Archive for the ‘Salute’ Category

Vaccini Covid, sì ai bivalenti agli over 12 su richiesta: la circolare del ministero

sabato, Settembre 24th, 2022

di Redazione Salute

Le formulazione aggiornate a Omicron (BA.1 o BA.4-BA.5) potranno essere somministrate come quarta dose ad almeno 120 giorni di distanza dalla terza dose (o da un’infezione da coronavirus)

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I vaccini bivalenti contro Omicron potranno essere somministrati «su richiesta» a tutti i soggetti di almeno 12 anni di età, che abbiano già ricevuto la prima dose di richiamo da almeno 120 giorni.

L’uso per la quarta dose

Lo chiarisce una circolare del Ministero della Salute dal titolo «Aggiornamento delle indicazioni sull’utilizzo dei vaccini a m-RNA bivalenti». A seguito dell’autorizzazione da parte di Ema e Aifa sono ora disponibili, nell’ambito della campagna di vaccinazione con la quarta dose, due formulazioni bivalenti di vaccini a m-RNA: i due bivalenti aggiornati a Omicron BA.1 (quello di Pfizer e quello di Moderna) e i due bivalenti aggiornati a Omicron BA.4-BA.5 sempre di Pfizer e Moderna. Il ministero ricorda che tali vaccini potranno «essere resi disponibili su richiesta dell’interessato, come seconda dose di richiamo, per la vaccinazione dei soggetti di almeno 12 anni di età, che abbiano già ricevuto la prima dose di richiamo da almeno 120 giorni», oppure quando siano trascorsi almeno 120 giorni dall’ultima infezione da Covid. Un uso che è quindi consentito solo per la quarta dose, che resta fortemente consigliata soprattutto ai soggetti fragili, ai sanitari e ai soggetti sopra i 60 anni.

— Covid in Italia, il bollettino di oggi 23 settembre: 21.085 nuovi casi e 49 morti.

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Covid, come si può prenotare per i vaccini bivalenti e a chi sono consigliati

sabato, Settembre 10th, 2022

di Margherita De Bac

Lunedì via agli appuntamenti ai vaccini che contengono due ceppi del virus sars CoV-2. In arrivo 18,9 milioni di dosi

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Cosa sono i nuovi vaccini?
Si chiamano bivalenti (adeguati o aggiornati) perché contengono due ceppi del virus Sars CoV-2, quello originale isolato all’inizio del 2020, e Omicron BA.1, comparso come variante a novembre del 2021 e diventato prevalente con le sottovarianti BA.4 e 5, molto simili per caratteristiche, che oggi sono responsabili del 90% delle infezioni. Ambedue i vaccini sono sviluppati con la tecnologia dell’Rna messaggero, prodotti dalle aziende Moderna e Pfizer/Biontech. Approvati il primo settembre dall’agenzia europea del farmaco Ema e ratificati lunedì 5 settembre dalla nostra Aifa.

Quando saranno disponibili in Italia?
Da lunedì 12 settembre le Regioni apriranno le prenotazioni. Basterà fissare l’ appuntamento attraverso i siti regionali scegliendo tra centri vaccinali e farmacia. Entro questo mese arriveranno 18,9 milioni di dosi, cui seguiranno altre consegne. Le Regioni hanno già ricevuto le prime scorte.

Chi può vaccinarsi?
I nuovi vaccini sono offerti gratuitamente a tutti i soggetti oltre i 12 anni, senza preclusioni. In teoria dunque tutti potrebbero richiederli per fare i richiami, ma su questo punto il ministero darà indicazioni più dettagliate.

A chi sono raccomandati?
Il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione in via prioritaria alle persone a rischio di sviluppare la malattia grave da Covid e potenzialmente fatale: fragili (con patologie croniche) over 60, ospiti e operatori delle residenze sanitarie per anziani, oltre a loro personale sanitario e donne incinte, come indicato anche da Ema e dall’agenzia europea per il controllo delle malattie infettive. Ulteriori indicazioni strategiche nell’ambito della campagna vaccinale potrebbero essere decise nelle prossime settimane sulla base dell’andamento dell’epidemia.

Quando fare il richiamo con i nuovi vaccini?
Bisogna aspettare almeno quattro mesi dall’ultima dose ricevuta, anche se il ciclo primario è stato completato utilizzando composti di altre aziende, quindi AstraZeneca e Janssen.

E se ho avuto l’infezione naturale?
Aspettare almeno 4 mesi prima del richiamo. L’ulteriore dose serve a rafforzare la protezione contro le forme gravi di malattia.

Cosa devo fare se ho già ricevuto la quarta dose utilizzando i vaccini tradizionali oppure se ho fatto tre dosi e ho avuto successivamente l’infezione?
Su questo il ministero deve ancora esprimersi.

I vaccini tradizionali, monovalenti, contenenti il ceppo di virus originale, continueranno ad essere somministrati?
Si, ma limitatamente a prima e seconda dose. Restano sempre efficaci nel proteggere da sintomi gravi. Le scorte rimanenti, circa due milioni in Italia, potrebbero essere donate ai governi africani. Il quantitativo destinato all’Italia è stato stabilito dall’Ue.

I nuovi vaccini prevengono il contagio?
No, proprio come quelli tradizionali non evitano il contagio. Si può contrarre il virus e trasmetterlo ad altri contatti. Ecco perché il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza parla di cambio di paradigma. Si pensava di poter bloccare la circolazione del virus immunizzando larga parte della popolazione. Invece il Sars-CoV-2 ha acquisito nel tempo la capacità di aggirare le difese del sistema immunitario. Quindi ora l’obiettivo è la difesa dalle forme gravi attraverso il rilancio della campagna vaccinale. È imminente l’arrivo di vaccini contenenti la sottovariante di Omicron, la BA.1.

CORRIERE.IT

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Vaiolo delle scimmie, la prima vittima italiana è un carabiniere di 50 anni in vacanza a Cuba

martedì, Agosto 23rd, 2022

L’AVANA. Un carabiniere di 50 anni, Germano Mancini, da poco più di due mesi comandante della stazione di Scorzè, in provincia di Venezia, è morto a Cuba, primo italiano vittima del vaiolo delle scimmie e anche primo caso diagnosticato sull’isola. Lo riferisce il Ministero della salute pubblica cubano: le condizioni del nostro connazionale «si sono rapidamente evolute verso la gravità, essendo in condizioni critiche instabili dal 18 agosto».

Il militare si trovava in vacanza a Cuba per il periodo di Ferragosto. Originario di Pescara, risiedeva a Noale. Il rapporto dell’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale «ha mostrato la sepsi dovuta a broncopolmonite causata da un germe non specificato e danni multipli d’organo come causa della morte», dice ancora il ministero.

I primi sintomi a due giorni dall’arrivo a Cuba
«Confermiamo il decesso, ma non sappiamo ancora nulla sulle cause – spiega Emanuele Spiller, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Venezia -. Aspettiamo che l’Ambasciata ci faccia sapere qualcosa in più». Mancini è morto il 21 agosto.

Sono immediatamente scattate tutte le procedure previste anche dal nostro sistema sanitario. Mancini era a Cuba insieme ad alcuni amici, giunto il giorno di Ferragosto per qualche giorno di vacanza. I primi sintomi si sarebbero manifestati dopo un paio di giorni, via via sempre più gravi, al punto da richiedere il trasporto in ospedale e il ricovero. Mancini – già in ospedale – è stato colpito da una crisi cardiaca e ha dovuto essere trasferito in terapia intensiva, dove la situazione è poi precipitata fino alla morte. I parenti e gli amici dell’uomo hanno riferito che non aveva alcun problema di salute, prima di essere colpito dal virus. Dettaglio questo, da cui si partirà per cercare di capire la causa di una morte così improvvisa e rapida. 

Chi era Germano Mancini
Cinquant’anni, padre di un figlio grande, era originario di Pescara ma residente a Noale da tempo. Da più di 15 anni era in servizio a Scorzé e da giugno, quando il suo comandante, il luogotenente Giuseppe Barresi, è stato trasferito a Zero Branco e Quinto di Treviso ne aveva assunto le funzioni come reggente. L’italiano alloggiava in una casa in affitto e aveva visitato diverse località nell’ovest del Paese. «L’avevo visto l’ultima volta ai primi di agosto quando ci siamo incontrati al Rally, l’evento motoristico di Scorzè. Il comandante Mancini mi è sembrato in ottima forma, come sempre, non ho notato in lui nulla di diverso dal solito, anche se qualcuno diceva che ultimamente era dimagrito», commenta con dolore il sindaco Nais Marcon, dopo aver saputo della scomparsa del luogotenente in ferie a Cuba.

Isolati i contatti 
Le persone che a Cuba hanno avuto contatti con il carabiniere Germano Mancini, il primo italiano deceduto per vaiolo delle scimmie, si trovano in isolamento e per ora non hanno manifestato sintomi della patologia. E’ quanto si apprende dalla nota diffusa dal ministero della Salute pubblica di Cuba, dove e’ deceduto l’uomo lo scorso 21 agosto, riportata dai media locali.

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Covid, ecco il vaccino bivalente contro il virus di Wuhan e le sue varianti. Come funziona, quanto ci protegge e se metterà fine alla pandemia

martedì, Agosto 16th, 2022

ROBERTO CAUDA

ROMA.  Il Regno Unito è il primo paese che ha approvato il vaccino bivalente di Moderna che contiene oltre al vaccino tradizionale che è stato utilizzato fino ad oggi costruito sullo Spike del virus ancestrale di Wuhan anche lo Spike aggiornato di Omicron 1. I dati ottenuti in 437 soggetti hanno indicato che il vaccino bivalente è sicuro e conferisce una buona protezione anche nei confronti di altre varianti ed in particolare di Omicron 4 e 5. Al momento sono stati identificati una serie di categorie di persone che sono primariamente destinatarie del vaccino: operatori sanitari, persone oltre 50 anni persone con fragilità, anche se non é escluso che la platea si possa ulteriormente ampliare anche ad altre categorie di soggetti. Il vaccino Moderna è il primo ad essere stato aggiornato ed approvato, ma in tempi brevi sarà anche disponibile il vaccino Pfizer. Resta l’interrogativo di quanto questi vaccini possono essere efficaci nei confronti di nuove varianti e quanto duri la protezione da loro conferita, la speranza è che questa possa durare, come per la vaccinazione antinfluenzale, un anno.

Quarantene
È attualmente in corso, non solo in Italia ma in tutto il mondo, un vivace dibattito sulle politiche di quarantena che presentano aspetti non solo sanitari ma anche politici, economici e sociali. Il progetto pilota SMART Release (Marsden L e altri) è il più grande studio di coorte condotto nella popolazione mondiale sull’impiego di un particolare test rapido antigenico SARS-CoV-2 a livello di comunità. L’obiettivo dello studio, prospettico di coorte, è stato quello di valutare i test antigenici effettuati a cadenza giornaliera come alternativa all’effettuazione della quarantena di 10-14 giorni per i contatti stretti di persone con casi noti di COVID-19 o con infezione. I risultati della ricerca condotti in 1.657 partecipanti, hanno permesso di identificare 34 casi di COVID-19, essendo 3 ulteriori casi sfuggiti al rilevamento da parte del test. È interessante peraltro notare che con questo approccio di test giornalieri si è evitata la perdita di un totale di 8291 giornate lavorative, che sarebbe invece avvenuta con un regime di quarantena. Gli autori dell’articolo concludono che questi test giornalieri sono stati ben tollerati da parte dell’utenza ed hanno permesso di sostenere l’attività lavorativa in periodo pandemico, con riflessi positivi sull’economia. Sempre per ridurre al minimo gli effetti della pandemia rappresentati, in questo caso dalla chiusura delle scuole, si è sviluppato un modello matematico basato sulla trasmissione di SARS-CoV-2 in ambito scolastico (Colosi E. e altri). Il modello, che considerava in parallelo esecuzione di test diagnostico e vaccinazione, è stato costruito nel momento in cui circolava la variante Delta e sulla base della copertura vaccinale in Europa che era presente a metà settembre 2021. I test effettuati regolarmente sono in grado di ridurre i giorni di scuola persi dagli studenti fin all’80% rispetto alla chiusura delle lezioni attuato dopo l’identificazione di casi. Inoltre, una copertura vaccinale, seppur moderata, rappresenta un controllo aggiuntivo a quello dei test migliorando ulteriormente il beneficio per prevenire la chiusura delle scuole. Dal momento che la circolazione del virus continuerà anche nei mesi prossimi con un innegabile rischio di chiusura delle scuole, secondo questo modello matematico, l’estensione della copertura vaccinale negli studenti, integrata da test diagnostici regolari, sono elementi essenziali per mantenere aperte le scuole soprattutto in presenza di varianti virali altamente trasmissibili.

Efficacia

Un argomento che è stato oggetto di attenzione e dibattito in questi ultimi mesi è la durata dell’efficacia della vaccinazione anti COVID-19 in un momento in cui circola la variante Omicron. Per questo motivo, è stata esaminata la letteratura dal 3 dicembre 2021 al 21 aprile 2022, con l’obiettivo di verificare l’efficacia nel tempo del vaccino nel periodo di prevalenza di Omicron. Degli oltre 145.000 studi inizialmente considerati, 409 sono stati analizzati e di questi 17 rispondevano ai criteri di inclusione per l’ulteriore analisi. Sette studi hanno valutato l’efficacia del vaccino dopo vaccinazione primaria (due dosi), uno solo con la vaccinazione di richiamo e 10 con entrambe (3 dosi). Un mese dopo il completamento della vaccinazione primaria, l’efficacia del vaccino contro la malattia grave COVID-19 risultava essere inferiore per Omicron, rispetto alle varianti pre-Omicron, ma l’ulteriore diminuzione dell’efficacia del vaccino tra 1 e 6 mesi dopo la vaccinazione è stata trascurabile.

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Troppi morti per il caldo? Difficile censirli ma certamente aumenteranno

giovedì, Agosto 11th, 2022

di Valentina Arcovio

Sappiamo che uccide e sappiamo anche come lo fa. Tuttavia, il “caldo killer” tende a lasciare sulle vittime solo prove indiziarie. Nulla di più. E’ per questo che possiamo fare solo semplici stime della mortalità legata al caldo. “In nessun certificato di morte – conferma Graziano Onder, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità – troveremo scritto ‘deceduto per il caldo”.  Forse è per questo che Onder non sembra particolarmente stupito dai dati emersi dal report “Risultati dei sistemi di allarme del Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera”, nell’ambito del “Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore”, diffuso ieri dal ministero della Salute. “Questo sistema di sorveglianza – spiega Onder – registra gli eccessi di mortalità in un dato periodo di tempo e sappiamo che in estate, specialmente negli ultimi anni, si verifica effettivamente un aumento”. In particolare, il ministero della Salute segnala un incremento della mortalità del 21% nel periodo tra il 1 e 15 luglio. In alcune città l’eccesso di morti è straordinario: dal +72% a Latina al +56% di Bari fino al +52% di Viterbo. “Questi dati non ci dicono necessariamente che ci siano più morti di caldo a Latina rispetto a Catania”, dice Onder. “L’eccesso di mortalità – continua – può dipendere anche da altri fattori. Certamente il caldo ha il suo peso, specialmente sulle fasce di popolazione più anziana o sui soggetti fragili. Ma un aumento della mortalità in una specifica area può dipendere anche da altro. Ad esempio anche dal Covid”.

La difficoltà di collegare i decessi al caldo non è solo italiana. Le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che solo tra il 1998 e il 2017 sono morte oltre 166mila persone a causa delle ondate di calore. Tuttavia, secondo gli esperti, il dato sarebbe da considerare sottostimato perché ci sono problemi oggettivi nel censire tutte le morti riconducibili al caldo. In ogni caso sono destinate ad aumentare nel tempo, non solo per la maggiore frequenza delle ondate di calore previste, ma anche per l’aumento dell’età della popolazione.

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Langya, il nuovo virus che arriva dalla Cina: colpisce fegato e reni

mercoledì, Agosto 10th, 2022

Almeno 35 persone sono state infettate da un nuovo virus in Cina a partire dal 2018. Il virus, denominato Langya (LayV) appartiene alla famiglia degli Henipavirus, la stessa a cui fanno capo il virus Hendra e quello Nipah, entrambi con elevata letalità. I primi dati suggeriscono che il nuovo virus non abbia la capacità di diffondersi efficacemente nell’uomo e che è meno aggressivo dei suoi parenti stretti. La notizia è stata riportata da ricercatori afferenti a diverse istituzioni cinesi sul New England Journal of Medicine. L’indagine che ha portato all’identificazione del nuovo virus è partita da una paziente 53enne ricoverata a fine 2018 per febbre e altri sintomi simil-influenzali in un ospedale cinese in cui era attiva la sorveglianza per infezioni potenzialmente di origine animale. 

Da allora sono stati identificati 35 pazienti infettati dal virus nelle province di Shandong e Henan. Tra i 26 pazienti infettati dal solo virus Langya e di cui i ricercatori riportano le condizioni cliniche, tutti avevano febbre, circa la metà soffriva di stanchezza, tosse, anoressia, dolori muscolari, carenza di globuli bianchi; circa un terzo aveva nausea, mal di testa, vomito, carenza di piastrine, alterazioni della funzionalità epatica; meno di 1 su 10 problemi ai reni. Attualmente non esiste un vaccino o un trattamento per l’henipavirus; l’unica terapia è la gestione delle complicanze.

Non sono stati riportati decessi tra i 26 pazienti. Il virus non sembra capace di passare agevolmente da uomo a uomo: «Non c’era uno stretto contatto o una storia di esposizione comune tra i pazienti, il che suggerisce che l’infezione nella popolazione umana potrebbe essere sporadica», scrivono i ricercatori. Anche il tracciamento dei contatti dei pazienti non ha documentato nessun contagio. L’indagine tra gli animali entrati in contatto con i pazienti ha mostrato un’alta presenza del virus nei toporagni, che potrebbe essere un serbatoio naturale di LayV. 

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Omicron 5, così la variante colpisce di notte: ecco l’ultima scoperta

giovedì, Agosto 4th, 2022

Il Covid e le sue numerose varianti portano con sé una quantità spropositata di sintomi, spesso diversi fra loro. E infatti, mentre con Delta era la perdita di gusto e olfatto il campanello d’allarme più frequente nei contagiati; con Omicron invece sono stati predominanti raffreddore, mal di gola e congestione nasale. Anche se poi ovviamente la situazione può cambiare da persona a persona. 
Adesso con il boom di Omicron 5, alla lunga lista di sintomi visti finora si aggiungono anche nuovi elementi. Uno di questi – come spiega Adnkronos – pare che colpisca di notte: “Semmai dovesse capitare di svegliarsi in un anomalo bagno di sudore, il consiglio è di sospettare il contagio. A suggerire questo nuovo elemento è l’immunologo Luke O’Neill, docente di biochimica al Trinity College di Dublino, in Irlanda”.
“Un sintomo extra di BA.5 che ho visto stamattina è la sudorazione notturna. Non è strano?”, ha detto il professore a una radio irlandese nei giorni scorsi. Le sue dichiarazioni sono subito state riprese dai media britannici. “La malattia è leggermente diversa perché il virus è cambiato. C’è una certa immunità – ovviamente con i linfociti T e così via – e quel mix tra sistema immunitario più attrezzato e virus diverso potrebbe dare origine a una malattia leggermente differente“, ha spiegato l’esperto. Che infine ha aggiunto: “Stranamente i sudori notturni sono una caratteristica”.

LIBERO.IT

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Vaccini, l’epidemiologo La Vecchia: “Campagna tardiva ma utile, in Italia tre milioni di positivi”

giovedì, Luglio 14th, 2022

Simona Buscaglia

Anche se la campagna per la quarta dose agli over 60 «è stata tardiva», il vaccino attuale rimane «una valida protezione contro la malattia grave». Sarebbe poi opportuno intervenire sulle regole della quarantena, togliendo ad esempio il «tampone in uscita», semplificando così le procedure e liberando dall’isolamento dopo 7 giorni. A parlare è l’epidemiologo della Statale di Milano, Carlo La Vecchia.

Professor La Vecchia, siamo vicini al picco di questa ondata?
«Sì, entro fine mese comincerà il livellamento e poi la discesa. I contagi registrati in questa fase di Omicron 4 e 5 sono comunque meno della metà di quelli reali: i positivi potrebbero essere 3 milioni».

Gli ospedali sembrano reggere: le assenze del personale per l’estate potrebbero cambiare la situazione?
«Gli ospedali sono sotto stress non tanto per i ricoveri o per le ferie, che sono state programmate tempo fa, quanto per il personale in quarantena».

Bisognerebbe intervenire sulle regole della quarantena?
«Quelle italiane sono abbastanza rigide rispetto ad altri Paesi. Il picco di contagiosità riguarda i 2-3 giorni che precedono la comparsa dei sintomi e quelli subito successivi. Una semplificazione nelle procedure potrebbe riguardare l’eliminazione del tampone di uscita, come in Svizzera. Lì, dopo 7 giorni dalla positività, si esce dall’isolamento. Si eviterebbe la persistenza in quarantena di soggetti senza più sintomi che hanno un rischio minimo di contagiare gli altri».

Quale sarà l’andamento del virus in estate?
«L’ondata di Omicron 5 in agosto andrà ad esaurirsi. Cosa succederà dopo è difficile dirlo. Un paio di settimane fa è stata identificata la sottovariante Omicron 2.75 in India e in Europa, che ha la capacità di diffondersi nel mondo. Sul piano clinico sembra però analoga alle altre Omicron».

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Quarta dose vaccino Covid Lombardia, l’«assalto» degli over 60: in un giorno + 163% (senza prenotazione)

mercoledì, Luglio 13th, 2022

di Stefania Chiale

Consentita ieri solo nella modalità di auto-presentazione agli hub : da oggi è possibile prenotarsi sul portale. La Regione: prolungare i contratti del personale impiegato nei centri fino a dicembre

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(LaPresse)

Prove generali riuscite. L’allargamento agli over 60 e ai fragili di ogni età, pur consentita ieri solo nella modalità di auto-presentazione agli hub (da oggi è possibile prenotarsi sul portale), ha fatto balzare in un giorno le somministrazioni di quarta dose in Lombardia da una media di 1.848 inoculazioni quotidiane nei primi 11 giorni di luglio alle 4.866 di ieri. Una crescita del 163%. Con le autopresentazioni a costituire il 44% del totale delle vaccinazioni Covid di ieri, che hanno raggiunto quota 6.805. Occorre tornare al 13 maggio per trovarne tante.

Per sfruttare gli slot ancora liberi, ieri gli over 60 e i fragili potevano già autopresentarsi negli hub. Solo i sessantenni e settantenni senza prenotazione e vaccinati con quarta dose ieri sono stati 2.088. Certo, pochissimi considerando la platea interessata (1,8 milioni), ma occorrerà vedere l’andamento delle prenotazioni sulla piattaforma Poste aperte da oggi. La decisione di questa accelerazione è stata presa in una riunione ieri mattina tra la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti e il direttore generale Welfare Giovanni Pavesi, dopo la circolare di lunedì sera con cui il ministero della Salute ha aperto la possibilità di accedere alla quarta dose anche per i soggetti sopra i 60 anni e per persone con elevata fragilità di ogni età (finora erano stati coinvolti solo over 80, immunodepressi, ospiti di Rsa e fragili sopra i 60 anni). «Ci siamo attivati per rispondere al meglio a questa indicazione», ha detto il presidente Attilio Fontana.

Sul totale di 6.805 vaccinati, le quarte dosi sono state le più numerose (4.866, appunto), seguite a grande distanza dalle terze (1.745), dalle seconde e prime (98 e 96). I prenotati erano soltanto 3.805: significa che 3.000 persone si sono autopresentate agli hub, tra cui 2.038 over 60 e 70. Gli altri appartenenti a tutte le altre categorie, over 80 compresi.

La seconda dose di richiamo è somministrata ai soggetti interessati purché siano trascorsi almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione successiva al richiamo. Elemento che la Direzione generale Generale Welfare evidenzia: «La circolare del Ministero della Salute modifica l’indicazione precedente e raccomanda di procedere alla second booster a distanza di 120 giorni, anche nel caso di infezione accertata dopo la prima dose booster».

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Covid, quarta dose: dove vaccinarsi e chi può farlo adesso

martedì, Luglio 12th, 2022

di Margherita De Bac

La circolare del ministero ha allargato la platea dai pazienti fragili agli over 60, anche se sani, e ai vulnerabili con più di 12 anni. Si può accedere al booster anche se si sono fatte le tre dose e poi si è contratto il Covid

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Un centro vaccinazioni anti-Covid

1 – Chi deve fare la quarta dose?
Nella circolare del ministero della Salute uscita l’8 aprile veniva raccomandata a ultra 80enni, immunodepressi, ospiti delle Rsa (residenze sanitarie assistite) e alle persone di elevata fragilità motivata da patologie concomitanti (malattie cardiocircolatorie, neurologiche, epatiche, cerebrovascolari, diabete, disabilità fisica, sensoriale, intellettiva e psichica, sindrome di Down, fibrosi cistica, grave obesità). Infine ai soggetti sopra i 60 anni con patologie concomitanti. La circolare di ieri ha allargato la platea agli over 60, anche se sani, e ai vulnerabili con più di 12 anni.

2 – Se ho ricevuto tre dosi e poi ho contratto il virus devo ricevere il secondo richiamo?
È questa la novità principale. La risposta è sì, si può accedere al secondo booster anche se, dopo il primo richiamo, c’è stata l’infezione naturale. La precedente circolare prevedeva invece che la protezione «costruita» da tre dosi più contagio era sufficiente.

3 – Se mi vaccino con la quarta dose oggi e in autunno è disponibile il nuovo vaccino aggiornato contro il ceppo oggi circolante (Omicron) devo nuovamente immunizzarmi?
Non è ancora stato deciso, dipenderà anche dall’evoluzione dell’epidemia. L’iter autorizzativo dei nuovi vaccini è in corso. Prima di dare indicazioni su come regolarsi dopo la quarta dose bisognerà conoscere i tempi della reale disponibilità delle fiale.

4 – Quando fare la quarta dose?
Ad almeno 120 giorni dal primo richiamo. È provato che dopo 4 mesi la protezione degli anticorpi comincia a scendere.

5 – Quali vaccini vengono somministrati per la quarta dose?
Sono quelli a mRna, prodotte dalle aziende Pfizer-BioNTech e Moderna, gli unici due autorizzati dalle agenzie internazionali regolatorie per la quarta dose.

6 – Gli hub vaccinali sono aperti?
Molti avevano chiuso da marzo in poi e stanno riaprendo per rispondere alle nuove richieste. Sei mesi fa erano 3 mila in tutta Italia, a maggio 2.300. Il Lazio ha già comunicato i centri ripristinati e ha annunciato che le prenotazioni per gli over 60 e i vulnerabili di ogni età scattano giovedì. In friuli Venezia Giulia si dicono pronti, in Sicilia gli hub non hanno mai chiuso. Le Marche stanno organizzando i 13 centri e hanno inviato alle Poste gli elenchi degli over 60 per adeguare le piattaforme di prenotazione.

7 – Posso andare dal medico di famiglia?
La situazione è diversa nelle Regioni. I medici di famiglia coinvolti, secondo il segretario nazionale di Fimmg, Silvestro Scotti, sono il 25 per cento. Quindi, oltre a dover sperare che il proprio medico appartenga a questa compagine, bisogna contare sulla loro capacità di superare problemi organizzativi per l’approvvigionamento dei vaccini. A volte devono andarli a ritirare alla Asl ed essere certi di avere un certo numero di appuntamenti per inocularli.

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