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COMUNICATO STAMPA: Conflitto Israelo-Palestinese, il giacimento di gas Leviathan conteso tra le parti

Perché ha senso Meloni premier

Lanci di razzi dal Libano, Israele risponde con l’artiglieria

È morto Franco Battiato, la musica italiana piange uno dei suoi artisti più grandi

COMUNICATO STAMPA: Conflitto Israelo-Palestinese, il giacimento di gas Leviathan conteso tra le parti

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“A largo delle coste israeliane ci sono enormi risorse di gas naturale, parliamo di Leviathan, uno dei giacimenti di gas più grandi al mondo nel Mar Mediterraneo”, lo afferma il Presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia a seguito del conflitto che sta investendo i territori palestinesi ed israeliani. 

Continua Marsiglia “Possiamo parlare di religione, di territori occupati e di altre variabili tra i due popoli ma da anni l’interesse è focalizzato sullo sfruttamento delle risorse minerarie Offshore. Sfruttando l’enorme bacino di gas sia Israele che i territori palestinesi potrebbero raggiungere un’indipendenza energetica e diventare nello stesso tempo esportatori del gas estratto e prodotto. Geograficamente, l’area che si affaccia sul Mar Mediterraneo e’ strettamente collegata alla Striscia di Gaza. Se anche la zona di terra sotto controllo dell’Autorità Palestinese riuscisse a trovare fondi finanziari da parte altri paesi arabi per lo sfruttamento delle risorse, in un solo anno sia la Striscia che la zona della West Bank (Cisgiordania) non avrebbero più bisogno di Israele per il proprio fabbisogno energetico, considerando che oggi la Striscia vive di corrente alternata durante il giorno. Parliamo di 50 chilometri di area in estensione di giacimento in acque profonde a circa 1.500 metri“. 

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Perché ha senso Meloni premier

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Giovanni Orsina

È realistica, Giorgia Meloni, quando immagina d’installarsi a Palazzo Chigi in un prossimo futuro? La risposta breve è sì. Non so se sia probabile che la coalizione di destra vinca le prossime elezioni e che Fratelli d’Italia ne diventi la forza maggiore, ma di certo è possibile. Il sondaggio Swg di ieri che dà FdI secondo partito a un punto e mezzo dalla Lega conferma questa possibilità. La risposta lunga richiede un ragionamento un po’ più articolato, incentrato da un lato sulla forza elettorale della destra, dall’altro sulla collaborazione conflittuale fra Meloni e Matteo Salvini. La destra italiana è stata «scongelata» quasi trent’anni fa, durante Tangentopoli. In un primissimo tempo, nelle elezioni amministrative del 1993, da Mani Pulite trassero beneficio due forze politiche molto differenti. La Lega Nord era un partito giovane, figlio della crisi politica che aveva preso avvio negli anni Settanta. Il Movimento sociale italiano era invece un partito primo novecentesco: nato subito dopo la seconda guerra mondiale, le sue radici risalivano tuttavia al dopoguerra precedente. In quel momento le due forze non potevano essere sommate l’una all’altra: troppo diverse per storia, troppo poco compatibili per radici sociali e soprattutto geografiche. Doveva emergere l’«anomalia» Berlusconi perché, col tempo e non senza difficoltà, entrassero infine in una vera e propria coalizione. Che avrebbe raccolto quasi la metà dei voti alle elezioni del 2001, 2006 e 2008. Dopo una flessione durata vari anni, alle ultime elezioni europee, nel 2019, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sommate insieme sono tornate esattamente al cinquanta per cento. Una notevole dimostrazione di persistenza: da un lato del blocco elettorale di destra, dall’altro delle tradizioni politiche che sembravano destinate a dividerselo nel 1993, e che si affermano oggi col lento appassire del berlusconismo. Una dimostrazione tale da suscitare il dubbio che quanto negli ultimi anni abbiamo chiamato sovranismo altro non sia che un fenomeno tutto sommato superficiale: la forma contingente di una ben più profonda destra «storica». La stagione sovranista un’eredità tuttavia l’ha lasciata: per quanto in maniera incompleta, la Lega di Salvini ha mutato pelle rispetto a quella di Bossi. E così facendo ha accorciato di molto la distanza politica da Fratelli d’Italia: i due partiti hanno una conformazione ideologica, se non identica, per lo meno simile.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Lanci di razzi dal Libano, Israele risponde con l’artiglieria

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Giordano Stabile

Questa notte militanti palestinesi nel Sud del Libano hanno lanciato sei razzi rudimentali verso il confine israeliano. Gli ordigni non hanno raggiunto il territorio di Israele ma l’artiglieria ha sparato alcuni colpi verso il luogo del lancio. Le forze armate israeliane hanno escluso che dietro ci sia il gruppo sciita Hezbollah. Già alcune giorni fa palestinesi di un campo profughi vicino a Tiro avevano lanciato tre razzi, caduti però in mare. Il Partito di Dio sciita ha organizzato ieri una manifestazione di solidarietà con i palestinesi della “resistenza” a Beirut, ma non vuole essere coinvolto nel conflitto.

Sul fronte Sud Hamas ha lanciato ancora missili verso le città di confine, senza fare vittime né feriti. L’aviazione ha compiuto nuovi raid, ma meno intensi, contro tunnel e abitazioni dei militanti palestinesi. Scarseggiano gli obiettivi. All’inizio dell’operazione venivano uccisi quattro combattenti per ogni civile, adesso il rapporto è di uno a uno.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

È morto Franco Battiato, la musica italiana piange uno dei suoi artisti più grandi

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Franco Battiato è morto. Il cantante, uno dei più grandi artisti del nostro Paese è scomparso all’età di 76 anni. Tra i primi a ricordarlo c’è Antonio Spataro, direttore della Civiltà Cattolica che ha postato un tweet in cui cita La cura, uno dei pezzi più noti del Maestro siciliano: “‘E guarirai da tutte le malattie Perché sei un essere speciale Ed io, avrò cura di te’. Ciao, Franco #Battiato. Il cantante era malato da tempo e da anni, ormai, aveva centellinato le sue presenze pubbliche, ritirandosi a vita privata nella sua casa di Milo. La conferma arriva anche dall’Ansa che ha scritto che il maestro “si è spento questa mattina nella sua residenza. Lo rende noto la famiglia. I funerali avverranno in forma privata”

Il cantante aveva praticamente azzerato le sue presenze in pubblico da quando si fratturò il bacino e il femore nel 2017, ma nonostante le smentite sulla malattia del cantante le voci che stesse male ormai si rincorrevano da anni. Franco Battiato è stato uno degli innovatopri della musica italiana, in grado di trasformare il pop e portarlo a un livello che in pochi hanno raggiunto. Il Maestro catanese, infatti, aveva cominciato come sperimentatore prima di inanellare una serie di album che avrebbero cambiato per sempre la pagina del pop italiano.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Otto e mezzo, l’imprenditore schianta Scanzi: “Non fai le file”. Lite su Crisanti e Galli: “Non capisci una mazza”

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Prima il mea culpa, poi la clamorosa lite. Quella del 17 maggio di Otto e mezzo, programma in onda su La7 e condotto da Lilli Gruber, è una puntata infuocata, con Andrea Scanzi e Giuliano Guida Bardi che non se le sono mandate a dire e hanno alzato i toni della discussione. In apertura di trasmissione il giornalista del Fatto Quotidiano ha commentato le decisioni del Governo di Mario Draghi sul Covid: “Per ora ha avuto ragione il Premier, sono contentissimo di aver avuto torto, avevo molta paura per le riaperture di fine aprile. È una vittoria politica che intesto direttamente a Draghi, è la sua prima grande vittoria dal punto di vista politico”. In studio è presente anche l’epidemiologa Stefania Salmaso, dalle cui parole nasce lo scontro tra Guida Bardi e Scanzi. Il vicepresidente di Federalberghi Sud Sardegna, nonché imprenditore proprietario dell’hotel museo Miramare a Cagliari, ha fatto una piccola gaffe con la professoressa e si è prontamente scusato, partendo poi in un attacco nei confronti dei virologi catastrofisti che passano più tempo in televisione che a lavorare e a studiare. In particolare nel suo mirino sono finiti Andrea Crisanti e Massimo Galli: “Abbiamo visto di tutto, epidemiologi, esperi di zanzare, pseudo-virologi… Ecco se c’è un momento perfetto, è questo per ritirasi dalla tv, è il momento di uscire di scena ora che ci sono i vaccini. Andate a fare la ricerca e sottraetevi dal chiacchiericcio quotidiano sulle televisioni”.

Le parole di fuoco di Guida Bardi hanno scatenato la reazione piccata di Scanzi, che già nel suo precedente discorso aveva accomunato la propria posizione a quella dei due esperti Covid, tra i volti più noti in questa pandemia. “Spero che Galli e Crisanti siano il più possibile in tv e continuino a parlare, senza di loro le persone perdono qualcosa. Studiare le zanzare non è una diminutio”, le parole di Scanzi che poi attacca: “Consiglierei al signor Guida Bardi di non parlare di epidemiologia o di virologia, perché non ne sa una beata mazza e l’ha dimostrato questa sera”. Al veleno la risposta dell’imprenditore sardo: “Signor Scanzi, io qualcosa la capisco, capisco che lei non sia abituato a fare le file…”.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Italiani prigionieri, il sopruso dura un altro mese: è la maledizione di Conte

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Francesco Storace

La maledizione di Giuseppe Conte si abbatte ancora una volta su di noi, come se il tempo non si debba fermare mai. Il coprifuoco fabbricato dall’ex premier continua a imbruttire la nostra vita, che da quindici mesi è incapsulata in una mascherina e guai a scordarsela in casa. E ci chiediamo che cosa abbiamo fatto di male anche a Mario Draghi: è un accanimento insopportabile quello che viene deciso dai nostri governanti di ieri e di oggi.

Stavolta, per il coprifuoco, la prendiamo peggio del solito, perché ci speravamo in un passo in avanti. Un passo verso il popolo italiano, il suo diritto a vivere e a respirare in pace. Anche di notte. Invece ci regalano sessanta minuti, come se avessero di nuovo spostato le lancette dell’orologio tra ora legale e ora serale. Ma di legale non c’è davvero nulla, se non nella forma di un decreto legge senz’anima e senza logica. Il presidente del Consiglio che festeggiammo solo quando uscì da Palazzo Chigi ci chiuse col chiavistello alle 10 della sera, dopo avere avuto la faccia tosta di smentire per settimane una simile misura. Tutti dentro casa, lo faceva per il nostro bene, il bellimbusto a reti unificate. «Sapete, ce lo chiede il comitato tecnico scientifico». Ma non era vero. Peccato averlo saputo solo mesi dopo. Proprio Conte lo aveva negato, il coprifuoco, agli inizi di ottobre: «Non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco». Il 24 ottobre decise esattamente il contrario. Con i suoi Dpcm che non dovevano passare al vaglio del Quirinale, né essere votati dal Parlamento. Era sufficiente dire bugie. A Palazzo Chigi la menzogna fatta premier.

Poi, abbiamo festeggiato l’arrivo del presidente delle riaperture «calcolate», Mario Draghi. Ma il coprifuoco rimane e la rabbia ti monta in testa. Perché ci «concedono» le 23 per un paio di settimane, poi le 24 come una seconda caramellina per qualche tempo e il 21 giugno, se siamo bravi, ce lo tolgono di mezzo. Un altro mese dalle finestre di casa. Sembra davvero una gigantesca presa in giro. Che quando è ordita da un galantuomo ti manda al manicomio. Non si lamenti il presidente del Consiglio se gli toccherà sentire e leggere la parola sopruso. Perché non ce ne sono di più adatte a descrivere il momento. Probabilmente a me non serve a nulla sapere – non facendo vita mondana – se questa restrizione c’è ancora o meno. Ma vivaddio speravo fosse finalmente arrivato il tempo di smettere di togliermi il diritto e la libertà di cenare e rientrare dopo essere stato bene con parenti e amici quando lo dico io e non quando lo pretendete voi.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

L’INSOSTENIBILE PREVALENZA DEL CAMPANILE

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MARCO ZATTERIN

Italiani strana gente. Come è solito ricordare il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lungo la Penisola ci sono 25 mila imprese di medie dimensioni (con oltre 50 dipendenti) che producono quasi la metà del valore aggiunto del settore industriale e dei servizi non finanziari con quasi 6 milioni di dipendenti. L’altra metà del fatturato nazionale è frutto delle fatiche di 4,3 milioni di piccole imprese, con 6 milioni di dipendenti, e di 4,8 milioni di autonomi. In Francia, Germania e Spagna la quota di valore aggiunto generata dalle grandi imprese è più elevata e l’incidenza dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese è inferiore. Sorpresi?

Ci aiutano ad essere quello che siamo attitudini consolidate come qualità, intelligenza e flessibilità. Il peccato è che la dispersione dei palesi talenti nazionali rallenta la creazione del reddito e frena la diffusione del benessere. Per dirla ancora con Bankitalia, il risultato è che, «se avessero avuto la stessa struttura dimensionale di quelle tedesche, la produttività media del lavoro delle imprese italiane sarebbe stata superiore di oltre 20 punti percentuali e avrebbe superato il livello della Germania». Sarebbe il momento di cambiare passo e archiviare il nanismo, cosa impossibile se non si avvia la rivoluzione delle teste.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Orlando gela la Cgil sui licenziamenti non si torna indietro

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PAOLO BARONI

 Sullo sblocco dei licenziamenti il ministro del Lavoro tiene il punto. E al segretario generale della Cgil Landini, che ieri in una intervista a la Stampa aveva sollecitato di nuovo la proroga della moratoria sino a tutto ottobre, Andrea Orlando torna a ripetere che semmai si può ragionare su interventi selettivi, vedendo come fare settore per settore. «La decisione è stata assunta nello scorso decreto. Ora si sta riflettendo su qual è il modo migliore col quale provare a mitigare gli effetti della crisi» ha spiegato ieri il ministro a margine di una iniziativa all’Assolombarda, aggiungendo di trovare «difficile rimettere in discussione, per la composizione della maggioranza, una decisione che era già stata assunta».

L’alternativa alla proroga del blocco? «Trovo più percorribile la possibilità di differenziare per settori e/o di subordinare l’eventuale licenziamento a un utilizzo della quota di cassa integrazione per spostare temporalmente eventuali ricadute negative dello sblocco» ha risposto Orlando. Secondo il quale occorre vedere «condizione aziendale per condizione aziendale» e valutare l’utilizzo di «strumenti che affrontino le situazioni dove le ferite sono più’ profonde».

Posizione perfettamente condivisa dal presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, secondo il quale «è arrivato il momento in cui il blocco dei licenziamenti è giusto che venga meno, visto che la situazione sanitaria è in via di grande miglioramento». Spada ha poi definito «giusta» la proposta di mediazione di Orlando, «perché ci sono settori molto più influenzati da questo anno di pandemia e altri settori che hanno ripreso».

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

L’Italia che riapre, un nuovo inizio ma senza strappi

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di   Fiorenza Sarzanini

Adesso l’Italia riapre davvero. Esattamente un anno dopo il decreto che aveva sancito la fine del lockdown, il governo guidato da Mario Draghi firma il provvedimento che fa ripartire tutte le attività. La strategia della «gradualità»,
che sin dall’inizio del mandato ha guidato il presidente del Consiglio e i suoi ministri, non è abbandonata. Ma il calendario è ormai fissato. Se non ci saranno problemi legati a un’impennata della curva epidemiologica, nelle prossime settimane potremo lentamente tornare a una vita quasi normale.

La luce in fondo al tunnel ora la vediamo bene. La battaglia però non è vinta,
la pandemia non è finita. Dobbiamo indossare ancora la mascherina, tenere le distanze, riunirci con pochissime persone nella stessa stanza. Viviamo il dolore per le persone uccise da questo maledetto virus, per chi è stato contagiato e sta ancora male. Le vittime finora sono state più di centoventimila. Moltissime erano anziane, ma il Covid 19 ha fatto morire anche tanti giovani. Ha colpito i fragili e chi invece non aveva mai avuto problemi di salute.

È tutto questo a renderci consapevoli dei rischi che corriamo, di quanto irto sia l’ultimo tratto di strada che ancora dobbiamo percorrere. Rispetto a un anno fa abbiamo però un’arma in più per difenderci. Uno strumento potente come il vaccino per proteggerci da un nemico che si è rivelato tanto pericoloso quanto subdolo. Le file di cittadini all’esterno degli hub, le prenotazioni che non si fermano, gli open day organizzati dalle Regioni dove i ragazzi chiedono di potersi immunizzare, sono la dimostrazione di quanta voglia ci sia di uscire dall’incubo che ormai segna la nostra vita da febbraio del 2020 quando l’arrivo di due cinesi nel nostro Paese e il ricovero di un ragazzo in Lombardia fecero piombare l’Italia intera nella tragedia della pandemia.

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

Giorgetti: «Riaperture? Volevamo di più, ma andiamo avanti»

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di Marco Cremonesi

Giorgetti: «Riaperture? Volevamo di più, ma andiamo avanti»

Giancarlo Giorgetti, 54 anni, vicesegretario della Lega e ministro dello Sviluppo

«È un passo in avanti verso le riaperture». Giancarlo Giorgetti, il ministro per lo Sviluppo economico è enigmatico per definizione. Appena uscito dal consiglio dei ministri, pochi istanti prima di entrare a una cena all’ambasciata tedesca, sembra soddisfatto dell’accordo raggiunto. Con alcune riserve.

Lei è stato la voce delle categorie economiche. Che cosa ne penseranno?
«Noi abbiamo spinto in tutto questo periodo per ottenere qualcosa in più. I numeri dell’epidemia sono confortanti, e dunque il senso di questo decreto è “stiamo per riaprire”. Da questo punto di vista, è una buona notizia».

E perché allora non sembra soddisfatto?
«Perché noi avevamo posto anche altre questioni. Siamo rimasti un po’ da soli a fare questa parte, ma quello che ha stabilito il presidente Draghi va bene».

Perché siete rimasti da soli? E Forza Italia?
«Francamente?».

Francamente…
«Non pervenuta. Francamente, mi sarei atteso qualche sostegno in più, coerentemente con le posizioni che leggo sui giornali».

Ma voi che cosa chiedevate in più?
«L’orario del coprifuoco noi lo vedevamo in maniera diversa. L’idea era: i locali chiudano alle 23, ma si dia la possibilità di rientrare successivamente. Ma questa proposta non è stata accolta».

Non eravate per cancellare il coprifuoco?
«In ogni caso abbiamo chiesto, e la cosa sarà ribadita nel decreto, che quando una regione ha acquisito lo status di zona bianca, il coprifuoco non c’è più. Questo significa che, già oggi, per diverse regioni c’è la possibilità di guardare al futuro con altri occhi. E il coprifuoco, dunque, in parecchi casi finirà prima di quanto non dica la regola generale. È la paura che viene sconfitta dalla realtà».

Ci sono alcune questioni aperte. Per esempio la finale di Coppa Italia Atalanta-Juventus e l’inaugurazione della stagione all’Arena di Verona.
«Come se me ne fossi dimenticato. Ho sollevato io le due questioni…».

E dunque?
«Dunque andiamo verso un’ordinanza di deroga. È chiaro che questi eventi, che pure hanno un interesse nazionale, sarebbero impossibili da far svolgere in presenza di un coprifuoco».

Perdoni. Ma se c’è il coprifuoco come misura di sicurezza e di argine alla pandemia, le deroghe non sono concettualmente strane?
«Lo sono. È quello che ho voluto far notare. Ma qui si è fatto valere il principio che i biglietti sono nominativi e dunque è possibile verificare che non ci siano abusi. In ogni caso, ci sono parecchi segnali di ripartenza: i negozi nei centri commerciali saranno aperti sin dal prossimo weekend, qualche impianto di risalita ancora potrà aprire, i ristoranti hanno una data per la riapertura anche al chiuso e alla sera…».

Resteranno arrabbiati i proprietari delle discoteche…
«È vero, per loro al momento non c’è nulla. E dunque, come ministero allo Sviluppo, ho chiesto al ministro Daniele Franco che nel prossimo dl Sostegni venga stanziata una somma ad hoc a favore di tutti gli esercizi chiusi per decreto, una forma di indennizzo nei loro confronti. È stata una mia specifica richiesta».

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nonsolofole @ Maggio 18, 2021

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