Archive for the ‘Lombardia’ Category

“In missione fra drogati, pazzi e detenuti”. Il sacerdote di strada: vietato avere paura

mercoledì, Settembre 16th, 2020

di MARIANNA VAZZANA

Ottant’anni, da sempre dalla parte degli ultimi. Ci fosse un volto del sacerdote di strada, sarebbe quello di don Gino Rigoldi, storico cappellano del carcere minorile milanese Beccaria. O, probabilmente, ci sarebbero tanti visi con tanti occhi: quelli che brillano portando luce dove non c’è nulla, a chi non ha niente. Una missione che apparteneva anche a don Roberto Malgesini, ucciso a 51 anni ieri mattina a Como. Ora don Gino Rigoldi non ha in mente che il suo, di volto. “Incancellabile”.

Don Malgesini ha perso la vita. Questo apre la riflessione sui rischi che corrono ogni giorno i preti di strada, sempre in prima linea, come lei. Come ci si può difendere, continuando a fare del bene?

“Quando una persona si occupa di uomini e donne di strada e dei poveri non pensa mai che possa ritornargli del male. La molla che spinge è fare del bene, ci si domanda solamente come si può aiutare ogni individuo in difficoltà, senza pensare a possibili incidenti o addirittura di poter essere bersaglio di aggressioni che possono portare alla morte. A me, sarà stata fortuna, non è capitato di essere aggredito ma mi sono trovato spesso ad avere a che fare con soggetti aggressivi. Io sono uno che non ha paura. È bastato, nel mio caso, non mostrare di avere paura. Mi è andata bene. E spero sarà sempre così. Fermo restando che i soggetti pericolosi devono essere messi nella condizione di non nuocere. Non è semplice. Anche perché ogni persona è un mondo e basta pochissimo a generare pericolo”.

Che cosa intende dire?

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Milano, esplosione in palazzo di piazzale Libia: tre piani distrutti nello scoppio, un ferito grave

sabato, Settembre 12th, 2020

di Gianni Santucci

Una violentissima esplosione si è verificata sabato mattina, poco dopo le 7, in un condominio in piazzale Libia 20 a Milano, in zona Porta Romana. Lo scoppio ha distrutto almeno tre piani dell’edificio, mentre i danni hanno coinvolto almeno 8 piani dello stabile. Sul posto i vigili del fuoco e i mezzi di soccorso del 118 con molte ambulanze. Centinaia di persone si sono precipitate in strada. I vigili del fuoco stanno accertando la presenza di altre persone negli appartamenti superiori.

Milano, esplosione in un palazzo di piazzale Libia

Il boato si è sentito in tutta la zona Sud di Milano.

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Da settembre torna la Fiera di Milano, si riparte dalla moda

mercoledì, Agosto 12th, 2020

di ANDREA MONTANARI

Dopo il lockdown, la Fiera riparte dalla moda, dal calzaturiero e dalla pelletteria e parlerà soprattutto italiano. Si inizia l’8 e 9 settembre con Milano Unica. Seguita da Homi fashion & Jewels dal 19 al 22 dello stesso mese. E da un tris di tutto rispetto formato da Micam, Mipel e The One Milano dal 20 al 23 settembre. Insieme a Lineapelle dal 22 al 23, che per l’occasione si è spostata per essere allestita con le altre rassegne del comparto. Ma non mancheranno anche se in formato ridotto, Bimu, la fiera delle macchine utensili, dal 14 al 17 ottobre e l’Artigiano in Fiera, dal 5 al 13 dicembre. Mentre, per la prima volta saranno in edizione “digitale” Miart, dal 11 al 13 settembre, Cartoomics e Milan Games Week, per la prima volta insieme, in un evento che si chiamerà MGW- X, dal 26 al 29 novembre. Anche Auto Classica anticiperà la date, inizialmente previste per novembre, e si svolgerà dal 25 al 27 settembre.

Tra gli eventi congressuali, spicca Identità Golose. “Da oggi si riparte nella convinzione che sarà un lavoro lungo e complesso per riprendere a pieno regime — sottolinea dopo il via libera del governo alla riapertura delle fiere il presidente di fondazione Fiera, Enrico Pazzali — ma certamente il settore fieristico-congressuale italiano sarà tra i primi a contribuire alla ripresa del nostro Paese”. Il numero uno di Micam, la più importante manifestazione fieristica del settore delle calzature, Siro Badon resta con i piedi per terra e osserva: “Il Micam è stata l’ultima fiera che è stata fatta a Rho-Pero prima del lockdowm e sarà la prima. Il settore manifatturiero è composto da medie e piccole aziende, che non hanno la possibilità di avere showroom e piattaforme online. La nostra fiera sarà il primo appuntamento per fare la campagna vendita e tentare di ricontattare i buyer. Lo scorso febbraio l’affluenza è stata abbastanza buona, ma per via della pandemia il 40 per cento di quegli ordini sono stati annullati”. Ecco perché l’edizione di quest’anno avrà un importante significato anche dal punto di vista strategico.

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Dai conti alle Bahamas all’eredità in Svizzera. Affari della (buona) famiglia di Fontana

mercoledì, Luglio 29th, 2020

di ENRICO CAMANZI

Buttandola sul ridere si potrebbe dire che la riservatezza è una caratteristica di Attilio Fontana, il governatore lombardo finito nell’occhio del ciclone prima per la gestione della pandemia, poi per questo impiccio ingarbugliato che mischia conflitto d’interessi, (possibili) risvolti penali, soldi trasferiti dalla Svizzera all’Italia e affari di famiglia. Già, la famiglia. Rarissime le uscite pubbliche di Fontana con la seconda moglie Roberta Dini, figlia del fondatore dell’apprezzato marchio di moda Paul & Shark e sorella di Andrea Dini, il proprietario di quella Dama spa (perquisita proprio ieri dalla Guardia di Finanza) cui fu assegnata la commessa in affidamento diretto di 75mila camici medicali e 7mila set sanitari poi silenziosamente trasformata in donazione. Più facile vederlo – anche alle prime del teatro alla Scala di Milano – con la primogenita, di tre figli, Maria Cristina, che ha raccolto il suo testimone nello studio legale, uno dei più noti a Varese.

Se lui è sempre stato un principe del foro varesino, i genitori hanno svolto per tutta la vita professioni sanitarie. Il padre farmacista di Induno Olona, il paese in cui il presidente della Regione iniziò la carriera politica come sindaco nel 1995. E dove oggi tutti giurano sull’integrità della famiglia e sulla specchiata onestà dell’Attilio. Dentista la madre Maria Giovanna Brunella, morta nel giugno 2015, a 92 anni. Sarebbero sua eredità i 5 milioni e 300mila euro detenuti in Svizzera nei due trust creati alle Bahamas (e gestiti, secondo il blog di Domani, il nuovo giornale di De Benedetti, da una fondazione con sede nel Liechtenstein: altro paradiso fiscale) in cui l’allora sindaco di Varese risultava “soggetto delegato” e “beneficiario economico”, successivamente scudati nel 2015. Manovra del tutto lecita, vero, ma anche effettuata senza alcuna pubblicità. A tal punto che nel 2017 l’Anac, l’autorità anticorruzione, lo multò proprio per aver omesso la dichiarazione patrimoniale dell’anno precedente.

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Inchiesta camici in Lombardia, indagato il governatore Attilio Fontana per un appalto alla società Dama Spa

sabato, Luglio 25th, 2020

Il governatore Fontana risulta indagato dai pm di Milano nell’inchiesta sulla fornitura da mezzo milione di euro di camici e altro materiale da parte della società Dama Spa gestita dal cognato Andrea Dini e di cui la moglie, Roberta Dini, detiene il 10%. Iscritti nel registro degli indagati anche il cognato e Filippo Bongiovanni, l’ex dg di Aria Spa, la centrale acquisti regionale. L’accusa è di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.

Bongiovanni sentito per tre ore in Procura Nelle tre ore di faccia a faccia coi pm, Bongiovanni avrebbe fornito la sua versione dei fatti chiarendo che la Regione Lombardia e la sua centrale acquisti nelle fasi più difficili dell’emergenza Covid-19 hanno operato in uno stato “quotidiano” di necessità, in un’emergenza fronteggiata dalle strutture regionali con sforzi e impegno. L’ormai ex dg, difeso dal legale Domenico Aiello, ha anche messo a verbale dettagli concreti sugli sforzi fatti, a suo dire, dalle strutture regionali nell’emergenza.

Per i pm l’affidamento sarebbe avvenuto in conflitto d’interessi Secondo le indagini dell’aggiunto Maurizio Romanelli e dei pm Filippini, Furno e Scalas, quell’affidamento diretto senza gara della fornitura, che risale al 16 aprile, sarebbe avvenuto in conflitto di interessi e l’ordine sarebbe poi stato trasformato in donazione solo il 20 maggio, dopo che la trasmissione Report iniziò a indagare sulla vicenda. E Dama, comunque, avrebbe voluto guadagnare provando a vendere 25mila camici (dei 75mila totali di cui 50mila donati) anche a fine maggio con un prezzo di 9 euro a camice, invece che 6 euro che era il prezzo proposto ad Aria.

Presunto “ruolo attivo” di Fontana Accertamenti erano in corso già da giorni anche su un presunto “ruolo attivo” di Fontana, mentre numerosi testimoni sono stati già sentiti dai pm nelle ultime settimane. E’ stato escluso, invece, subito dalle prime analisi un ruolo nella vicenda della moglie del governatore. Bongiovanni, dal canto suo, avrebbe chiarito che in quella fase di piena emergenza erano state sospese tutte le procedure di verifica sulle forniture, compresa quella sui conflitti di interesse, e che questo genere di verifiche, tra l’altro, non sarebbero nemmeno spettate a lui.

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Maltempo, bomba d’acqua su Milano: esonda il Seveso. Tram in tilt nei quartieri a nord

venerdì, Luglio 24th, 2020

Milano, 24 luglio 2020 – Una forte bomba d’acqua si sta abbattendo dalle prime ore dell’alba su Milano provocando allagamenti in alcune zone della città. Molte le chiamate ai vigili del fuoco per sottopassi e cantine allagati, in particolare nella zona Nord, a Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. Poco dopo le 7 è esondato il Seveso, con fiumi di acqua e fango che hanno invaso le strade.

Resta sorvegliato speciale il fiume Lambro nella zona est, dove si registrano problemi alla circolazione. Forti disagi in particolare nella zona di viale Zara, Niguarda e viale Sarca. Difficoltà per qualche linea tranviaria, sempre nei quartieri a Nord, a Niguarda principalmente proprio a causa dell’uscita del Seveso, sostituite con autobus. Diversi gli allagamenti registrati, anche in altre parti della città.

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Sette aggressioni in 12 giorni: Milano ora diventa il far west

lunedì, Luglio 20th, 2020

Giovanni Giacalone

L’aggressione con tanto di violenza sessuale avvenuta nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 luglio nei confronti di una donna di 45 anni che portava a spasso il cane al parco del Monte Stella, plausibilmente perpetrata da un soggetto ancora in fuga e definito “dalla pelle scura”, non è che l’ultima di una serie di aggressioni che hanno sconvolto Milano e soltanto nei primi quindici giorni del mese.

La mattina del 3 luglio, in uno studio legale nei pressi di piazza San Babila, un cittadino nigeriano di 27 anni, irregolare sul territorio e senza fissa dimora, si intrufolava nell’ufficio di un’avvocatessa che in passato lo aveva assistito per alcune pratiche relative al permesso di soggiorno e la aggrediva a calci e pugni, minacciando di ucciderla se non gli avesse procurato il permesso di soggiorno. Il nigeriano aggrediva poi anche i Carabinieri, giunti repentinamente sul posto. Il soggetto veniva trovato in possesso di un coltello con una lama da 11 cm e portato in caserma dove veniva denunciato a piede libero, come disposto dal pm di turno Adriano Scudieri. L’avvocatessa aggredita fa parte di un gruppo di legali specializzato in studi giuridici sull’immigrazione e di un’associazione che promuove l’interculturalità e l’antirazzismo.

Il 6 luglio, un marocchino di 19 anni veniva arrestato in zona Navigli dopo aver tentato una rapina assieme a un complice, armato di pistola. L’uomo aggredito ha però reagito, ne è nata una colluttazione che ha dato tempo agli agenti di Polizia di intervenire ed arrestare uno dei due individui. L’aggressione è avvenuta attorno alle 18.

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Nove euro a camice e un intermediario per piazzarli: nuove accuse per il cognato di Fontana

lunedì, Luglio 13th, 2020

di LUCA DE VITO

Un tentativo concreto e documentato di piazzare i camici rimasti fermi, i famosi 25mila pezzi (della commessa da 75mila) mai inviati alla Regione da parte di Dama, la società di Andrea Dini, cognato di Attilio Fontana: con un’offerta definita a 9 euro per ciascun camice, contro il prezzo di 6 euro che era stato fatto ad Aria, la centrale acquisti del Pirellone.

Per la Procura è la prova che le intenzioni dell’imprenditore erano molto lontane dal desiderio di fare una donazione, visto che la consegna della partita di camici sarebbe stata bloccata (e dichiarata regalo) solo dopo che Report ha sollevato il caso del conflitto di interessi.

Una rinuncia non irrilevante e apparentemente inspiegabile in piena emergenza sanitaria, quando le terapie intensive degli ospedali erano ancora colme di pazienti e nelle case di riposo mancavano i dispositivi di protezione: in quel momento la Regione aveva un fabbisogno giornaliero di circa 50 mila camici.

Inchiesta camici, per la procura in Regione si sapeva del conflitto di interessi con l’azienda del cognato di Fontana

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Milano, al Trivulzio assenteismo e approssimazione nei giorni del Covid

giovedì, Luglio 9th, 2020

di Giulio Bonotti

Una relazione che riscontra delle criticità, a partire dalle molte assenze dei lavoratori solo in minima parte attribuibili ai contagi da Covid-19. E dalla carenza di mascherine e dispositivi di protezione. Ma che, alla fine, sembrerebbe non condannare del tutto la gestione dell’epidemia all’interno della Rsa, che secondo i commissari – tra cui i magistrati Gherardo Colombo (incaricato dal Comune) e Giovanni Canzio (numero uno dell’anticorruzione regionale, nominato dal Pirellone – non ha avuto esiti diversi o peggiori rispetto a quelli delle altre case di riposo lombarde colpite dalla pandemia.

Sono i primi esiti del lavoro della commissione d’inchiesta dell’Ats di Milano sull’operato del Pio Albergo Trivulzio durante la pandemia da Covid-19 che nella struttura ha provocato, tra sedi centrali e decentrate, 300 decessi. Secondo la relazione, tra le criticità le numerose assenze del personale: al 21 febbraio, il giorno dopo la diagnosi del primo caso a Codogno, solo il 9 per cento del personale risultava assente per motivi legati ufficialmente al Covid-19. Nonostante questo, però, in malattia c’erano molti più lavoratori, tanto da far scendere a 265 i presenti complessivi. Dall’altro lato, però, nella relazione si critica la scarsa applicazione di misure a tutela della sicurezza dei lavoratori, a partire dalla scarsità di tamponi effettuati.

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Caso camici Regione Lombardia, indagato il cognato di Fontana

giovedì, Luglio 9th, 2020

Andrea Dini, il titolare della società Dama srl e cognato del governatore Attilio Fontana, e Filippo Bongiovanni, dg della società Aria, la centrale di acquisti regionale, risultano indagati dalla Procura di Milano per il reato di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente nell’inchiesta sulla fornitura di camici e altro materiale, per 513mila euro, durante l’emergenza Covid.

Gdf acquisisce carte in Regione  I militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, su delega della Procura, si sono recati in Regione Lombardia per acquisire la documentazione relativa ai contratti di fornitura. 

Secondo quanto ricostruito nelle scorse settimane da un servizio della trasmissione “Report”, Dama (società di abbigliamento) avrebbe ottenuto con affidamento diretto un appalto regionale per la fornitura di camici da destinare ai medici impegnati nella lotta contro il coronavirus del valore complessivo di 513mila euro. Ad attestarlo sarebbe un documento di Aria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, del 16 aprile scorso.

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