Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Perché il green new deal europeo rischia di essere un colossale flop

giovedì, Febbraio 20th, 2020

di Gloria Riva

Dopo la globalizzazione e la digitalizzazione, il capitalismo mondiale si prepara a una terza grande sfida: trasformarsi in un’economia pulita e circolare, per ridurre l’inquinamento, fermare i cambiamenti climatici, senza tuttavia tagliare posti di lavoro, anzi aumentando il benessere delle famiglie. L’Europa in particolare si è candidata a diventare il primo continente a impatto zero e la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha lanciato il Green New Deal, un patto verde da mille miliardi per la carbon neutrality, che tuttavia ha alcuni lati oscuri. A partire dai soldi a disposizione, che sono meno della metà rispetto a quelli che servirebbero per spegnere l’emergenza climatica entro il 2050, fino alle tempistiche: il patto europeo arriverebbe a compimento con vent’anni di ritardo rispetto agli obiettivi dell’agenda 2030. Inoltre per l’Italia c’è il serio rischio di non riuscire a intercettare i finanziamenti che servirebbero a rilanciare le aree più critiche, rendendo quindi incolmabile il divario con l’Europa più avanzata.

Per quanto riguarda i finanziamenti, nonostante mille miliardi sembrino una cifra pazzesca, va detto che quei soldi saranno sgranati in dieci anni – quindi cento miliardi l’anno – e da suddividere fra 27 paesi. In base alle stime della Commissione stessa, per raggiungere la neutralità climatica al 2050 servirebbero almeno 260 miliardi di euro di investimenti annui, 2.600 miliardi in un decennio. Altre stime suggeriscono invece una cifra minima dieci volte superiore. Per avere un metro di paragone, basti pensare che il Green Deal proposto dai democratici americani, in particolare da Alexandra Ocasio-Cortez, è proprio di 2.500 miliardi di dollari in dieci anni.

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Europa chiude sui massimi. A Milano fari accesi sul risiko bancario

mercoledì, Febbraio 19th, 2020

di Flavia Carletti

Le ultime da radiocor

Chiusura in deciso progresso per le Borse europee, con Wall Street che continua a segnare nuovi record. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso segnando un +1,01%, con Parigi (+0,9%), Londra e Francoforte tutte in rialzo. Mentre a Milano continua a tenere banco il “risiko bancario” dopo l’Ops di Intesa Sanpaolo (+0,13%) su Ubi Banca (+0,23%), a livello internazionale c’è stato un allentamento delle tensioni legate all’epidemia di coronavirus, con l’Organizzazione mondiale della sanità che si è felicitata per gli «enormi progressi» compiuti nella gestione dell’epidemia del nuovo coronavirus dalla sua comparsa a dicembre in Cina. Il mercato apprezza gli sforzi crescenti della Cina per sostenere l’economia.

I timori sul coronavirus e l’ottimismo del mercato
Il coronavirus continua a preoccupare, ma anche se il numero dei decessi in Cina è salito oltre quota 2mila gli investitori si confermano ottimisti e si concentrano sulle notizie positive: continuano infatti a rallentare i casi di nuovi contagi, mentre per la prima volta martedì in Cina il numero di guariti ha superato il numero dei contagiati. Il presidente cinese ha ribadito che il Paese continuerà a sostenere l’economia con misure di stimolo e che sarà in grado di rispettare gli obiettivi di crescita.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Licia Mattioli: “Il modello Genova rilancia l’Italia. Commissari per ogni opera”

mercoledì, Febbraio 19th, 2020

di DAVIDE NITROSI

Milano, 19 febbraio 2020 – Licia Mattioli, 52 anni, corre per la presidenza nazionale di Confindustria con lo spirito che solo certe imprenditrici mostrano di avere: coniugare la capacità di sognare (“Voglio realizzare l’impresa che cambia l’Italia”, dice) con una robusta dose di pragmatismo.
«Basta scartoffie». Cito il suo programma, lei dice proprio così….
“Sì, perché dobbiamo semplificare, a partire dai processi autorizzativi. Dobbiamo passare dalle attuali 150mila a 15mila norme, come in Germania”.
Lei propone il Modello Genova: che significa?
“Ha visto il ponte di Genova? Abbiamo dimostrato che con un commissario si può costruire un’opera titanica in un anno e mezzo”.
Era un’emergenza…
“Certo, a casi estremi misure estreme. Ma questo è il Paese da casi estremi. Applichiamo questo modello alle altre infrastrutture ferme, affidando le opere da sbloccare a commissari scelti sul mercato, tra professionisti, e non imposti dall’alto”.
Perché siamo a questo punto ?
“Il motivo è che ci sono regole che tendono a mettere in difficoltà chi vuole applicarle perché pensate per chi vuole violarle”.
Confindustria avrà un ruolo attivo in questo passaggio?
“Confindustria deve fare proposte di politica industriale e dire a questo governo dove le imprese vogliono andare”.
Lei vorrebbe inserire la parola impresa in Costituzione: ce n’è ancora bisogno?
“Beh è paradossale che sia assente il termine dalla Carta. Dimostra una vecchia cultura anti imprenditoriale”.

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Intesa Sanpaolo lancia a sorpresa offerta su Ubi Banca. Volano i titoli a Piazza Affari

martedì, Febbraio 18th, 2020

Nella notte, una mossa a sorpresa che riaccende il risiko bancario. Protagonista nuovamente Intesa Sanpaolo con un’offerta a sorpresa su Ubi Banca, che ha appena presentato il suo nuovo piano industriale al 2022. “Siamo convinti – afferma il Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina – che questo sia un grande progetto nel quale due banche accomunate non solo dai modelli di business ma soprattutto dai valori di riferimento, potranno assicurare – grazie alle elevate
qualità professionali delle oltre 110.000 persone che ne faranno parte – all’economia del nostro Paese una solida prospettiva di crescita sostenibile e inclusiva”.

Fonti vicine al patto di consultazione fra gli azionisti di di Ubi Banca fanno trapelare che ”è già al lavoro per valutare il quadro, ma le riflessioni prenderanno il loro tempo”. Sarà convocato il più rapidamente possibile un cda straordinario di Ubi.

L’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi infiamma i bancari a Piazza Affari. Intesa guadagna il 3% a 2,6 euro, Ubi riammessa agli scambi sale del 28% a 4,47 euro abbondantemente sopra la valorizzazione che le attribuisce il concambio dell’operazione (10 azioni Ubi per 17 azioni Intesa). Bper coinvolta nell’operazione con l’acquisto degli sportelli cede il′1,38% a 4,57 euro; Unipol che si prenderà la parte assicurativa di Ubi corre in rialzo del 2,08% a 5,38 euro e trascina UnipolSai (+1,03%).

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Intesa Sanpaolo lancia Opa per rilevare Ubi Banca

martedì, Febbraio 18th, 2020

Intesa Sanpaolo lancia una offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Ubi Banca. Per ogni 10 azioni di Ubi portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, valorizzando quindi Ubi 4,86 miliardi, la cifra corrisponde ad un premio del 27,6% sui valori di venerdì 14 febbraio. L’Opa è stata promossa per “consolidare la propria leadership nel settore bancario italiano”.

UnipolSai ha raggiunto un accordo con Intesa per rilevare, in caso di successo dell’Opa su Ubi, i rami d’azienda delle compagnie assicurative Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita partecipate da Ubi Banca. Lo si legge in una nota di Unipol in cui si comunica  che il gruppo bolognese sosterrà l’aumento da un miliardo di Bper, di cui è primo socio con il 19,9% del capitale. 

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Il blitz di Pechino spinge il Ftse Mib sopra i 25mila punti, massimi dal 2008

lunedì, Febbraio 17th, 2020

di Eleonora Micheli

Le ultime da radiocor

La decisione della Banca centrale cinese di tagliare i tassi e iniettare liquidità sul mercato ha dato sostegno alle Borse mondiali, in una giornata in cui Wall Street è rimasta chiusa per festività. Milano ha registrato la performance migliore d’Europa: il FTSE MIB, guadagnando l’1,02%, ha chiuso sopra i 25mila punti, riportandosi su livelli che non vedeva da inizio ottobre 2008 (il 3 ottobre per l’esattezza). Lo spread è rimasto abbastanza stabile in area 130 punti.

Banca centrale taglia tassi, ma coronavirus ancora sotto osservazione
I mercati europei hanno dunque trovato nuova linfa nell’annuncio della Banca popolare cinese, scesa in campo a sostegno dell’economia e dei mercati tagliando il tasso sui prestiti a medio termine a un anno al 3,15% dal 3,25% precedente. L’istituto centrale ha anche iniettato liquidità sui sistemi finanziari (200 miliardi di yuan attraverso un finanziamento a un anno e in più 100 miliardi di yuan in operazioni di pronti contro termine). La notizia ha spinto in alto le Borse asiatiche e poi in seconda battuta anche quelle europee. Gli analisti, tuttavia, cercano di comprendere l’impatto effettivo del virus sull’economia. Oggi, ad esempio, le autorità di Singapore hanno annunciato una revisione al ribasso delle stime del pil che viene indicato ormai in una forchetta tra -0,5% e +1,5% rispetto alla precedente indicazione nettamente più positiva (+0,5%/+1,5%). In più Nomura vede nero anche per l’Italia: proprio a causa del virus cinese il nostro Paese potrebbe entrare in recessione. Nomura, per altro, prevede per la Cina la prospettiva di un dimezzamento della crescita nel primo trimestre del 2020 a +3% da +6% nell’ultimo trimestre 2019, con un rimbalzo nei trimestri successivi e una chiusura dell’anno a +5,5% come scenario di base, ma nello scenario peggiore la crescita potrebbe essere solo del +3,9%.

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Tra schema Ponzi e frodi, boom di perdite per gli investimenti in criptovalute: nel 2019 buco da 4,5 miliardi

lunedì, Febbraio 17th, 2020

Marco Cimminella

C’è chi preso dall’entusiasmo ha puntato tutto sul cryptoboom, nonostante le autorità abbiano raccomandato fin da subito prudenza di fronte alla promessa di rendimenti esplosivi. Qualcuno si è arricchito, certo. Ma in molti hanno perso i loro soldi. Si tratta infatti di un mercato rischioso, dove in alcuni casi frodi, truffe e furti hanno finito per svuotare il portafoglio di investitori poco esperti. I crimini legati alle criptovalute sono infatti aumentati nel 2019, provocando una perdita complessiva per gli utenti pari a circa 4,52 miliardi di dollari: il 160 per cento in più rispetto al 2018, quando era stato stimato un buco di 1,74 miliardi di dollari.

A rivelarlo un rapporto dell’organizzazione Cipher Trace, specializzata nella lotta al crypto crime. Se in passato a fare più male sono stati gli attacchi hacker e i furti online, il danno più grande negli ultimi 12 mesi è stato provocato da schema Ponzi, exit scam (un giochetto per cui si interrompono le consegne mentre si continuano a ricevere pagamenti per i nuovi ordini) e altre forme di frodi finanziarie relative alle valute digitali. Proprio queste ultime operazioni fraudolente sono aumentate del 533 per cento: un ammanco di 4,15 miliardi, rispetto ai 654 milioni del 2018. Diversamente, furti e cyber attacchi sono diminuiti del 66 per cento, scendendo a quota 371 milioni rispetto al miliardo dell’anno prima.

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La crisi d’astinenza

domenica, Febbraio 16th, 2020

Alessandro Sallusti

Secondo Conte, Zingaretti e Bersani, Matteo Renzi è un ducetto irresponsabile propenso a fare il guastatore.

Per una volta, più o meno, i tre azzeccano l’analisi ma per non smentirsi sbagliano la diagnosi, che semplificata è: la deve smettere o per lui saranno guai. Sbagliano perché Matteo Renzi non la smetterà mai, lui è quella cosa lì da quando è nato e invecchiando non migliora ma può solo peggiorare. Che il suo partito sia al quaranta o al tre per cento non cambia assolutamente nulla: o comanda lui o fa casino (per la verità faceva casino anche quando comandava). Pretendere che Matteo Renzi stia sotto padrone o che solo collabori per portare acqua al mulino di un altro mugnaio è come sostenere che il sole sorge a Ovest: sbagliato e impossibile.

Siccome le cose stanno esattamente così, e lo sapevano anche i sassi, c’è da chiedersi se i veri «irresponsabili» di questa situazione non siano invece Conte e Zingaretti, che hanno imbarcato Renzi per dare vita a un governo senza senso e senza alcun collante, né umano (si odiano tra loro) né politico, pur di evitare le urne.

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Rc auto familiare, arriva il “malus individuale” | L’Ania protesta: “Norma ingiusta per gli assicurati”

sabato, Febbraio 15th, 2020

L’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici critica pesantemente la nuova norma sull’Rc auto familiare in vigore da lunedì. “La nuova disposizione scardina definitivamente il sistema bonus/malus – afferma l’Ania in una nota – e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, opera solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli”.

Arriva quindi lunedì la nuova norma, ma con una novità e non indifferente. Nel meccanismo di bonus, esteso a veicoli diversi e previsto anche in caso di rinnovo delle polizze, viene introdotto anche il malus, come in ogni altro contratto di assicurazione automobilistica, riequilibrando quello che sarebbe stato altrimenti un sistema esposto a non pochi rischi, di iniquità tra assicurati ma anche di rincari delle tariffe.

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Air Italy annunciato il licenziamento per tutti i 1.450 dipendenti: «Cessioni per mantenere i posti di lavoro»

venerdì, Febbraio 14th, 2020

Licenziamento collettivo per tutti i 1.450 dipendenti Air Italy: lo hanno annunciato questa mattina i commissari liquidatori della compagnia in conference call con i dirigenti basati a Malpensa e a Olbia. Nelle prossime settimane si liquida tutto, dai prossimi giorni potrebbero partire le lettere di licenziamento, anche se i liquidatori stanno cercando di vagliare tutte le soluzioni possibili per evitare di perdere posti di lavoro.

La cessione dei rami d’azienda

Air Italy «prenderà in considerazione tutte le possibilità» per la «cessione di rami d’azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro», si legge inoltre nella nota diffusa dalla compagnia dopo il primo confronto tra i liquidatori incaricati e i dipendenti della compagnia. «I liquidatori – spiega la nota – hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l’intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa». In questa fase l’azienda si assume dunque l’impegno di cercare, mediante la vendita dei rami d’azienda, di mantenere tutti o in parte i posti di lavoro degli oltre 1.400 dipendenti, tra Olbia e Malpensa.

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