Archive for the ‘Scienza’ Category

Coronavirus, 30 studi sul vaccino nel mondo. Quale ricerca è più vicina alla meta?

giovedì, Aprile 9th, 2020

di Margherita De Bac

Coronavirus, 30 studi sul vaccino nel mondo. Quale ricerca è più vicina alla meta?

1. Perché il vaccino è così importante?
È l’unica, vera soluzione a lungo termine contro la pandemia della Covid-19. Una volta superata la fase acuta che stiamo vivendo attualmente serviranno «armi di prevenzione necessarie per impostare il futuro. Bisogna investire in questa direzione anche se la prospettiva di avere risultati non è immediata», afferma Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’istituto oncologico Regina Elena, biologo molecolare e immunologo. Il virus, anche quando la diffusione ora in corso si sarà fermata, potrà essere sempre pronto a creare nuovi focolai e solo un vaccino potrà garantire alla popolazione l’immunità di base, vale a dire la capacità collettiva di rispondere a una nuova infezione.

2. Quanto tempo ci vorrà per averlo?
I tempi della ricerca non sono brevi. L’agenzia europea del farmaco, l’Ema, così come la «sorella» americana Fda, Food and Drug Administration, hanno autorizzato l’applicazione dello schema rapido di approvazione Prime (Priority medicines). Ma più di tanto non si potrà correre, avverte il direttore Ema con sede ad Amsterdam, l’italiano Guido Rasi: «Abbiamo già discusso con gli sviluppatori di una dozzina di potenziali vaccini contro Covid-19, ragionevolmente però non è possibile attendersi un risultato pronto al via libera prima di un anno. Sappiamo che due candidati sono entrati nella fase di sperimentazione clinica su volontari sani, potremmo avere tra qualche mese una profilassi da testare in platee più a rischio, come gli operatori sanitari».

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Un cerotto per battere il virus: il potenziale vaccino che dà speranza

venerdì, Aprile 3rd, 2020

Francesca Bernasconi

Un piccolo cerotto trasparente delle dimensioni di un polpastrello, ricoperto da piccoli aghi, che permette di sviluppare l’immunità in due settimane. È il vaccino , chiamato PittCoVacc, candidato contro il Sars-CoV-2, studiato dagli scienziati della University of Pittsburgh school of medicine (Upmc).

Ieri, i ricercatori hanno annunciato che i test sul modello hanno mostrato come il cerotto produca anticorpi specifici per il trattamento del nuovo coronavirus, “in quantità ritenute sufficienti a neutralizzarlo”. I primi test effettuati sui topi hanno dato risultati promettenti. Il lavoro è il primo studio ad essere pubblicato, dopo la revisione di altri scienziati, a descrivere un potenziale vaccino contro il Covid-19.

La stessa proteina della Sars

I ricercatori, tra cui l’italiano Andrea Gambotto, avevano già realizzato il primo vaccino in assoluto contro la Sars, nel 2003, che però non venne mai sperimentato, dato che la malattia scomparve da sola. Nel 2014, inoltre, avevano studiato anche il modo per annientare un altro coronavirus, la Mers. Per questo l’azione degli studiosi è stata così rapida. Mers e Sars, infatti, sono “strettamente connessi alla Sars-Cov-2” e, spiega Andrea Gambotto, “ci insegnano che una particolare proteina, chiamata spike, è importante per indurre l’immunità contro il virus”. Avendo già analizzato i coronavirus precedenti, “sapevamo esattamente dove combattere questo nuovo virus”.

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Che foto ha scattato la Nasa il giorno del tuo compleanno? Ecco come scoprirlo

venerdì, Aprile 3rd, 2020
Che foto ha scattato la Nasa il giorno del tuo compleanno? Ecco come

“Ecco cosa ha visto Hubble nel giorno del mio compleanno” è il refrain che in queste ore invade i social. Ma cosa vuol dire? E soprattutto cos’è Hubble? Si tratta del telescopio spaziale che, messo in orbita attorno alla Terra dalla Nasa il 24 aprile 1990, sarebbe dovuto rimanere in servizio fino al 2005. Ma oggi Hubble è ancora attivo e, per festeggiare i trent’anni di orbita, regala ad ognuno di noi uno scatto dello spazio nel giorno del nostro compleanno. 

Per ottenere l’immagine basta collegarsi a questo link, inserendo il proprio mese e giorno di nascita (ma non l’anno, che viene scelto dal sistema in base alle immagini presenti in archivio). Entusiasti i commenti degli utenti, che plaudono alla bellezza delle immagini regalate del telescopio spaziale.

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Solar Orbiter, il decollo della sonda europea diretta al Sole

lunedì, Febbraio 10th, 2020

La sonda europea Solar Orbiter diretta al Sole è stata lanciata dalla base americana di Cape Canaveral con un razzo Atlas 5. Inizia così la missione più ambiziosa mai organizzata diretta alla nostra stella, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea e condotta in collaborazione con la Nasa. Dopo due rinvii, uno dovuto a un problema tecnico e l’altro a condizioni meteorologiche sfavorevoli, la missione ha iniziato il suo viaggio che fra tre anni e mezzo la porterà a 42 milioni di chilometri dal Sole.

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Decollata Solar Orbiter, che svelerà i segreti del Sole

lunedì, Febbraio 10th, 2020

di MATTEO MARINI

VOLA Solar Orbiter, verso il Sole, per mostrarcelo come non lo abbiamo mai visto prima e svelare i segreti su come si muovano le correnti infuocate che scaturiscono dalla sua imponente fornace. La sonda dell’Agenzia spaziale europea è decollata da Cape Canaveral alle 5.03 ora italiana, in testa a un razzo Atlas V della United Launch Alliance (Ula), il vettore le ha dato la spinta necessaria per iniziare il suo viaggio verso il centro del Sistema solare. Circa due anni per raggiungere l’orbita prestabilita, dalla quale osserverà il Sole e misurerà “in-situ”, immerso nel plasma del vento e delle eruzioni solari, quello che accade attorno. Tutto per conoscere meglio la gigantesca macchina, come un laboratorio di fisica nucleare e del plasma, che ci riscalda, ci nutre, ma può anche diventare violento e dannoso per la nostra civiltà tecnologica.

Turbolenze, onde e picchi di energia: la Sonda Parker della Nasa ci svela i segreti del vento solare

Bip: “Tutto bene quassù”

Il razzo ha squarciato il cielo notturno della Florida, arrivando dopo pochi minuti a essere visibile anche dai Caraibi. Il razzo ha sistemato subito il carico in una orbita “di parcheggio” attorno alla Terra. Dopo circa 50 minuti il cargo, la sonda ‘nuda’, si è separata dal secondo stadio a un’altitudine di circa 240 chilometri, dopo l’ultimo “burn”, l’accensione del razzo che ha dato la spinta finale per la fuga dalla gravità terrestre e iniziare la traversata. A quel punto il compito della Ula, che ha fornito il servizio di lancio, è terminato. Il comando delle operazioni è passato al centro Esa di Darmstadt (Esoc, lo Space operation center), in Germania, dove l’italiano Andrea Accomazzo e il suo team della sala controllo hanno atteso il “bip”.

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La squadra di donne che ha isolato il virus: «Notti al microscopio, poi i salti di gioia»

lunedì, Febbraio 3rd, 2020

di Margherita De Bac

La squadra di donne che ha isolato il virus: «Notti al microscopio, poi i salti di gioia»

ROMA — La donna che lavora con i virus non ama ritrovarsi sotto i riflettori anche se ammette di essere riuscita a fare con la sua squadra «quello di cui pochi sono capaci». Isolarne uno non è roba da poco. Soprattutto se non è conosciuto, lo hanno fotografato in pochi, ed ha sul collo il fiato di tutti i migliori gruppi di ricercatori del mondo.


Maria Rosaria Capobianchi, 67 anni, di Procida, è la coordinatrice del team quasi interamente rosa che ha stanato l’agente infettivo responsabile di migliaia di contagi e circa 300 morti. «Quando lo abbiamo visto al microscopio e abbiamo capito che era proprio lui, in reparto ci sono stati salti di gioia», ricorda l’annuncio in notturna delle colleghe Francesca Colavita e Concetta Castilletti, presenti nel laboratorio di massima sicurezza dello Spallanzani, il BL3, nel momento in cui il microrganismo importato dalla Cina si è rivelato. Il 2019-nCov, preso dal liquido del paziente cinese tuttora ricoverato in ospedale, ha cominciato a replicarsi velocemente e si è dimostrato capace di danneggiare le cellule aggredite, alterandone la forma. La prova schiacciante che fosse proprio lui il grande ricercato.

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02/02/2020: una domenica con data palindroma, combinazione bellissima e piena (per chi vuole) di significati

domenica, Febbraio 2nd, 2020

di STEFANO BARTEZZAGHI

Zero due, zero due; due zero, due zero. Da sinistra a destra, da destra a sinistra, avanti e indietro. 02/02/2020. Accorgersi che una data come quella del 2 febbraio 2020, quando è espressa nella forma a otto cifre, è un palindromo è bello, ma non ha il benché minimo effetto.

Le date si possono scrivere in moltissimi modi e quindi sono molti i modi che hanno per essere o non essere dei palindromi. In questo caso è così particolare che funziona anche se si antepone l’anno: 2020 / 02 / 02. Come in un codice binario innovativo alterna infatti lo zero e il due (anziché l’uno), pare un alfabeto di sole due lettere in cui si finisca per pronunciare sempre la stessa parola.

Ma sappiamo bene che le cifre non sono solo due: sono nove. Nel loro continuo combinarsi prendono e cambiano configurazioni, come i frammenti colorati che possono incantare in un caleidoscopio. Ma che cosa vuol dire che la data è un palindromo? Sarà un giorno fortunato, sfortunato, particolare, come gli altri? Ognuno avrà al proposito la sua idea e, come al solito, ha diritto ad averla. Proprio perché li si sente particolarmente vicini, però, a coloro che pensano che si tratti di un’evenienza del tutto indifferente (tanto è vero che in un altro modo di computare l’anno o esprimere le date il palindromo non c’è) andrà fatta un’osservazione, in via del tutto amichevole e anzi solidale.

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Per gli scienziati atomici l’orologio dell’Apocalisse è a “solo” 100 secondi dalla catastrofe

venerdì, Gennaio 24th, 2020
Per gli scienziati atomici l'orologio dell'Apocalisse è a

Il mondo non è mai stato così vicino alla catastrofe. I rischi di guerra nucleare, i danni del cambiamento climatico e i pericoli della cyber-disinformazione hanno convinto gli scienziati atomici che mantengono il “Doomsday Clock” a spostare le lancette dell’orologio dell’Apocalisse in avanti di 20 secondi, ad appena 100 secondi dalla mezzanotte.

Una decisione che segnala come una situazione peggiore oggi di quanto non lo fosse all’apice della Guerra Fredda.

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La Terra ha una sorella, ma è a 100 anni luce: si chiama TOI-700 D

giovedì, Gennaio 9th, 2020
È il primo pianeta scoperto dal telescopio spaziale Tess | Ansa – CorriereTv
Si chiama TOI-700 D d ed è il primo esopianeta scoperto dal telescopio spaziale Tess della NASA. L’annuncio è stato dato durante il 235° meeting dell’American Astronomical Society a Honolulu. Il pianeta si trova a 100 anni luce dalla Terra, nella costellazione meridionale del Dorado. È nella “zona abitabile”, sarebbe roccioso e potrebbe esserci l’acqua. La stella ha circa il 40% della massa e delle dimensioni del nostro Sole e approssimativamente la metà della sua temperatura superficiale. È più grande della Terra del 20% e completa un’orbita in 37 giorni. Nel sistema planetario rilevato dal telescopio ci sono anche TOI.700 B e TOI-700 C, che sarebbero fuori dalla zona abitabile.
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L’ultima eclissi solare del decennio, le immagini dalla rete

venerdì, Dicembre 27th, 2019
Il sole e la luna hanno disegnato un anello di fuoco nel cielo | Ansa – CorriereTv
Il sole e la luna hanno disegnato un anello di fuoco nel cielo. Lo spettacolare evento è stato immortalato solo in quella porzione di globo che va dall’Arabia Saudita al Kenya fino all’india, la Thailandia, le Filippine e la parte nord-occidentale dell’Australia. Non è stato visibile, infatti, in Europa e in altre parti del mondo.
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