Archive for the ‘Politica’ Category

La Lega perde il 10% (in un anno)

sabato, Maggio 30th, 2020

Dalle europee a oggi la Lega ha perso il 10% dei consensi. Il dato emerge dal sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli pubblicato dal Corriere della sera.  Da cui si vede, tra l’altro un deciso calo del gradimento di Conte e del governo in un mese, di 6 e 3 punti.

La Lega, rispetto a un mese fa, fa segnare l’ulteriore calo di 1,1 punti attestandosi al 24,3% (ma alle Europee aveva il 34,3%), seguita dal Pd stabile al 21,2% (ma 1,5% rispetto alle Europee). A seguire il M5S con il 16,7%, in calo di 1,9%, tallonato da FdI che aumenta di 2,1% raggiungendo il 16,2% (10% in più rispetto alle Europee). Forza Italia al 7,4% e Italia viva al 3%

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Spostamenti tra regioni: il 3 giugno riaprono tutte

sabato, Maggio 30th, 2020

di Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni

Spostamenti tra regioni: il 3 giugno riaprono tutte

Il 3 giugno l’Italia si rimette in movimento, tutta insieme. Si tornerà a circolare liberamente tra una regione e l’altra e anche la Lombardia potrà riaprire i suoi confini, in entrata e in uscita. La decisione del governo è maturata nel pomeriggio di ieri, quando anche il più prudente dei ministri, Roberto Speranza, ha letto con sollievo i dati del monitoraggio. Numeri, grafici e tabelle che registrano l’evoluzione del virus dopo il 18 maggio e quindi anche la «movida» che tanto ha allarmato la scienza e la politica. Ieri sera, dopo un giro di consultazioni del ministro Francesco Boccia con i governatori, è arrivato il via libera. «Il decreto legge vigente prevede dal 3 spostamenti infraregionali — ha annunciato Speranza —. Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti». Il problema della Lombardia resta, la cautela degli scienziati anche. Ma rinviare di una settimana la ripartenza avrebbe innescato tensioni non sostenibili e costretto il governo a tenere ancora chiusi i confini con l’estero. Se invece il via libera sarà confermato, l’Italia potrà dare un segnale importante di ripresa sotto il profilo economico, anche rispetto a un Paese come la Grecia che ha chiuso le frontiere ai nostri viaggiatori.

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Sondaggio: la Lega scende, Pd più vicino. E ora Meloni sfiora i 5 Stelle

sabato, Maggio 30th, 2020

di Nando Pagnoncelli

Sondaggio: la Lega scende, Pd più vicino. E ora Meloni sfiora i 5 Stelle

Come ogni mese, siamo anche per maggio, all’analisi degli orientamenti di voto degli italiani e delle loro valutazioni su governo e presidente del Consiglio. Gli indici di gradimento di Conte e dell’esecutivo fanno registrare un calo rispettivamente di 6 e 3 punti rispetto ad aprile, riportandosi ai valori di marzo, quando il consenso aumentò significativamente a seguito dell’adozione delle misure per il contenimento del contagio. A fronte della diminuzione delle preoccupazioni per la salute e della crescita dell’inquietudine per la situazione economica sono emerse critiche sull’efficacia delle misure finora adottate dal governo.

Gli orientamenti di voto dei cittadini mostrano alcuni cambiamenti di rilievo, a partire dal netto aumento di astensione e indecisione che ha raggiunto il 43,2%, circa 10 punti in più rispetto a un anno fa. La Lega, pur mantenendosi in testa alle preferenze degli italiani, fa segnare l’ulteriore calo di 1,1 punti attestandosi al 24,3%, seguita dal Pd stabile al 21,2%. A seguire il M5S con il 16,7%, in calo di 1,9%, tallonato da FdI che aumenta di 2,1% raggiungendo il 16,2%, il valore più elevato mai registrato dai nostri sondaggi. Quindi Forza Italia con il 7,4% e Italia viva con il 3%, entrambe stabili rispetto ad aprile.

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“Inaccettabili frasi dei pm” contro Salvini

venerdì, Maggio 29th, 2020
epa08438675 A handout photo made available by the Quirnale Press Office shows Italian President Sergio...
epa08438675 A handout photo made available by the Quirnale Press Office shows Italian President Sergio Mattarella during a speech to the students involved in the ‘The ship of legality’ project, for the 28th anniversary of the Capaci massacre, at Quirinale in Rome, Italy, 23 May 2020. The Capaci massacre was a bombing orchastrated by the Sicilian Mafia, which killed judge Giovanni Falcone and four other people on 23 May 1992. EPA/QUIRINALE PRESS OFFICE / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

“Il Presidente della Repubblica si muove – e deve muoversi – nell’ambito dei compiti e secondo le regole previste dalla Costituzione e dalla legge e non può sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura in base a una propria valutazione discrezionale”. Lo si legge della Presidenza della Repubblica. 

Parole, queste, che arrivano dopo che sono state pubblicate alcune chat di Palamara in cui si attaccava Matteo Salvini per la vicenda Diciotti.

Sconcerto e riprovazione da parte di Sergio Mattarella per l’inammissibile commissione tra politici e magistrati per lo scandalo che coinvolge la magistratura. Una nota del Quirinale spiega: “In riferimento alle vicende inerenti al mondo giudiziario, assunte in questi giorni a tema di contesa politica, il Presidente della Repubblica ha già espresso a suo tempo, con fermezza, nella sede propria – il Consiglio Superiore della Magistratura – il grave sconcerto e la riprovazione per quanto emerso, non appena è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politici e magistrati”.

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“C’è un abuso del trojan, bisogna ripensarlo”. Intervista a Giovanni Legnini

venerdì, Maggio 29th, 2020

Giovanni Legnini, lo rifarebbe a sollecitare le correnti del Csm a fare comunicati stampa a favore del pm che indagava Matteo Salvini o si è pentito, dopo le polemiche di questi giorni?

Si chiama “pratica a tutela”, non comunicato stampa a favore del pm che indagava Salvini. 

Tradotto, in modo più semplice?

Tradotto: il procuratore Patronaggio stava svolgendo le indagini e veniva attaccato e intimidito da diversi giorni anche da componenti del Governo dell’epoca. Quale vicepresidente dell’organo che deve tutelare l’indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività giudiziarie, venivo sollecitato dalla magistratura associata ad assumere una posizione a tutela del pm. A tutela del pm, non certo contro Salvini, nei confronti del quale mai spesi neanche mezza parola.

Fu sollecitato e poi, di conseguenza, sollecitò a sua volta.

Chiesi a quel punto ai rappresentanti dei gruppi consiliari di esprimere la loro posizione in modo formale, perché era il 24 agosto e non potevo riunire gli organi consiliari. E i rappresentanti dei gruppi inviarono una nota limitandosi a chiedere che della questione fosse investito il plenum. Tutto qui: ciò che emerge dai messaggi pubblicati è esattamente ciò che fu all’epoca comunicato anche sulla stampa.  

Cioè lei dice di aver fatto il suo dovere. Ma perché è dovuto entrare nel meccanismo delle correnti e non ha fatto una dichiarazione in prima persona come vicepresidente del Csm?

Il vicepresidente del Csm non è organo monocratico, non agisce in proprio, ma rappresenta la volontà del Consiglio. Nessun meccanismo correntizio dunque, ma il semplice accertamento della posizione dei gruppi, a mezzo dei loro rappresentanti, che componevano il Consiglio che, è il caso di ricordarlo, è un organo elettivo. Ripeto, l’indagine era aperta da diversi giorni ed eravamo in presenza di ripetute aggressioni al pm.

Rivendica dunque di aver agito nel rispetto delle sue funzioni.

Certamente. Il tema, per il Csm, era tutelare il libero esercizio delle attività di indagine, non organizzare complotti contro Salvini. Chi mi conosce sa che già allora avevo perplessità sul merito delle indagini. Ma un conto è contestare legittimamente il merito – e come si è visto il procedimento non è andato avanti – altro è aggredire un magistrato che sta svolgendo indagini. È possibile che nel nostro Paese non riusciamo a distinguere la legittima critica al merito e ai metodi delle indagini dalla necessità di tutelare il sereno esercizio delle funzioni giudiziarie? 

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Ecco il codice penale di Davigo: “Errore aspettare le sentenze…”

venerdì, Maggio 29th, 2020

Federico Garau

Non si spengono le polemiche sorte dopo la pubblicazione da parte del giornale “La Verità” delle chat scambiate tramite Whatsapp fra le cosiddette toghe anti-Salvini, anche Piercamillo Davigo dice la sua in diretta televisiva.

Un vero e proprio caso mediatico che vede come protagonisti il procuratore Paolo Auriemma, l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara ed altri magistrati, con Palamara che ha visto la propria posizione aggravarsi dopo la divulgazione di nuove incresciose intercettazioni.

Una vera e propria bufera, che ha portato all’apertura di una pratica presso il Csm (Consiglio superiore della magistratura), rimasto in piedi nonostante le pressioni di Salvini, che ha chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di procedere allo scioglimento dell’organo collegiale.

Ospite durante la trasmissione “Piazza Pulita” in onda su La7, il magistrato Piercamillo Davigo, membro del Csm, è intervenuto sulla questione. “Lei viene definito correntemente un giustizialista, è una cosa che la offende?”, chiede Corrado Formirgli al magistrato, mentre si dibatte sul caso Palamara.

“È una frase priva di senso comune”, replica Davigo. “L’unico uso storico del termine giustizialista riguardava il movimento giustizialista in Argentina, di Perón. È una cosa che è stata inventata da esperti di comunicazione, che invece di difendersi nel merito delle accuse che venivano loro rivolte, hanno inventato questa balla”.

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Copertina choc dall’Olanda: “Lavoriamo per pagare vacanze al Sud Europa”

venerdì, Maggio 29th, 2020

Giuseppe Aloisi

L’Olanda continua ad opporsi a quello che ad Amsterdam viene ritenuto “assistenzialismo” favorevole ai paesi dell’Europa del Sud: anche il settimanale Elsevier Weekblad ci ha tenuto a ribadire la linea dei Paesi Bassi, che insieme ad Austria, Finlandia e Danimarca si sono dichiarati contrari al Recovery Fun dell’Unione europea.

L’ultima copertina della rivista è esplicita. Più che il virgolettato, può essere evidenziata l’immagine scelta: olandesi, o comunque cittadini del Nord Europa, che lavorano, con il contrasto di altri cittadini europei che invece vengono immortalati in situazioni vacanziere. Come se l’edonismo fosse una caratteristica centrale di alcuni popoli? Forse c’è anche un po’ di preconcetto nell’analisi presentata dal media. I contenuti all’interno della rivista chiariscono meglio il punto di vista.

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Csm, stop ai casi Palamara. Ecco il piano di Bonafede per la riforma

venerdì, Maggio 29th, 2020

ROMA – Cambiare il Csm e le sue regole di vita interne non è semplice, soprattutto se lo si fa con una legge ordinaria, senza modificare la Costituzione.

Bisogna partire da qui per valutare il lavoro che il Guardasigilli Alfonso Bonafede sta conducendo con i partiti di maggioranza. Ieri tre ore di discussione in via Arenula; oggi una nuova riunione se i lavori parlamentari lo consentiranno.

Modifiche alla bozza di gennaio che già allora il ministro voleva portare a palazzo Chigi, dopo aver già tentato di farlo durante il governo gialloverde, quindi prima del caso Palamara.

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Magistrati, politici attori e sportivi. La rete di Palamara tra chat e caffè

di MARIA ELENA VINCENZI
Un giro di tavolo tra Pd, M5S, Leu e Italia viva, dal quale emerge già qualche mugugno sul fatto che, anche con le novità, “non si abbatte il potere delle correnti”. Perplessità che però, fino a questo momento, non sono divenute espresso dissenso.

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Il 28 maggio 1974 Piazza della Loggia, la strage simbolo delle «trame nere»

giovedì, Maggio 28th, 2020

di Giovanni Bianconi

Il 28 maggio 1974 Piazza della Loggia, la strage simbolo delle «trame nere»

Di tutte le stragi che hanno insanguinato l’Italia negli anni della cosiddetta «strategia della tensione», alimentata dalle bombe nere ma non solo, quella di Brescia fu la più «politica». Nel senso che si poteva cogliere fin da subito il suo significato: un eccidio consumato non dentro una banca o sul vagone di un treno, dove il bersaglio sono persone colpite a caso, in maniera indiscriminata, solo perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, per incutere un generico terrore; bensì in una piazza durante una manifestazione politica, dichiaratamente antifascista, convocata da sindacati e partiti dell’arco costituzionale, dove i presenti erano lì per gridare lo sdegno e la protesta contro gli attentati dell’estrema destra che avevano fatto tremare la città. Cittadini militanti, si potrebbe dire, e per questo fatti saltare in aria. Dunque una sfida dichiarata all’Italia che diceva no al clima di violenza imposto in quel momento soprattutto dalla tracotanza neofascista e dalle trame nere. Non per questo più grave rispetto alle altre stragi, da piazza Fontana alla questura di Milano, fino al treno Italicus successivo di appena due mesi a piazza della Loggia. Ma certamente più esplicita nel suo messaggio.

Il boato interruppe un comizio in cui l’oratore stava protestando contro la politica in doppiopetto del Movimento sociale italiano, il partito che voleva raccogliere l’eredità del fascismo sconfitto dalla Resistenza trent’anni prima; uno schiocco che spezzò la vita di otto persone e ne ferì oltre cento, registrato in diretta dai microfoni aperti per divulgare il messaggio di una nuova Resistenza, che invece incisero l’esplosione della tracotanza eversiva che voleva stroncarla sul nascere. Una strage consumata in diretta, che ancora oggi si può ascoltare e riascoltare nel suo effetto devastante e minaccioso. Allora come oggi. Quel boato è la testimonianza più forte e drammatica di un periodo terribile;

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Boccia: «Passaporto sanitario è contro la Costituzione»

giovedì, Maggio 28th, 2020

«Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono». Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera, rispondendo in maniera indiretta ai governatori che vorrebbero limitare o ostacolare l’ingresso a cittadini di altre regioni. «Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso- ha sottolineato Boccia- Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti». È evidente, ha spiegato il ministro, «che c’è stato un impatto differenziato del virus sia dal punto di vista sia sanitario che economico». Ma «è presto per fare un bilancio e ha senso aspettare le valutazioni scientifiche, ma quello che è successo a Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza è oggettivamente di una virulenza non riscontrata in altre province italiane».

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