Archive for the ‘Ambiente’ Category

Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide minaccia città come New York, Tokyo e Londra

giovedì, Settembre 24th, 2020

ROMA – Immaginate New York, Tokyo, Londra e Amburgo alla prese con un innalzamento dei mari di sei metri. Da brividi. Ebbene, secondo le simulazioni pubblicate da Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam, Università di Potsdam e Columbia University di New York, che hanno conquistato la copertina della prestigiosa rivista Nature, sarebbero queste alcune tra le città più famose ad essere duramente colpite dal futuro innalzamento del livello dei mari. Che ci sarà, con un aumento di 4 gradi delle temperature medie globali rispetto ai valori pre-industriali. Le proiezioni del progressivo scioglimento dei ghiacci in Antartide, spiegano gli studiosi, indicano l’avanzare di un processo molto lento ma inesorabile.

Antartide, il 60% delle piattaforme di ghiaccio a rischio fratture

“Ciò che perdiamo ora dell’Antartide, è perduto per sempre”. Sono queste le parole che hanno usato i ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact Research, della Potsdam University e della Columbia University di New York per spiegare, in una nota le conclusioni del loro ultimo lavoro di ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla calotta antartica. Lo studio mostra gli effetti dell’innalzamento delle temperature sui ghiacci della calotta polare antartica, così cruciale per il livello del mare a livello globale. “L’Antartide – spiega Ricarda Winkelmann, ricercatrice presso l’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (PIK) e l’Università di Potsdam, e autore dello studio – contiene più della metà dell’acqua dolce della Terra, congelata in una vasta calotta di ghiaccio che è spessa quasi 5 chilometri”.

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Altro che green

lunedì, Settembre 21st, 2020

Greta è tornata. Davanti al Parlamento svedese, di venerdì, come era solita fare prima del Covid insieme agli altri attivisti di Fridays for future, il movimento che chiede un cambio di rotta su ambiente e clima. E anche in Italia sono già in calendario altri due appuntamenti, il 25 settembre e il 9 ottobre, rispettivamente la Giornata mondiale di azione per la giustizia climatica e lo sciopero nazionale per il clima. Ma a un anno dalle grandi manifestazioni che hanno portato in strada migliaia di ragazzi (200mila solo a Roma il 27 settembre scorso) cosa è rimasto della grande promessa fatta dal Governo, quella cioè di puntare sul green? Il bilancio di un anno, ricostruito da Huffpost attraverso un fact checking delle principali misure messe in cantiere, dice che l’obiettivo è molto lontano.

Una premessa è d’obbligo. Covid ha ribaltato le priorità politiche di qualsiasi Paese, anteponendo le questioni della salute a tutte le altre, comprese quelle ambientali. Anche gli altri Paesi, come l’Italia, hanno quindi rivisto progetti e timing degli impegni presi prima dello scoppio della pandemia. Ma ora bisogna riprendere la questione in mano. Appena giovedì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha riesumato il suo Green Deal, provando a rilanciare entusiasmo e obiettivi con un taglio delle emissioni entro il 2030 portato dal 40% al 55 per cento. E sempre da Bruxelles è arrivata un’indicazione politica chiara: ora che è passata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria è tempo di dimostrare che l’impegno sul green verrà preso sul serio. Anche perché – e questo elemento genera un pressing sull’Italia – il 37% dei 750 miliardi del Recovery Fund andrà proprio al Green deal. 

I green bond fermi all’annuncio

I progetti che impattano sull’ambiente devono essere ovviamente finanziati. Un anno fa non c’era il Covid e quindi nemmeno il Recovery Fund, pensato proprio per sostenere la fase di ricostruzione post emergenza. Però la questione climatica era già esplosa. Erano i giorni di Greta e il Governo, il primo ottobre, annunciò la volontà di voler emettere green bond. “Vorremmo emettere green bond. Nelle emissioni ci saranno dei titoli dedicati a finanziare gli investimenti per la sostenibilità ambientale”, dichiarò allora il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Un sistema semplice per portare nelle casse dello Stato soldi da investire per progetti legati a sostenibilità, clima e questioni ambientali. I green bond non sono stati ancora emessi. E questo marca una prima incrinatura nel percorso dell’esecutivo. Altri Paesi, come la Germania e la Francia, ma anche Olanda, Belgio, Irlanda e Polonia, l’hanno fatto. E i primi riscontri dicono che l’operazione è conveniente, permette cioè di incassare facilmente. La prima emissione in Francia partiva da una stima di incasso di 3 miliardi. Ha avuto una domanda di 24 miliardi. La prima emissione di Berlino, datata 2 settembre, ha raccolto 6,5 miliardi, con richieste superiori a 30 miliardi. 

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Plastica monouso, verso il divieto anche per bicchieri e palloncini

domenica, Settembre 20th, 2020

di GIACOMO TALIGNANI

“Grazie al grande lavoro che sta svolgendo il Parlamento, l’Italia è l’unico Paese a recepire la direttiva europea sul divieto dell’uso e getta estendendolo anche ai bicchieri e ai palloncini. Questa norma, che grazie al lavoro di Barbara Floridia, Pietro Lorefice, a tutta la commissione ambiente e della commissione europea del Senato, è stata approvata, ora va in Aula per l’approvazione nella legge delega europea”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook sepigando che “la plastica usa e getta è un problema e va affrontato in modo drastico e deciso”. Fra poco più di tre mesi l’Europa dirà addio ai monouso in plastica, scatterà la Plastic Tax e saranno incrementati i nuovi percorsi sulla spinta del Green Deal per tentare di porre un freno all’inquinamento legato a questo materiale inquinante. In questo contesto, in un mondo che dovrà sempre più essere basato su riciclo, economia circolare e meno sprechi, dal primo gennaio 2021 entrerà in vigore la direttiva europea che vedrà vietati per esempio la vendita di piatti e stoviglie di plastica, ma anche di cannucce e  di prodotti vari non compostabili o biodegradabili. 

Ma non basta. “Tra i 6 e i 7 miliardi di bicchieri di plastica usa e getta – scrive il ministro Costa – vengono utilizzati in un anno solo in Italia, e rappresentano il 20% dei rifiuti marini in tutto il mondo. I palloncini sono uno dei maggiori pericoli per foche, tartarughe e uccelli marini. Per questo è importante e urgente ridurre l’usa e getta. Solo intervenendo nella nostra quotidianità abbiamo la possibilità di difendere il pianeta, perché abbiamo solo questo e dobbiamo tutelarlo. Esistono alternative, usiamole”.

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Terremoti: scossa di magnitudo 3.4 al largo di Reggio Calabria

venerdì, Settembre 18th, 2020

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 3:16 al largo della costa sudorientale della Calabria. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 36 km di profondità ed epicentro 72 km a est di Reggio Calabria. Non si segnalano danni a persone o cose. 

LA STAMPA

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Il rapporto sul clima e l’Italia. Cinque gradi in più, ecco cosa rischiamo tra ottant’anni

mercoledì, Settembre 16th, 2020

di LUCA FRAIOLI

Un’Italia le cui temperature estive al Sud sfioreranno costantemente i 40 gradi, dove per lunghi periodi il termometro non scenderà mai, neppure di notte, sotto i 20 gradi, con sequenze di giorni senza pioggia, tanto che la portata di fiumi e corsi d’acqua potrebbe ridursi del 40% e il rischio incendi aumentare del 20%.

Non è uno scenario fantascientifico di un futuro remoto, ma quello cui potrebbero trovarsi di fronte, entro fine secolo, i nostri figli e i nostri nipoti, quelli che oggi sono in prima elementare e che allora avranno poco più di ottant’anni.

È lo scenario previsto dai ricercatori del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) che presentano oggi il rapporto Analisi del rischio. I cambiamenti climatici in Italia, il primo documento del genere per il nostro paese. A partire dai modelli matematici che permettono di simulare il clima del futuro, gli studiosi del Cmcc si sono concentrati sui singoli settori (costi economici, città, rischio idrogeologico, acqua, agricoltura, incendi) per fornire elementi scientifici a chi dovrà prendere decisioni fondamentali per i prossimi decenni.

«Le nostre simulazioni hanno preso in considerazione le due possibili situazioni estreme», spiega Donatella Spano, docente di Agrometeorologia all’Università di Sassari e coordinatrice dei trenta studiosi del Cmcc che hanno scritto il rapporto.

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Clima, il ghiacciaio della Marmolada si è ridotto dell’80% in 70 anni

martedì, Settembre 1st, 2020

PADOVA – La riduzione delle emissioni di CO2 indotta dalla pandemia di coronavirus è una buona notizia per il clima planetario, ma è poca cosa per invertire un trend che sembra essere ormai fuori controllo. Una nuova conferma a questa tesi arriva dalle misurazioni annuali al ghiacciaio della Marmolada condotte da geografi e glaciologi dell’Università di Padova. “Il ghiacciaio negli ultimi 70 anni ha ormai perso oltre l’80% del proprio volume passando dai 95 milioni di metri cubi del 1954 ai 14 milioni attuali – spiega Aldino Bondesan, coordinatore delle campagne glaciologiche per il Triveneto – e le previsioni di una sua estinzione si avvicinano sempre di più: il ghiacciaio potrebbe avere non più di 15 anni di vita”.

Le misure sono state condotte negli ultimi 15 anni da Mauro Varotto, responsabile scientifico del Museo di Geografia dell’Università di Padova.
“La superficie del ghiacciaio – osserva Mauro Varotto – è passata dai circa 500 ettari stimati da Richter nel 1888 ai 123 ettari del 2018.

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“Nubifragi sempre più devastanti”. Il climatologo: Italia troppo fragile

lunedì, Agosto 31st, 2020

di GIOVANNI PANETTIERE

Roma, 31 agosto 2020 – “Bombe d’acqua, maxi frane, strade trasformate in torrenti di detriti e fango non sono eventi sporadici. Le statistiche evidenziano come siano fenomeni sempre più frequenti e ad intensità crescente che hanno una loro connessione con i cambiamenti climatici in atto di cui l’uomo non è mero spettatore, ma ha una buona dose di responsabilità”. All’indomani della tragedia di Marina di Massa, dove due sorelline sono morte travolte da un albero raso al suolo da una tromba d’aria, il fisico del clima del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), Antonello Pasini, sonda le cause a monte del clima impazzito di questi ultimi anni.

In che modo il surriscaldamento globale determina disastri naturali così violenti?

“Il fatto di avere un suolo e soprattutto il Mediterraneo più caldi col passare degli anni fa sì che il mare, da un lato, produca una grande quantità di molecole di vapore acqueo, cioè mattoni su cui si plasmano le nuvole dalle quali scaturiscono pioggia e grandine, dall’altro, fornisca calore, quindi energia, all’atmosfera che, per autoregolarsi, non gode di libero arbitrio, ma segue le leggi della termodinamica”.

Tradotto?

“Non può fare altro che scaricare violentemente sul territorio questo surplus di energia che è andata incamerando”.

Alla fine siamo noi uomini a pagarne i costi, anche in termini di vite umane..

“Vero, ma non dimentichiamo che i modelli scientifici sui cambiamenti climatici imputano all’uomo i fattori determinanti il surriscaldamento globale. Dalle emissioni di gas serra all’agricoltura non sostenibile, passando per la deforestazione e il consumo del suolo”.

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Incendio ad Altofonte, evacuate oltre 400 persone

domenica, Agosto 30th, 2020

Altofonte (Palermo), 30 agosto 2020 – Paura nella notte in Sicilia e gente che ha dovuto abbandonare le proprie case. Un vasto incendio è infatti divampato nella tarda serata di ieri ad Altofonte, nel Palermitano, dove alcuni residenti a scopo precauzionale hanno lasciato  le abitazioni. Il fronte del fuoco è stimato in circa due chilometri. Secondo i primi accertamenti ci sarebbero stati cinque diversi roghi, sulla cui origine saranno svolte indagini. Sul posto sono intervenute diverse squadre di vigili del fuoco e forestali, personale della protezione civile regionale e i carabinieri. Gli interventi sono coordinati dalla prefettura di Palermo. I pompieri sono impegnati in altri incendi in altri paesi della provincia: Carini, Termini Imerese, Sciara, Polizzi Generosa e Santa Cristina Gela. Un incendio oggi è divampato anche a Monte Pellegrino.

Sono oltre 400 le persone evacuate nella notte. “Tutto il personale dei vigili del fuoco e gli interventi sono stati gestiti dal Posto di Comando Avanzato allestito presso il campo sportivo del comune di Altofonte, che ha fatto da punto di riferimento anche per la popolazione assicurando loro assistenza, in quanto a causa dell’incendio si è reso necessario l’evacuazione di oltre 400 persone dalle rispettive abitazioni poiché minacciate dalle fiamme”, spiegano i vigili del fuoco. “Sul posto anche 3 ambulanze per garantire laddove necessario il soccorso sanitario- dice il Comandante Provinciale Agatino Carrolo- Le operazioni di spegnimento sono state rese difficoltose per il forte vento di scirocco da sud-sudest con raffiche fino a 50/60 km/h”.

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Usa, l’uragano Laura arriva in Louisiana | L’allarme degli esperti: “Sarà una catastrofe”

giovedì, Agosto 27th, 2020

L’uragano Laura ha raggiunto le coste degli Stati Uniti, toccando la Louisiana con venti oltre i 240 chilometri orari. Al suo impatto la tempesta ha raggiunto categoria 4 (è vicina a passare alla 5) e ha provocato i primi blackout. Secondo il National Hurricane Center, l’uragano potrebbe essere il più forte mai abbattutosi finora sugli Stati Uniti. Gli esperti mettono in guardia da “mareggiate catastrofiche e inondazioni improvvise”.

Usa, l'uragano Laura arriva in Louisiana: "Sarà una catastrofe"

Come reso noto dal National Hurricane Center (Nhc), Laura è una tempesta di proporzioni storiche: la velocità del vento all’approdo ha infatti superato quella dell’uragano Katrina del 2005. E’ esploso di intensità mercoledì e ha continuato a guadagnare forza nella notte, con venti sostenuti di 240 chilometri orari, vicino alla soglia di 252 chilometri orari che lo porterebbe a categoria 5.

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Bomba d’acqua a Cortina, le strade trasformate in torrenti

martedì, Agosto 25th, 2020

BELLUNO – Una bomba d’acqua si è abbattuta stasera su Cortina D’Ampezzo, provocando allagamenti diffusi e trasformando molte strade in torrenti. Alcuni rii minori della cittadina sono esondati e si contano molti scantinati invasi dalla pioggia.

Maltempo: violento nubifragio su Verona, Vicenza e Padova

Gran lavoro per i vigili del fuoco, che hanno cercato di far defluire con canali improvvisati nel terreno l’enorme flusso d’acqua scaricatosi a valle verso il centro di Cortina dalle zone più alte. Semi sommerso il sentiero della vecchia ferrovia. Una cinquantina finora gli interventi dei pompieri.

REP.IT

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