Archive for the ‘Salute’ Category

La scienziata che ha scoperto Omicron: “Dà sintomi lievi, non allarmatevi”

lunedì, Novembre 29th, 2021

Angelique Coetzee a Repubblica: “Le reazioni internazionali contro il Sudafrica sono esagerate”

Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica in una foto presa dalla pagina...
Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica in una foto presa dalla pagina New SA Medical Association Namibia. ANSA/medbriefnamibia EDITORIAL USE ONLY NO SALES

“Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid. A metà novembre è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina”. La Repubblica intervista la dottoressa Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, la scienziata che ha scoperto la variante Omicron che sta spaventando il mondo.

Sintomi come “stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore” riscontrati nel paziente e nei suoi familiari “non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima”, spiega Coetzee, che rassicura però sul fatto che “finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi”. Non solo, ma “i sintomi sono molto lievi e sono uguali per entrambi, vaccinati e non”. E anche il grado di contagiosità ”è più o meno simile a quello della variante Delta. Non di più e non troppo severo”.

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La lezione dimenticata della Polio

lunedì, Novembre 29th, 2021

di Giuseppe Remuzzi

La scoperta del vaccino negli anni 50 fu accolta dall’entusiasmo di tutti. Soprattutto dei genitori

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«Perché poliomielite sì e Covid-19 no?». Se lo chiede in questi giorni, in un bellissimo articolo pubblicato sul Washington Post, Ashish Jha che è rettore della Brown University School of Public Health. Il virus della poliomielite circolava in forma endemica da millenni. Le prime epidemie importanti si sono registrate in Europa fin dagli inizi del 1900, subito dopo il virus ha fatto la sua comparsa negli Stati Uniti e ha raggiunto il suo picco negli anni ’40 e ’50: in quel periodo la malattia paralizzava o uccideva più di mezzo milione di persone nel mondo ogni anno.

La popolazione era in preda al panico: i genitori temevano per i loro bambini, il virus immobilizzava i muscoli e c’era l’incubo del «polmone d’acciaio», una macchina dentro la quale bambini, e qualche volta adulti, venivano rinchiusi: fuori solo capo e collo, era la macchina che respirava per loro e avrebbe continuato a farlo per il resto della vita.

Ma per il virus della poliomielite, come per quello del Covid, non è che tutti quelli che si infettavano dovessero per forza ammalarsi, i tre quarti non avevano sintomi e la gran parte degli altri aveva disturbi trascurabili, simili all’influenza, che guarivano da soli nel giro di pochi giorni. Solo lo 0,1 per cento di quelli che si infettavano sviluppava complicazioni.

Adesso, a tanti anni di distanza, a quali conclusioni ci porta il confronto tra la poliomielite e il Covid-19?

I bambini sono meno suscettibili degli adulti al coronavirus, questo lo sanno tutti ed è la ragione per cui non li si vorrebbe vaccinare, ma a pensarci bene era un po’ così anche per la polio: è vero che colpiva specialmente i piccoli, ma si andava incontro a un decorso più grave quando la malattia si manifestava in età adulta. In ogni caso, nonostante solo una piccola parte di coloro che contraevano l’infezione si ammalasse gravemente di polio o morisse — la più grave epidemia di polio ha colpito gli Stati Uniti nel 1952 causando oltre 21 mila casi e tremila vittime — tutti accolsero con entusiasmo il vaccino messo a punto da Jonas Salk.

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Variante Omicron, i sintomi sono più gravi? Quanto sono protetti i vaccinati? Domande e risposte

lunedì, Novembre 29th, 2021

di Laura Cuppini

Cosa sappiamo sulla nuova variante del Covid, la Omicron: secondo gli esperti, è probabile che lo scudo offerto dai vaccini contro le forme di malattia grave resti comunque alto

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(Afp)

Il «paziente zero» italiano di Omicron aveva già ricevuto due dosi al momento dell’infezione in Sudafrica. Dobbiamo temere che la nuova variante sfugga ai vaccini?
Serviranno alcune settimane per poter rispondere a questa domanda, ma le aziende che producono vaccini a mRna sono già al lavoro su un preparato specificamente diretto contro Omicron che potrebbe essere pronto — secondo Pfizer — in «cento giorni». La possibilità che il ceppo «buchi» la protezione offerta dagli attuali vaccini è però ritenuta remota dagli esperti. «È più probabile che il virus sfugga parzialmente alla difesa immunitaria, come già accaduto nell’infezione da Delta in cui l’efficacia dei vaccini è scesa rispetto alle varianti precedenti, ma la difesa dalla malattia grave è rimasta alta — spiega Sergio Abrignani, professore ordinario di Immunologia all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare «Romeo ed Enrica Invernizzi» —. Nel caso di Omicron è possibile un ulteriore calo della protezione dall’infezione, ma ancora una buona difesa dalla malattia severa».

Il nuovo ceppo presenta 32 mutazioni nella Spike: è preoccupante?
Non è detto che tutte le mutazioni siano «negative», ovvero che rendano il virus più trasmissibile o patogenico. Omicron ha alcune caratteristiche comuni alle varianti Beta e Gamma (quelle ritenute più «pericolose»), ma per capire la capacità degli attuali vaccini di proteggere dall’infezione e dalla malattia sono necessari ulteriori dati sull’effetto protettivo degli anticorpi e dei linfociti T. «Gli anticorpi neutralizzanti inibiscono l’infezione impedendo l’ingresso del virus nelle cellule, mentre per la protezione dalla malattia servono anche i linfociti T, che uccidono le cellule già infettate — chiarisce Abrignani —: gli anticorpi neutralizzanti riconoscono per lo più la regione molto mutata della Spike che si lega alle cellule umane, i linfociti T colpiscono invece regioni del virus che non hanno alcuna funzione d’interazione con le cellule umane e che sono rimaste ben conservate rispetto alle varianti precedenti».

La terza dose di vaccino è protettiva, anche se non «perfetta» per Omicron?
Sì, perché rafforza la risposta immunitaria che, come detto, colpisce anche aree del virus immutate rispetto al ceppo originario, quello di Wuhan. Un eventuale vaccino specifico per la spike di Omicron — come quelli annunciati da Pfizer e Moderna — potrebbe essere utilizzato per la quarta dose.

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Strigliata di Bertolaso “Vaccinare a tappeto”

domenica, Novembre 28th, 2021

Alberto Giannoni

La Lombardia si prepara ad affrontare l’ennesima stazione del calvario chiamato Covid. La variante Omicron è in Europa e allarma virologi e mercati finanziari. La Regione è pronta, intanto prosegue e accelera la campagna vaccinale per le terze dosi, «strigliando» le aziende sanitarie territoriali affinché tornino a raggiungere l’obiettivo delle 100mila dosi.
Il genoma della variante «Omicron» ieri è stato sequenziato, per la prima volta in Italia, dal Laboratorio di microbiologia clinica e virologia dell’ospedale «Sacco» di Milano «da un campione positivo di un soggetto proveniente dal Mozambico» e residente in Campania, di passaggio probabilmente da Milano. «Al momento non abbiamo notizie di tracciamento di questa variante in Lombardia ma non mi sento di escludere nulla – aveva detto l’assessore al Welfare, Letizia Moratti, intervenendo nel primo pomeriggio all’evento organizzato da Forza Italia a Erba – Però siamo pronti con tutte le misure che possiamo mettere in atto». «Il nostro obiettivo ha spiegato – è avere un sequenziamento delle nuove varianti e, nell’eventualità, un contact tracing molto puntuale, tutte azioni che stiamo facendo e che faremo anche con questa variante. Stiamo lavorando con gli organi competenti e aspettiamo di avere informazioni. Questa variante sembra essere molto più contagiosa di quelle precedenti e quindi dobbiamo mantenere molto alta la soglia di attenzione».

«L’invito – per Moratti – rimane quello di continuare a vaccinarsi». «Terza dose senza se e senza ma – ha sintetizzato Guido Bertolaso, capo della campagna lombarda, intervenendo a Erba. «Vaccinare a tappeto tutti, giorno e notte» la sua ricetta. «Vaccinare tutti anche per fermare la variante sudafricana» ha aggiunto, spiegando che su una popolazione vaccinata non avrà «effetti negativi così violenti». «Terza dose – ha detto ancora – significa affrontare anche questa ondata. Se non facciamo 100mila terze dosi al giorno non fermiamo l’onda».

Palazzo Lombardia si aspetta che l’incidenza aumenti ma sa che questo aumento sarà lento solo se il vaccino troverà un muro di vaccinazioni eseguite con tre dosi. Anche per questo, Bertolaso ha «strigliato» proprio ieri mattina i responsabili delle aziende sanitarie territoriali. E all’assessorato al welfare si dice che la strigliata sia stata «condivisa» con la vicepresidente Moratti e con i vertici della direzione regionale Welfare.

La Regione accelera, striglia, corre. «Complimenti a tutti gli operatori sanitari e i volontari che lavorano e hanno lavorato al Palazzo delle Scintille di Milano, l’hub per le vaccinazioni più grande d’Italia, che oggi ha superato il milione di somministrazioni» ha scritto ieri il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. L’hub gestito dal Policlinico, in collaborazione con Fondazione Fiera, con le Generali, Istituto nazionale dei tumori, Istituto neurologico Carlo Besta, Asst Santi Paolo e Carlo e Asst-Rhodense, in alcune giornate ha superato anche le 10mila somministrazioni. «Un grande lavoro che ora continua per le terze dosi» ha annunciato Fontana.

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Variante Omicron, i vaccini bastano a proteggerci?

domenica, Novembre 28th, 2021

di Laura Cuppini

Secondo gli esperti, la terza dose dovrebbe fornire una protezione adeguata anche per la variante Omicron. In caso contrario, Pfizer potrebbe mettere a punto un vaccino ad hoc in 100 giorni. Anche Moderna è già al lavoro

La variante Omicron si sta diffondendo rapidamente, anche in Europa (anche in Italia è stato individuato un primo caso): potrebbe «bucare» i vaccini oggi disponibili?
Il ceppo B.1.1.529, segnalato il 24 novembre in Sudafrica, presenta numerose mutazioni, di cui alcune già viste — separatamente — nelle varianti precedenti Beta, Gamma e Delta. Dai primi dati sappiamo che molto probabilmente Omicron è più infettiva di Delta, ovvero si diffonde rapidamente, ma per ora non sembra essere più patogena. Per capire se sfugge al sistema immunitario dei vaccinati serviranno alcune settimane.

«Davanti a noi abbiamo tre ipotesi — sottolinea Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma —. La prima (probabile) è che Omicron, così come accaduto alle varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta, non sfugga alla copertura offerta dagli attuali vaccini. La seconda: le mutazioni producono un cambiamento nella proteina Spike che la rende meno sensibile al sistema immunitario. In questo caso (possibile) l’efficacia dei vaccini resta buona, ma scende rispetto a quanto osservato finora con Delta. Nel terzo scenario, che ritengo altamente improbabile, la proteina Spike è talmente mutata che il vaccino non risulta più efficace. Se così fosse, dovremmo ricominciare il ciclo con un nuovo vaccino. Considero questa opzione remota perché gli anticorpi coprono l’area della proteina Spike che lega le cellule umane: se quella specifica parte si modificasse in modo consistente, il virus rischierebbe di non poter più agganciare le nostre cellule. Ricordiamo che non è la quantità di mutazioni a doverci preoccupare, ma eventualmente la loro qualità e la conformazione finale della Spike. Nell’estate 2020 una singola mutazione, la D614G, ha soppiantato in tempi rapidissimi tutti i ceppi precedenti».

La terza dose ci proteggerà dalla variante Omicron?
In tutti i vaccini la terza dose stabilizza la risposta immunitaria a lungo termine (anche a vita), dunque è lecito credere che la terza iniezione possa aumentare la protezione anche nei confronti di Omicron, a meno che non si verifichi l’opzione per cui il ceppo sfugge completamente alla risposta immunitaria indotta dai vaccini. «Con il booster dovremmo arrivare a livelli anticorpali tali da riuscire a coprire anche questa variante — ha affermato Rino Rappuoli, responsabile Ricerca e sviluppo di GlaxoSmithKline Vaccines, nonché coordinatore scientifico del Mad Lab di Toscana Life Sciences —. Sappiamo che la terza dose è indispensabile per l’immunità a lunga durata e per coprire le varianti; tra un anno vedremo se ci sarà necessità di una quarta o quinta dose. Dipende da come vaccineremo il resto del mondo: in Africa appena il 6% della popolazione è immunizzato».

Se invece serviranno nuovi vaccini, quando saranno disponibili?
Secondo Pfizer un eventuale vaccino contro Omicron può essere messo a punto in «cento giorni». L’azienda sta studiando la variante e ha annunciato che entro un paio di settimane si potrà capire se sfugge al sistema immunitario. Anche Moderna ci sta lavorando: «Abbiamo tre linee di difesa che avanzano in parallelo: un richiamo con una dose più alta (100 mg); due candidati booster multivalenti che anticipano mutazioni come quelle emerse nella nuova variante; un candidato specifico (mRna-1273.529)» ha detto Stéphane Bancel, chief executive officer dell’azienda Usa.

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Il «paziente zero» della variante Omicron in Italia: i viaggi in tre regioni, tra auto e hotel

domenica, Novembre 28th, 2021

di Stefania Chiale

Dipendente dell’Eni, vaccinato con doppia dose, l’uomo è atterrato a Fiumicino dal Mozambico l’11 novembre: da allora è stato a casa a Caserta e poi a Milano (dove è risultato positivo). Era pronto a ripartire, ora è in isolamento con i familiari

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Il percorso che ha portato la variante Omicron in Italia (o almeno il primo caso di cui si ha coscienza) inizia 17 giorni fa dal Mozambico: fa tappa a Fiumicino, quindi a Caserta, poi a Milano e di nuovo in direzione Fiumicino per rientrare nel Paese africano, salvo poi tirare dritto fino alla città campana dato l’esito positivo del tampone.

Un viaggio a più fermate, ma senza «vittime sul percorso» se non tra le quattro mura domestiche: risulteranno positivi, con sintomi leggeri della malattia, solo il «paziente zero» e i cinque membri della famiglia.

La variante Omicron, su cui arriverà conferma definitiva a giorni, è stata sequenziata dall’ospedale Sacco di Milano e il tracciamento svolto dall’Ats di Milano, prima di passare all’Asl campana, perché il motivo del breve rientro in Italia dell’uomo risiedeva, appunto, nel capoluogo lombardo.

Andiamo con ordine, secondo quanto il Corriere ha appreso.

L’11 novembre l’uomo, un dipendente dell’Eni residente a Caserta e vaccinato con doppia dose contro il Covid, è rientrato dal Mozambico in Italia per effettuare una visita di controllo programmata, come di routine, dall’azienda. Al momento della partenza le sue condizioni di salute erano buone, non aveva alcun sintomo e risultava negativo al Covid.

Atterrato a Fiumicino, si è recato in auto a Caserta per passare alcuni giorni con la famiglia (in casa vive con la moglie, due figli piccoli e i due suoceri).

Il 15 novembre riparte da Caserta con un’auto a noleggio pagata dall’azienda diretto a Milano per effettuare la visita di controllo prima del rientro in Mozambico: arriva la sera del 15 a Milano. Qui dorme in un hotel e la mattina seguente, il 16 novembre, si reca nella struttura sanitaria a cui l’azienda si appoggia per le visite di controllo dei dipendenti, dove gli effettuano anche un tampone.

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La variante dell’ottusità occidentale nell’era della grande incertezza

sabato, Novembre 27th, 2021

In meno di due anni, la pandemia di Covid-19 ci ha esposti a una dose di precarietà e incertezza che sembra rinnovarsi ciclicamente. Ogni volta pensiamo di essere all’ultima curva, per poi scoprire che dietro ce n’è un’altra. L’ultima doccia fredda era in realtà perfettamente prevedibile, vista la decisione di prendercela comoda nella missione di “vaccinare il mondo”, anziché partire ovunque – e subito – dai più esposti e dai più fragili. Ma ciò non cancella il turbamento che proviamo nell’essere di fronte a questa nuova variante sudafricana che allarma le autorità sanitarie mondiali per il suo apparire “più capace” di eludere l’immunità di vaccinati e guariti. Saranno necessarie un paio di settimane per capire se è davvero così, il che ci chiede – ancora una volta – di convivere con l’incertezza ed esercitare la virtù della pazienza, senza cedere alla sfiducia.

I muscoli della testa e del cuore, ormai, dovremmo averli allenati abbastanza. Dalla scoperta del primo caso in Italia, con i giornali che facevano a gara a ricostruire i movimenti del paziente 1, al grande attonimento per le bare di Bergamo e il lockdown totale, fino alla seconda ondata, trascorsa nella spasmodica attesa dell’approvazione dei vaccini, già superare il primo round della pandemia rimanendo mediamente sani di mente è stata un’impresa non da poco. Poi il sollievo, subito dopo Natale, con le prime iniezioni e l’avvio di una campagna vaccinale che si stima abbia salvato, in un anno, quasi mezzo milione di vite soltanto in Europa. A rallentare la gloriosa marcia dei Paesi ricchi fuori dalla pandemia è però spuntata la variante Delta, figlia del disastro indiano a sua volta figlio del fallimento di Covax. Alla sua maggiore trasmissibilità è da imputarsi la tortuosità di un percorso vaccinale che si sperava più breve e più certo, e che invece sta richiedendo aggiustamenti progressivi. Ora, mentre l’Europa accelera con le terze dosi e le vaccinazioni ai bambini, introducendo forme potenziate di Green pass e relative polemiche, la comparsa della nuova variante suona come il gong che rischia di mettere tutti al tappeto.

Per Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano di Roma, è tempo di avere il coraggio di dire che la pandemia “è un problema che durerà ancora per qualche anno, non per qualche mese”. “Non bisogna spaventare nessuno, ma neanche dare l’illusione che la svolta sia dietro l’angolo, quando il vaccino non è ancora arrivato in tre quarti del mondo”, osserva il professore. “Ho la sensazione che ci lasciamo prendere da una sorta di amnesia per cui non ricordiamo più cosa è accaduto prima. Sembra che tutto vada bene e che l’unico nostro problema siano le frange no-vax che fanno rumore – e a cui diamo tanto spazio e tanta visibilità – mentre ignoriamo la realtà ben più grave di interi continenti non ancora vaccinati”.

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Nuova variante, Speranza: «Arriverà in Italia? Difficile possa essere fermata. Essenziale la terza dose»

sabato, Novembre 27th, 2021

di Monica Guerzoni

Il ministro della Salute: per capire e valutare la minaccia ci vorrà tempo. Se la mutazione arriverà anche in Italia? Difficile possa essere fermata

Chiaro che Roberto Speranza è preoccupato, come potrebbe non esserlo? «Sarebbe da irresponsabili, in una fase non semplice di gestione della pandemia». Per provare a fermare la variante che sta spaventando il mondo, alle 8.30 del mattino il ministro della Salute ha imboccato l’autostrada della «massima precauzione» e ha firmato per primo in Europa lo stop agli ingressi dal Sudafrica. Poi si è chiuso con gli scienziati a studiare la B.1.1.529: «Questa variante va presa con grandissima attenzione. Ancora non c’è una valutazione finale, ma si tratta di un elemento nuovo e preoccupante».

La notizia che la Omicron è approdata in Europa, con un primo caso in Belgio, esplode in Italia a due giorni dal via libera al nuovo green pass rafforzato che taglia fuori dalla vita sociale i non vaccinati. Ma per nella strategia del governo «non cambia nulla», rassicura il ministro. Per difendersi dalla sudafricana bisogna vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi. E «indossare sempre la mascherina al chiuso e anche all’aperto quando c’è il rischio di assembramento». E i vaccini? Dobbiamo continuare a crederci? «Sì, è l’arma fondamentale. Senza vaccino avremmo numeri terrificanti e dobbiamo insistere, con ogni energia». Speranza lo ripete in ogni riunione riservata e a sera rilancia dai microfoni di Zapping su RadioUno, per spazzare via i dubbi e l’angoscia degli italiani.

A che serve la terza dose con un farmaco che potrebbe essere «bucato» dalla nuova variante? Il ministro ammette che «non abbiamo ancora informazioni sufficienti», ma sull’utilità del booster non ha esitazioni: «La terza dose è essenziale, protegge benissimo da tutte le varianti esistenti e va assolutamente fatta». Protegge anche dalla sudafricana? «Questa variante è ancora sotto investigazione. In ogni caso il vaccino è uno scudo. La variante può forse ridurne l’efficacia, ma non certo azzerarla».

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Paura per la nuova variante Nu, l’Italia stoppa i voli dal Sudafrica. La sanità Uk: “Elude i vaccini”. Israele a un passo dall’emergenza

venerdì, Novembre 26th, 2021

La nuova variante del coronavirus in Sudafrica, la B.1.1.529, fa paura. Nelle prossime ore l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) si riunirà per determinare se la nuova variante sudafricana debba essere classificata come ”preoccupante”, dicendo intanto che «ha un gran numero di mutazioni». Nel frattempo le ricadute a livello mondiale sono state immediate: Inghilterra e Israele, per primi, hanno chiuso i voli in arrivo da sette paesi Africani. Lo stesso ha fatto l’Italia poco dopo, vietando l’ingresso a sette Paesi africani. Sul caso si sta muovendo l’Unione Europea, mentre le borse crollano. E per oggi pomeriggio l’Agenzia Ue per il controllo delle malattie (Ecdc) ha annunciato una valutazione delle minacce derivanti da questa variante Covid.

Covid, il ministro della Salute britannico: “Variante sudafricana potrebbe essere più trasmissibile”

La preoccupazione si sta diffondendo un po’ ovunque. La nuova variante del coronavirus (in Sudafrica era già stata isolata una prima mutazione, la variante Beta, questa, la “Nu” invece dovrebbe essere la risultanza di più mutazioni) secondo fonti sanitarie inglesi, è la più significativa scoperta finora fatta dagli scienziati. Lo afferma un alto funzionario sanitario del Regno Unito, riferisce la Bbc online. Gli scienziati temono che la variante – nota come B.1.1.529 – possa essere più trasmissibile e più in grado di eludere i vaccini. «Questa è la variante più significativa che abbiamo incontrato fino ad oggi e sono in corso ricerche urgenti per saperne di più sulla sua trasmissibilità, gravità e suscettibilità ai vaccini», ha detto Jenny Harries, amministratore delegato dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa). Gli scienziati stanno esaminando «quali azioni di salute pubblica possono limitare l’impatto di B.1.1.529».

Pochi vaccini in Sudafrica

Il Sudafrica ha un tasso di vaccinazione di appena il 24% della popolazione totale e si ipotizza che le tante mutazioni si siano accumulate in un contagiato immunodepresso che ha lottato con il coronavirus per settimane o mesi. Il National Institute of Communicable Diseases sudafricano ha riferito che la presenza della variante è stata documentata con il sequenziamento in 22 casi positivi, per lo più giovani, ma se ne segnalano già molti altri da vari laboratori del Paese. In totale sono almeno una sessantina i casi accertati a livello mondiale, tra cui quattro in Botswana e uno a Hong Kong in un viaggiatore di ritorno dal Sudafrica.

La spiegazione più chiara di come i vaccini mRNA Pfizer e Moderna combattono il Covid e cosa succede dentro di noi

Per questa ragione, alcuni Paesi hanno deciso di introdurre misure per evitarne l’importazione. Tra questi la Gran Bretagna, che ha temporaneamente sospeso i collegamenti aerei con il Sudafrica, ma anche con Namibia, Botswana, Zimbabwe, Lesotho ed Eswatini. E lo stesso, a ruota, hanno fatto altri Paesi europei, Italia compresa.

Non solo l’Europa si blinda. Lo stesso ha fatto Israele, che vieterà ai suoi cittadini di viaggiare in Africa del sud. In India, invece, è stato disposto di effettuare «rigorosi screening e test» dei viaggiatori che erano arrivati ​​dal Sudafrica e di rintracciare e testare i loro contatti. Il vice premier della Nuova Zelanda, Grant Robertson, ha definito la nuova variante come «un vero campanello d’allarme per tutti noi, questa pandemia è ancora in corso».

E oggi Israele comunica che ha rilevato il primo caso della nuova variante sudafricana B.1.1.529 all’interno del proprio territorio. Lo ha annunciato il ministero della sanità aggiungendo che il caso si riferisce ad un israeliano di ritorno dal Malawi. Sempre secondo il ministero ci sono altre 2 persone sospettate di essere state infettate con la nuova variante ma si stanno aspettando i test finali. Tutti e 3 i coinvolti risultano essere vaccinati. «Siamo a un passo dal dichiarare lo stato di emergenza» commenta il primo ministro israeliano Naftali Bennett dopo la scoperta di un caso della nuova variante proveniente dal Sudafrica.

E oggi Israele comunica che ha rilevato il primo caso della nuova variante sudafricana B.1.1.529 all’interno del proprio territorio. Lo ha annunciato il ministero della sanità aggiungendo che il caso si riferisce ad un israeliano di ritorno dal Malawi. Sempre secondo il ministero ci sono altre 2 persone sospettate di essere state infettate con la nuova variante ma si stanno aspettando i test finali. Tutti e 3 i coinvolti risultano essere vaccinati.

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Variante sudafricana, il Covid al suo peggio? Una drammatica conferma, Borse a picco e panico globale

venerdì, Novembre 26th, 2021

Ora, dobbiamo fare i conti con l’ultima variante del Covid: la scoperta è stata annunciata dalle autorità del Sudafrica, si tratterebbe della mutazione più pericolosa tra quelle emerse da inizio pandemia. E una drammatica conferma in tal senso arriva dai mercati: si pensi infatti che la Borsa di Tokyo, in seguito all’annuncio del governo sudafricano, ha perso oltre il 3%, toccando i minimi da un mese a questa parte.

L’indice Nikkei 225 cede il 3,02%, a 28.607,98 punti, mentre il Topix scende del 2,41% a 1.976,92 punti. Segnali di allarme arrivano anche dai futures sulla piazza di New York, in caduta di un punto su tutti i principali indici. Insomma, la nuova variante ha scatenato il panico sui mercati.

Per quel che riguarda il Giappone, la reazione della Borsa è dovuta al fatto che il Paese ormai si considerava in sicurezza per quel che concerne il contagio, soprattutto per il numero di vaccini effettuati. Ma secondo le autorità di Pretoria, la nuova variante è in grado di bucare il siero. Sempre per quel che concerne il Giappone, il numero di nuovi casi Covid è molto diminuito a partire da settembre e ieri ci sono stati solo 163 casi sull’intero territorio nazionale, contro il picco di oltre 25mila registrato ad agosto. La prospettiva che a causa della mutazione si ripiombi nel peggiore incubo pandemico, dagli investitori è stato accolto nel peggiore dei modi.

Dopo la pausa del pomeriggio il Nikkei mette a segno una flessione del 2,72% lasciando sul terreno più di 800 punti. Inverte la rotta anche lo yen che si apprezza sul dollaro a quota 114.70. Le tensioni però sono state avvertite un po’ in tutte le piazze asiatiche:  a Hong Kong, l’indice Hang Seng cede il 2,1% a 24.213,55, lo Shanghai lo 0,5% a 3.566,18.

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