Archive for the ‘Politica’ Category

Sordi e felici all’appuntamento con l’Apocalisse

sabato, Luglio 11th, 2020

Et voilà, siamo a un nuovo volta-pagina di questa storia. Per esperienza, prudenza, per evitare il rischio di aggiungere allarmismo all’allarme è buona regola attendere le classiche 24 ore prima di esprimere il giudizio. Ebbene sono passate, da quando il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – prefetto di esperienza, donna prudente, solitamente taciturna, l’opposto del predecessore – ha messo agli atti una dichiarazione molto impegnativa sul rischio “concreto” di “tensioni sociali a settembre”: la crisi, la recessione, le saracinesche abbassate, dunque la rabbia, se prima non si agirà con velocità e determinazione perché, da che mondo è mondo, l’immobilismo in tempi di emergenza è un detonatore di conflitti sociali.

Parole impegnative, evidentemente supportate da informazioni ed evidentemente seguite da atti concreti, in termini di allerta e di preparazione alle evenienze che si porranno. Chi la conosce interpreta questa frase come una sorta di avviso ai naviganti, a futura memoria, quando si porrà il tema di chi è responsabile e chi no dell’autunno caldo. E giudica questo atteggiamento come molto comprensibile, anche alla luce del pregresso, di quando cioè è stata ascoltata come persona informata dei fatti, nell’ambito delle indagini sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro, dopo che, in pieno lockdown e relativo accentramento di poteri nelle mani del premier, su quei fatti e su altri non c’è stato uno spasmodico coinvolgimento del Viminale, in relazione alle decisioni da prendere.

Ecco, l’informazione fornita, a proposito di un nuovo possibile fatto, è agli atti, non contestata da nessuno, anzi qui il paradosso: condivisa quasi come un appuntamento ineluttabile con l’Apocalisse, fissato nell’agenda collettiva senza che le agende individuali prevedano altri appuntamenti per farli saltare. È così che se, con la pazienza del cronista, vai a capire cosa accadrà al cdm di lunedì, appuri che di Autostrade forse si parlerà a quello del giorno dopo e che non ne sanno nulla neanche i capidelegazione del governo, mentre tutti sono impegnati ad attribuire, in un’orgia di spin e voci da sottoscala, la paternità dei veleni forniti alle iene dattilografe sulla presunta irritazione del premier verso il Pd e il ministro De Micheli.

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Recovery Fund, Conte: “Con Rutte divergenze su cui si può lavorare”

sabato, Luglio 11th, 2020

Si sposta sul tema delle condizioni e dei vincoli, la battaglia sul Recovery Fund. Giuseppe Conte lo mette in chiaro al termine di un confronto con il premier olandese Mark Rutte, a L’Aja. Il leader capofila dei Paesi “frugali”, che si battono per ridurre la portata del fondo da 750 miliardi, chiede che le risorse siano strettamente condizionate a riforme economiche. Conte spiega: “Non c’è piena convergenza ma divergenze che possono essere superate”.

Partita ancora aperta, Conte prudente Ma il presidente del Consiglio avverte: “Se infittissimo il fondo di condizionamenti”, se lo “imbrigliassimo” in passaggi “burocratici”, si rischierebbe di “rallentare la ripresa”, rendere “inefficace” lo stanziamento”. Ecco perché il premier, dopo una cena cordiale con l’omologo olandese e anche una foto stringendo insieme una bandiera italiana, si mostra ancora molto prudente.

La partita è difficilissima e si gioca nelle prossima settimana, in vista di un Consiglio europeo che sarà cruciale, anche se probabilmente non decisivo. Dopo che il presidente del Consiglio Ue Charles Michel ha confermato la proposta di 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti, il governo italiano è ottimista che le risorse non vengano fortemente ridimensionate.

Il nodo sui vincoli Ma sui vincoli per accedervi le divergenze sono ancora ampie. Vincolare i fondi alle riforme economiche, perché in passato “abbiamo già sentito promesse”: è questa la richiesta di Rutte. L’atmosfera è distesa: un colloquio di venti minuti e poi una passeggiata nel centro de L’Aja tra grandi sorrisi per andare a cena nel ristorante italiano “Impero romano”, con condivisione di tiramisù finale.

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Coronavirus, prorogato lo stato di emergenza. Ecco cosa significa

venerdì, Luglio 10th, 2020

di Fiorenza Sarzanini

Era un atto scontato la proroga dello stato di emergenza per il coronavirus fino al 31 dicembre annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte questa mattina a Venezia. Fino a quando ci sarà anche un solo nuovo contagiato si rende infatti necessario procedere seguendo iter più snelli sia per quanto riguarda il settore sanitario, sia per l’approvvigionamento dei dispositivi sanitari. Nella dichiarazione fatta il 31 gennaio 2020 veniva specificato che era «necessario provvedere tempestivamente a porre in essere tutte le iniziative di carattere straordinario sia sul territorio nazionale che internazionale, finalizzate a fronteggiare la grave situazione internazionale determinatasi».

E dunque con il nuovo decreto sarà possibile firmare nuovi Dpcm, decretare nuove «zone rosse», acquistare tutto il materiale necessario a far ripartire in sicurezza la scuola: mascherine, gel, banchi, distanziatori di plexiglass. Così come avviene per i disastri naturali – primi fra tutti i terremoti – lo stato di emergenza consente infatti di saltare alcuni passaggi per l’affidamento degli appalti che non devono avvenire in assegnazione diretta, ma seguono comunque percorsi agevolati. E soprattutto consentirà di programmare per altri sei mesi il lavoro in smart working per i dipendenti dello Stato. La proroga fornisce una «copertura» anche se dovesse esserci una seconda ondata di Covid-19 e quindi effettuare interventi straordinari come il reperimento di posti letto in strutture diverse dagli ospedali, come ad esempio le caserme o gli alberghi sanitari.

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Indovina indovinello: chi è quel leader che si crede Berlinguer?

venerdì, Luglio 10th, 2020

Indovina indovinello: c’è un leader politico italiano che ha detto d’aver ereditato i valori della sinistra di Enrico Berlinguer. Ricordate, magari con commozione? La questione morale, lo strappo dall’Urss, la fermezza sul caso Moro, l’evoluzione democratica del Pci, il grande partito, il paese nel paese di cui parlava Pasolini, eccetera eccetera.

Chi sarà mai questo leader, di tale levatura, politica e morale, che nella citazione a buon titolo si guadagna il ruolo di faro nella crisi dell’Italia di oggi? Se non avete indovinato, vi forniamo alcuni ulteriori indizi. A nostro insindacabile parere, certi di non poter essere smentiti, il suddetto leader ha ereditato anche: un po’ di conservatorismo europeo di Prezzolini, certo la centralità politica della cultura di Gramsci, il rigore morale di Leone Ginzburg, il federalismo di Cattaneo ma anche un po’ di federalismo europeo di Spinelli, certamente il costituzionalismo di Temistocle Martines, il liberalismo economico di Luigi Einaudi, l’etica politica di Benedetto Croce, il riformismo democristiano di Alcide De Gasperi. Ma anche la voce di Mina, il sinistro di Maradona, l’ars amatoria di Rodolfo Valentino, il girovita di Belen.

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Lamorgese: “C’è il rischio concreto di un autunno caldo. Modifiche ai decreti sicurezza anche sull’accoglienza”

venerdì, Luglio 10th, 2020

Pronuncia parole preoccupate, Luciana Lamorgese. Per gli effetti della crisi economica e sociale che il Paese sta vivendo dopo l’emergenza sanitaria. “Il rischio di un autunno caldo è concreto perché noi a settembre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica che ha colpito le aziende”, dice ospite di Agorà, sui Rai3. E spiega: “Vediamo negozi chiusi, vediamo cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il governo ha cercato di andare incontro a queste esigenze e necessità, ma, ripeto, il rischio di un autunno caldo è concreto”. La ministra si mostra preoccupata anche per “i comportamenti violenti nei confronti delle forze di polizia, a cui deve andare non soltanto il mio ringraziamento, ma quello di tutti gli italiani, perché tutelano l’ordine democratico e la sicurezza dei cittadini”. Sono atti da condannare, aggiunge.

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Coronavirus, il piano anti contagio: “Bloccare gli ingressi dai Paesi a rischio”

di ALESSANDRA ZINITI
Sul fronte sanitario del Covid, Lamorgese spiega che la prima preoccupazione è evitare nuovi focolai: “Quindi stiamo ponendo in essere tutte le attività necessarie per monitorare, controllare ed evitare eventuali arrivi che potrebbero determinare un nuovo focolaio”.

Decreti sicurezza, oggi nuovo vertice. Palazzotto (Leu): “Bisogna riscriverli da cima a fondo”

di ALESSANDRA ZINITI
Ma nell’agenda di Lamorgese c’è oggi anche un nuovo vertice sui decreti sicurezza. E la ministra spiega che si andrà oltre le modifiche chieste dal Quirinale. In particolare sul tema dell’accoglienza: “Credo che arriveremo in tempi brevi a modifiche in materia di immigrazione che potrebbero andare oltre le osservazioni della presidenza della Repubblica. Potrebbero riguardare il sistema di accoglienza, la protezione umanitaria. Stiamo lavorando su questi due punti, e sono ottimista che arriveremo a una soluzione condivisa”.

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Recovery fund, Conte avverte il premier Rutte: “Dirò che abbiamo fretta o salta anche l’Olanda”

venerdì, Luglio 10th, 2020

È partito dai Paesi mediterranei, Giuseppe Conte. È stato prima in Portogallo, poi in Spagna. Ma la tournée europea – in vista del vertice sul Recovery fund – entra nella sua fase più difficile. Perché domani il presidente del Consiglio sarà all’Aia per incontrare il premier olandese Rutte, uno dei leader del fronte dei Paesi cosiddetti frugali. “Dirò al premier olandese Mark Rutte che occorre fare in fretta, serve una risposta tempestiva o altrimenti sarà inefficace e rischiamo tutti, anche l’Olanda”. Parole dure, rilanciate in un video postato su Facebook nel corso di un’intervista al canale spagnolo Nius.

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Salvini provoca gli eredi del Pci: “Noi e Berlinguer, stessi valori”

venerdì, Luglio 10th, 2020

Fabio Martini

Sembrava una piccola storia, un capriccio del caso: la Lega che va ad abitare a cinquanta metri dal Bottegone, per 45 anni la “casa” del Pci. La notizia – spuntata sui siti – sembrava finita lì. E invece Matteo Salvini – dopo averci pensato due giorni – ha rilanciato con una provocazione delle sue e nel giro di qualche ora è riuscito ad accendere una fiammeggiante polemica, alimentata soprattutto dagli eredi della sinistra comunista.

Tutto è iniziato tre giorni fa, allo spuntare della notizia: la Lega ha preso in affitto un appartamento in via delle Botteghe Oscure, proprio davanti alla vecchia sede del Pci, qualcosa in più di un palazzo: il simbolo di una storia. Peraltro dismessa dagli eredi almeno 20 anni fa. Ma col passare delle ore quella notizia è diventata “pruriginosa”, ha acceso polemiche online e Salvini ha pensato che valesse la pena rilanciarla: «I valori di una certa sinistra che fu quella di Berlinguer, i valori del lavoro, degli operai, degli insegnanti, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega. Se il Pd chiude Botteghe oscure e la Lega riapre, sono contento: è un bel segnale». In pochi minuti dardi indignati hanno raggiunto il capo della Lega. Dal Pd sono stati espressi «orrore e pietà» (Emanuele Fiano), «come parlare di Cristo e Barabba (Achille Occhetto). Lapidario Nicola Zingaretti: «Chiamate il 118».

In realtà nella sua breve comunicazione Salvini si è espresso in modo ambivalente, proprio per provocare un incidente: ha parlato dell’eredità di Berlinguer, ma facendo riferimento ad operai e artigiani, ai valori che sarebbero stati, a suo avviso, «raccolti dalla Lega». Un messaggio studiato con i guru della “Bestia” e mirato ai tanti elettori popolari, una volta di sinistra e che da anni, pur votando o simpatizzando per la Lega, restano affezionati ai leader carismatici della sinistra.

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Autostrade, ultimatum del governo ad Aspi: “Proposta entro weekend o scatta la revoca”

venerdì, Luglio 10th, 2020

Il governo pretende da Autostrade per l’Italia una nuova proposta entro il weekend, che tuteli l’interesse pubblico a partire dalla revisione delle tariffe, da risorse compensative e da cambio di passo su manutenzione e controlli. L’ultimatum vuole risolvere il contenzioso nato dopo il crollo del Ponte Morandi. Le proposte avanzate finora non sarebbero ritenute soddisfacenti e non possono interrompere la procedura di risoluzione della concessione.

Autostrade in Italia, tutti i numeri della rete

L’incontro al ministero dei Trasporti era stato formalmente convocato per ribadire che le proposte fin ora pervenute da Aspi sono ritenute dal governo non soddisfacenti per l`interesse pubblico, e non possono in alcun modo interrompere la procedura di risoluzione della concessione ad Autostrade per l’Italia. Posizione già espressa dallo stesso premier Giuseppe Conte. 

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Autostrade a 4 uscite

giovedì, Luglio 9th, 2020

Un Governo, quattro possibili soluzioni del dossier Autostrade. All’indomani di una giornata caldissima, aperta dalla decisione dell’affidamento pro-tempore del Ponte di Genova ad Autostrade per l’Italia e chiusa dalla sentenza con cui la Consulta ha dato ragione al Governo e torto ad Autostrade nella decisione di escludere quest’ultima dalla ricostruzione del viadotto genovese, si discute del nodo delle concessioni, che Giuseppe Conte intende sottoporre al Consiglio dei ministri per una determinazione che sia collegiale. Nel frattempo Atlantia sprofonda in Borsa, arrivando a perdere il 7% in scia alla decisione della Corte Costituzionale e in vista delle decisioni dell’esecutivo.

Conte attende ancora una controproposta. La vicenda Autostrade “si trascina da troppo tempo. Ma la procedura di revoca è stata avviata e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati. Quindi o arriva una proposta della controparte che è particolarmente vantaggiosa per lo Stato oppure procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche” afferma il presidente del Consiglio in un colloquio con La Stampa. Quando? “Entro questo fine settimana” ribadisce Conte, ”è una decisione di tale importanza che la porteremo in Cdm”.

M5S: o revoca o morte. Solo la revoca, nessun’altra alternativa.Il Movimento 5 stelle mantiene una posizione ferma. “Il Movimento 5 stelle minaccerà la crisi se il Governo non prenderà la decisione della revoca della concessione”, confida un membro dell’esecutivo del Movimento. Furiosi per l’affidamento pro-tempore del Ponte di Genova ad Autostrade, poi trionfanti per la sentenza della Consulta, considerata la prima battaglia vinta prima di quella decisiva per allontanare i Benetton, una delle battaglie che più hanno caratterizzato M5S negli ultimi anni. Ieri Di Maio ha ricordato: “Alle famiglie delle vittime avevamo promesso due cose: che il Ponte non lo avrebbero costruito i Benetton, ma un’azienda di Stato. E che i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte.
Entrambe queste promesse ora vanno mantenute. La politica senta dentro di sé il peso di queste due promesse. E passi ai fatti”.

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La rassegnazione di Zingaretti

giovedì, Luglio 9th, 2020

A un certo punto, Nicola Zingaretti è diventato pressoché irreperibile: “Sono a Oriolo, del resto lo avevo detto…”. Il segretario del Pd non è una Cassandra. ma effettivamente alla direzione di un mese fa aveva chiesto, anche con una certa solennità, di sciogliere i nodi, elencandoli, prima del valzer degli Stati generali: Autostrade, Ilva, Semplificazioni, Alitalia.

A Oriolo, piccolo paese in provincia di Roma, il segretario del Pd ha incontrato Sergio Flamigni, ex parlamentare del Pci, intellettuale, oltre novanta primavere sulle spalle, insomma quella generazione che ha costruito l’Italia, altra tempra. E ha preso l’impegno di portare la sua sterminata documentazione, sul caso Moro, le stragi, la mafia, in una sede dell’Ater della Garbatella. È la fotografia di un distacco disincantato, proprio mentre sul cellulare gli infiniti messaggi registrano l’ennesima convulsione sul Ponte di Genova, una di quelle destinate ad aprire i giornali: Palazzo Chigi che dice di essere stato informato dalla De Micheli, la rivolta dei 5 stelle su Conte, il giorno dopo le Semplificazioni e il giorno prima della prossima tappa del calvario, presumibilmente l’Ilva.

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