Archive for the ‘Ambiente’ Category

Maltempo in Sardegna, 3 morti per alluvione nel Nuorese: si cercano i dispersi. Recuperato un cadavere

sabato, Novembre 28th, 2020

La Sardegna si è svegliata sotto piogge abbondanti e venti di burrasca. I maggiori disagi si stanno registrando in queste ore nelle strade del Nuorese. Ammontano già a 3 le vittime le maltempo a Bitti nell’alluvione che si sta abbattendo nel paese: oltre all’uomo travolto dall’acqua nel suo fuoristrada, c’è l’altra vittima – una donna anziana – e ci sarebbero anche due dispersi. Sul posto le forze dell’ordine, la Protezione civile, i Vigili del fuoco i volontari e i barracelli stanno cercando di recuperare le vittime e di portare soccorso alla popolazione colpita. Sardegna si è svegliata sotto piogge abbondanti e sferzata da venti di burrasca. Intanto, un corpo senza vita è stato recuperato dai vigili del fuoco a Bitti (paese dove sono state anche evacuate alcune famiglie). Segnalata ai vigili del fuoco anche una donna dispersa, di cui al momento sono in corso le ricerche. 

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Non solo a Bitti: gli altri allarmi

Oltre a Bitti, si vivono ore di apprensione anche a Galtellì, uno dei paesi della valle del Cedrino, dove stanno arrivando grosse portate d’acqua dalla diga di Preda Othoni. Il sindaco Giovanni Santo Porcu ha disposto l’ evacuazione di 150 persone che vivono nella parte bassa del paese, che sono state trasferite in delle strutture comunali. L’argine del Cedrino è occupato dall’esondazione del rio Sologo e le previsioni per il pomeriggio non sono rosee. «Stiamo monitorando la situazione ma prima di tutto stiamo cercando di tutelare l’ incolumità pubblica, con la speranza che le grosse portate d’acqua in arrivo nel pomeriggio vengano scaricate a mare – ha detto all’ANSA il sindaco Porcu – L’auspicio è che la forte mareggiata che arriva dal mare permetta il deflusso delle acque. Stiamo lavorando per assistere le persone trasferite nella struttura comunale nella parte alta del paese e lo stiamo stiamo facendo con le forze della Protezione civile, i barracelli, le forze di Polizia, Vigili del Fuoco e i vigili urbani». E c’è preoccupazione anche a Torpè, dove la portata della diga Maccheronis è al massimo e il peggio – secondo l’allerta meteo – deve ancora arrivare nel pomeriggio. I sindaci invitano la popolazione a non uscire di casa e non mettersi in viaggio.

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Alluvione a Crotone, violento nubifragio e allerta meteo ai cittadini: «Non uscite di casa»

sabato, Novembre 21st, 2020

«Allerta meteo. Evitare di uscire per la vostra sicurezza. Non ostacolare le operazioni dei mezzi di soccorso». È l’allarme lanciato sui social dal comune di Crotone, città colpita in queste ore da un violento nubifragio. Tra le sette e le otto del mattino sono caduti quasi 200 millimetri d’acqua e la città è per metà sotto un metro d’acqua con le strade che sono diventate veri corsi d’acqua. Ma danni e disagi si stanno registrando in tutta la provincia.
«La situazione meteo nelle prossime ore è destinata a peggiorare», comunicano dal Comune che ha diffuso l’allerta: «restate a casa per la vostra sicurezza e per non ostacolare le operazioni dei mezzi di soccorso», l’avviso diffuso ai cittadini. Il centro operativo comunale di protezione civile è impegnato col sindaco Vincenzo Voce a coordinare le operazioni di soccorso.

A forte rischio la partita Crotone-Lazio prevista per le 15.

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“Serve un inverno freddissimo”. Perché il meteo può salvarci

giovedì, Novembre 19th, 2020

Alessandro Ferro

Uno studio italiano appena pubblicato mette in luce quanto, ognuno di noi, dentro di sè, in realtà ha sempre sospettato: la circolazione del Coronavirus in Italia esiste già, almeno, dal mese di settembre del 2019.

La risposta la danno studiosi e ricercatori perché sono stati trovati gli anticorpi tipici della risposta immunitaria al Covid-19 già in quei mesi.

“Per testare l’ipotesi di una circolazione precoce del virus in Italia, abbiamo studiato la frequenza, la tempistica e la distribuzione geografica dell’esposizione a Sars-Cov-2 in una serie di 959 individui asintomatici, utilizzando anticorpi leganti e neutralizzanti Sars-Cov-2 proprietari sul repository di campioni di plasma”, si legge in un piccolo estratto della ricerca. Per saperne di più, abbiamo intervistato in esclusiva uno degli autori dello studio, il Prof. Emanuele Montomoli, Professore ordinario di Sanità Pubblica e Presidente e fondatore dell’Institute for Global Health dell’Università di Siena.

Prof. Montomoli, perché non ci siamo accorti della presenza del virus già a settembre 2019?

“Si fanno due ipotesi: un virus, quando inizia a circolare, ha un periodo di plateau. Dopodiché i casi iniziano a crescere e si forma un picco come in una campana dove c’è una base lineare che poi inizia a crescere, poi c’è un picco e poi decresce. L’ipotesi è che a novembre/dicembre 2019 ci siano stati pochi casi che non sono balzati agli onori delle cronache perché non hanno intasato gli ospedali ed i pronto soccorso. A gennaio ha iniziato a trasmettersi in maniera più importante ed a febbraio/marzo c’è stato il picco. La prima ipotesi è che, all’inizio, non ci siano stati un numero di casi sufficienti a scatenare l’epidemia.

E la seconda ipotesi?

“Non la dice mai nessuno: i coronavirus non amano il freddo. Contrariamente a quello dell’influenza che abita a 37 gradi nell’ospite e sopravvive a 4 gradi nell’ambiente, i coronavirus abitano a 37 gradi nell’ospite e sopravvivono nell’ambiente ad una temperatura mite intorno ai 20 gradi. Il troppo freddo gli dà fastidio come il troppo caldo. La stagione invernale non era quella migliore in cui il virus si poteva trasmettere. Quindi, probabilmente, d’inverno il virus non si è trasmesso come ci si potesse aspettare”.

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Uragano Eta, oltre 50 morti in Guatemala. Allerta in Florida

venerdì, Novembre 6th, 2020

Le frane causate dall’uragano Eta, ora declassato a depressione tropicale, hanno ucciso più di 50 persone nei villaggi indigeni nel nord-ovest del Guatemala, ha annunciato il presidente del Paese, Alejandro Giammattei. “Questa mattina abbiamo avuto quattro morti, ora la cifra è di oltre cinquanta”, ha detto il capo dello Stato in una conferenza stampa improvvisata a Puerto Barrios, una città nel nord-ovest colpita dalle inondazioni.

La Florida del Sud si prepara per un weekend piovoso con venti con forza di tempesta tropicale a partire da lunedì a causa dell’uragano Eta, che si rafforzerà quando tornerà stanotte nelle acque dei Caraibi. Come riportato dal National Hurricane Center (NHC) degli Stati Uniti, si prevede che lunedì Eta, ora con venti massimi sostenuti di 55 chilometri orari, si avvicinerà al sud della penisola della Florida come una tempesta tropicale, cioè con venti superiori a 63 km / h.

Il governo della contea di Miami-Dade ha ricordato che la fine ufficiale della stagione degli uragani è il 30 novembre e ha suggerito alle famiglie di prendere precauzioni contro il possibile impatto del ciclone. Da parte sua, la Guardia Costiera ha stabilito la condizione Whisky per i porti di Tampa, San Pietroburgo, Manatee e Ft. Myers, sulla costa occidentale, il che significa che tutte le navi devono essere preparate per l’impatto di forti venti e pioggia nelle prossime 72 ore. I media locali hanno riferito oggi che le autorità di città come Miami Beach e Plantation hanno iniziato a svuotare i canali che drenano l’acqua piovana, in previsione delle forti piogge che inizieranno venerdì. Le piogge dovrebbero intensificarsi a partire da lunedì, quando si potrebbero avvertire anche venti di tempesta tropicale.

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Terremoto di magnitudo 7 nell’Egeo, 4 morti e oltre 150 feriti: edifici crollati e persone sotto le macerie a Smirne

venerdì, Ottobre 30th, 2020

Un terremoto di magnitudo 7 si è verificato nel mar Egeo. In Turchia almeno quattro persone sono morte e oltre 150 sono rimaste ferite. Il sisma è stato avvertito in diverse province turche, compresa Istanbul, in alcune isole greche e anche ad Atene. Alcuni edifici sono crollati a Smirne, dove un numero imprecisato di persone è finito sotto le macerie: decine di loro sono state estratte vive. Segnalato anche un mini-tsunami con onde di circa un metro.

Crolli nell’isola di Samo – La scossa, registrata in mare a nord di Samo, ha fatto crollare la parte anteriore della chiesa della Panagia Theotokou a Karlovassi, una delle località turistiche dell’isola greca. A Vathi, un altro centro isolano, sono crollate delle case disabitate. Gli abitanti dell’isola si sono riversati in strada in preda al panico, ma al momento non si segnalano morti o feriti.

Smirne, l’appello delle autorità: “Non rientrate a casa” – La Protezione civile turca (Afad) ha invitato gli abitanti di Smirne a non rientrare negli edifici che appaiono danneggiati e da cui erano fuggiti a seguito del forte terremoto. La popolazione era scesa in strada in massa.

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Metà della Grande Barriera Corallina è andata perduta

mercoledì, Ottobre 14th, 2020

di Sandro Iannaccone

Cattive notizie in arrivo dall’Australia. Uno studio condotto dagli esperti dell’Arc Centre of Excellence for Coral Reef Studies (CoralCoE) e appena pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B svela infatti che la popolazione di piccoli, medi e grandi coralli che abitano la Grande Barriera Corallina è drasticamente diminuita negli ultimi trent’anni. La causa, dicono gli autori del lavoro, è da ricercare nel significativo aumento della temperatura delle acque che ha provocato il cosiddetto “sbiancamento” dei coralli, ossia la morte delle alghe che vivono in simbiosi con loro e che producono il loro nutrimento.
Lo studio appena pubblicato riempie un vuoto nella letteratura, come ha spiegato Andy Dietzel, primo autore del lavoro: “Ci sono tante pubblicazioni sui cambiamenti nella struttura delle popolazioni di esseri umani o di alberi, ma ancora non esiste un’informazione equivalente sulle popolazioni di coralli. Abbiamo misurato i cambiamenti nella dimensione delle colonie perché gli studi di popolazione sono fondamentali per comprendere la demografia e la capacità di nutrimento dei coralli”.

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Meteo. Aria artica in arrivo, temperature giù di 10 gradi

sabato, Ottobre 10th, 2020

ROMA – Dopo il caldo intenso, la picchiata delle temperature, le piogge in alcuni luoghi alluvionali e la ricomparsa del sole, ecco che lo scenario nell’arco nemmeno di venti giorni cambia ancora. I meteorologi parlano di “irruzione artica”. Andiamo con ordine: accadrà tutto nelle prime ore di domenica mattina, quando aria di origine artica farà irruzione sull’Italia generando una fase di maltempo accompagnata dal ritorno della neve a bassa quota (sopra i 1000 metri circa) e un calo delle temperature anche di 10 gradi.

Il team del sito iLMeteo.it avverte che l’aria polare entrerà sul Nordest con intensi venti di Bora che potrebbero soffiare fino a 70 km/h sul Golfo di Trieste, mettendo a forte rischio l’evento della Barcolana. Sul Golfo triestino tra l’altro sono previste piogge abbondanti.

LE PREVISIONI

Domenica sarà una giornata molto perturbata; rovesci diffusi e temporali colpiranno tutte le regioni del Nordest, ma anche la Lombardia, il basso Piemonte e la Liguria. Piogge e temporali non si fermeranno solo al Nord, ma raggiungeranno anche Toscana, Umbria e Lazio (temporale atteso a Roma in mattinata) ed entro sera anche in Campania (temporale a Napoli).
L’ingresso di venti di Bora sul lato orientale e di Maestrale su quello occidentale farà abbassare  le temperature che andranno sotto la media del periodo di circa 10 gradi. Con il calo termico le precipitazioni sulle Alpi si trasformeranno in neve a quote davvero basse, già a partire dai 1000 metri.

In particolare:  

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Maltempo, nuova allerta gialla in 13 regioni

mercoledì, Ottobre 7th, 2020

Nuova allerta gialla per il maltempo in 13 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Sono previsti piogge e venti molto forti, in particolare su Nord e Centro. Intanto il bilancio delle vittime causate dal maltempo in Liguria nel weekend è salito a nove.

TGCOM

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Il maltempo flagella il Nord, 11 dispersi in Piemonte | Aosta, cade pianta: morto vigile del fuoco

sabato, Ottobre 3rd, 2020

Il maltempo flagella il Nord. Critica la situazione in Piemonte, dove si contano undici dispersi. Gravi i danni causati a Limone Piemonte (Cuneo) dall’esondazione del torrente Vermegnano. A Garessio, sempre nel Cuneese, è esondato il Tanaro. Violente piogge anche in Veneto e in Valle D’Aosta. Un vigile del fuoco volontario di Arnad, in provincia di Aosta, è morto a causa del maltempo. 

Undici dispersi in Piemonte Sono undici le persone disperse a causa del maltempo che si è abbattuto sul Piemonte. Lo ha reso noto la Regione. Dieci sono i dispersi nel Cuneese, su cui si stanno facendo verifiche tra il versante italiano e quello francese. Un altro disperso si registra nel Vercellese, caduto con la sua auto nel Sesia. Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, ha chiesto lo stato d’emergenza. Chiusa per precauzione, dopo l’esondazione del torrente Dora,l’autostrada A5 Torino-Aosta tra gli svincoli di Quincinetto e Scarmagno.

Limone Piemonte, il sindaco: “Situazione catastrofica” – Gravissimi i danni a Limone Piemonte (Cuneo), dove la statale 20 del colle di Tenda che collega il paese con la vicina Vernante è stata interrotta venerdì sera dopo essere diventata un fiume di detriti e massi per l’esondazione di almeno due torrenti, tra cui il Vermenagna. “La situazione è catastrofica – ha detto il sindaco Massimo Riberi -, sono esondati rii e torrenti, cancellando strade e facendo crollare una palazzina in corso di ristrutturazione. Vie dissestate, la celebre strada romana non c’è più. Acqua e fango hanno invaso la statale del colle di Tenda”. 

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Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide minaccia città come New York, Tokyo e Londra

giovedì, Settembre 24th, 2020

ROMA – Immaginate New York, Tokyo, Londra e Amburgo alla prese con un innalzamento dei mari di sei metri. Da brividi. Ebbene, secondo le simulazioni pubblicate da Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam, Università di Potsdam e Columbia University di New York, che hanno conquistato la copertina della prestigiosa rivista Nature, sarebbero queste alcune tra le città più famose ad essere duramente colpite dal futuro innalzamento del livello dei mari. Che ci sarà, con un aumento di 4 gradi delle temperature medie globali rispetto ai valori pre-industriali. Le proiezioni del progressivo scioglimento dei ghiacci in Antartide, spiegano gli studiosi, indicano l’avanzare di un processo molto lento ma inesorabile.

Antartide, il 60% delle piattaforme di ghiaccio a rischio fratture

“Ciò che perdiamo ora dell’Antartide, è perduto per sempre”. Sono queste le parole che hanno usato i ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research, della Potsdam University e della Columbia University di New York per spiegare, in una nota le conclusioni del loro ultimo lavoro di ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla calotta antartica. Lo studio mostra gli effetti dell’innalzamento delle temperature sui ghiacci della calotta polare antartica, così cruciale per il livello del mare a livello globale. “L’Antartide – spiega Ricarda Winkelmann, ricercatrice presso l’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (PIK) e l’Università di Potsdam, e autore dello studio – contiene più della metà dell’acqua dolce della Terra, congelata in una vasta calotta di ghiaccio che è spessa quasi 5 chilometri”.

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