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È morto Roberto Gervaso

2 giugno, Conte: “Chiamati a scelte difficili, ognuno faccia la propria parte”

La manifestazione del centrodestra il 2 giugno a Roma, in diretta

Coronavirus, i documenti segreti dell’Oms: «La Cina ha nascosto i dati»

È morto Roberto Gervaso

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Francesca Galici

A 82 anni si è spento Roberto Gervaso. Lo scrittore e giornalista è stato per lungo tempo al fianco di Indro Montanelli, che lo portò al Corriere della Sera nel 1960.

Dagli anni Settanta fino a oggi ha lasciato la sua firma su tutti i più importanti quotidiani nazionali, anche su IlGiornale, per il quale ha curato la rubrica Il Gervaso di Pandora. Si è spento a Milano dopo una lunga malattia. Ha tramandato la sua passione per il giornalismo e per il racconto a sua figlia Veronica, giornalista del Tg5.

Ha legato il suo nome a una lunga fila di biografie di personaggi illustri ed è stato uno dei primi divulgatori storici del nostro Paese. Proprio insieme a Indro Montanelli i primi sei volumi della Storia d’Italia, una grandiosa opera in 22 volumi che racconta l’evoluzione del nostro Paese dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente in poi.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

2 giugno, Conte: “Chiamati a scelte difficili, ognuno faccia la propria parte”

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Valentina Dardari

Oggi, martedì 2 giugno, il premier Giuseppe Conte ha ricordato su Facebook la Festa della Repubblica, invitando gli italiani a fare ognuno la propria parte in questo difficile momento di sacrifici che ha travolto l’Italia.

La nostra Repubblica, una e indivisibile

Non c’è tempesta che possa piegare questa bandiera, simbolo della nostra comune appartenenza, dei nostri valori fondativi. Uniamo e concentriamo tutte le nostre energie nello sforzo condiviso di rialzarci e ripartire con la massima determinazione. Scacciamo via la tentazione delle inutili rincorse a dividerci e dello spreco di energie nel rimarcare i contrasti in questo momento di grande difficoltà” ha scritto nel post, ricordando che la nostra Repubblica è nata il 2 giugno del 1946 e che per la Costituzione è una e indivisibile. Quel lontano giorno di 74 anni fa ha segnato un nuovo inizio, nel quale “una intera generazione di donne e uomini, pur severamente provata dalla guerra, prese la ferma decisione di volgersi alle spalle sofferenze e distruzioni e, coraggiosamente, intraprese l’opera di ricostruzione del Paese, puntando con forza nella rinascita della intera comunità nazionale”.

Conte ha poi ricordato che la ricorrenza di oggi ci riporta alla memoria una grande testimonianza storica, nonché una prova di tutta la comunità di grande coraggio e fiducia, riprendendo le parole del Presidente Sergio Mattarella. Lo stesso coraggio e la stessa fiducia che dovremmo usare anche adesso, in questo difficile momento che ci mette di fronte alla sofferenza per chi ci ha lasciato e all’angoscia per i sacrifici personali, sociali ed economici che stiamo affrontando. Senza poi dimenticare “quel senso di condivisione che ci ha guidato quando sembrava impossibile contenere la pandemia e intravvedere una uscita dalla fase più acuta dell’emergenza”.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

La manifestazione del centrodestra il 2 giugno a Roma, in diretta

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di Carlotta De Leo e Paola Di Caro

La manifestazione del centrodestra il 2 giugno a Roma, in diretta

Centrodestra unito il 2 giugno in piazza del Popolo a Roma (qui la diretta video) con una manifestazione «simbolica» di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani che daranno voce all’opposizione e «ai tanti italiani che vogliono essere ascoltati». Un maxi-Tricolore di 500 metri srotolato fino a Largo dei Lombardi da 300 militanti dei tre partiti mentre, a poca distanza, dall’Altare della Patria dove invece isi svolge la manifestazione ufficiale con il Presidente Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte. «Celebriamo l’Italia che non si arrende» con una «manifestazione sicura», rispettosa de distanziamento sociale. Per evitare assembramenti (come nel caso dei gilet arancioni, che torneranno in piazza nel pomeriggio a Roma) i tre leader del centrodestra si limiteranno a una serie di dichiarazioni alla stampa: «Non vogliamo dare alcun alibi al governo per giustificare i suoi fallimenti».

Ore 14.27—Librandi (Iv): Salvini è un Pappalardo bis
«La manifestazione del centrodestra sembra una replica dei gilet arancioni del generale Pappalardo: è irresponsabile averla organizzata, peraltro con motivazioni insensate» accusa Gianfranco Librandi, parlamentare di Italia Viva. «La verità è che durante l’emergenza e la crisi il segretario della Lega ha perso l’occasione di fare quello che ci si aspettava da un leader repubblicano: essere utili al Paese e non fare solo propaganda elettorale. Si è ridotto a essere un Pappalardo-bis, nel giorno della festa di tutti gli italiani», conclude Librandi.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Coronavirus, i documenti segreti dell’Oms: «La Cina ha nascosto i dati»

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di Davide Casati e Alessandra Muglia

Coronavirus, i documenti segreti dell'Oms: «La Cina ha nascosto i dati»

Altro che organizzazione filo cinese come l’aveva bollata Trump. Gli elogi pubblici fatti a gennaio dall’Oms a Pechino per la sua trasparenza nella gestione del Covid sarebbero stati in realtà un’operazione diplomatica per assicurarsi più informazioni sull’epidemia, per spronarla a una maggiore collaborazione. Tant’è che per settimane, in privato, i funzionari dell’agenzia Onu si sarebbero invece più volte lamentati per i suoi ritardi, riferisce ora l’Associated Press, citando materiale audio e documenti interni.

Da tempo quindi l’Organizzazione mondiale della sanità sarebbe irritata con Pechino per aver indugiato nel condividere i dati sul genoma — tenuti segreti per oltre una settimana — e sulla capacità di diffusione del nuovo coronavirus: dati che, scrive la AP, sono decisivi per una risposta efficace a livello di test, farmaci e vaccini. Un atteggiamento — motivato, scrive l’agenzia di stampa statunitense, da «un ferreo controllo sull’informazione e dalla competizione interna al sistema sanitario cinese» — che avrebbe ostacolato il lavoro dei funzionari dell’Oms nella prima fase dell’epidemia, dopo la scoperta di casi di polmoniti anomale a Wuhan.

Dal momento in cui il virus venne decodificato per la prima volta, il 2 gennaio, al momento in cui l’Oms dichiarò quella del coronavirus una emergenza mondiale, il 30 gennaio, l’epidemia era già cresciuta di 100-200 volte, secondo quanto dimostrato dai dati del Chinese center for Disease control.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Coronavirus, a Berlino in 3mila senza mascherina al mega party sull’acqua (travestito da protesta). Nuovo focolaio a Gottinga dopo due feste

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di Paolo Valentino, corrispondente da Berlino

Coronavirus, a Berlino in 3mila senza mascherina al mega party sull'acqua (travestito da protesta). Nuovo focolaio a Gottinga dopo due feste

Sono bastate due feste in famiglia e l’escursione post party di alcuni gruppi di invitati in un shisha bar, per accendere un focolaio di infezione che ora le autorità tedesche faticano a contenere. È successo più di una settimana fa a Gottinga, celebre città universitaria in Bassa Sassonia, dove 36 persone risultano positive al Covid-19 (una è in condizioni molto gravi) e 310 sono state messe in quarantena per essere state in contatti ravvicinati con loro.

Il numero delle persone a rischio è tuttavia molto più alto e per questo prosegue il lavoro di “tracciamento” delle autorità sanitarie del distretto per raggiungere e isolare tutti coloro che hanno partecipato alle due feste o che sono entrati nel locale dove si fuma il narghilè. Se non rispondono all’appello di presentarsi volontariamente, riceveranno un ordine scritto per fare il test ed eventualmente saranno multate.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Il centrodestra in 70 piazze: “È il Paese che non s’arrende”

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Amedeo La Mattina

Il centrodestra vuole dare «voce agli italiani che non ce l’hanno, non sono ascoltati dal governo». Vorrebbe ascoltare l’appello del Capo dello Stato alla concordia e allo spirito costituente, ma non sembra che ci sia aria. Oggi l’opposizione, con una Forza Italia tiepida, scende in piazza per protestare contro una maggioranza che non viene ritenuta all’altezza della grande sfida per la rinascita economica necessaria dopo la distruzione provocata dal Covid 19. Nel giorno della Repubblica, Lega e Fdi vogliono già intestarsi il fallimento, scommettere sullo tsunami in autunno in termini di disoccupazione e imprese chiuse, con le tante risorse messe in campo che non riescono ad entrare nelle vene della società. E allora oggi si comincia a puntare sulla roulette russa, sulla bomba sociale che paventa il nuovo presidente di Confindustria, Bonomi. Festeggia così, il centrodestra, il 2 giugno: in 70 piazze per gridare «Noi siamo l’Italia che non si arrende». I leader saranno a Roma in piazza del Popolo insieme a 300 persone tra parlamentari e amministratori, senza bandiere di partito, con le dovute distanze e le mascherine, assicurano gli organizzatori. Niente a che fare con i modi di protestare dei gilet arancioni di Antonio Pappalardo che sarebbe stato «criminalizzato» apposta per poter «criminalizzare anche l’opposizione parlamentare». Ci saranno Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Di fatto sarà un flash mob attorno a uno striscione tricolore lungo mezzo chilometro: cinque pezzi da cento metri inanellati che si stenderanno dalla piazza verso via del Corso. Una prova di mobilitazione contenuta.

L’idea era quella di partire da Roma. Poi si sono uniti presidi nei capoluoghi di regione e infine altre città sparse in tutta Italia dal Veneto alla Calabria. Saranno almeno 70 le manifestazioni, per Salvini addirittura un centinaio. Ma il centrodestra non è l’unico a volere «occupare» le celebrazioni del 2 giugno. Nei giorni scorsi si sono visti in piazza i militanti di CasaPound e i gilet arancioni. Questi ultimi torneranno alla carica proprio oggi a Roma. E non manca nemmeno la sinistra che – capitanata da Rifondazione comunista – ha riunito associazioni antifasciste e attivisti in molte città per «non lasciare il 2 giugno in mano alle destre».

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Serie A, ecco il nuovo calendario: il derby della Mole il 4 luglio, Juve-Lazio si gioca il 20

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Matteo De Santis

ROMA. Scudetto di mezza estate a mezzanotte. Dal 20 giugno a 2 agosto: tour de force da 124 gare in 43 giorni, partite spalmate in media sei giorni su sette e suddivise in tre fasce orarie (17,15-19,30-21,45). Occhio alla data che tutta la Serie A aspettava: lunedì 20 luglio, giorno di Juventus-Lazio con calcio d’inizio alle 21,45. Ora, infatti, c’è anche il calendario: la Lega ha ufficializzato date e orari fino alla quart’ultima giornata di campionato compresa. Per le ultime tre, soggette alla contemporaneità delle sfide con squadre coinvolte nella lotta per gli stessi obiettivi, bisognerà aspettare almeno metà luglio. 20 giugno, il calcio italiano riprende a giocare: ecco me si concluderà la corsa allo scudetto

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Tre attivisti morti e un agente ferito, negli Usa scatta il coprifuoco in quaranta città. Smentita l’autopsia ufficiale: “George è stato soffocato”

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francesco semprini

«Fuck 12 Since 1492». La scritta, che gli addetti del comune si affrettano a cancellare, campeggia da ore sull’arco di Washington Park, nel West Village di New York, quello dove c’è la statua di Giuseppe Garibaldi. In gergo vuol dire «Fotti la polizia» (come spiega l’artista War of Icaza) ed è il segnale di delimitazione della «zona rossa» dove da diverse notti si susseguono le manifestazioni nella Grande Mela. Quelle violente che non prendono di mira solo i simboli del capitalismo come Apple, Amazon o Starbucks, ma anche boutique e ristoranti che nulla centrano con l’uccisione dell’afroamericano George Floyd successiva al suo arresto avvenuto la scorsa settimana a Minneapolis. E a farne le spese è stato anche un imprenditorie italiano, Rosario Procino titolare di «Ribalta», il suo locale è stato preso di mira dai manifestanti che hanno colpito la facciata. Non lontano da lì 24 ore prima ad essere protagonista è stata un’altra italiana (di origine), Chiara de Blasio, la figlia 25enne di Bill, sindaco di New York. La giovane è finita in manette (e rilasciata poco dopo), quando la polizia ha dichiarato illegale un assembramento tra la 12ª strada e Broadway, e dove sono scoppiati tafferugli con auto dell’Nypd date alle fiamme. Tanto da costringere il governatore Andrew Cuomo a istituire il coprifuoco dalle 23, almeno per ora. La tensione è alta ovunque nel Paese e lo sarà ancora di più dopo che l’autopsia della famiglia ha accertato che Floyd è morto per «asfissia causata da compressione al collo e alla schiena». L’autopsia ufficiale aveva invece escluso l’asfissia traumatica e lo strangolamento. Una contraddizione destinata diventare contrapposizione dura nelle piazze dove il bilancio è già pesantissimo.

E proprio a New York la tensione è sempre più tesa: vetrine rotte, saccheggi, inseguimenti per strada e arresti. Dai negozi del lusso di Manhattan fino ai supermercati del Village bande di giovani hanno dato l’assalto alle vetrine. Le immagini che rimbalzano sui siti nella lunga notte americana mostrano una metropoli spaventata e ferita. Un’ondata di violenza che sta spingendo molto newyorchesi a lasciare la città

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

La strada giusta per il dopo di un’Italia che sa resistere

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di   Carlo Verdelli

Pochi accadimenti nella storia recente hanno segnato così nettamente un prima e un dopo. Il Muro di Berlino (9 novembre 1989). Le Torri Gemelle, New York (11 settembre 2001). La crisi finanziaria del 2007-2008, culminata con il fallimento di Lehman Brothers. Anche adesso siamo lì, in bilico sulla frontiera ancora incerta disegnata da un virus mondiale e mortale, che ha devastato con una furia improvvisa milioni di vite in ogni continente e mandato all’aria l’ordine costituito delle cose e delle persone. Da noi, piccolo Paese già fragile, molto più che altrove. Il giorno della Festa della Repubblica cade proprio in questa sottile striscia di mezzo, che separa i lutti e le angosce dell’era, cento giorni, dell’ira del Covid-19, dai mille e più giorni che ci vorranno per ricostruire il tanto che è andato perduto, e possibilmente ricostruirlo meglio di com’era. Questa almeno sarebbe la speranza. Le prime mosse di chi ha una qualche responsabilità nella delicatissima fase della ripartenza non lasciano però grandi spazi all’ottimismo, improntate come sembrano a salvaguardare interessi di categoria o di partito o comunque di bottega, piuttosto che a una rifondazione pensata per il bene di tutti, a cominciare dai più deboli, dai più esposti alla coda lunga del coronavirus. Dice con saggezza profetica Papa Francesco: «Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla». Ecco, il rischio lo si avverte, camuffato dall’illusione che il prezzo della salvezza di pochi possa essere sopportato dall’emarginazione di molti.

Il Presidente Mattarella è la sentinella sul confine di questo nostro scivoloso presente. Ha scelto di onorare il 2 giugno andando da solo a Codogno, il paese della Bassa lodigiana dove la notte del 20 febbraio è cominciato l’incubo italiano. Per rendere omaggio alle vittime, per confortare i sopravvissuti, per dire grazie a tutti coloro, cominciando da medici e infermieri, che anche a costo delle proprie vite hanno contenuto le dimensioni del disastro.

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

Prodi: «Lo Stato diventi azionista per difendere le imprese. Il governo? Non può cadere»

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di Marco Ascione

Prodi: «Lo Stato diventi azionista per difendere le imprese. Il governo? Non può cadere»

«Gli Stati frugali? Se vogliamo dirla tutta Austria, Olanda, Danimarca e Svezia hanno un tasso di indebitamento delle famiglie molto più alto rispetto a quello italiano. Così frugali poi…».Romano Prodi risponde via Skype dal suo studio, a Bologna. Da tre giorni ha ricominciato ad allenarsi: corsa e bicicletta. Prima, nell’era della clausura, i ritmi erano scanditi dal tapis roulant e dalla lettura di saggi. Ad esempio, quelli del professor Cipolla dedicati alla storia delle pestilenze. Quasi degli «Spillover» ante litteram. «Me la sono cavata personalmente bene», spiega allargandosi in un sorriso, prima di dare forma al suo ragionamento: lo Stato sia parte attiva nella difesa delle imprese e Confindustria eviti critiche ingenerose.

Il governo reggerà all’urto della tempesta perfetta?
«I governi cambiano quando c’è un’alternativa. Per capirci: Renzi ha dimostrato che non è certo il momento di far cadere questo esecutivo anche perché il Quirinale aveva fatto sapere che si sarebbe andati subito ad elezioni. E infatti Italia viva è rimasta al suo posto».

Non si può dire che tra Pd e M5S sia un idillio.
«Eppure c’è stato un processo di avvicinamento. Prima la discordia era su tutto, ora su metà delle cose. Certo, non devono restare assieme per sopravvivere, ma trovare una comune visione del futuro. Il vero problema è la crisi dei partiti: non esistono più. Nello stesso Pd, che pure è l’unico che ha ancora conservato la natura di partito, non ci sono più gli antichi confronti di idee».

Questa politica rischia di fare più danni del Covid, come afferma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi?
«È un’affermazione distruttiva, non costruttiva. Non serve la faccia feroce. Esiste anche l’esame di coscienza. Ci aspettiamo che dica che cosa deve fare l’industria italiana per affrontare la concorrenza internazionale nel post Covid. Pur essendo professore di economia industriale debbo tuttavia ricordare che non esiste solo l’industria. Bisogna far di tutto per riportare le imprese in Italia, esiste però la povera gente che non sa come far quadrare i conti, esistono i bar, i ristoranti e le agenzie di viaggio. A tutti, sindacati compresi, è richiesto un passo avanti».

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nonsolofole @ Giugno 2, 2020

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