Archive for the ‘Politica’ Category

Chi è Mark Rutte

venerdì, Aprile 10th, 2020

Mark Rutte, 53enne originario de L’Aia, la città sede dei poteri maggiori dei Paesi Bassi, è divenuto negli ultimi anni protagonista della politica europea.

Leader di saldo orientamento liberale, apertamente pro-mercato e fautore del rigore sui conti pubblici, guida il governo olandese dall’ottobre 2010, risultando il leader continentale più longevo dopo Angela Merkel. I suoi esecutivi hanno avuto il nocciolo duro nel suo Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd), decisore strategico dell’orientamento politico de L’Aia.

Rutte ha mediato e tessuto alleanze durature che hanno portato l’Olanda a divenire il terzo polo di influenza dopo Germania e Francia nell’Europa post-Brexit. Dalla crisi dei debiti sovrani a quella del coronavirus la sua linea politica si è sempre incentrata sul sostegno a una rigorosa applicazione dell’austerità sui conti pubblici, nell’appoggio a una ridotta solidarietà economica e finanziaria inter-europea, per una difesa degli strumenti di controllo sull’attività degli Stati del Sud Europa.

Rutte ha costruito intorno all’Olanda l’alleanza della Nuova Lega Anseaticablocco commerciale, patto economico e strumento pressione per portare avanti una linea politica liberista nelle istituzioni di Bruxelles. Nelle ore più calde della crisi del coronavirus si nota come la maggiore centrale del rigore in Europa non sia la Germania a guida Merkel ma l’Olanda di Rutte, capace di puntare a separare i benefici dell’appartenenza all’Unione (dal dumping fiscale al libero scambio) dai doveri di solidarietà. In un gioco rischioso per tutta l’Eurozona.

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Nuovo decreto per il contenimento del coronavirus e restrizioni fino al 4 maggio: riapriranno le librerie

venerdì, Aprile 10th, 2020

di Monica Guerzoni, Fiorenza Sarzanini

Nuovo decreto per il contenimento del coronavirus e restrizioni fino al 4 maggio: riapriranno le librerie

ROMA Il nuovo decreto del presidente del Consiglio è atteso per oggi e conterrà qualche piccola, cauta apertura dal valore simbolico. Librerie e cartolerie potranno tirare su le saracinesche dal 14 aprile e così le aziende che fabbricano macchine agricole, quelle che essiccano o lavorano il legno e le imprese di silvicoltura e, forse, i negozi di abbigliamento per neonati. Per il resto, la data da segnare in rosso nelle agende degli italiani è il 4 maggio: quel giorno, se tutto va bene, potrebbe allentarsi la stretta anche per i milioni di cittadini costretti da settimane in casa per l’esigenza di contenere il coronavirus. Ma gli anziani e le persone più a rischio dovranno essere protette più a lungo.

Riaperture scaglionate

La giornata di Palazzo Chigi è stata scandita da un vertice via l’altro, all’insegna del confronto più ampio possibile. Dopo il Consiglio dei ministri il premier si è chiuso con i capidelegazione e ha faticato non poco per placare le tensioni, vista la posizione di Italia viva che spinge per riaccendere i motori del Paese. Poi parti sociali, sindacati e Confindustria e a seguire le Regioni e i Comuni. Riunione cruciale, in cui si è lavorato per costruire un meccanismo che consentirà ai prefetti e ai presidenti di Regione di valutare riaperture scaglionate a seconda delle curve epidemiologiche del territorio. Più volte in videoconferenza Conte ha ripetuto il pensiero che in questi giorni lo tormenta: «Non possiamo rischiare di ripartire da capo».

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Sondaggi politici: Lega sempre più giù, sale Il M5s. Pd stabile

giovedì, Aprile 9th, 2020

di MONICA RUBINO

Non si arresta il calo della Lega, mentre il M5s recupera terreno. Il Pd si mantiene stabile mentre Fratelli d’Italia registra una lieve flessione, dopo gli exploit delle ultime settimane. Forza Italia continua la sua lenta risalita, mentre Italia Viva di Renzi recupera un modesto 0,1%. E’ questo il quadro delineato dall’ultimo sondaggio dell’istituto Ixè, presentato ieri sera nel programma Cartabianca su Raitre.

Rispetto ai dati della scorsa settimana, dunque, il partito di Matteo Salvini continua a scendere: stavolta la Lega perde 0,2 punti percentuali e passa dal 26,2 al 26%. In compenso non ci guadagna il Pd, che questa volta rimane stabile al 22,6%. Viceversa il Movimento 5 Stelle invece cresce dello 0,4% e passa dal 15,6 a un tondo 16%. Meno bene per Fratelli d’Italia, che dopo le buone prestazioni delle scorse settimane ora si presenta in flessione dello 0,3% e passa dal 12,8 al 12,5%.

Al contrario Forza Italia prosegue nella sua lenta risalita e mette a segno un +0,1, passando dal 7,4 al 7,5%. In calo La Sinistra che, dopo la rimonta iniziata un mese fa, ora perde lo 0,4% e dal 3,9% scende al 3,5%. Buon incremento invece per Europa Verde, che incassa +0,4%, passando dall’1,8 al 2,2% e supera Italia Viva di Matteo Renzi, che guadagna un modesto 0,1% e risale al 2% dall’1,9 della scorsa settimana. In fondo alla classifica resta Azione di Carlo Calenda, che perde lo 0,6% e si ferma all’1%.

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Conte avverte la Germania: “Attenti, oppure ognuno farà per sé”. Orlando (Pd): “Fa bene ad essere duro con l’Ue”

giovedì, Aprile 9th, 2020

CARLO BERTINI

ROMA. «L’Europa deve rispondere senza se e senza ma», intima il premier Giuseppe Conte, rivolto al blocco di paesi del nord, guidati da Olanda e Germania, che frenano sui coronabond, i titoli comuni garantiti da tutti i paesi europei, che l’Italia e altri partner vorrebbero far partire in questa fase di emergenza. «Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Usa che mettono al momento a disposizione il 13% del loro Pil. Vanno allentate le regole di politica fiscale, altrimenti dovremo cancellare l’Europa e ciascuno farà le cose per proprio conto». Un avvertimento che fa saltare sulla sedia chi legge in questa frase una sorta di minaccia dell’Italia a uscire dall’euro, minaccia che in realtà non c’è. Perché come dice il numero due del Pd, Andrea Orlando, «Conte fa bene ad essere duro con l’Ue perché sta trattando». Getta acqua sul fuoco anche il ministro degli affari europei, Enzo Amendola, che spiega come Conte abbia espresso un timore per delle scelte che non si possono più rinviare di fronte ad una crisi epocale dell’Europa e non dunque un auspicio. In serata il chiarimento arriva direttamente da palazzo Chigi, che fornisce “il virgolettato esatto” in italiano della dichiarazione del premier: “È nell’interesse reciproco che l’Europa batta un colpo, che sia all’altezza della sfida, altrimenti dobbiamo assolutamente abbandonare il sogno europeo e dire ognuno fa per sè ma impiegheremo il triplo, il quadruplo, il quintuplo delle risorse per uscire da questa crisi e non avremo garanzia che ce la faremo nel modo migliore, più efficace e tempestivo”. Il ragionamento di Conte, precisano dall’entourage del presidente del Consiglio, è che se l’Europa non si darà strumenti finanziari all’altezza della sfida, come gli Eurobond, l’Italia sarà costretta a far fronte all’emergenza e alla ripartenza con le proprie risorse. Ma le risposte nazionali rischiano di essere meno efficaci rispetto ad un’azione coordinata europea e possono mettere a repentaglio il sogno europeo. Coronavirus, Conte a Merkel: “Stiamo scrivendo una pagina di storia non un manuale di economia”

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Conte alla Bbc: “Allenteremo alcune misure entro fine mese”

giovedì, Aprile 9th, 2020

“L’allentamento delle misure restrittive deve essere fatto “gradualmente”; ma “probabilmente”, se gli scienziati lo confermeranno, è possibile che in Italia “entro la fine di questo mese” alcune misure possano essere revocate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista alla Bbc, largamente dedicata ai temi economici europei. “Tornando indietro farei lo stesso – ha proseguito il premier, rispondendo ad una domanda riguardo alla tempestività o meno delle misure restrittive adottate in Italia. “La perfezione non è di questo mondo – ha detto – e non sono così arrogante da pensare che il governo italiano sia stato perfetto”. Ma, aggiunge, quello italiano è un sistema “completamente diverso” da quello cinese, e se fossero state suggerite prima del tempo misure restrittive delle libertà costituzionali, “mi avrebbero probabilmente preso per pazzo”. Insomma, “non troverete mai una mia dichiarazione che dimostri che abbiamo sottovalutato questa emergenza”, dice il premier, sottolineando che l’Italia ha “sempre adottato misure efficaci e tempestive”.

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Il giorno della verità per l’Europa

martedì, Aprile 7th, 2020

Lorenzo Vita

Il 7 aprile potrebbe essere il governo della verità. L’ennesimo, a fronte di una crisi che da sanitaria si sta sempre più trasformando in economica e sociale. E l’Europa arriva all’appuntamento del suo più importante Eurogruppo degli ultimi anni con le ossa a dir poco rotte. Frantumate per colpa di chi l’Europa ha detto di difenderla e che invece si è scoperto come il male peggiore all’interno dell’Unione europea.

Non sarà solo uno scontro tra Europa mediterranea e Europa settentrionale. Tra falchi del rigore e Paesi “cicale”. La riunione dell’Eurogroppo dovrà rispondere sì alla grave crisi economica che incombe sul continente, ma dovrà in particolare dare risposta a una domanda esistenziale: che cosa vuole essere davvero l’Unione europea. E lo potrà fare soltanto attraverso una risposta sistemica a quello choc rappresentato dal coronavirus che flagella milioni di persone e sui cui “scogli” si è infranta la grande barca di Bruxelles.

Purtroppo il tempo stringe e non sarà una decisione facile. In ballo ci sono manovre economiche, meccanismi in grado di strozzare intere generazioni, ideologie e strategie che si scontrano. Ma la strategia che avrà la meglio ci dirà il destino dell’Unione, che mai come questa volta si trova di fronte a un bivio probabilmente decisivo nella percezione che vuole dare di se stessa non soltanto agli Stati ma anche ai popoli che ne fanno parte.

Per rispondere alla domanda finale, l’Europa dovrà nel frattempo rispondere a delle domande intermedie su cui si scontrerà l’Eurogruppo. In primis sull’uso del famigerato Mes, il Meccanismo europeo di stabilità considerato dai gruppi sovranisti (e non solo) come un vero e proprio pericolo imminente per il futuro degli Stati.

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Fase 2 ovvero distanziamento sociale: al lavoro, per strada, sui mezzi pubblici

martedì, Aprile 7th, 2020

By Pietro Salvatori Luciana Matarese

Domani il comitato-tecnico scientifico si riunirà con il governo. Si farà il punto della situazione sulla fase 2 alla luce del trend degli ultimi due giorni. La curva inizia a piegare verso il basso, senza fretta ma con costanza, i contagiati dell’ultimo giorno sono scesi sotto quota duemila. “Se il trend verrà confermato, da martedì prossimo si può partire”, spiegano dal ministero della Salute. Ma partire con cosa? L’intero governo esclude categoricamente un allentamento delle misure restrittive sul piano sociale. Allo studio è lo sblocco di alcune filiere produttive, per iniziare a rimettere in moto alcuni settori economici. Ma nulla più. Per un allentamento del distanziamento sociale bisognerà attendere ancora, e nelle previsioni più ottimistiche si fissa l’asticella ai primi di maggio. Lo stesso Giuseppe Conte ha spiegato che si dovrà “continuare a fare sacrifici ancora per un po’”. 

Chi lavora al dossier, sia sul fronte politico sia sul fronte tecnico, è molto preoccupato dal sentiment che circola in queste ore: “Fase 2 – spiega – non vuol dire tornare a fare la vita normale, ma che iniziamo pian piano a riaprire alcuni settori dell’industria”. Oggi i tecnici si sono riuniti. Tra i temi sul tavolo anche quello delle raccomandazioni da fornire al governo su come procedere. La linea è pressoché unanime: il distanziamento sociale non può essere interrotto, anche qualora la curva dei contagi precipitasse verso il basso: “Rischieremmo di vanificare quel che di buono è stato fatto finora”. Il comitato ribadirà anche la raccomandazione di allargare la platea dei tamponi, per avere un campionamento più efficace e un quadro della situazione sul campo più aderente alla realtà. In ritardo l’analisi sierologica: non sono pronti gli strumenti tecnici, poiché l’affidabilità di quelli a disposizione è altamente incerta e il rischio di una serie di falsi positivi e falsi negativi che inquinino i dati e alimentino la confusione è alta.

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“State zitti che è meglio”. Intervista a Paolo Crepet

martedì, Aprile 7th, 2020
Paolo

“Ho notato che nel comitato scientifico che coordina le politiche antiepidemia, manca totalmente la figura dello psicologo o dello psichiatra”. Scorge questo vuoto e lo denuncia Paolo Crepet, psichiatra e scrittore, che in una lunga chiacchierata con HuffPost squaderna l’altra emergenza, forse più nascosta, ma comunque seria, innescata dal Covid-19: “E’ evidente anche ai ciechi che la crisi oggi si sta trasformando in una crisi psicologica”.

Professore, si tratta di una sottovalutazione da parte del Governo?

Un errore marchiano. Mi sembra una valutazione sbagliata. Anche perché se ci fosse uno studioso di formazione psicologica o psichiatrica, nessuno se ne sarebbe accorto.

La quarantena si è trasformata in un’ottantena. Gli italiani non vedono la luce, non sanno quando, come e perché riprenderanno la routine di un mese e mezzo fa. Quanto pesa sulla psiche dei cittadini?

Mi pare evidente che ci siano segnali di insofferenza da parte della popolazione. Quando telefono a persone, che più o meno conosco, il rumore di sottofondo rimanda a urla di bambini, strepiti. Genitori contro figli. Figli contro genitori. Questo è il clima delle famiglie italiane.

Su queste colonne Massimo Cacciari ha sentenziato: “La casa è un inferno”.

Verissimo. Ma sa perché è così?

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Coronavirus, per l’inizio della fase 2 il 4 maggio è la data cruciale. Da metà aprile riapertura per alcune imprese

martedì, Aprile 7th, 2020

di Fiorenza Sarzanini

Coronavirus, per l'inizio della fase 2 il 4 maggio è la data cruciale. Da metà aprile riapertura per alcune imprese

Il 4 maggio 2020. Potrebbe essere questa la data della vera ripartenza. «Con cautela e gradualmente», come si affannano a ripetere gli scienziati che hanno il compito di indicare al governo la strada da percorrere per contenere il contagio da coronavirus. Soprattutto per non rischiare di ritrovarsi in piena estate a chiudere nuovamente tutto perché ci sono nuovi malati, altre vittime. E dunque si procederà per tappe. Già da metà aprile – subito dopo le festività pasquali – potrebbe essere concesso ad alcuni settori dell’imprenditoria e del commercio di ricominciare a lavorare. Ma per uscire di casa, tornare a passeggiare, incontrarsi con parenti e amici liberamente, dovranno trascorrere ancora settimane. E in ogni caso le regole non cambieranno: sempre a un metro di distanza e preferibilmente con le mascherine nei luoghi pubblici. Anche perché rimarrà in vigore a lungo il divieto di assembramento (qui lo speciale «La parola alla scienza»).

Aziende e negozi

L’ultimo decreto firmato dal presidente Giuseppe Conte scade il 13 aprile. E dunque i contenuti del nuovo provvedimento saranno decisi tra venerdì e sabato controllando l’andamento della curva epidemica e dunque l’indice di contagio R0. Se continuerà a scendere potrebbe arrivare il via libera per alcune imprese di supporto alla filiera alimentare e farmaceutica, alcune aziende meccaniche, ma anche qualche negozio che vende prodotti per il tempo libero oppure forniture per gli uffici.

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Cafiero De Raho a Mezz’ora in più: “Con una crisi di liquidità si rischia assalto mafia all’economia”

lunedì, Aprile 6th, 2020

“Oggi sicuramente abbiamo una specializzazione nel contrasto mafie e condivisone non solo di banche dati, ma di uomini. Ma in un momento come quello attuale di grandissima delicatezza, le mafie mirano a infiltrare l’economia e a stringere relazioni con le istituzioni e la politica”. Lo dice, intervistato a Mezz’ora su Rai 3 il procuratore Antimafia Federico Cafiero de Raho, focalizzandosi sul rischio di inquinamento del sistema produttivo da parte della criminalità organizzata, dopo i pesanti riflessi del coronavirus sull’economia italiana.

“Il disagio sociale attuale, la difficoltà, apre alle mafie un doppio piano di azione, quello del consenso sociale nei territori in cui sono radicate, ed economico”, aggiunge. In quello economico, il loro obiettivo è “la conquista di settori vasti, nei quali si inseriscono ogni qual volta c’è emergenza”. E “il grande pericolo è la loro forza economica che esprimono”.

“Noi stimiamo – esemplifica Cafiero de Raho – che la ‘ndrangheta fatturi 30 miliardi l’anno solo con gli stupefacenti”. Ma le mafie “là dove c’è opportunità investono loro ricchezze. In momento difficoltà entreranno loro e non Stato con i suoi sostegni”. “Lo Stato deve difendere l’economia legale e azionare meccanismi di controllo necessari, non ridotti a burocratizzazione del sistema”, l’invito del procuratore Antimafia. “Lo Stato deve essere vicino alle imprese e impedire alle mafie di entrare”, ribadisce, e per fare questo “deve dare soldi e in fretta e controllare che quel che dà venga utilizzato dalle imprese”. Sanità e costruzioni ricorda Cafiero de Raho, sono settori “di maggiore spesa pubblica evidente a questi due settori tendono le mafie”. Con una crisi di liquidità “si rischia l’assalto delle mafie all’economia legale”.

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