Archive for the ‘Politica’ Category

Covid, ottanta sindaci per il vaccino: “Vogliamo che sia obbligatorio per liberare le nostre città”

venerdì, Dicembre 4th, 2020

di Giovanna Casadio

Il vaccino deve essere obbligatorio”. Oppure va previsto “un patentino Covid free, che attesti l’avvenuta vaccinazione, per accedere al ristorante e allo stadio, ai concerti e ad altri servizi”. Proposta dei sindaci. Per ora sono una ottantina i primi cittadini di centrosinistra e civici – capitanati da Matteo Ricci, presidente di Ali (l’associazione delle autonomie locali) e sindaco dem di Pesaro – che hanno sollevato la questione. 

Ma già da ieri è pronto un documento dove nero su bianco vengono spiegate le ragioni della richiesta al governo per rendere il vaccino obbligatorio. L’appello sarà fatto passare di città in città, negli 8 mila Comuni italiani, affinché il maggior numero di sindaci lo sottoscriva. C’è poco da allargare le maglie o da limitarsi a sperare genericamente o dibattere sul filo del diritto. Se il vaccino è la speranza per uscire dalla pandemia, occorre però raggiungere l’immunità di gregge, ovvero il 70% di popolazione vaccinata. Quindi “appena il vaccino sarà validato dall’Istituto superiore di sanità e verranno meno i dubbi – presumibilmente da marzo il governo organizzerà la distribuzione massiccia – allora dobbiamo pensare a come accelerare sull’immunità di gregge”. È il ragionamento di Ricci, già condiviso tra gli altri dai sindaci di Bergamo, Mantova, Ancona, Reggio Calabria, Cuneo, Latina.  

Decreto Natale, tensione nel governo. Bellanova (Iv): “Misure incomprensibili”. Regioni: “Stupore e rammarico”

03 Dicembre 2020

“Con l’avversità purtroppo degli italiani al vaccino, mostrata anche dagli ultimi sondaggi, rischiamo di raggiungere l’indispensabile immunità di gregge in un tempo lunghissimo. Invece ne abbiamo bisogno per liberare le città e tutto il Paese”, commenta Ricci.  Nel documento – intitolato “Liberiamo le città” – è scritto che “il giorno della liberazione dal Covid non sarà il giorno in cui arriva il vaccino, ma quando ogni città e il Paese intero avrà raggiunto l’immunità di gregge”.

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Legge di bilancio: riammessa in manovra la proposta della patrimoniale

venerdì, Dicembre 4th, 2020

È stato riammesso ai voti l’emendamento a firma Fratoianni-Orfini sulla patrimoniale. È quanto si legge nella comunicazione sull’esito dei ricorsi della commissione Bilancio della Camera. La proposta dell’istituzione “di una imposta sostitutiva sui grandi patrimoni” si legge, è stata riammessa “in considerazione della difficoltà di effettuare una puntuale quantificazione riguardo alla stima degli effetti di gettito derivanti dalla proposta emendativa, fermo restando che più puntuali informazioni potranno essere acquisite in proposito dal governo nel corso dell’esame dell’emendamento stesso”.

Manovra, stop alla patrimoniale. Emendamento inammissibile per mancanza di coperture

L’emendamento di Fratoianni e Orfini prevede per tutti l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli e l’istituzione di un’imposta sostitutiva sui grandi patrimoni di almeno 500 mila euro “derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie possedute in Italia e all’estero”: il prelievo parte dallo 0,2% per i patrimoni tra 500mila euro e un milione, sale allo 0,5 tra uno e 5 milioni, all’1 percento tra i 5 e i 50  milioni e al 2 percento oltre i 50 milioni di euro.
la manovra

Patrimoniale: M5S, Iv e centrodestra contro la proposta di Orfini e Fratoianni. E anche il Pd prende le distanze

Per il solo 2021 si prevede che per chi ha base imponibile superiore a un miliardo l’aliquota sia del 3%. Si prevede anche che chi abbia “immobili, investimenti ovvero altre attività di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia” abbia l’obbligo di dichiararli pena “una sanzione amministrativa pecuniaria che va dal 3 per cento al 15 per cento dell’importo non dichiarato”.



Ma sempre in tema di ddl bilancio, tornano in corsa anche gli emendamenti sulla limitazione degli incentivi fiscali alle aggregazioni aziendali, esclusi in prima battuta dall’esame per problemi di copertura finanziaria. Lo ha stabilito il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli (Pd).

In particolare verranno quindi ammessi al voto, dalla settimana prossima, gli emendamenti analoghi presentati da parlamentari m5s, pd, leu e fdi, che riducono l’ambito applicativo dell’anticipazione dell’utilizzo in compensazione delle dta. La misura prevista dal disegno di legge è stata interpretata come un incentivo alle aggregazioni bancarie, con un occhio particolare al futuro di Mps. Mellili segnala la necessita di “acquisire più dettagliati elementi di quantificazione, con particolare riguardo agli esercizi successivi al 2022”.



Tornano in carreggiata anche gli emendamenti – tra questi quello firmato dal presidente della commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin (Iv) – che chiedono il differimento della ‘Sugar tax’, “nel solo presupposto – avverte il presidente della commissione Bilancio – che dell’ulteriore proroga prevista dall’emendamento non si tenga conto ai fini dell’acconto 2022”. In base al medesimo presupposto vengono ammissibili anche le analoghe proposte di modifica avanzata da Lega e Fi.

E se eviterà effetti di gettito, torna a puntualizzare Melilli, potrà essere riammesso alla votazione pure l’emendamento depositato dall’ex vice ministro dell’Economia, Massimo Garavaglia (Lega), che prevede la costituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate di una piattaforma telematica dedicata alla compensazione di crediti e debiti derivanti da transazioni commerciali e risultanti da fatture elettroniche.

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“Nonno” Mattarella garante della linea dura

venerdì, Dicembre 4th, 2020

Massimiliano Scafi

Linea dura. Non fate fesserie. Scordatevi i cenoni e seguite le regole, perché «il virus va sconfitto».

Il primo nonno d’Italia avverte dunque i nipotini: a Natale ognuno a casa propria. «La difficile condizione dovuta alla pandemia sta creando disagi e difficoltà a tutti – dice Sergio Mattarella-tuttavia le dolorose restrizioni nella mobilità e nei contatti sociali sono necessarie». Il capo dello Stato è preoccupato per la salute dei cittadini ma anche, e parecchio, per la stabilità del governo. Se il 9 dicembre Giuseppe Conte andrà sotto nel voto sul Mes, dovrà salire sul Colle per rimettere il mandato. Se tutto andrà in frantumi, spiegano al Quirinale, non ci sarà più spazio per rimpasti, ritocchi o altre formule.

La palla ora è a Palazzo Chigi. Toccherà al premier trovare una soluzione, lavorando su un testo che possa ottenere il sì dei ribelli grillini e magari qualche benevolo sostegno esterno. Conte media, Mattarella però «non resta a guardare»: un no alla Ue è considerato «un evento nefasto».

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Nuovo Dpcm Natale, le regole: niente estranei in casa, spostamenti e sconto fino a 150 euro per chi compra nei negozi

venerdì, Dicembre 4th, 2020

di Rosario Dimito e Diodato Pirone

l nuovo Dpcm varato ieri sera da Giuseppe Conte fissa nuove regole per il periodo di Natale, il primo segnato dalla pandemìa Covid. Ecco lo scenario delle norme per arrestare i contagi.

Spostamenti

Dal 21 al 6 Regioni isolate
Non si esce dai Comuni
il 25, il 26 e il 1° gennaio

Il governo intende limitare al massimo gli spostamenti durante il periodo natalizio. Dunque dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati gli spostamenti al di fuori della Regione di appartenenza e il 25, 26 e 1 gennaio sono vietati anche gli spostamenti fra comuni. Naturalmente si può muovere chi deve lavorare o chi ha necessità. Possibile anche aiutare parenti in difficoltà seria. In questo caso bisognerà muoversi con autocertificazione e dichiarare quello che si sta facendo alle forze dell’ordine. APPROFONDIMENTI

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Covid, epidemia stabile e indice Rt a 0,71. Gli esperti: «In atto una fase discendente, ma non per i ricoveri»

Il coprifuoco

In casa dalle 22 alle 5
A Capodanno divieto
prolungato fino alle 7

Il coprifuoco notturno ci accompagnerà per tutte le vacanze natalizie e anzi a Capodanno sarà prolungato fino alle 7 del mattino. Dunque sappiamo già fin d’ora che dalle 22 alle 5 di ogni notte non si potrà uscire di casa ad eccezione delle ragioni che ormai tutti conoscono: lavoro, salute, stati di necessità. Chi esce dovrà avere con sé il modello di autocertificazione da mostrare (e confermare nelle motivazioni) alle forze dell’ordine se dovesse essere fermato.

Il rientro in classe

Dal 7 gennaio ripartono
le lezioni in presenza,
al 75% per le superiori

Il 7 gennaio gli studenti delle scuole superiori torneranno in aula in una percentuale del 75% e non più del 50% come previsto dalla prima bozza del Dpcm. La modifica è stata decisa nel corso della Stato-Regioni con l’esecutivo che ha accolto alcune richieste dei presidenti regionali e del ministero dell’Istruzione.
Dal 7 gennaio il primo ciclo sarà dunque in presenza al 100%, le superiori al 75%. La modifica è stata comunicata nel pomeriggio anche a Regioni ed Enti locali a cui è stato presentato un protocollo di lavoro per risolvere le criticità legate alle modalità del trasporto pubblico locale e del tracciamento dei casi di contagio. 

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Nuovo Dpcm dicembre, spostamenti tra Comuni e Regioni tra Natale e Capodanno: tutte le regole

venerdì, Dicembre 4th, 2020

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini04 dic 2020

Nuovo Dpcm dicembre, spostamenti tra Comuni e Regioni tra Natale e Capodanno: tutte le regole

Ansa

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm che entra in vigore il 4 dicembre e varrà fino al 15 gennaio 2021. Il provvedimento segue il decreto legge che era stato approvato due giorni fa dal consiglio dei ministri per allungare la vita del Dpcm, da trenta a cinquanta giorni. (Qui tutte le regole sui viaggi e qui quelle su come si potrà festeggiare a Natale e Capodanno).

Il coprifuoco notturno dalle 22 alle 17 rimane anche nei giorni festivi?

Il governo conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 anche nei giorni festivi. E anzi lo proroga di due ore in occasione del Capodanno, quando il divieto di uscire dalla propria abitazione scatterà alle 22 del 31 dicembre 2020 e terminerà alle 7 del 1° gennaio 2021. È consentito uscire soltanto per «comprovate esigenze» legate al lavoro, alla salute e all’urgenza. Nel provvedimento «è in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». Rimane anche il divieto di assembramento, i sindaci in accordo con i prefetti potranno disporre la chiusura di strade e piazze o comunque gli ingressi contingentati per evitare gli affollamenti. In questo caso è sempre consentito oltrepassare il varco per recarsi nei negozi aperti e tornare nella propria abitazione.

(Qui trovate il testo definitivo del Dpcm; qui tutte le regole per i festeggiamenti a Natale e Capodanno, e qui quelle sulla quarantena per chi rientra dall’estero)

Posso uscire dalla mia Regione dopo il 21 dicembre?

Fino al 20 dicembre si può uscire dalla propria regione se si trova in fascia gialla per andare in un’altra regione sempre in fascia gialla. Gli spostamenti da e per le regioni che sono in fascia rossa o arancione sono consentiti solo per «comprovate esigenze», legate al lavoro, la salute e l’urgenza. Tra i motivi di urgenza sono compresi quelli che riguardano l’assistenza di una persona non autosufficiente. Dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021 è vietato spostarsi tra le regioni, qualsiasi sia la fascia di rischio e quindi il colore. Rimane la possibilità di muoversi per le «comprovate esigenze». Secondo il Dpcm «è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». Vuol dire che chi si trova in una regione diversa da quella dove abita, dove è domiciliato o dove vive la sua famiglia può tornare anche in questo periodo e poi può fare ritorno nella regione dove lavora o studia.

Posso uscire dal Comune e in quali giorni sono previsti più vincoli?

Chi si trova in una regione in fascia gialla può sempre uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Chi si trova in una regione in fascia arancione non può uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Chi si trova in una regione in fascia rossa non può uscire dalla propria abitazione se non per «comprovate esigenze», legate al lavoro, alla salute e all’urgenza. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio 2021 sarà vietato uscire dal proprio comune di residenza. Per farlo deve dimostrare di avere «comprovate esigenze». Chi esce prima di queste date può fare ritorno nella propria residenza, abitazione o domicilio.

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Prodi: “Niente rimpasti”

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

Il professor Romano Prodi, due volte premier in una intervista a Repubblica su uno dei temi del giorno in politica, il rimpasto è categorico. “Pare un nome più adatto a un cibo per animali domestici che a un governo. Ma a parte le battute, con i rimpasti si sa come si comincia, ma non si sa come si finisce. E se non viene presentata un’alternativa di governo, lo si sa ancora meno”.

E poi chiosa: 

“Sinceramente, non vedo chiare proposte alternative. Chi vuole il rimpasto? Qual è la linea? In realtà, dai partiti sento solo dei borbottii. Attenti però che i borbottii non diventino una voce forte e poi un urlo che può trasformarsi in agonia”. C’è forse un altro governo disponibile a interagire in modo efficace con l’Europa? Una crisi politica in questo momento non è immaginabile. Anche Ursula von der Leyen pochi giorni fa ha ricordato: ‘Aspettiamo dall’Italia le riforme e le decisioni per lo sviluppo’”

Quindi, no e cattivi presagi, anche se Prodi non crede che le forti frizioni sul Mes portino a rotture, “imi sembrano giochi politici e non li capisco. Il Mes per la sanità va preso, con o senza riforma”.

Per Romano Prodi, “tutti i partiti hanno una crescente difficoltà nell’intermediare il rapporto fra cittadini e governo. Non si riuniscono nemmeno più. Fingono di avere un ring, ma non ci saltano sopra. Le forze politiche aiutino il governo, o lo incalzino. In un momento complesso come questo i partiti, se non hanno una linea comprensibile, capita dal Paese fanno danno solo a se stessi”.

Sul Recovery plan l’ex premier è per la linea francese:

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Doppio sì al centrodestra sui vaccini

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

Fabrizio De Feo

Roberto Speranza illustra il piano strategico per i vaccini al Senato e alla Camera. Il centrodestra si schiera unito, presenta una sua risoluzione unitaria e ottiene un risultato concreto: il pieno coinvolgimento delle Regioni nel processo distributivo e la libertà di scelta per il cittadino.

Le richieste indirizzate al ministro della Salute vanno dritte al punto. In sintesi si chiede di «definire un efficace piano vaccini per tutta la popolazione che preveda il pieno coinvolgimento delle Regioni, al fine di individuare tutte le strutture idonee per la custodia, la conservazione e la somministrazione dei vaccini antagonisti al Covid-19, nonché a definire con le medesime modalità distributive il piano nazionale per i test rapidi nella misura di almeno mezzo milione di test al giorno, includendo nel suddetto Piano l’utilizzo della Sanità militare».

Dal governo arriva il via libera a farsi carico di alcuni impegni. In particolare viene accolta la richiesta che «il Piano vaccini rispetti tutti i criteri fondamentali di sicurezza, universalità e gratuità, e nel rispetto del principio di libertà di scelta dei cittadini, anche assicurando l’appropriatezza e l’adeguatezza della comunicazione per la promozione della vaccinazione di massa; a predisporre un efficace programma di informazione e sensibilizzazione ai cittadini sulla campagna vaccinale anti-Covid».

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Dpcm Natale, ristoranti chiusi negli hotel: niente cenone (e niente fuochi in terrazza)

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

di Camilla Mozzetti

Alla fine l’abito delle grandi occasioni resterà nell’armadio. Quello di casa. L’ufficialità arriverà solo con il nuovo Dpcm del governo ma chi si era già immaginato – o aveva addirittura effettuato una prenotazione – per trascorrere il Veglione di Capodanno in un grand hotel della Capitale o in un’altra città italiana dovrà rivedere i piani.  APPROFONDIMENTI


Dopo una lunga discussione e a fronte delle verifiche compiute dall’esecutivo, che hanno accertato come le strutture alberghiere italiane stavano raccogliendo discrete adesioni in vista del cenone per la notte di San Silvestro, il governo ha tirato il freno a mano: gli hotel resteranno aperti e con essi le cucine delle strutture ma dalle 18 del 31 dicembre la cena sarà servita solo in camera al fine di evitare banchetti e arginare così il rischio resse e assembramenti.

Dunque non sarà negata la possibilità di passare una o più notti in albergo anche sotto le festività ma verranno banditi i veglioni e tutto ciò che ne segue. Compresi i fuochi d’artificio dalle terrazze come alcune strutture avevano già iniziato a pubblicizzare. Discorso diverso per le feste sulle crociere che saranno invece completamente bandite. Qualche giorno fa erano apparsi degli annunci, tra cui quello promosso dal “Piper club” – storico locale notturno della Capitale – che sponsorizzava il tour di Capodanno sulla Costa Smeralda (capienza 2.600 persone) con partenza da Civitavecchia il 31 dicembre alla volta di La Spezia. L’evento sarà annullato come quelli degli hotel che dovranno ora “aggiornare” i propri siti internet dal momento che le promozioni per il cenone di Capodanno sono ancora visibili. 

Dpcm Natale, spostamenti vietati tra regioni dal 21/12. Le regole per shopping, messe, ristoranti e cene

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Nuovo Dpcm dicembre: spostamenti fra Regioni e Comuni vietati, non più di dieci persone a tavola. Stasera la firma di Conte

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

di Monica Guerzoni Fiorenza Sarzanini

Nuovo Dpcm dicembre: spostamenti fra Regioni e Comuni vietati, non più di dieci persone a tavola. Stasera la firma di Conte

Vigilia di tensioni, litigi e dietrofront per il Dpcm di Natale, che conterrà le regole (e le deroghe) destinate a cambiare le abitudini degli italiani da domani per 50 giorni. Giuseppe Conte lo firmerà entro stasera, dopo i rilievi delle Regioni e quando, si spera, la maggioranza avrà trovato un accordo sugli aspetti più controversi. Nell’ormai consueto Consiglio dei ministri notturno il governo ha approvato il decreto legge che vieta dal 21 dicembre al 6 gennaio «ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». Il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato «ogni spostamento tra comuni», salvo comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. E dopo una lunga battaglia sulle deroghe, cui molto teneva il premier, sarà consentito il rientro «alla propria residenza, domicilio o abitazione». Non sarà però permesso spostarsi nelle seconde case fuori regione e, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, anche fuori comune.

Altra novità, se sarà confermata, riguarda i raduni nelle abitazioni private. Oltre alla «forte raccomandazione a non ospitare persone non conviventi» il governo pensa di porre un tetto agli inviti: non più di dieci persone. La giornata è stata scandita da confronti anche molto accesi. Italia Viva ha lottato (invano) per tenere aperti ristoranti degli hotel la notte del 31 dicembre. Lo scontro che ha fatto più notizia è avvenuto nella riunione tra i capigruppo del Senato e il ministro della Salute. Il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci, in asse con i renziani, ha alzato la voce su ricongiungimenti familiari anche tra regioni diverse e soggiorni nelle seconde case ovunque si trovino. Ma è andato a sbattere contro il muro di Francesco Boccia e Roberto Speranza, il quale in aula aveva lanciato l’allarme: «Se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo, le prossime festività vanno affrontate con estrema serietà».

Il decreto: «Divieto di spostamento dal 21 dicembre al 6 gennaio in tutta Italia». Chi vive in zona gialla libero di muoversi per l’Immacolata

La rissa nella capigruppo ha avuto echi ai piani alti del Pd. Dal Nazareno, Nicola Zingaretti ha stoppato Marcucci: «Condivido le scelte illustrate da Speranza, non possiamo vanificare gli sforzi fatti». Dario Franceschini, accusato dai renziani e da alcuni dem di aver «dettato una linea più rigida rispetto alle aperture di Conte», ha chiuso la querelle: «Io condivido totalmente la linea del ministro Speranza, che parte dalla certezza che solo sacrifici durante le vacanze natalizie potranno evitare una terza ondata di contagi». Gli strascichi politici rischiano di essere pesanti. Perché se è vero che a Palazzo Madama i dem ex renziani vicini a Marcucci seminano zizzania contro il capo delegazione, accusato di essere «il capo di se stesso» e di non farsi mai vedere, è vero anche che tra i dirigenti e i ministri del Pd c’è chi pensa che l’ora di cambiare capogruppo sia vicina.

Il coprifuoco

Il coprifuoco è confermato dalle 22 alle 6 dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio. Non ci saranno deroghe nei giorni di festa, l’orario di rientro nella propria abitazione sarà lo stesso anche a Natale, il 26 e il 31 dicembre, a Capodanno e il 6 dicembre, giorno dell’Epifania. Dopo quest’ora sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per «comprovate esigenze», che sono motivi di lavoro, di salute e di urgenza. Rimane anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci potranno emettere ordinanze per chiudere strade e piazze per evitare gli affollamenti anche nel corso della giornata, oppure prevedere ingressi contingentati in quelle aree di città e paesi dove c’è il rischio che si verifichino assembramenti.

Le Regioni

Dal 20 dicembre al 6 gennaio sarà vietato spostarsi tra le regioni anche se sono in fascia gialla. Una misura decisa per «evitare che milioni di italiani si mettano in viaggio e facciano circolare il virus». Sarà però sempre possibile andare dove si ha la residenza o il domicilio. Ancora in discussione la possibilità di andare presso la casa di un genitore solo, con l’autocertificazione.

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Coronavirus, il Consiglio dei ministri approva il decreto di Natale: niente spostamenti dal 21 dicembre all’Epifania

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge Covid, che disegna la cornice delle misure sul Natale e in particolare delle limitazioni agli spostamenti. Il testo “blinda” Natale e Capodanno all’interno dei confini del Comune, mentre tra il 21 dicembre e il 6 gennaio vengono vietati gli spostamenti tra le Regioni, con il divieto di raggiungere le seconde case. Ancora in discussione, invece, i contenuti del Dcpm.

Per quanto riguarda la scuola, dopo un’animata discussione il Cdm ha deciso di confermare, ma all’interno del prossimo Dpcm, lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio, quando dovrebbero tornare in classe tutti gli studenti. Ma è sugli spostamenti che si è registrato il confronto più serrato, e si annuncia rovente anche quello con le Regioni; Pd, M5s e Leu mantengono però la linea dura. E anche se venerdì il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base del monitoraggio settimanale firmerà le nuove ordinanze che da domenica potrebbero rendere più “gialla” l’Italia, la cautela resta massima.

Prosegue invece il lavoro sul Dcpm, che Conte dovrebbe firmare nelle prossime ore e che sarà in vigore dal 4 dicembre. Viene confermato il sistema in tre fasce, con coprifuoco in tutta Italia alle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla alle 18. Poi nei venti giorni tra Natale e l’Epifania nessun ammorbidimento, anzi: i blocchi cresceranno, e le misure si faranno ovunque più rigide. E il nuovo decreto legge, di due soli articoli, serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia, consentendo a Conte di firmare un Dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l’Epifania (tra le ipotesi c’è quella del 15 gennaio).

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