Archive for the ‘Lombardia’ Category

Milano, impennata dei contagi: picco atteso il 20 marzo

sabato, Febbraio 27th, 2021

di Gianni Santucci

Milano, impennata dei contagi: picco atteso il 20 marzo

Le previsioni anticipate dal Corriere dieci giorni fa indicavano una soglia. Oltre mille nuovi «positivi» al giorno a Milano per fine febbraio. La crescita, costante, è arrivata: e ha rispecchiato lo scenario disegnato in anticipo dai modelli matematici. Ieri 1.145 contagiati in provincia (457 in città), giovedì erano 1.072. Vuol dire oltre 4 mila nuovi contagiati negli ultimi 5 giorni. Quasi 40 per cento in più rispetto a due settimane fa. Se si considera l’intera Lombardia (ieri 4.557 «positivi») va anche peggio. Il problema è il futuro: perché l’ondata è ripartita, e avrà una curva di crescita che durerà almeno 30 giorni.

Le «campane» epidemiche hanno infatti un andamento non modificabile. Intervenire ora potrà servire a limitare una parte dei danni. Ma il contagio è ripartito e non si può bloccare, perché oggi vediamo solo i primi segnali di quel che è già successo (e non di quello che deve ancora accadere), dunque non arginabile. Si poteva fare due settimane fa. Oggi è tardi. E la nuova ascesa, secondo più esperti consultati dal Corriere, i cui dati sono stati incrociati con l’ultimo report dell’Institute for health metrics and evaluation (centro di ricerca statunitense creato dalla fondazione di Bill Gates), non si arresterà almeno fino al prossimo «picco» che dovrebbe arrivare intorno al 20 marzo. Ieri il tasso di casi positivi sui circa 50 mila tamponi elaborati è arrivato vicino al 10 per cento, con una percentuale doppia rispetto a un paio di settimane fa. È probabile che la nuova ondata sia meno drammatica delle precedenti, ma sarà comunque pesante.

Le autorità sanitarie si organizzano per gestire le conseguenze. Perché mentre la politica lombarda rivendicava con orgoglio di poter «trascorrere» l’attuale settimana ancora in «zona gialla», la pressione sugli ospedali mostrava i primi segnali di sofferenza. Ieri il saldo tra nuovi ingressi e dimissioni dai reparti Covid lombardi è arrivato a 4.034 ricoverati (più 10) e 416 persone assistite in terapia intensiva (più 9). Ma quel che più conta è la tendenza.

Rating 3.00 out of 5

Vaccini Covid Lombardia, Bertolaso: nuova strategia a Bergamo e Brescia, da domani 24mila vaccini a over 60

mercoledì, Febbraio 24th, 2021

di Stefania Chiale

Vaccini Covid Lombardia, Bertolaso: nuova strategia a Bergamo e Brescia, da domani 24mila vaccini a over 60

Da domani ed entro 5-6 giorni verranno vaccinati i circa 24mila cittadini di età compresa tra i 60 e i 79 anni dei Comuni al confine tra Bergamo e Brescia con cui la Regione Lombardia rimodula la sua strategia vaccinale anti-Covid. Lo ha annunciato il responsabile della campagna Guido Bertolaso, dopo la presentazione del piano aggiornato da parte della vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti. Verrà vaccinata «prioritariamente» la popolazione di età compresa tra 60 e 79 anni in 15 Comuni della provincia di Bergamo e 8 della provincia di Brescia per creare un «cordone sanitario» ed evitare il diffondersi del contagio, che in queste aree è in aumento anche a causa delle varianti di coronavirus.

Mentre per gli ultraottantenni prosegue il programma vaccinale già in corso in tutta la Regione, Bertolaso ha ammesso che «probabilmente, per fare in modo di avere le dosi necessarie a vaccinare gli over 60 nei Comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo, dovremo rallentare la somministrazione della cosiddetta fase 1 bis per quanto riguarda le attività sociali, dove tutto sommato ci sono categorie che non sono le più a rischio. Chiaro è che la coperta è corta, anzi è un fazzoletto e ci dobbiamo muovere su quelle che sono le priorità».

Le categorie a cui da domani si darà priorità in quei comuni di confine tra Bergamo e Brescia saranno quindi «gli over 80 (che sono alcune migliaia) e poi tutti i cittadini di questi Comuni da 60 a 79 anni (una parte verrà vaccinata con Pfizer, un’altra con Astrazeneca)», ha chiarito Bertolaso. A questo scopo sono stati individuati quattro centri vaccinali, due in provincia di Bergamo e due di Brescia: a Chiuduno, Iseo, Antegnate e Chiari. Saranno 18 le linee vaccinali in provincia di Bergamo e altrettante in provincia di Brescia: «Verranno fatte circa 2.500 vaccinazioni al giorno nella parte bresciana e altrettante in quella bergamasca, per un totale di 4-5.000 somministrazioni al giorno: per questo entro 5 o 6 giorni potremo chiudere questa vaccinazione lungo il confine tra le due province». In particolare i Comuni interessati sono: Adrara San Martino, Calcio, Castelli Calepio, Cividate al Piano, Credaro, Gandosso, Palosco, Predore, Pumenengo, Sarnico, Tavernola bergamasca, Telgate, Torre Pallavicina, Viadanica, Villongo in provincia di Bergamo. E Roccafranca, Rudiano, Urago d’Oglio, Pontoglio, Palazzolo s/O, Capriolo, Paratico, Iseo in provincia di Brescia.

Rating 3.00 out of 5

Lombardia zona arancione, perché la regione può cambiare colore

mercoledì, Febbraio 17th, 2021

di Stefano Landi

Lombardia zona arancione, perché la regione può cambiare colore

La road map porta dritto a venerdì. Quando i tecnici del Cts metteranno le carte sul tavolo e si capiranno i colori all’orizzonte per ogni Regione. La Lombardia da due settimane convive in un limbo non abbastanza giallo per essere certa di restarci. Venerdì scorso, l’Rt, il parametro che indica la velocità del contagio, sfiorava quota 1, ormai considerata soglia invalicabile per mantenere la fascia con le minori restrizioni. Ma da quello 0,97 di sette giorni fa qualcosa potrebbe muoversi.

In una settimana caratterizzata da un aumento medio dei casi da 11.946 a 13.714. E soprattutto con la presenza di diversi focolai sul territorio che possono muovere l’indice. Per questo dopo aver firmato l’ordinanza che prevede le quattro zone rosse nei comuni di Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù, il governatore Attilio Fontana aspetta di capire gli scenari della Regione: «Spero che non si debba ritornare in zona arancione. I dati non sono ancora arrivati, ma penso si debba anticipare la scadenza del venerdì. Ormai però è un dato acquisito che con le chiusure i dati migliorano e con le aperture peggiorano».

arancione e gialla

Ai piani alti del Pirellone però nessuno dà per scontato il passaggio in arancione, che implicherebbe una nuova serrata di massa per bar e ristoranti, per citare il fronte più caldo.

Rating 3.00 out of 5

Lombardia, gli ex consiglieri e i bonus a vita: uffici, mensa e un palco alla Scala. Ora una legge per cancellarli

giovedì, Febbraio 11th, 2021

di Claudia Guasco

Locali riservati a Palazzo Pirelli con relativo personale a disposizione, la possibilità di prenotare gratuitamente sale dove tenere convegni e incontri, un badge che permette di andare e venire a piacimento dalla sede della Regione con interessanti benefit a prezzi agevolati come bar, mensa e (fino a poco tempo fa) parcheggio. E per gli amanti della lirica c’è anche il privilegio di usufruire del palco riservato ai politici regionali al Teatro alla Scala. Per accedere a tutto questo basta essere un ex consigliere lombardo, pagare una quota di 100 euro all’anno e iscriversi all’Associazione Consiglieri regionali della Lombardia. Membri a vita e privilegi altrettanto duraturi, ma che presto potrebbero essere cancellati.


ISCRIZIONE AUTOMATICA
In commissione Affari istituzionali è arrivata la proposta di legge firmata dall’opposizione ma, da quanto trapela, apprezzata anche dalla maggioranza che si è affrettata a calendarizzarla. Perché la storia dell’Associazione crea un po’ di imbarazzo e mette a disagio tutti i consiglieri che, per scelta personale, non intendono far parte di club di qualsiasi tipo. E invece, per effetto di un cambio di statuto dell’Associazione, si ritrovano automaticamente iscritti nel momento in cui vengono eletti. La proposta di legge è firmata dal consigliere M5s Luigi Piccirillo, secondo il quale l’Associazione non ha i requisiti giuridici sufficienti per essere riconosciuta e «ingloba illegittimamente anche i consiglieri in carica che a essa non hanno aderito, violando così il principio costituzionale». In più riconosce agli ex consiglieri «alcuni poteri istituzionali come l’accesso alle sedi, l’uso di spazi istituzionali e catering, la fruizione delle biblioteche, l’accesso alle mense. Mantenere benefici senza essere eletti è un privilegio indecoroso». Affittare una sala nel palazzo regionale costa, a qualunque organizzazione voglia realizzare un evento, svariate migliaia di euro. Per gli ex consiglieri iscritti è gratis. Eppure l’Associazione è nata il 28 gennaio 1983 con tutt’altro spirito, quello di mantenere viva la passione politica di chi non siede più al Pirellone, una sorta di club amatoriale. Tutto cambia nel 2001: arriva un nuovo statuto, cade la parolina ex, diventa Associazione Consiglieri regionali della Lombardia e fissa la sede presso il consiglio regionale.

Rating 3.00 out of 5

Clochard morto per il freddo a Milano: sui suoi conti oltre centomila euro e una pensione dalla Germania

venerdì, Febbraio 5th, 2021

Morto per il freddo. Lo hanno ritrovato senza vita sotto un cumulo di teli e cartoni che, forse, aveva imparato a chiamare casa. Il suo riparo per la notte Umberto Quintino Diaco, 75 anni, se l’era creato nell’ex rampa di carico per le
automobili alla stazione di Porta Garibaldi a Milano. Eppure della strada avrebbe potuto fare a meno: sui suoi conti bancari aveva più di centomila euro, 19 mila euro di titoli azionari e una pensione, da Monaco in Germania, di 750 euro al mese.

La storia del clochard abbiente la racconta il Corriere della Sera. Diaco possedeva anche una casa in Calabria e due furgoni intestati, con l’assicurazione pagata. Addosso aveva 1.235 euro in contanti. Per la sua famiglia aveva deciso di diventare un “fantasma”, per sempre.

Rating 3.00 out of 5

Vaccini in Lombardia, Moratti: «Per gli over 80 dal 24 febbraio. Tra due settimane pronto il portale. Ipotesi sulle priorità»

martedì, Febbraio 2nd, 2021

La prima fase del piano di somministrazione dei vaccini anti-Covid in Lombardia dovrebbe essere completata entro il «23 febbraio». L’assessore al Welfare e vicepresidente della Regione, Letizia Moratti, martedì mattina, è intervenuta in Consiglio regionale, spiegando quanto è stato fatto e, sopratutto, quali saranno i possibili prossimi passi nella lotta al virus. In particolare, viene anticipato l’inizio delle vaccinazioni per gli over 80: non si parla più di marzo inoltrato, come annunciato la settimana scorsa, ma del 24 febbraio. «L’inizio della somministrazione dei vaccini anti-Covid per gli ultra ottantenni in Lombardia è previsto per il 24 febbraio», ha sottolineato Moratti. Il vicepresidente ha aggiunto che le adesioni degli over 80 verranno raccolte «tramite i medici di base, l’assistenza domiciliare» e grazie a un portale dedicato.

La campagna vaccinale — ha annunciato Moratti — sarà gestita da un «comitato guida» formato dal governatore Fontana, dall’assessore alla Protezione civile, Foroni, da Guido Bertolaso e dalla Moratti stessa. L’ex ministro ha anche spiegato che «è in corso la fase 1» delle vaccinazioni di «operatori sanitari e sociosanitari, operatori e ospiti delle Rsa» e che al 31 gennaio erano state somministrate «305 mila dosi», di cui «68 mila seconde dosi».

«Priorità: forze dell’ordine e scuola»

Per ora è soltanto un’ipotesi, ma è stato quasi definito il programma di somministrazione dei vaccini quando sarà disponibile quello realizzato da Astrazeneca. C’è una «prima idea» di «categorie prioritarie» a cui sarà somministrato il vaccino, una volta disponibile, ha spiegato Letizia Moratti ai consiglieri regionali lombardi di maggioranza e opposizione. «La nostra ipotesi — ha detto — prevede il vaccino alle forze dell’ordine, al personale scolastico per la didattica in presenza, agli addetti alla giustizia e al personale del trasporto pubblico locale».

Rating 3.00 out of 5

Covid, la Lombardia richiama Bertolaso per il piano vaccini

domenica, Gennaio 31st, 2021

“La vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, in accordo con il presidente Attilio Fontana, ha parlato con il dottor Guido Bertolaso per sondare la sua disponibilità a collaborare al progetto di vaccinazione di massa anti-Covid per l’intera popolazione lombarda”. Lo comunica in una nota la Regione Lombardia. Leggi Anche

Coronavirus, la situazione dei contagi in Italia: la mappa e i grafici interattivi

Bertolaso, dopo la consulenza per la costruzione dell’Ospedale in Fiera a Milano, potrebbe tornare in Lombardia per occuparsi della parte logistica del piano vaccinale, in coordinamento con la struttura commissariale di Domenico Arcuri. Per il momento Bertolaso si è riservato di rispondere nelle prossime ore.

“Con il dottor Guido Bertolaso – si limita a comunicare per adesso la Regione – si è concordato di approfondire il confronto sulla possibilità di avviare una collaborazione in tal senso nei prossimi giorni”. Leggi Anche

Coronavirus, Bertolaso dimesso: “Grazie a medici e infermieri, c’è ancora tanto da fare”

Rating 3.00 out of 5

Lombardia in zona rossa per errore: la Regione rinuncia alla sospensiva al Tar

lunedì, Gennaio 25th, 2021

di Ilaria Sacchettoni

La Regione Lombardia rinuncia a chiedere la sospensiva di fronte al Tar inizialmente interpellato contro la classificazione in zona rossa decretata venerdì 15 gennaio a causa di un errore sui dati e poi «cancellata» venerdì 22.

Spiega l’avvocato Federico Freni che ha assistito il governatore Attilio Fontana durante il contenzioso con il governo: «Abbiamo ottenuto la riclassificazione, quindi sono venute meno le esigenze cautelari. Oggi il Tar non si pronuncerà».

Nei giorni scorsi è esplosa la polemica tra il governo e la regione Lombardia che avrebbe inviato dati sull’ Rt sbagliati
, successivamente modificati tanto da ottenere la riclassificazione in zona arancione del territorio lombardo.

Nella giornata di domenica, il Tg3 ha mostrato una mail della Regione Lombardia che chiedeva all’Istituto superiore di Sanità di recepire «le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti».

Il ricorso al Tar da parte del governatore resta in piedi ma vengono meno le esigenze di concedere o meno la sospensiva dunque.

CORRIERE.IT

Rating 3.00 out of 5

Arrestato un medico nel Bresciano: ha indotto la morte in pazienti Covid

lunedì, Gennaio 25th, 2021

I carabinieri del Nas hanno arrestato un medico in servizio al pronto soccorso di un ospedale del Bresciano per aver indotto la morte di due pazienti Covid. Il medico, accusato di omicidio, secondo gli inquirenti ha intenzionalmente somministrato a pazienti affetti da coronavirus farmaci anestetici e bloccanti neuromuscolari causando la morte di due di loro. Gli episodi risalgono a marzo 2020, nel momento della maggior pressione sugli ospedali.

Le indagini sono scattate a due mesi dagli eventi, anche mediante il supporto di accertamenti tecnici di medicina legale disposti dall’Autorità giudiziaria. Nelle cartelle cliniche di numerosi pazienti deceduti in quel periodo per Covid-19, è stato riscontrato alcuni casi un repentino, e non facilmente spiegabile, aggravamento delle condizioni di salute.

Farmaci in dosi letali – Tre salme sono state esumate per essere sottoposte ad autopsia. Le indagini hanno rilevato, all’interno di tessuti e organi di una di loro, la presenza di un farmaco anestetico e miorilassante comunemente usato nelle procedure di intubazione e sedazione del malato che, se utilizzato al di fuori di specifici procedure e dosaggi, può determinare la morte del paziente. Dal piano clinico dei deceduti non risulta tuttavia la somministrazione di tali medicinali (indicata invece nelle cartelle di pazienti poi effettivamente intubati) tanto da ipotizzare a carico dell’indagato anche il reato di falso in atto pubblico.

Rating 3.00 out of 5

Covid a Milano, scatta il piano ripartenza e Atm potenzia i trasporti. «Nodo scaglionamenti». Nuovi orari per gli uffici

sabato, Gennaio 23rd, 2021

di Gianni Santucci

Covid a Milano, scatta il  piano ripartenza e Atm potenzia i trasporti. «Nodo scaglionamenti». Nuovi orari per gli uffici

L’ipotesi inizia a filtrare poco prima dell’ora di pranzo. Il messaggio in arrivo sull’asse Roma-Milano che «piove» su pochi, riservati cellulari dei rappresentanti istituzionali in città, mette in allerta: «Contrariamente alle previsioni e alle attese, col nuovo monitoraggio la Lombardia tornerà “arancione”».

I due palazzi nei quali il messaggio determina un’attivazione immediata sono in corso Monforte e in Foro Bonaparte. Perché Milano ha un «piano ripartenza» già definito da prima di Natale, ma che era rimasto congelato dai continui stop ang go determinati dalla scala dei colori del decreto anti-Covid e dal percorso giudiziario amministrativo davanti al Tar. La sequenza di «capriole»: le scuole superiori riaprono il 7 gennaio; poi vengono rimandate all’11; dopo, un’ordinanza regionale le chiude fino al 24; l’ordinanza viene «cassata» dal Tar e si ipotizza un’apertura il 18; il passaggio della Lombardia in «rosso» fa slittare infine tutto all’1 febbraio. In questa sequenza di rovesciamenti, la «retrocessione» della Lombardia in «arancione» di ieri spazza tutte le carte dal tavolo e chiude (per il momento) la partita. La didattica in presenza per gli studenti superiori riparte il 25 gennaio.

Nel pomeriggio il prefetto, Renato Saccone, detta la linea: «Si riparte lunedì. Non si può concedere altro tempo». Il risultato è che scatta una corsa contro il tempo. Perché il sistema scuola/trasporti fondato su scaglionamento degli orari e potenziamento dei mezzi, già pronto, ma che prima di Natale aveva una decina di giorni per la messa in atto, a questo punto dovrà partire in 48 ore. In Foro Buonaparte ingegneri e direttori operazioni Atm si attivano per stringere i tempi il più possibile. Ci sono turni da riorganizzare. Contratti con i privati tenuti in stand-by da far partire.

Il piano straordinario di potenziamento dei trasporti prevede: 1.200 corse aggiuntive su tutta la rete, tra cui le oltre 800 dedicate agli studenti e 60 bus navetta per 32 istituti più frequentati; incremento nell’uso dei bus turistici su ulteriori 5 linee (in aggiunta alle 8 linee già partite) in affidamento a operatori privati (una scelta che permette di «liberare» mezzi Atm per potenziare 18 linee urbane e suburbane «a elevata frequentazione»). In più, servizio riprogrammato su alcune «linee di forza», con 180 corse al giorno in più, e 8 treni aggiuntivi in metrò nelle ore di punta.

Da Atm ieri sera filtrava la fiducia di riuscire a mettere in strada praticamente tutti i mezzi aggiuntivi, pur con un preavviso così stretto. Il tema però è più ampio. Visto che il decreto impone una capacità dimezzata su tutti i mezzi pubblici, la rete del trasporto «reggerà» soltanto se il resto del sistema riuscirà ad adeguarsi. Tradotto: se le scuole riusciranno a scaglionare gli ingressi per diluire gli spostamenti nelle ore di punta, tra le 7.30 e le 9.30. Altrimenti, saranno possibili blocchi dei tornelli del metrò, «salti» delle fermate, attese prolungate.

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.