Archive for the ‘Salute’ Category

Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 8 marzo: 13.902 nuovi casi e 318 morti

lunedì, Marzo 8th, 2021

di Redazione online

Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 8 marzo: 13.902 nuovi casi e 318 morti

Sono 13.902 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri sono stati +23.641, qui il bollettino). Sale così ad almeno 3.081.368il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti) dall’inizio dell’epidemia. I decessi odierni sono318 (ieri sono stati +207), per un totale di 100.103 vittime da febbraio 2020. Mentre le persone guarite o dimesse sono 13.893 complessivamente: 2.508.732 quelle uscite oggi dall’incubo Covid (ieri +13.467). E gli attuali positivi — i soggetti che hanno il virus — risultano essere in tutto 472.533, pari a -329 rispetto a ieri (+7.050 il giorno prima).

I tamponi e lo scenario

I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 184.684, mentre ieri erano stati 271.336. Il tasso di positività, in aumento, è pari al 7,5%: ieri era 7,6%. Qui la mappa del contagio in Italia.

Le vittime

Le vittime: sono 318 contro le 207 di ieri. E purtroppo superiamo oggi il numero di 100mila morti dall’inizio dell’epidemia.

Il sistema sanitario

Aumentano le degenze nei reparti Covid, ordinari e intensivi. I posti letto occupati nei reparti Covid ordinari sono +687, per un totale di 21.831 ricoverati. I posti letto occupati in terapia intensiva (TI) sono +95 (ieri +34), portando il totale dei malati più gravi a 2700 La variazione dei posti letto occupati, in area critica e non, indica il saldo tra i pazienti usciti e quelli entrati nelle ultime 24 ore.

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Covid, Cts: grande preoccupazione, innalzare misure in tutta Italia

domenica, Marzo 7th, 2021

Roma- Verso un ulteriore giro di vite per ridurre i contagi Covid? “Grande preoccupazione” per l’evoluzione della pandemia, che richiede l'”innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale” e la “riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità”: è quanto ha messo a verbale il Comitato tecnico scientifico nella riunione di ieri al termine della quale – sottolineano fonti del Cts – “non è stato suggerito al governo alcun lockdown“.

Ma si chiede una linea ben precisa: “Alla luce dell’aumento sostenuto della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità – si legge – si ribadisce di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità. Analogamente a quanto avviene in altri paesi Europei, anche a causa delle varianti virali che potrebbero potenzialmente ridurre l’efficacia di alcuni vaccini, si rende necessario un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione/contenimento del fenomeno epidemico, indipendentemente dai valori di incidenza“.

Covid, rara variante a Varese: “Solo un altro caso al mondo”

Nel corso della riunione gli esperti hanno anche auspicato una “tempestiva conclusione” della revisione dei parametri del monitoraggio, in modo da rendere “più rapida l’azione di contenimento/mitigazione” da attuare sia a livello nazionale che locale. Nel Dpcm entrato in vigore oggi, spiegano ancora gli esperti, è stato inoltre previsto che le scuole di ogni ordine e grado devono passare in didattica a distanza nelle zone dove l’incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti. Questa stessa soglia il Cts l’aveva proposta lo scorso 8 gennaio per far scattare in automatico la zona rossa, ma era stata bocciata dai presidenti di Regione e poi accantonata dal governo che non l’aveva inserita nel Dpcm del 14 gennaio. Ora invece è stata recepita, ma solo per quanto riguarda le scuole e si è lasciato ai governatori la responsabilità di intervenire ulteriormente. Gli esperti hanno però ribadito al governo che alla limitazione dell’attività scolastica faccia seguito anche una limitazione degli altri servizi, compresa la chiusura dei centri commerciali.

Zona rossa e arancione: le Regioni che hanno cambiato colore

Il peggioramento dell’indice Rt

D’altronde, i dati aggiornati del monitoraggio settimanale ieri parlavano chiaro: la situazione epidemiologica segna un peggioramento, l’indice Rt è in salita e si fissa a 1.06. E si tratta di dati in ‘ritardo’ di 15 giorni. Forse troppo vecchi, secondo gli esperti che fanno appello appunto a una revisione del sistema.

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Vaccino Covid, un codice doganale su ogni fiala: così l’Italia non perderà le dosi

domenica, Marzo 7th, 2021

di Milena Gabanelli

Vaccino Covid, un codice doganale su ogni fiala: così l'Italia non perderà le dosi

Il vaccino Jenssen di prossima approvazione anche in Europa (Ap)

Roma-Fiumicino 5 febbraio 2021, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) ferma otto fiale di vaccino Covid in fase 1 di sperimentazione (adenovirus inattivato), spedite da ReiThera Srl Unipersonale di Roma a Moredun-Scientific, Uk. Altre fiale con lo stesso contenuto il 12 e 17 febbraio, e l’1 marzo, con destinazione Stati Uniti e Glasgow. L’ultimo stop il 3 marzo: 40 fiale per 400 dosi di vaccino Covid per sperimentazione da Catalent Anagni Srl, a Astrazeneca LP Gaithersburg, Usa. Il Regolamento europeo 2021/111 identifica, tra la merce oggetto di autorizzazione, i vaccini Covid e i principi attivi di tali vaccini, comprese le banche di cellule. Tutte le spedizioni di cui sopra erano prive di autorizzazione. Ma in realtà il regolamento è facilmente raggirabile scomponendo le parti di vaccino per riassemblarle da un’altra parte. Queste criticità vengono segnalate al ministero degli Esteri e a quello della Salute, contemporaneamente Adm scrive alle Autorità europee (DG-Taxud) sulla necessità di contrassegnare le spedizioni di vaccini e di singoli componenti con appositi codici doganali. L’Autorità europea condivide, e i codici diventeranno regola Ue a partire dall’11 marzo.

I codici doganali

Tali codici infatti consentono agli ispettori delle dogane europee di identificare subito la presenza di questi prodotti sanitari nelle spedizioni ed esercitare le funzioni di vigilanza. Non sarebbe infatti immaginabile che i controlli possano avvenire aprendo tutti i pacchi; si tratta di definire indicatori di rischio e opportune classificazioni delle merci che consentano una selezione accurata ed efficace di potenziali problematiche. E una volta aperto il pacco, il prodotto viene esaminato nei laboratori chimici dell’Agenzia. Un deterrente che costringe l’esportatore ad attenersi alle regolari richieste di autorizzazione. È il caso della partita di 500 mila dosi di vaccino AstraZeneca, poi diventate 250 mila, in partenza il 26 febbraio da Anagni per l’Australia.

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Vaccino in Lombardia, prenotazioni cancellate e falla nel portale Aria

sabato, Marzo 6th, 2021

di Sara Bettoni

Vaccino in Lombardia, prenotazioni cancellate e falla nel portale Aria

L’appuntamento vaccinale confermato e annullato poche ore dopo. «Buchi» che permettono di chiedere l’iniezione anche a chi non ne ha diritto (per ora). Il portale regionale di Aria spa si inceppa ancora. Nato per raccogliere le adesioni al vaccino anti-Covid e per comunicare ai cittadini dove e quando ricevere la puntura, ha creato più di un intoppo ad una campagna già difficile. Tant’è che per la fase «massiva» Regione ha scelto di usare un altro strumento, messo a disposizione gratuitamente da Poste Italiane.

Ma ci vorranno tre settimane per avere la nuova piattaforma. Nel frattempo tocca fare i conti con quella made in Lombardy e con tutti i suoi difetti. Gli ultimi aneddoti in merito risalgono a ieri. Una nonna over 80 riceve il tanto atteso messaggio: «Caro cittadino, Regione Lombardia la invita alla vaccinazione anti-Covid 19». Seguono i dettagli su dove presentarsi e quando. La gioia viene spazzata via poco dopo, da un nuovo trillo del cellulare. L’appuntamento viene cancellato. «A causa di un problema tecnico abbiamo inviato un messaggio con informazioni non corrette. Seguirà nel più breve tempo possibile un nuovo messaggio di invito». Lo stesso disguido è stato segnalato da alcuni insegnanti. Perché le convocazioni sono state revocate? «Un problema di agende e di slot disponibili» spiegano dall’assessorato alla Sanità, senza dare ulteriori precisazioni.

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Vaccinazioni, ricoveri e terapie intensive: Centro-Sud batte Nord. Lazio, Campania e Puglia più efficienti nella somministrazione

sabato, Marzo 6th, 2021

di Diodato Pirone

Fra gli enormi effetti negativi della pandemia, ne sta spuntando con forza uno imprevedibile: alcuni sistemi sanitari del Centro-Sud stanno rispondendo meglio del previsto alla terribile sfida del Sars Cov-2. Anzi, a guardare i numeri in filigrana si scopre che spesso (non sempre) le Regioni più importanti del Centro e del Sud stanno battendo quelle del Nord.

Covid, infettato un italiano su 20: superati i 3 milioni di casi da inizio pandemia. Ecco perché il virus corre

Il confronto non può che partire dalle vaccinazioni e in alcuni casi è addirittura impietoso. Se si guarda ad esempio alla campagna di protezione degli insegnanti si scopre che la Lombardia alle 17 di ieri aveva protetto poco più di 1.000 docenti contro i 57 mila della Campania e i 41.000 della Puglia (entrambe le Regioni prevedono di vaccinare tutti i prof e i bidelli entro domenica 14 marzo). E non è che le altre Regioni del Nord brillino nell’offrire vaccini ai loro docenti: il Piemonte è a quota 26 mila, il Veneto a 20 mila e l’Emilia a 12 mila. Inoltre, sul fronte della protezione ai nonni, la fascia di popolazione che ha pagato il prezzo più alto al Covid-19, il Lazio straccia la Lombardia con il punteggio rugbistico di 35% a 25% con 162.000 ultraottantenni già protetti su 470.000 contro i 176.000 lombardi su 710.000.

Un altro parametro per misurare la diversa efficienza dei sistemi sanitari regionali è l’uso complessivo delle dosi vaccinali disponibili che vedeva alle 17 di ieri questa classifica: Campania 84,6%; Lazio 77,7%; Lombardia 72,1%;Veneto 71,4%.

Va detto però che alcune Regioni del Nord con molti anziani, e che quindi hanno ricevuto più vaccini di quelle meridionali, hanno vaccinato una quota maggiore di cittadini. Il Piemonte, ad esempio, ha già protetto oltre 10 dei suoi cittadini ogni 100 contro gli 8 della Campania e gli appena 6 dei tre sistemi sanitari che sembrano in affanno totale, ovvero quelli di Sardegna, Calabria e Umbria.

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Il virus accelera, oltre tre milioni di contagi. Nuove regole: mezza Italia verso il lockdown

sabato, Marzo 6th, 2021

paolo russo

ROMA. La prossima settimana mezza Italia si tingerà di rosso, con la nuova regola, decisa ieri, che impone il lockdown quando si supera la soglia d’allarme di 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Ma per ora la grande spennellata di rosso e arancione non c’è stata. Anche se da lunedì Veneto e Friuli Venezia Giulia passeranno dal giallo all’arancione dove bar e ristoranti restano chiusi tutto il giorno, andando così a far compagnia a Piemonte, Lombardia, Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo che lo erano già. Si salvano invece per un pelo Lazio, Puglia e Calabria che per altri sette giorni restano dunque in giallo, così come stazionano in fascia arancione la Lombardia, che è però in arancio scuro e l’Emilia Romagna, che pure il governatore Bonaccini aveva annunciato voler portare in rosso lockdown, dove però ha già messo Bologna e Modena. Dall’arancio alla fascia rossa passa invece la Campania, che i numeri per restare dov’era in realtà li ha. Ma il suo presidente De Luca questa volta ha anticipato le decisioni del governo chiedendola lui la serrata. Le due regole tassative del virologo Di Perri per fermare la pandemia da seguire ossessivamente

«I contagi aumentano in modo esponenziale, il numero di letti occupati da malati Covid negli ospedali anche, è inutile perdere altro tempo aspettando i dati del monitoraggio vecchi di una settimana e più», è il ragionamento che ha fatto a Speranza e ai suoi esperti. Ma la preoccupazione dello “sceriffo” campano è la stessa che ha attanagliato i tecnici della cabina di regia che ieri hanno impiegato una mattinata intera per licenziare il report relativo alla settimana dal 22 al 28 febbraio. Pochi giorni fa ma un secolo, visto come galoppa l’epidemia. Basti pensare che l’ultimo giorno del mese scorso, quando il report ha scattato l’ultima fotografia, i contagi erano 17mila, ieri 24mila. E ottomila casi in più in soli cinque giorni dicono che la terza ondata è già tra noi e non c’è bisogno di gettare lo sguardo sull’indice di contagiosità, il famoso Rt, salito dallo 0,99 sopra la soglia di sicurezza all’1,06, per predire che la situazione sta andando fuori controllo. E infatti la cabina di regia dopo aver constatato che in una settimana l’incidenza dei contagi è salita da 145 a 195 contagi settimana ogni 100mila abitanti ha previsto che in una manciata di giorni il contatore sarà salito già a 250, limite oltre il quale secondo il primo Dpcm Draghi le scuole di ogni ordine grado vanno chiuse. Covid, Brusaferro: “Adesso il contagio avviene soprattutto a livello familiare”

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Covid, l’Rt nazionale sale a 1,06 dallo 0,99 | Veneto e Friuli-Venezia Giulia passano in arancione, Campania verso il rosso

venerdì, Marzo 5th, 2021

L’Rt medio nazionale arriva a 1,06 dopo lo 0,99 della settimana scorsa e da lunedì Veneto e Friuli-Venezia Giulia passano da giallo in arancione, mentre la Lombardia è in arancione rafforzato. L’epidemia accelera, con un’incidenza nazionale che sfiora i 200 casi ogni 100mila abitanti. Campania verso la zona rossa. L’Istituto superiore di sanità avverte: in presenza di varianti che possono parzialmente ridurre l’efficacia dei vaccini, le Regioni adottino misure massime”.

5 mar 15:33

Bozza Iss: in 10 Regioni indice Rt sopra l’1

Dieci Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Molise) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. 05 mar 15:32

Bozza Iss: peggiora livello di rischio, è alto in 6 Regioni

Si conferma per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto. Sono 14 (contro le 10 della settimana precedente) le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio moderato (di cui nove ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso (contro le  sei della settimana precedente). Lo rilevala bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute 05 mar 15:30

Bozza Iss: in 5 Regioni incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti

La soglia di incidenza pari a 250 casi/settimana per 100.000 abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile, è stata superata questa settimana in cinque Regioni/PPAA: Provincia Autonoma di Trento (385,02 per 100.000 abitanti),  Provincia Autonoma di Bolzano (376,99 per 100.000 abitanti), Emilia-Romagna (342,08 per 100.000 abitanti), Marche (265,16 per 100.000 abitanti) e Lombardia (254,44 per 100.000 abitanti). Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. 05 mar 15:29

Bozza Iss: “Con le varianti Regioni adottino misure massime”

“In presenza di varianti che possono parzialmente ridurre l’efficacia dei vaccini attualmente disponibili, le Regioni/PPAA sono invitate ad adottare, indipendentemente dai valori di incidenza, il livello di mitigazione massimo a scopo di contenimento”. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute.  05 mar 15:04

Campania, De Luca: “Siamo ormai in zona rossa”

“Siamo ormai in zona rossa perché il livello di contagio non si può più reggere. E’ evidente che bisogna prendere misure eccezionali”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook. “Come è del tutto evidente siamo arrivati alla terza ondata in tutta Italia, per la Campania, da oltre una settimana registriamo sui 2.500 nuovi positivi al giorno, che significa che dovremo fare il tracciamento dei contatti per almeno 25mila persone”, ha spiegato. 05 mar 13:50

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Covid, il distanziamento non vale più: come difendersi dal virus

venerdì, Marzo 5th, 2021

giampiero maggio

Siamo nella terza ondata. Ampiamente prevista da epidemiologi e virologi. I dati su contagi, terapie intensive, morti non depongono a favore di un rallentamento della curva. Tant’è che il governo ha deciso ulteriori restrizioni. E altre ne verranno prese dai governatori. Ad incrementare il livello dei contagi, come è noto, sono ora le varianti. E allora si pone la questione tanto dibattuta in questi giorni: è ancora sicuro il distanziamento di un metro? Che tipo di mascherine dobbiamo usare? E come possiamo difenderci per limitare il rischio contagio?

Faremo chiarezza su tutti questi punti interpellando il virologo e responsabile del Reparto di Malattie Infettive dell’Amedeo di Savoia Giovanni Di Perri.  inglese è allo studio di virologi ed epidemiologi. La variante del virus responsabile della Sars Cov-2 ha certamente inciso nel Regno Unito. «E’ un elemento da studiare, gli scienziati stanno approfondendo – spiega il virologo Giovanni Di Perri, responsabile del reparto delle Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia – e, tra l’altro, non abbiamo ancora la certezza che questa variante possa rispondere al 100% al o ai vaccini. Si vedrà. Ma intanto vediamo che nel Regno Unito i contagi aumentano vertiginosamente». Le due regole tassative del virologo Di Perri per fermare la pandemia da seguire ossessivamente

L’aumento dei casi in Italia ha a che fare con questa variante?
«Sì, ormai è chiaro che la variante inglese e le altre mutazioni del virus stanno determinando un incremento dei casi».

Come ci possiamo difendere?
«Con un atteggiamento ossessivo. Chi ha figli li sottoponga regolarmente al tampone ed evitiamo soprattutto le cene in casa con amici. E’ lì che si annida il pericolo».  Coronavirus, la simulazione della dispersione e persistenza nell’aria delle goccioline in una stanza dopo un colpo di tosse

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Piano vaccini, Figliuolo: “Usare tutti i siti utili”. Speranza: “Estendere Astrazeneca agli over 65”

venerdì, Marzo 5th, 2021

Da aprile è atteso il cambio di passo dell’Italia sul piano vaccini. L’obiettivo è recuperare il ritardo accumulato fino ad oggi, e marciare al ritmo di 600mila somministrazioni al giorno, 19 milioni in un mese. A Roma il tema è stato al centro dell’incontro in videoconferenza, durato circa tre ore, tra il commissario all’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, Governo, Protezione civile ed Enti locali. Si è trattato di un primo confronto per ottimizzare la campagna di somministrazioni, centralizzando e uniformando le scelte sulle categorie da vaccinare. Per domani, invece, Fabrizio Curcio, ha convocato il Comitato operativo della Protezione Civile. 

Dpcm, dal lockdown ai negozi chiusi: cosa può decidere il governo

Alla riunione il ministro della Salute Roberto Speranza ha esposto i numeri della campagna vaccinale degli ultimi giorni in Italia ricordando «le oltre 180 mila dosi somministrate ieri e la soglia delle 5 milioni di somministrazioni che sarà raggiunta oggi». A quanto si apprende, il ministro della Salute avrebbe poi avanzato la richiesta di estendere l’utilizzo del vaccino AstraZeneca anche per gli over 65. 

Coronavirus, la differenza tra i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca arrivati a fine sperimentazione

Fondamentale è identificare i luoghi dove riuscire a velocizzare le somministrazioni. Per il neo commissario straordinario all’emergenza CovidFigliuolo, devono essere aumentati utilizzando ogni possibile soluzione, dai siti produttivi agli assetti della Protezione civile e delle Forze Armate. Questo perché in Italia sta per arrivare una gran quantità di dosi di vaccini, e il problema è il trasporto “nell’ultimo miglio” sul territorio e la gestione dei punti di somministrazione. 

C’è poi la questione della distribuzione. «Va istituito un fondo di solidarietà per la campagna vaccinale» sostiene il ministro Speranza, che avanza l’ipotesi di «accantonare l’1-2% da ciascuna consegna per la creazione di riserve da utilizzare con strategia reattiva nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore forza e rapidità anche a causa delle varianti». Una sorta di “fondo di solidarietà” sul quale concorda anche il generale Figliuolo: «Se ci sono Regioni che hanno difficoltà dobbiamo intervenire», avrebbe sottolineato, confermando l’esigenza di uno stretto coordinamento con le regioni. 

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Viggiù, modello Israele: tutti vaccinati. La promessa di nozze dell’infermiera

venerdì, Marzo 5th, 2021

di LORENZO CRESPI

Sì, l’abbiamo fatto tutti e cinque in famiglia. E stiamo tutti bene“, un sorriso e un sospiro di sollievo. Emanuele Cadei, col suo giubbotto di pelle, non somiglia agli anziani in fila nei centri di tutta italia. Giovane, ma più grande di tanti ventenni e trentenni che come lui qui si sono protetti contro il virus. “L’organizzazione è stata encomiabile”, strizza gli occhi in un sorriso che si intuisce da dietro la mascherina. La sua è stata una delle ultime dosi a Viggù, poco più di cinquemila abitanti nell’ultimo lembo di Varesotto prima del confine svizzero, il primo paese dove tutti, dai 18 anni in su, si sono vaccinati contro il Covid. Toccherà aspettare il richiamo per cantare vittoria, ma qui sono tutti orgogliosi. E sollevati.

Mezza Italia rischia la zona rossa

AstraZeneca, l’Italia blocca l’export all’Australia

Quello che è successo nel “laboratorio nazionale” non ha eguali su tutto il territorio italiano: la prima campagna vaccinale di massa su tutta la popolazione, il modello Israele trasferito sulle verdi Prealpi lombarde per mettere una barriera al ricettacolo delle varianti, che si sono insinuate insieme alla paura e dietro le finestre delle casette ordinate di un paese sparso fra ville e frazioni.

Vaccino Sputnik, l’Ema ha iniziato la valutazione

Vaccini: unica dose: via libera per i guariti

L’ultima volta che il resto d’Italia aveva sentito parlare di questo lembo di penisola era quando, ai tempi di una Lega ancora bossiana, nel 2009 fu eletta la prima donna sindaco di colore d’Italia, Sandy Cane. Ere geologiche dopo, il primato di cui qui sono felici è però quello della protezione dal virus. Sei giorni di lavoro intensivo, partito dagli over 80, che si sono conclusi ieri, con circa 3.000 residenti che hanno ricevuto la dose, intorno al 70% del totale. Raggiunto l’obiettivo della soglia di immunità di gregge. Sospira di sollievo la poca gente per le strade del comune di confine, dove le restrizioni appena decise dalla Regione sono in realtà un allentamento della zona rossa, ormai quasi inutile. La brutta sorpresa era arrivata con le analisi dei laboratori medici: qui era stato riscontrato un cluster unico in Italia per proporzioni, con 13 soggetti affetti dalla versione scozzese del virus e cinque da una variante ancora ignota, che neppure allo Spallanzani avevano mai visto e che ora stanno cercando di analizzare.

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