Archive for the ‘Ambiente’ Category

Stop alle auto inquinanti: cosa succede dal 1° ottobre

venerdì, Settembre 30th, 2022

Alessandro Ferro

Da domani, sabato primo ottobre, inizierà una mini rivoluzione nel traffico milanese con lo stop alle auto più inquinanti nell’Area B, in pratica gran parte del territorio del capoluogo. Come spiega il sito del Comune, è “una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci”.

Chi non potrà circolare

Questa zona, quindi, sarà interdetta ai veicoli Euro 2 benzina e Euro 4 e 5 diesel anche in presenza di Fap (filtro antiparticolato). Non potranno più circolare nemmeno i mezzi di trasporto pubblico Euro 4 diesel senza Fap oppure con Fap se le emissioni di particolato superano la soglia di 0,01 g/Kwh o se il filtro è stato installato dopo il 31 dicembre 2018. Il Comune ricorda che l’Area B è attiva da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 festivi esclusi. L’Aci ha fatto una stima dei numeri: saranno circa 107mila le auto che non potranno più circolare all’interno dell’area B ma superano 300mila se si considera tutto l’hinterland.

Cos’è Move-in

Come ci siamo occupati sul Giornale.it, ci sarà la possibilità di avere alcune deroghe per i cittadini che percorreranno soltanto pochi km all’interno dell’Area B. Il progetto Move-in farà sì che potranno circolare anche le auto Euro 2 a benzina e le Euro 5 diesel ottenendo una “deroga chilometrica” basata sul reale uso del veicolo in attesa di sostituire il mezzo con uno più ecologico. Il progetto è già iniziato il primo ottobre 2019, esattamente tre anni fa. Come ha spiegato Fleetmagazine, per far in modo che vengano rispettate le regole, dentro l’auto sarà installata una sorta di scatola nera (black-box), che rileverà in maniera automatica i reali km percorsi all’interno della Ztl. Inoltre, si potranno sfruttare 50 accessi fino al 30 settembre del prossimo anno indipendentemente dai chilometri che si percorrono.

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Terremoti in Italia, scosse in sei regioni. La lista Ingv: “Non possiamo escluderne di più forti”

venerdì, Settembre 23rd, 2022

La terra continua a tremare in Italia dove nel giro di poche ore si sono registrate scosse di terremoto tra Marche e Abruzzo, Liguria ed Emilia, Sicilia e Calabria.

L’ultima scossa, di magnitudo 3.8, è stata registrata a Pievepelago, nel Modenese, alle 17.47. Due minuti dopo la terra ha tremato a Fosciandora (Lucca) con una scossa di magnitudo 3.2.

Alle 15.39 la terra ha tremato anche nel Comune di Bargagli, in provincia di Genova, dove una scossa di magnitudo 4.1 è stata avvertita in tutta la provincia. La prima scossa di magnitudo 4.1 è stata registrata intorno alle 12.24 a Folignano, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche.

Secondo quanto emerge dalle stime dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a tremare anche la Calabria e la Sicilia. Stanotte a Paternò, in provincia di Catania, con magnitudo 3.6 e a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria con una magnitudo di 3.2.

“Nessuna correlazione ma non possiamo escludere scosse più forti”, a dirlo a LaPresse è il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Carlo Doglioni.

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Pericolo “cut off” sull’Italia, arriva la “goccia fredda” che porterà condizioni di meteo estremo: cosa significa e dove colpirà

mercoledì, Settembre 21st, 2022

Giampiero Maggio

Immaginate una grande massa d’aria fredda alle latitudini polari. Insomma, una vasta e potente depressione che in questa stagione, solitamente, è rintanata alle latitudini più elevate. Ecco, ora immaginate che da questa enorma massa si stacchi un “lobo” e che questo si diriga nel cuore del Mediterraneo. In termini meteorologici si parla di “cut off” o “goccia fredda”. In pratica si tratta di una configurazione meteorologica che potenzialmente è in grado di diventare molto pericolosa, determinando per giorni e giorni pessime condizioni del tempo. In alcuni frangenti può essere responsabile di maltempo pesante, con temporali autorigeneranti e nubifragi: ad esempio quando la “goccia fredda” resta bloccata tra due aree di Alta Pressione. In quel caso non può procedere verso Est continuando a scaricare sulla stessa area geografica. È davvero quello che accadrà la prossima settimana in Italia? Vediamo di fare chiarezza.

Una mappa prevista per il 28 settembre a 500 hpa (circa 5000 metri di quota)  

I meteorologi stanno “annusando” la situazione di un deterioramento pesante delle condizioni meteo da diversi giorni. Ilmeteo.it di Antonio Sanò parla di «situazione potenzialmente pericolosa». Quel che è molto probabile è che rischiamo di passare da un’estate prolungata ad una stagione autunnale improvvisa e soprattutto con temperature (segnatamente al Centro Nord) anche di diversi gradi più bassi rispetto alla media stagionale. «Già nel corso della prossima settimana (la stagione autunnale inizierà Venerdì 23 Settembre) – spiega Mattia Gussoni de ilmeteo.it – si verrà a creare una pericolosa configurazione per l’Italia con effetti che potrebbero essere pesanti su molte delle nostre regioni».

Dovrebbe iniziare tutto lunedì 26 settembre quando, appunto, le condizioni meteo potrebbero peggiorare a causa, appunto, del distacco di una “goccia fredda” che dalle latitudini più elevate si staccherà portando maltempo prima sull’Europa Centrale e poi nel cuore del Mediterraneo.

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Meteo, Mario Giuliacci: “Freddo invernale”, crollo brutale delle temperature

martedì, Settembre 20th, 2022

Che il meteo sia cambiato all’improvviso, con tanto di crolli termici, lo hanno capito tutti. Se fino a qualche giorno fa ci si lamentava del caldo estivo, adesso invece ci si lamenta del freddo. E pare che nei prossimi giorni la situazione andrà a peggiorare. Ne ha parlato Mario Giuliacci sul suo sito: “Un nucleo di aria polare raggiungerà domani, martedì 20 settembre, la Scandinavia. Da qui verrà trascinata verso Sud dal vortice di bassa pressione presente sull’Est europeo e così il mercoledì 21 settembre raggiungerà i Balcani per poi riversarsi sull’Adriatico con sostenuti venti di Bora tra giovedì 22 e venerdì 23 settembre”.

I prossimi giorni, insomma, saranno all’insegna del freddo. Un cambiamento climatico inaspettato, soprattutto perché fino a qualche giorno fa le temperature superavano addirittura i 30 gradi. “Ovviamente tra il 22 e il 23 settembre le temperature scenderanno ulteriormente su tutta l’Italia, ove pertanto le temperature massime si porteranno sotto 23 gradi su gran parte d’Italia”, ha continuato il meteorologo.

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Cambiamento climatico e ambiente, ecco cosa non funziona nei programmi dei partiti

martedì, Settembre 20th, 2022

di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Il clima si ribella, e punisce violentemente la nostra indolenza. L’estate è stata una delle più terribili: senza pioggia e senza ghiaccio sulle montagne il livello dei fiumi si è più che dimezzato. Per la prima volta nella storia in Germania è stata fermata la navigazione sul fiume Reno, in Italia il mare è entrato per 40 km nel Po e l’acqua salata ha compromesso definitivamente 30 mila ettari di terreno. Mentre la produzione agricola nazionale ha perso quasi il 30% e in alcuni territori il 70% a causa della siccità e delle temperature a lungo troppo elevate. Il processo di tropicalizzazione sta accelerando accompagnato dai nubifragi: sempre più frequenti, estremi, e tragici. Effetto del riscaldamento climatico. Contrastarlo è una priorità per tutti i governi.

Gli obiettivi sono definiti dall’Accordo di Parigi del dicembre 2015 e dagli impegni con la Ue del luglio 2021: l’aumento della temperatura deve restare sotto 1,5° C rispetto al periodo preindustriale, questo comporta l’impegno a ridurre entro il 2030 di almeno il 55% le emissioni di CO2 equivalente rispetto al 1990 (per arrivare alla neutralità climatica nel 2050). Oggi l’Europa le ha ridotte del 27% (media dei 27 Paesi), l’Italia è a meno 20% (fonte Eurostat maggio 2022).

L’indice di valutazione

Quindi con quali azioni concrete i maggiori partiti intendono rispettare questi impegni? Una valutazione è stata fatta da un panel formato da 20 esperti fra i più qualificati studiosi del clima, politiche ambientali, energetiche, ed economiche. Hanno esaminato i programmi depositati al Viminale dalle forze politiche che si presentano alle elezioni del 25 settembre, e lo hanno fatto sulla base di 10 criteri oggettivi.

Flourish logo

A Flourish chart Il risultato è sintetizzato in un «indice di impegno climatico» attribuibile alle varie forze politiche che va da 0 a 10, dove 0 indica le posizioni negazioniste e 10 l’obiettivo raggiunto (il documento integrale è pubblicato qui). Vediamo allora come si posizionano le forze politiche in campo rispetto all’obiettivo da raggiungere considerando i punti principali del loro programma.Qui per ragioni di spazio prendiamo in considerazione i partiti maggiori, mentre nelle grafiche in pagina c’è la valutazione di tutti i partiti.

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L’alluvione vista dall’alto: le campagne attorno a Senigallia sono un mare di fango

sabato, Settembre 17th, 2022

La bomba d’acqua nella serata di giovedì 15 settembre

CorriereTv

Immagini che fanno paura quelle che i cittadini hanno registrato nelle Marche nella serata di giovedì 15 settembre. In poche ore sono caduti tra i 300 e i 400 mm tra Cantiano, provincia di Pesaro e Urbino, e Senigallia nell’anconetano, un quantitativo che su quelle zone è mediamente atteso in 6 mesi.

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Maltempo: bomba d’acqua nelle Marche, esondano i fiumi, strade come torrenti: «Almeno sei morti»

venerdì, Settembre 16th, 2022

di Fabio Postiglione

L’allarme prima a Cantiano, un paese di circa 2 mila abitanti, poi in tutta la provincia di Ancona. Si cercano ancora una mamma e un bambino.

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(Foto Twitter Marco M.M.)

«Che dio ci aiuti». Riccardo Pasqualini, il sindaco di Barbara, comune in provincia di Ancona, prega e invita i suoi cittadini a non uscire dalle case. Lo scrive su Facebook, chiama tutti quelli che conosce. Parla con i vigili del Fuoco, i carabinieri, la Protezione Civile. Sono da poco passate le 23.30 di giovedì. Il peggio deve ancora arrivare. Una bomba d’acqua nelle Marche ha invaso strade, allagato case, e trascinato via nel fango donne e uomini. E il bilancio è drammatico in provincia di Ancona. «Sono almeno sei i morti e cinque i dispersi» dice nella notte tra giovedì e venerdì all’agenzia LaPresse Stefano Stefoni, direttore protezione civile e sicurezza del territorio della Regione Marche. Quattro delle sei vittime sono a Ostra (Ancona), una a Trecastelli (Ancona) e una Barbara (Ancona). Molti cittadini sono ancora totalmente isolati.

Si temeva il peggio. E il peggio è arrivato. All’alba la conta dei danni è appena iniziata, così come quella dei morti. Tra i dispersi c’è una mamma con un bimbo. Elicotteri con visori notturni sono in volo per cercare tracce più o meno visibili. Un testimone, un uomo scampato alla morte che si è arrampicato su un albero nei pressi di Molino Mariani a Barbara (Ancona) ha visto «trascinare dal fiume Mise in piena l’auto con a bordo mamma e figlio». Una tragedia nella tragedia. E per tutta la notte è stato un rincorrersi di notizie, di numeri. E poi la pioggia che è continua a scendere forte. I blackout. Le linee isolate. I cellulari fuori uso. L’inferno.

Le prime avvisaglie di quello che sarebbe poi stato nel corso della notte appena trascorsa sono arrivate da Cantiano un paese di poco più di 2 mila abitanti, colpito nella tarda serata di mercoledì da una bomba d’acqua che ha trasformato le strade in torrenti e trascinato via auto. I telefoni non funzionano e il sindaco Alessandro Piccini ha lanciato un appello via social, invitando i cittadini a restare in casa. In alcune zone l’acqua è arrivata ai primi pani.

Il diluvio dalle 19

Nella zona pioveva sin dal mattino, ma la situazione è precipitata intorno alle 19. In circa due ore sono caduti 400 millimetri d’acqua, la quantità che in quella zona cade in sei mesi. E pensare che solo qualche giorno fa si parlava della siccità che aveva messo in difficoltà l’intera area. Il maltempo ha colpito duramente tutta l’area circostante, al confine con il Perugino: impraticabile la galleria che da Cantiano porta a Cagli, chiuse la Flaminia, con il passo della Contessa invaso dall’acqua, il monastero di Fonte Avellana risulta isolato, così come un agriturismo per via di una frana. Chiaserna e Pontericcioli, frazioni di Cantiano, risultano al momento isolate. Anche il sindaco di Serra Sant’Abbondio, Ludovico Caverni, ha chiesto ai cittadini di non uscire di casa e di rifugiarsi ai piani più alti delle abitazioni

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La lettera choc di una turista sulla Roma invasa dai rifiuti

mercoledì, Settembre 7th, 2022

Alessandra Benignetti

La poesia delle vacanze romane di Gregory Peck e Audrey Hepburn è soltanto un ricordo in bianco e nero. Le diapositive a colori raccontano un film diverso, fatto di insicurezza, cassonetti strabordanti e branchi di cinghiali, topi e gabbiani che banchettano tra i rifiuti. Così succede che, dopo aver visitato la Roma di Gualtieri, qualcuno, invece di comprare il classico souvenir, decida di mettersi al computer per lamentarsi direttamente con il Campidoglio. All’indirizzo mail della commissione Ambiente è arrivata una lettera che lascia poco spazio alle interpretazioni. «La vostra città versa in uno stato di degrado per cui si possono usare tutti gli aggettivi negativi del dizionario italiano», scrive l’autrice che si definisce una «turista esterrefatta».

Nelle righe che seguono si parla di «erbacce che crescono su fontane e monumenti» e di «comportamenti gravi che restano impuniti». Chi lavora all’interno degli uffici capitolini dice che non capita tutti i giorni che qualcuno si prenda addirittura la briga di cercare l’indirizzo di una commissione per segnalare problemi di questo tipo. Segno che la situazione sta davvero sfuggendo di mano. Non a caso una settimana fa le immagini del degrado capitolino, dalla monnezza ai roghi tossici, erano finite pure sul New York Times. Una figuraccia mondiale per il sindaco Roberto Gualtieri, primo cittadino di una metropoli descritta come trasandata e spettrale. L’ultimo grave fatto di cronaca risale alla scorsa settimana. Il 30 agosto una donna di quarant’anni è stata molestata da un uomo di origine indiana attorno alle otto di sera nella centralissima via Barberini. A salvarla dalla violenza è stato proprio un gruppo di turisti in attesa alla fermata del bus. Un intervento provvidenziale che ha anticipato quello dei carabinieri, evitando il peggio.

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Nubifragi, allagamenti e trombe d’aria al Centro Nord, il Sud alle prese con siccità e temperature quasi a 45 gradi: allerta meteo in sei regioni, ecco quali

giovedì, Agosto 18th, 2022

Mentre nel Nord Italia è tornato l’autunno e le regioni settentrionali sono sferzate da violenti temporali, al Sud la colonnina di mercurio oltrepassa i 43 gradi, nubifragi al Centro-Nord. L’arrivo della prima perturbazione atlantica degli ultimi mesi nel cuore dell’estate segna, insieme al super caldo africano, un esempio del clima impazzito. Il mare caldo, con temperatura dell’acqua a 30°C, fornisce calore, umidità ed energia alle celle temporalesche. E poi i terreni colpiti dalle ondate di caldo e dalla siccità, sempre più frequente, non permettono una buona infiltrazione delle acque meteoriche. E con l’aggravante che il 94% dei Comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera.

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Al Centro-Nord i temporali potranno essere associati a colpi di vento, grandinate e precipitazioni abbondanti. Nelle prossime ore i fenomeni più intensi si sposteranno lentamente verso est, dal settore nordoccidentale italiano verso il resto del Nord e la Toscana; in seguito l’instabilità raggiungerà anche il resto del Centro mentre al Sud, dopo i 40-41°C già registrati, potremo vedere un’ulteriore impennata del termometro: previsti picchi di 43°C all’ombra in Sicilia.

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Le previsioni
Venerdì 19. Al Nord: ancora maltempo. Al Centro: temporali sparsi anche intensi. Al Sud: locali temporali in Puglia e sul basso Tirreno, si attenua il caldo.

Sabato 20. Al Nord: bel tempo salvo locali addensamenti sul Nord-Est. Al Centro: bel tempo. Al Sud: temporali pomeridiani su Calabria e localmente Sicilia.

Tendenza. Domenica bel tempo salvo qualche isolato acquazzone di calore sull’Appennino, da lunedì rimonta dell’Anticiclone delle Azzorre al Centro-Nord, momenti di instabilità al Sud.

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Nucleare, chi è per il sì e chi per il no. Cosa dicono i piani elettorali sull’energia

mercoledì, Agosto 17th, 2022

Sì al nucleare «pulito e sicuro» dal centrodestra, ricorso ai rigassificatori ma come soluzione-ponte per il centrosinistra, no a trivellazioni e nuovi inceneritori da parte del Movimento 5 Stelle. È la gamma delle posizioni espresse da coalizioni e partiti nei propri programmi elettorali in tema di energia e gestione dei rifiuti.

Centrodestra: sì al «nucleare pulito»

Al punto 11 del proprio manifesto elettorale il centrodestra («La sfida dell’autosufficienza energetica») inserisce, anche se in modo sfumato, il tema dell’energia nucleare parlando di «ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito». Ultima opzione di un elenco di soluzioni in cui si parla di «transizione energetica sostenibile, aumento della produzione dell’energia rinnovabile, diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano per l’autosufficienza energetica, pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti, promozione dell’efficientamento energetico e sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo.

Tra i leader del centrodestra è stato soprattutto Matteo Salvini a spingere sul tema del nucleare in Italia, messo al bando dal referendum del 1987. A giugno, parlando al convegno dei Giovani Industriali di Rapallo aveva detto: «La prima centrale nucleare italiana? Fatela a Milano, a casa mia, nel mio quartiere a Baggio. Proprio a Milano, che è la capitale dell’innovazione».

In campagna elettorale ha ribadito la sua posizione: «L’Italia è l’unico dei grandi Paesi al mondo che dice no al nucleare per ideologia non per scienza». E per costruire una centrale nucleare «dalla posa della prima pietra occorrono sette anni. Nell’arco di 7 anni potremmo produrre energia a minor costo rispetto a quella di oggi».

Pd: rigassificatori soluzione-ponte

Il Pd non segue il centrodestra su un ritorno al nucleare. I democratici, nel loro programma energetico, inseriscono con una sottolineatura il tema dei rigassificatori «il cui ricorso appare necessario ma a condizione che essi costituiscano soluzioni-ponte, che rimangano attivi solo pochi anni e che possano essere smobilitati ben prima del 2050, proprio per non interrompere la prospettiva della transizione ecologica. I territori dove verranno installati dovranno inoltre essere coinvolti nelle decisioni e adeguatamente compensati per l’impatto economico e sociale attraverso l’istituzione di un fondo ad hoc».

Per Calenda nucleare per obiettivo zero emissioni

Al centro schierato esplicitamente per il nucleare è Carlo Calenda che in passato ha più volte sottolineato: «Senza nucleare è impossibile ottenere l’obiettivo zero emissioni». L’ex ministro era arrivato anche a sfidare il segretario del Pd Enrico Letta «a un confronto affinché possa spiegare agli italiani in che modo, senza il nucleare, possiamo raggiungere l’obiettivo prioritario delle emissioni zero».

Nell’accordo elettorale tra Azione e Pd (dal quale Calenda si è poi ritirato) al capitolo energia non si citava però il nucleare: il patto chiedeva «un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile».

Calenda presenterà nelle prossime ore il programma elettorale del Terzo polo con Matteo Renzi e ha anticipato che ci sarà spazio a termovalorizzatori e rigassificatori. Anche il leader di Italia viva ha espresso in passato posizioni a favore del nucleare.

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