Archive for the ‘Lombardia’ Category

Massimo Galli, i tamponi bugiardi e la «batosta» di Omicron: «Curato in ospedale con anticorpi monoclonali»

sabato, Gennaio 8th, 2022

di Stefania Chiale

Massimo Galli, ex primario dell’ospedale Sacco di Milano: «Al primo test rapido ero risultato negativo al Covid. Le tre dosi di vaccino hanno evitato il ricovero. Mi sono stati consigliati i monoclonali per i miei fattori di rischio»

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Massimo Galli, 70 anni

«Vaccinarsi, vaccinare i bambini e avere il massimo della cautela»: sono queste le tre raccomandazioni che ripete il professor Massimo Galli, 70 anni, ex primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano oggi in pensione, contagiato dalla variante Omicron nonostante una vita «claustrale», e c’è da credergli se confrontata con gli ultimi due anni passati in prima linea nella lotta al Covid. Ma non si legga l’ultima raccomandazione come una contraddizione: «La mia storia insegna che la prudenza non è mai troppa».

Come sta professore?
«Sto discretamente meglio rispetto ai giorni scorsi. Sono molto stanco, mi sento tutto rotto. Credo di essermi contagiato attorto al 31 dicembre nonostante abbia fatto in quei giorni una vita claustrale: ho visto poche persone, tutte trivaccinate e spesso tamponate. Non sono andato in ospedale, non ho visto pazienti».

Quali sintomi ha avuto?
«Il 3 sera ho iniziato ad avere un forte raffreddore e molto mal di gola, la notte tra il 3 e il 4 ho avuto febbre alta con brividi scuotenti, la mattina del 4 avevo 38 di febbre, disturbi intestinali, ero a pezzi, per fortuna però con una saturazione d’ossigeno sempre rassicurante. Una bella batosta. Tenga presente che il 2 ero risultato negativo al tampone rapido e il 4 invece positivo, sempre al rapido. Poi mi hanno rifatto il test, anche molecolare, in ospedale e nel frattempo il laboratorio di ricerca che ho diretto fino a un mese fa ha stabilito che si trattava di variante Omicron».

Lei è stato contagiato dopo aver fatto la terza dose. Questo le ha evitato la malattia grave?
«Ci tengo a dirlo, perché qualcuno ha avuto il cattivo gusto di tirare fuori la questione prima che la comunicassi io (come volevo fare) e inventando che sarebbero state le cure domiciliari e non le tre dosi a farmi stare meglio. Se non avessi avuto le tre dosi sarei stato un candidato perfetto per un’evoluzione negativa della malattia e per il ricovero. Ho fatto la cura con gli anticorpi monoclonali in ospedale perché mi è stato consigliato visti i miei fattori di rischio (una brutta embolia polmonare nel 2019, una storia di asma importante, una glicemia sfarfallante)».

Gli ospedali sono di nuovo in affanno: i ricoveri sono raddoppiati nel giro di un mese. Chi finisce oggi in ospedale?
«Soprattutto i non vaccinati, persone sprovvedute che attualmente ci stanno riempiendo i reparti».

Cosa sappiamo finora su Omicron?
«Allo stato attuale che ha una diffusione molto rapida. Alcune evidenze dicono che più una variante presenta mutazioni rispetto all’originale più è possibile che abbia una virulenza inferiore, ma non è stato così né per Alfa né per Delta (che invece si sono rivelate peggiori della variante originaria). Sarebbe auspicabile, ma “la troppa confidenza toglie la riverenza” diceva mia mamma: occorre un atteggiamento prudente».

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Irene Pivetti, l’indagine per riciclaggio e le tre Ferrari: sequestro da 4 milioni di euro

venerdì, Novembre 19th, 2021

Lo ha eseguito giovedì mattina la Guardia di Finanza a Milano: «L’ex presidente della Camera poteva moltiplicare gli affari illeciti». Tra gli indagati anche il pilota Leonardo «Leo» Isolani, la moglie, la figlia, un notaio e due imprenditori. L’indagine ipotizza il ruolo di intermediazione del gruppo Only Italia

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Sequestrati 4 milioni di euro a Irene Pivetti e a un suo consulente, Pier Domenico Peirone. Il blitz, giovedì mattina, della Guardia di Finanza a Milano. L’ex presidente della Camera è tra gli indagati per riciclaggio e frode fiscale in un’indagine del pm Giovanni Tarzia su una serie di operazioni commerciali, in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che sarebbero servite per «ripulire» i proventi di un’evasione fiscale. Sono contestati due reati tributari: il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Pivetti, scrive il pm nel decreto di sequestro, avrebbe avuto ancora la «concreta possibilità di spostare il denaro sui conti correnti accesi all’estero ed intestati alle società del cosiddetto Gruppo Only Italia, ovvero su conti di altri prestanome o di cosiddette tesorerie fiduciarie» per «moltiplicare» gli affari «illeciti» che «tale opaco reticolato di società è in grado di realizzare». Queste operazioni sporche, scrive ancora il pm Tarzia, hanno già «permesso» all’ex presidente della Camera di «ottenere, in modo occulto, una significativa somma di denaro, successivamente spostata su differenti conti ed infine reimpiegata nella propria attività economica» (in questo articolo la galassia di società di Irene Pivetti).

Il pilota Leo Isolani e le vendite simulate

Le stesse accuse rivolte a Irene Pivetti sono contestate, tra gli altri, anche all’ex pilota di rally e gran turismo Leonardo «Leo» Isolani, alla moglie di Isolani, Emanuela Mascoli, e alla figlia Giorgia Giovannelli . La somma sequestrata coincide con il profitto dei reati ipotizzati. L’indagine ipotizza il ruolo di intermediazione del gruppo Only Italia, presieduto da Pivetti, in operazioni delle società di Isolani per nascondere al fisco alcuni beni, tra cui le Ferrari. I fatti risalirebbero al 2016. Isolani, che ha un suo «team racing», avrebbe venduto tutti i beni (attrezzature, marchio e sito web) di una sua società indebitata con l’erario per diversi milioni di euro al fine di svuotarla. Quei beni sarebbero poi finiti a un’altra sua società con base a San Marino, la quale avrebbe rivenduto gli stessi beni, e in più le tre Ferrari, a una società di Hong Kong riferibile a Pivetti. Una lavatrice contabile? Cessioni fantasma? Quest’ultima società avrebbe poi voluto cedere nuovamente gli asset al Gruppo Daohe del magnate Zhou Xi Jian, ma le auto non sarebbero tuttavia mai arrivate «nella disponibilità del gruppo cinese»: sarebbero state trasferite in Spagna, dove Isolani «tentò di venderle». Le «compravendite» dell’aprile 2016 appaiono dunque come «simulate» e «il reale soggetto che ha simulato l’acquisto della scuderia Isolani», si legge nel decreto di sequestro, «è Irene Pivetti».

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Milano bloccata dal corteo con 15mila no green pass. Scontri con la polizia, una ragazza ferita

domenica, Ottobre 17th, 2021

di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Sono più di 15 mila. Il numero più alto dall’inizio della protesta contro il green pass. Vogliono bloccare Milano e ancora una volta ci riescono con gli anarchici arrivati anche dal Varesotto che prendono rapidamente la testa del corteo. Cercano di sfondare la linea delle forze dell’ordine a protezione degli obiettivi sensibili. In due occasioni ci sono tafferugli con polizia e carabinieri costretti anche a una carica di alleggerimento per evitare che i manifestanti arrivino davanti alla Prefettura e alla Camera del lavoro. Una ragazza resta ferita da una manganellata alla testa, due anarchici vengono arrestati e nove denunciati (uno aveva già ricevuto un Daspo in uno dei precedenti appuntamenti, cosa che gli avrebbe dovuto impedire di scendere in piazza).

Ma il 13esimo sabato consecutivo di protesta è l’ennesima giornata con il centro blindato, il traffico paralizzato e negozi che abbassano le saracinesche al passaggio del corteo. Finora gli arresti, le inchieste del pool antiterrorismo del magistrato Alberto Nobili, quasi 200 denunce della Digos e decine di Daspo del questore Giuseppe Petronzi, non sono bastati a far scendere la tensione né la partecipazione. Anzi, le violenze sono aumentate negli ultimi cortei, con gli anarchici che cercano sempre di più lo scontro con le forze dell’ordine. C’era stata anche una parentesi che aveva visto l’estrema destra, ex Forza nuova soprattutto, alla guida dei cortei ma è durata lo spazio di un paio di manifestazioni. Ora è la matrice anarchica ad unirsi al gruppo già molto facinoroso dei no pass.

Sabato i punti più critici sono stati in via della Moscova e in via Borgogna, entrambe strade dove il corteo è arrivato senza alcuna autorizzazione e pericolosamente vicino a una sfilza di obiettivi sensibili: Comando dei carabinieri, sede del Corriere, Prefettura, Palazzo di Giustizia e Camera del lavoro. Non a caso è stato proprio in questi punti che i manifestanti di area anarchica hanno cercato di sfondare trovando la risposta di polizia e carabinieri. In via Moscova un tafferuglio con gli agenti schierati, qualche manganellata e una telecamera distrutta. In via Borgogna i poliziotti devono caricare due volte per allontanare la testa del corteo. Una militante rimane lievemente ferita alla testa, altri due anarchici, vecchie conoscenze della Digos, sono arrestati e portati in Questura.

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Nubifragio a Malpensa, 10 persone salvate: erano rimaste intrappolate nelle auto a causa degli allagamenti

venerdì, Settembre 17th, 2021
Nubifragio a Malpensa, allagamenti e auto intrappolate

Dieci persone sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco, dopo essere rimaste intrappolate nelle loro auto, nel perimetro esterno dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa (Varese), a causa di allagamenti causati da un violento nubifragio. Sono inoltre intervenuti gli specialisti del soccorso fluviale, impiegati anche nella zona Cargo dello scalo, dove circa venti persone sono state evacuate con gommoni da Rafting. 

L’aeroporto è stato chiuso, a causa della perturbazione ha investito il Nord della Lombardia, dalle 19 alle 21:15. Ed è stato riaperto solo dopo la ripulitura delle piste. Molte le squadre dei vigili del fuoco impegnate sul posto, per estrarre automobilisti e viaggiatori appena sbarcati, rimasti intrappolati a bordo delle loro vetture, nelle strade e nei sottopassi del perimetro esterno dell’aeroporto e appena fuori.

Quattro squadre hanno lavorato per soccorrere le persone e i lavoratori, tra cui alcuni rimasti bloccati dall’acqua nell’area Cargo e portati fuori con un gommone da rafting. Diversi i video postati sul web da parte di passeggeri appena sbarcati o da dipendenti dello scalo internazionale, che hanno immortalato uno scalo sommerso dall’acqua, scale interne con la pioggia che per diversi minuti è scesa all’interno ininterrottamente e locali tecnici, tra cui quello dei carrelli per i bagagli o altre strumentazioni di supporto all’imbarco e allo sbarco, anch’essi sommersi dall’acqua.

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La variante Delta sale in Lombardia e spunta la sottovariante Kappa. Vaccini, evitati 2.100 morti tra over 60

giovedì, Giugno 24th, 2021

di Stefania Chiale

La decisione della Regione Lombardia di sequenziare tutti i tamponi positivi dà i primi risultati. A giugno la variante prevalente si conferma quella inglese, la cosiddetta “Alpha”, con il 64% dei casi. Ma è sulle altre, in particolare su quella indiana, che si vede come la percentuale di presenza in Lombardia sia cresciuta: «I dati sulle “indiane” — “Delta” e “Kappa”— ci dicono che sono diffuse, rispettivamente, con una percentuale del 3,25% e dello 0,8. La variante sudafricana (“Beta”) è al 2% e la brasiliana (“Gamma”) all’1%». A comunicarlo è stata la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti nel corso di una conferenza stampa sulla campagna vaccinale.

Dal confronto con i dati di metà giugno, si osserva che, se l’inglese è scesa leggermente dal 68% al 64%, l’indiana è passata da una presenza dell’1,2% a maggio, all’1,1% a metà giugno e oggi al è 3,2%. A cui si aggiunge la «sottovariante» indiana Kappa, allo 0,8%. E ancora: a metà giugno la sudafricana si era riscontrata nello 0,3% delle genotipizzazioni, passando oggi al 2%. «Abbiamo deciso in questo periodo in cui abbiamo pochi positivi — ha detto Moratti — di sequenziare tutti i tamponi positivi per tenere sotto controllo le varianti. Il quadro presenta numeri più alti rispetto a settimana scorsa perché li abbiamo sequenziati tutti e questo innalza i numeri rispetto alle varianti».

Non è l’unica novità: stamattina a Palazzo Pirelli è stata presentata la piattaforma lombarda di monitoraggio costante che analizza l’andamento del piano vaccinale anti-Covid e valuta l’impatto e l’efficacia della campagna in termini di casi positivi, ricoveri e decessi. «È un prototipo per il monitoraggio delle performance regionali — ha spiegato Moratti — che abbiamo presentato all’Istat, all’Iss, al ministero della Salute e all’Agenas. Quest’ultimo ha dato parere positivo e si è reso disponibile ad essere ente attuatore per estendere il progetto a tutte le regioni italiane». Dalla piattaforma emerge un dato su tutti: quello dell’impatto della campagna vaccinale su decessi, ospedali e tamponi positivi. «La campagna vaccinale in Lombardia ha evitato oltre 2.100 decessi tra gli over 60: ben 1.701 soltanto tra gli ultraottantenni», ha illustrato il professor Giovanni Corrao, ordinario di Statistica medica dell’Università Bicocca di Milano, che ha presentato lo studio «Monitoraggio e valutazione del piano vaccinale anti-covid-19». Analizzando la fascia over 60 «la nostra piattaforma ha evidenziato che, con i vaccini, sono stati evitati più di 300 ingressi in terapia intensiva, quasi 5.000 ricoveri e oltre 10.000 infezioni da Covid».

La piattaforma illustra poi come in Lombardia siano stati ad oggi vaccinati «quasi tutti gli ospiti delle Rsa, le persone con elevata vulnerabilità, gli estremamente fragili e i medici di base», mentre «l’altissimo numero di somministrazioni quotidiane raggiunto ci consente di contare, rispetto al resto d’Italia, il numero più basso di persone ancora in attesa di vaccinazione». Infine, ha sottolineato Corrao, «con questa piattaforma sarà possibile valutare anche l’andamento e l’impatto della vaccinazione eterologa. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità del servizio, correggere gli errori e risolvere eventuali criticità. Per questo sarebbe interessante estendere il modello anche ad altre regioni».

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Morta Carla Fracci, Milano piange «la stella delle stelle». La camera ardente domani nel foyer della «sua» Scala

giovedì, Maggio 27th, 2021

di Fabrizio Guglielmini

Morta Carla Fracci, Milano piange «la stella delle stelle». La camera ardente domani nel foyer della «sua» Scala

Sarà allestita domani proprio nella «sua» Scala la camera ardente di Carla Fracci, nel foyer del teatro a cui è rimasta legata per tutta la sua carriera. Si potrà dare l’ultimo saluto alla grande ballerina dalle 10.30 alle 18. Non è passata nemmeno un’ora dalla scomparsa dell’étoile Carla Fracci, e dalla Scala, , quando arriva il messaggio di cordoglio del sovrintendente Dominique Meyer: «Il teatro, Milano, la danza perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo. «Nei mesi scorsi – aggiunge Meyer – ho avuto il piacere di accoglierla diverse volte alla Scala dove veniva spesso e a gennaio siamo stati felicissimi di riaverla a trasmettere la sua esperienza alle giovani interpreti dell’ultima Giselle, che è stata per tutti un momento indimenticabile. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando gli ultimi giorni passati insieme, in cui si sentiva tornata a casa».

Si unisce al ricordo il direttore del corpo di ballo scaligero Manuel Legris: «Ci lascia stupiti, in punta di piedi come Giselle, spirito che resta con noi come la sua energia mai sopita. Siamo privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine». Il suo biografo, Enrico Rotelli, la ricorda senza parole ma con un’affettuosa immagine pubblicata su Facebook pochi minuti fa. Con Rotelli, la Fracci ripercorse la sua lunga carriera di stella mondiale della danza in «Passo dopo Passo» (la biografia uscita nel 2013) a cominciare dagli studi nel dopoguerra alla scuola di ballo scaligeria.

Immediate le reazioni dal mondo politico milanese e lombardo, a partire dal governatore Attilio Fontana su Facebook: «Ci lascia Carla Fracci, la stella delle stelle. Una grandissima artista che ha scritto la storia della danza, dell’arte, della cultura. Una milanese che amava infinitamente la sua città e la Lombardia. Nel 2020 le avevamo assegnato il Premio Rosa Camuna per la sua eccellenza». Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, le ha reso omaggio con un post sulle sue pagine social: «È stata una delle più grandi ballerine del mondo.

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Arresti domiciliari per il sindaco di Opera, Antonino Nucera: mascherine tolte alle Rsa e appalti a imprenditori amici

giovedì, Aprile 8th, 2021

di Cesare Giuzzi

Arresti domiciliari per il sindaco di Opera, Antonino Nucera: mascherine tolte alle Rsa e appalti a imprenditori amici

Aprile 2020: Antonino Nucera si fa fotografare mentre distribuisce mascherine

Mentre il mondo intero travolto dal Coronavirus cercava disperatamente mascherine chirurgiche, il sindaco Antonino Nucera dirottava le forniture della Protezione civile direttamente ai suoi uffici. Dispositivi di protezione che in quei giorni — marzo e aprile dello scorso anno — erano stati inviati a Opera, comune di 13 mila abitanti alle porte di Milano, per i nonnini ricoverati nella Rsa «Anni azzurri Mirasole» della frazione di Noverasco, e per la farmacia comunale per poi essere distribuiti alla popolazione. Ma che Nucera mette a disposizione di amici e parenti. Il 21 marzo, ad esempio, le distribuisce alla ex moglie preoccupata per gli anziani genitori. Mentre sette giorni dopo chiede a una dipendente comunale di metterne da parte «500» da sottrarre alle 2 mila arrivate dalla Città metropolitana di Milano per la farmacia comunale: «Facciamo così: 1.500 vendile, e 500 gli dico di portarle da noi che le teniamo lì se ci servono».

Peggio ancora accade il 9 aprile quando Nucera viene a sapere della disponibilità di 500 mascherine destinate dalla Protezione civile agli ospiti della Rsa Mirasole: «Gliene daremo 50, va bene?». Gli investigatori captano una lunga telefonata con il direttore sanitario della struttura dove il sindaco chiede «ma come sei messo a mascherine? Mi aiuti? Un po’ di mascherine per me?». La reazione del dirigente è stranita: «Ma come prima me le dai e poi me le togli?». Nucera allora spiega che “oggi mi hanno consegnato delle mascherine “tra virgolette” da consegnare a te, alla Rsa. Me ne hanno date un pò, facciamo metà e metà…». Il responsabile della Rsa, prova a fare un po’ di resistenza, poi risponde imbarazzato: «Dai tienili per te non ti preoccupare». A quel punto però prevale l’anima politica di Nucera (eletto con una coalizione di centro destra a forte spinta leghista): «No però io vengo lì che faccio tutta la scena, facciamo due foto…» . Quanto fosse importante l’aspetto della comunicazione per il sindaco lo dice anche la pagina Facebook di Nucera che in quegli stessi giorni pubblica foto in cui i volontari distribuiscono protezioni ai cittadini: «La mascherina che abbiamo consegnato è un piccolo dono, ma può essere un importante salvavita» (4 aprile 2020). Curioso, poi, l’attacco frontale al governo, con tanto di lettera al presidente Giuseppe Conte, contro «il prezzo imposto a 50 centesimi» per le mascherine parlando di «costi extra e fuori mercato che così dovranno essere sostenuti dai comuni» (28 aprile). In totale i magistrati gli contestano di aver sottratto 2.880 dispositivi di protezione individuale. Che fine facessero quelle mascherine «messe da parte nell’ufficio del sindaco», lo scopre involontariamente una dipendente comunale al telefono proprio con Nucera: «Ascolta sindaco, le mascherine quelle azzurre, ne hai rubate un po’ di quelle che dovevano andare alla Rsa?».

L’affaire mascherine vale al sindaco Antonino Nucera, 50 anni, originario di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) l’accusa di peculato nell’ordinanza firmata dal gip milanese Fabrizio Filice con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Stessa misura per il capo dell’ufficio tecnico di Opera Rosaria Gaeta, legata sentimentalmente a Nucera e per gli imprenditori Giovanni Marino, Giuseppe Corona (Marino costruzioni srl) e Rosario Bonina (Veria srl). Perché l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dagli aggiunti Alessandra Dolci (Direzione distrettuale antimafia) e Maurizio Romanelli (pool anticorruzione della Procura) e dai pm Silvia Bonardi e Stefano Civardi, ruota intorno non solo alla riprovevole sottrazione di mascherine agli anziani e al personale della Rsa, ma anche a giri di appalti pilotati assegnati alle imprese amiche e all’illecito smaltimento di materiali di scarto, da qui il coinvolgimento della Dda competente per il traffico di rifiuti. In cambio il sindaco e la compagna avrebbero ottenuto la ristrutturazione «a titolo gratuito» di una casa a San Donato Milanese, di proprietà della donna, da parte delle due imprese «favorite» negli appalti. L’inchiesta inizia proprio nei giorni dell’esplosione della pandemia e parte da una segnalazione che parla di stretti rapporti tra il sindaco di Opera, la sua compagna e alcuni imprenditori ai quali andrebbero sistematicamente appalti anche con il sistema dell’affidamento diretto.

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Brescia, lanciate due bottiglie incendiarie contro centro vaccinale | Il sindaco a Tgcom24: “Gesto che lascia sbigottiti”

sabato, Aprile 3rd, 2021

Due bottiglie incendiarie sono state lanciate all’alba contro il centro vaccinale di via Morelli a Brescia. Non si registrano feriti, ma sono ancora da quantificare i danni. Il centro è stato realizzato con i fondi della raccolta AiutiAMO Brescia avviata nella prima ondata della pandemia. Le indagini sono affidate alle forze dell’ordine. Il sindaco Emilio Del Bono a Tgcom24: “Un gesto che lascia sbigottiti”.

Sono limitati a un tendone adibito a sala mensa i danni al centro vaccinale di Brescia colpito all’alba dalle due bottiglie incendiarie – in un primo momento sembrava una sola molotov – lanciate dalla strada. Una parte della struttura è stata parzialmente bruciata.

Gli inquirenti stanno provando a ricostruire l’accaduto anche attraverso le telecamere di sicurezza installate in strada.

Due settimane fa a Roma era stato incendiato il portone d’ingresso dell’Istituto superiore di Sanità.

TGCOM

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Prenotazione vaccino Covid in Lombardia con Poste Italiane oggi al via. «Tutti immunizzati entro il 18 luglio»

venerdì, Aprile 2nd, 2021

di Stefania Chiale

Prenotazione vaccino Covid in Lombardia con Poste Italiane oggi al via. «Tutti immunizzati entro il 18 luglio»

C’è un nuovo portale, c’è una mappa di centri vaccinali massivi, c’è un calendario, con date e fasce d’età che offrono un orizzonte e risposte ai cittadini non ancora coinvolti nella campagna di immunizzazione contro il Covid. E c’è un obiettivo: il 18 luglio. Entro quella data, nel migliore degli scenari messi nero su bianco, contando sul rispetto delle consegne promesse dalla struttura commissariale nazionale, la Regione punta a inoculare a tutti i lombardi la prima (o unica: come sarà con Johnson & Johnson) dose. Se così non fosse, si slitterebbe al 20 ottobre: ma non gioverebbe a nessuno, tanto meno al piano targato generale Figliuolo. Perché senza la Lombardia a pieno regime, alle 500 mila somministrazioni al giorno l’Italia non arriva.

I centri massivi

Si parte con un giorno di anticipo rispetto a quando annunciato mercoledì: da stamattina, allo scoccare delle 8, i cittadini possono registrarsi — o meglio, prenotarsi direttamente — sul nuovo portale di Poste Italiane, creato specificatamente per Regione Lombardia (qui tutte le novità). Che così approda alla campagna di massa, con cui si pone l’obiettivo di immunizzare dal 12 aprile 6,6 milioni di lombardi. Strumento per arrivarci, oltre al nuovo portale, è la mappa, e la conseguenze capacità vaccinale, dei grandi centri massivi: «Sono 76 i centri vaccinali massivi — ha illustrato ieri il responsabile della campagna Guido Bertolaso — per 450 linee che saranno attive dal 12 al 30 aprile», e che garantiranno «65 mila dosi come massima somministrazione giornaliera».

Dal primo maggio, però, quando è stato «assicurato che ci saranno forniture maggiori di vaccini, avremo pronte — continua Bertolaso — oltre 1.000 linee, con una produzione quotidiana di oltre 144 mila dosi al giorno».

Le tappe

La campagna di massa procederà per fasce d’età. Si parte dai 75-79enni: sono loro i primi a potersi prenotare dalle 8 di stamattina. Per i 449.862 lombardi in questione la somministrazione andrà, con l’attuale disponibilità di dosi, alla velocità di 35 mila al giorno: inizierà il 12 e terminerà il 26 aprile. Secondo passaggio: il 15 aprile si apriranno le prenotazioni per 546.312 cittadini tra i 70 e i 74 anni. Siccome dopo il 15 aprile la Lombardia avrà ulteriori forniture, si pensa di poter salire a 65 mila somministrazioni al giorno: iniziando il 27 aprile, si terminerà con questa fascia d’età l’8 maggio. Se così non fosse, si andrà al 12 maggio.

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Camici, l’indagine su Fontana: autoriciclaggio e falso in voluntary, richiesta di rogatoria alla Svizzera

mercoledì, Marzo 31st, 2021

di Luigi Ferrarella

Camici, l'indagine su Fontana: autoriciclaggio e falso in voluntary, richiesta di rogatoria alla Svizzera

Supplemento di indagine, con richiesta di rogatoria e cioè di assistenza giudiziaria in Svizzera per l’ipotesi di autoriciclaggio e falso in voluntary, nell’indagine della Procura di Milano sul presidente leghista della Regione Lombardia, Attilio Fontana, indagato per turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture alla centrale acquisti regionale «Aria spa», dopo che la «Dama spa» del cognato Andrea Dini aveva tramutato in «donazione» (e non completato) la «fornitura» invece pattuita il 16 aprile 2020 come affidamento diretto da 513.000 euro per 75.000 camici e 7.000 set sanitari.

La vicenda era emersa perché Fontana, volendo in qualche modo risarcire il cognato del mancato profitto, aveva cercato di bonificargli di tasca propria (prima dello stop della sua fiduciaria per le anomalie dell’operazione in base agli indici antiriciclaggio) 250.000 euro attingendo i soldi da un proprio conto in Svizzera all’«Ubs», del tutto lecito da quando nel settembre 2015, come erede della madre morta a 92 anni, Fontana aveva utilizzato (senza mai dirlo pubblicamente nella sua attività politica) la legge sulla «voluntary disclosure» per regolarizzare 5,3 milioni detenuti su quel conto svizzero da «trust» alle Bahamas costituiti nel 2005 e 1997.

Adesso, quando al tirare le somme giuridiche sulla fornitura/donazione manca ormai poco alla Procura, i pm fanno sapere con un comunicato (anticipato e concordato con il difensore di Fontana Jacopo Pensa e Tommaso Papa in visita stamattina due volte al procuratore Greco) di voler cercare gli ultimi chiarimenti sulla documentazione bancaria del conto della madre scudato da Fontana, e a questo scopo di aver inoltrato alla Svizzera una richiesta di assistenza giudiziaria per chiarire alcuni movimenti finanziari.

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