spiegato Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. «In molte regioni abbiamo diversi focolai a partire da casi importati – ha proseguito -. Ciò è abbastanza atteso dal momento che l’epidemia sta galoppando in diversi Paesi del mondo». Poteva andare peggio, visto l’assedio. Covid-19 imperversa nel resto d’Europa, con i Paesi balcanici colpiti in pieno dall’ondata di contagi, dall’estero tornano centinaia e centinaia di immigrati da zone dove l’epidemia segna rosso. Un numero da tenere sott’occhio è quello relativo all’incidenza dei casi che negli ultimi 14 giorni è di 5.1 per 100mila abitanti, in aumento.

8 Regioni sopra 1

«La situazione è complessivamente positiva – osservano i tecnici – con piccoli segnali di allerta».Gli ospedali si stanno svuotando e quindi sono in grado di sostenere un eventuale nuovo impatto di ricoveri. L’età media dei contagiati si attesta sui 40 anni, venti in meno rispetto ai mesi bui di marzo e aprile. Sono 8 le Regioni con Rt superiore a 1 (Campania, Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Bolzano, Trento,Sicilia, Veneto). Questo conferma l’inaffidabilità del virus che approfitta di ogni occasione per saltare fuori velocemente. Guardiamo il Veneto che sembrava aver svoltato il pericolo e invece si ritrova a 1.66, indice per niente rassicurante. Questo valore non risente ancora del focolaio ora in evoluzione in un centro di accoglienza per immigrati in provincia di Treviso.

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Coronavirus, 133 positivi a Treviso nell’ex Caserma Serena. Zaia: «Va trattata da zona rossa»

venerdì, Luglio 31st, 2020

di Claudio Del Frate e Silvia Madiotto

Nell’improvviso balzo in avanti di casi di Covid registrato oggi, giovedì, in Italia, il numero maggiore si registra in Veneto. E all’interno del Veneto è Treviso a fare i conti con il risveglio del Covid. Un bollettino diffuso in serata mette a statistica 199 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, 133 dei quali hanno toccato migranti ospitati alla caserma «Silvio Serena», di Casier (Treviso) una struttura che da anni funziona da centro di accoglienza. Qui è stato individuato un nuovo focolaio del virus ma il fatto che i malati siano migranti ha immediatamente incendiato il dibattito politico. Matteo Salvini, intervenuto in mattinata al Senato sul caso Open Arms, ha subito accusato il governo di agevolare la diffusione del virus attraverso la politica dei porti aperti, il, sindaco di Treviso Mario Conte ha annunciato che denuncerà il governo per il «danno incalcolabile» arrecato alla città. In realtà le persone della «Serena» infettatesi non hanno nulla a che vedere con i recenti sbarchi a Lampedusa. Alcuni sono a Treviso addirittura da anni. «Un mega pasticcio, le forme di ospitalità “senza se e senza ma”, a differenza di quelle per chi scappa davvero dalla morte o dalla fame e che va aiutato, causano solo guai. Visti i rischi sanitari, i centri di accoglienza devono essere trattati come zone rosse, senza le scelte dei Comuni», aveva detto ieri il governatore del Veneto, Luca Zaia, come si legge sul Gazzettino, commentando la situazione del Centro di accoglienza allestito all’interno dell’ex caserma Serena.

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Covid, il Comitato Tecnico-Scientifico: “Trend in crescita. Preoccupati dall’evoluzione della curva”

venerdì, Luglio 31st, 2020

I dati degli ultimi giorni “destano preoccupazione e richiedono la massima attenzione da parte di tutti”. Così fonti del Comitato tecnico scientifico del governo analizzano gli ultimi numeri sulla diffusione del coronavirus in Italia, sottolineando comunque che sia il sistema sanitario sia quello per individuare i nuovi focolai “stanno funzionando bene e per il momento non ci sono criticità”.

“Il trend dei contagi è in crescita – aggiungono le fonti – ed esiste il rischio che la situazione possa sfuggire di mano come avvenuto già in altri paesi europei ed extraeuropei”. Per questo, è l’invito ribadito dal Cts, occorre “massima attenzione” nel rispetto delle misure di prevenzione, dal distanziamento sociale all’uso della mascherina fino al divieto di assembramento.

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Coronavirus, in Spagna oltre 1.153 contagi: record dal 2 maggio

giovedì, Luglio 30th, 2020

I nuovi contagi da coronavirus in Spagna sono stati 1.153 nelle ultime 24 ore. Cinque i morti, secondo i dati del ministero della Salute iberico. E’ il numero più alto dal 2 maggio, quando furono registrati 1.178 nuovi positivi. La maggior parte dei nuovi contagi è stata confermata nelle comunità di Aragona, Catalogna e Madrid.

Altri 763 casi e 83 morti in Gb Altre 83 persone sono morte in Gran Bretagna, per un totale di 45.961 decessi dall’inizio della pandemia. Stando ai dati diffusi dalle autorità, nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 763 casi che portano a 301.455 il numero complessivo dei contagi. 

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L’infettivologo Galli contro i ‘negazionisti’ della mascherina: “Da Lega messaggio pericoloso”

martedì, Luglio 28th, 2020

“Penso che tutto quello che è stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità”. Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano e past president della Società italiana di Malattie Infettive (Simit), stigmatizza le posizioni espresse in occasione dell’incontro ‘Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti’, alla presenza tra gli altri del leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli.  E anche Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale, commenta nettamente le posizioni espresse dai ‘negazionisti’ riuniti a convegno e all’AdnKronos salute risponde sull’uso della mascherina: “Dobbiamo ancora usarla, non se ne può ancora fare a meno: penso che debba diventare un po’ come gli occhiali da sole, da portare con noi e usare quando serve, ovvero nei luoghi chiusi, affollati, e all’aperto quando non si può rispettare il distanziamento”.

Coronavirus, al Senato il convegno dei “negazionisti”. Salvini: “Non metto la mascherina”. Sgarbi: “In Italia non c’è più”

di LAURA MARI
Armando Siri (Lega),  tra gli organizzatori del dibattito, ha parlato di “eccessivo allarmismo”, mentre per Salvini il bollettino quotidiano dei contagi rappresenta un “terrorismo mediatico”. Ed ancora: “La libertà di pensiero è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream. Io mi sono rifiutato di salutare di gomito. Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli gli do la mano”, ha detto il leader della Lega.

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