Archive for the ‘Cronaca’ Category

Milano, l’aeroporto di Linate riapre in anticipo: voli dal 13 luglio

mercoledì, Luglio 1st, 2020

L’aeroporto di Linate riaprirà il 13 luglio, in anticipo di 48 ore rispetto a quanto previsto. Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, ha scritto una lettera all’Enac, fissando per quel giorno la riapertura dello scalo milanese. Intanto, a partire da oggi Alitalia riprende i voli internazionali da Milano Malpensa verso quattro destinazioni all’estero.

Alitalia ripristina anche i collegamenti con altri 6 aeroporti nel Sud Italia e nelle isole. Si tratta, in totale, di 10 nuove destinazioni servite da Milano che si aggiungono alle 7 collegate finora. Nel corso della giornata odierna ricominciano i servizi diretti da Malpensa per Amsterdam, Londra, Parigi, Bruxelles, Brindisi, Lamezia Terme, Napoli e Reggio Calabria. 

TGCOM

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La Gdf sequestra nel porto di Salerno 14 tonnellate di droga dell’Isis

mercoledì, Luglio 1st, 2020

La guardia di finanza di Napoli ha sequestrato nel porto di Salerno 14 tonnellate di amfetamine: si tratta di 84 milioni di pasticche col logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo. Il valore della droga, recuperata dalle Fiamme gialle in tre container, è stato stimato in oltre 1 miliardo di euro. La droga era stata nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari.

Il captagon, spiega una nota della Gdf, viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli Anni 90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi, come ad esempio in quelli degli attentatori del Bataclan di Parigi nel 2015, ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad”.

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Nuovo intervento per Alex Zanardi, due ore e mezzo in sala operatoria. E’ grave ma stabile

martedì, Giugno 30th, 2020

Siena – Alex Zanardi è stato sottoposto a un nuovo intervento chirurgico al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, dove il campione è ricoverato dal 19 giugno, in seguito al terribile incidente di Pienza durante la staffetta solidale.

La comunicazione arriva dalla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese; l’équipe che ha in cura l’atleta ha effettuato una Tac di controllo e dopo l’esame ha deciso di procedere a un secondo intervento di neurochirurgia.

Dopo l’intervento, durato circa due ore e mezza, Alex Zanardi è stato nuovamente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dove resta sedato e intubato: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata.

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Coronavirus, cabine di sanificazione all’aeroporto Internazionale di Napoli: è il primo in Italia ad averle installate

martedì, Giugno 30th, 2020

L’ Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino è il primo aeroporto italiano ad essersi dotato di #cabinedisanificazione.
Sanitationbooth è lieta di annunciare che ieri è terminato il montaggio di due cabine presso l’area partenze. Le prime due cabine, che sono state montate il 24 giugno, sono state posizionate nell’area partenze. Il viaggiatore passa attraverso il dispositivo – dal quale viene spruzzato lo spray igienizzante – e dopo pochi secondi può proseguire il suo percorso.

TGCOM

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L’Italia in vacanza scorda le regole: code, spiagge prese d’assalto (e tornano i turisti stranieri)

domenica, Giugno 28th, 2020

di Agostino Gramigna

L'Italia in vacanza scorda le regole: code, spiagge prese d'assalto (e tornano i turisti stranieri)

Solo fino ad un anno fa sarebbe stato considerato come un fatto normalissimo: un classico bollettino di incolonnamenti e sudore sulle principali rotte verso il relax vacanziero. Tipico di un week-end d’inizio estate. Ma non ora. In epoca Covid l’assalto a spiagge, laghi e monti fa notizia.

Il mini esodo

Ieri è stato così. Già dalle prime ora del mattino sulle autostrade della Liguria le lunghe code hanno snervato gli automobilisti. Identico scenario di attesa e di sudore su quelle dell’Emilia-Romagna. Nelle stazione Centrale di Milano, un eccessivo afflusso di persone verso le località balneari liguri e del lago di Garda ha costretto molte persone a scendere dai treni (ricordiamo che i posti sono dimezzati rispetto alla capienza normale). Le spiagge sono state prese d’assalto in Romagna: dai lidi ferraresi a quelli ravennati, giù fino a Rimini e Riccione. Si sono rivisti anche i turisti stranieri. Simile lo scenario sui lidi dei maggiori laghi. Sul ramo lecchese del lago di Como molte famiglie sono state costrette a far marcia indietro per eccesso di capienza. Tutto bene allora? Si riparte? Non è così. La voglia di mare o di montagna non cambia radicalmente un quadro che presenta diversi punti deboli. L’emergenza Covid non è sparita e i numeri sulle presenze di turisti nei prossimi mesi non fanno sognare.

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Il Ponte dei record bloccato dal governo

sabato, Giugno 27th, 2020

Questa è la storia di un ponte. Anzi del ponte. Tirato su a tempi record per un’infrastruttura in Italia. A Genova, sulle macerie di un altro ponte, il Morandi, crollato il 14 agosto del 2018. Questa è la storia di un ponte che sarà pronto a fine luglio, ma che non si sa ancora quando potrà essere utilizzato. Perché per essere aperto al traffico ha bisogno di una verifica di agibilità. La verifica può iniziare già subito, in parallelo alla conclusione dei lavori e al collaudo, ma non è partita. E non è partita perché la verifica la deve fare il concessionario, cioè chi custodirà e gestirà l’opera. Il Governo, però, non ha scelto il custode. E dato che il custode avrà bisogno di almeno un mese per la verifica, ecco che a fine luglio, quando sarà pronto, il ponte sarà lì. Pronto, ma chiuso. 

Questa è la storia di un ponte preso in ostaggio da una non decisione – quella sul concessionario – che a sua volta è legata a un’altra non decisione, sempre in capo al Governo: togliere o no il ponte e le autostrade ai Benetton? La decisione non matura perché il Pd e i 5 stelle la pensano in modo opposto. Quindi non si decide sulla revoca e a sua volta non si decide sul custode del nuovo ponte. Il cortocircuito è qui, nella contesa tra il Governo e Atlantia che infetta anche quella che dovrebbe rappresentare una pagina nuova, pulita. E invece di voltare pagina propone e amplifica le dinamiche di due anni fa, quando Giuseppe Conte si precipitò a Genova per dire che andava fatta subito giustizia, che bisognava avviare immediatamente la revoca della concessione. La foga della politica e poi la non decisione, lo stallo, i balletti tra i partiti. E questo cortocircuito non chiude la ferita di quella tragedia, la memoria delle 43 vittime, il dolore dei familiari, il dramma degli sfollati. Perché non decidere chi sarà il custode del nuovo ponte e allo stesso tempo sulla concessione tiene in campo i Benetton. E questo i parenti delle vittime non lo accettano. Il Comitato che li rappresenta non sarà all’inaugurazione del nuovo ponte: “Quel momento, in quel luogo, non può essere parte di noi”. E nella diserzione emerge la ragione del non essere lì e cioè proprio il rischio di ritrovarsi a fianco dei manager di Autostrade, scelti nel frattempo come custodi. 

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Corruzione in Atm, ecco le falle nella manutenzione: dalla sporcizia ai bulloni svitati

giovedì, Giugno 25th, 2020

di Gianni Santucci

Il caso: tangenti all’Atm, l’azienda dei trasporti del Comune di Milano. Almeno 8 appalti di forniture per le metropolitane milanesi, fra i quali quello da oltre 100 milioni di euro sui sistemi di segnalazione automatica della Linea 2, la «verde», negli ultimi due anni sono stati truccati, e in alcuni casi anche comprati da tangenti pagate o pattuite, secondo la Procura e la Guardia di Finanza di Milano che martedì mattina hanno eseguito 12 arresti (più uno ai domiciliari) per turbativa d’asta e corruzione disposti dal gip Lorenza Pasquinelli (qui l’articolo completo).

«Ma sono così sporchi i cassonetti?».
«Mamma mia! La lanella ovunque, non li hanno proprio aperti».
«Non lo sapevano che dovevano aprirli?»
«Nella checklist c’e scritto. “Aprire cassonetti e pulire tutto”. Evidente. Non li hanno proprio toccati».
Telefonata del 17 dicembre 2018. Il funzionario di Atm Paolo Bellini (arrestato e sospeso) parla con un suo collega (indagato) che ha mandato una contestazione a un’azienda. Il dialogo apre uno scenario denso di dubbi: perché la corruzione non è soltanto un affare di soldi, ma ha ricadute sui lavori. Qui si parla di manutenzione degli impianti del metrò. E appare chiaro che la ditta «protetta» di Bellini (ne è socio occulto) lavora male. Su un tema sensibile: perché la maggior parte dei problemi della metropolitana negli ultimi anni (frenate d’emergenza indebite e vibrazioni) hanno a che fare proprio con la manutenzione. Un settore nel quale Bellini si vantava d’aver preso una sorta di monopolio, grazie alle aziende esterne che manovrava in nero.

La pulizia delle porte di banchina (alla quale si riferisce la telefonata) è stata individuata proprio come una delle cause delle frenate improvvise. Come si comporta il funzionario corrotto? Da una parte copre le carenze delle ditte amiche (e infatti redarguisce chi ha contestato: «Prima di scrivere queste cose parliamone»), dall’altra si altera con la ditta. Non perché abbia a cuore la cura del lavoro e la sicurezza dei passeggeri, ma solo per paura di essere scoperto: «Siccome sulle porte ci intervengono anche altri reparti», non può accadere che resti scritto che le pulizie sono corrette «ma invece non sono state fatte».

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Albizzate, il crollo e la tragedia: morti mamma e due bambini. Il sindaco salvo per miracolo: «Mi ero spostato per farla passare»

giovedì, Giugno 25th, 2020

Stavano passeggiando per andare a fare la spesa, ancora pochi passi e sarebbero entrati al «Crai» per comprare il pane e tornare a casa. Invece, senza nessun rumore che potesse avvertire del pericolo, una madre con due dei suoi figli sono morti schiacciati da sessanta metri di cornicione in cemento armato crollati in un attimo, travolgendo chi stava sotto, sul marciapiede.

Erano le 17.30 di mercoledì ad Albizzate, poche migliaia di abitanti in provincia di Varese: centro storico, villette a schiera e capannoni. E proprio da uno di questi, nella via Marconi, in una zona semi centrale, si è staccato il cornicione che ha distrutto una famiglia di origini marocchine: sotto il peso della soletta e dei mattoni è morta sul colpo la madre Fauzia Tauquif di 38 anni e il figlio Souleymane di 5, mentre la sorellina Yaoucut, nata nel 2019 è stata trasportata in elicottero in rianimazione a Gallarate dove è spirata dopo pochi minuti.

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C’è una correlazione fra smog e virus? E con il riscaldamento globale? Le risposte in un libro

mercoledì, Giugno 24th, 2020

di Marco Imarisio

C'è una correlazione fra smog e virus? E con il riscaldamento globale? Le risposte in un libro|I rischi

Non ne usciremo migliori, ne stiamo uscendo uguali a prima. Con la stessa capacità di dimenticare in fretta, con l’autoindulgenza sempre pronta all’uso, forse solo più rabbiosi. In quei giorni, che vogliamo immaginare lontani ma sono ancora qui, nella nostra testa, ci chiedevamo cosa sarebbe stato dopo, facevamo promesse su un nuovo rapporto con quello che ci sta intorno, l’ambiente, l’aria, la vegetazione. Sentivamo forte che c’era un legame, tra quello che stava accadendo, il mondo e le nostre vite messe a riposo, la reclusione di ognuno in casa, l’impossibilità di avere contatti fisici, e quello che abbiamo fatto, che abbiamo lasciato accadesse, alla terra che ci ospita.
Non è stata una punizione biblica o una anticipazione dell’apocalisse, come nei momenti più bui è capitato a molti di pensare. Forse è stata solo una conseguenza. Questo è quello che fai, questo è quello che ottieni, uomo, inteso come specie. A ricordarci ciò che non dovremmo mai dimenticare è un libro che esce domani per La nave di Teseo, scritto dalla giornalista scientifica Eliana Liotta e Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Virologia del San Raffaele di Milano, dove sono stati isolati il virus della Sars e il coronavirus dell’attuale pandemia.«La rivolta della natura» è un’opera giusta che arriva forse in un momento non favorevole alle sue tesi, e quindi ha anche il merito di navigare contro corrente. Perché credendo di esserne usciti davvero, non abbiamo voglia di trarre conclusioni tanta è la fretta di riappropriarci delle nostre vite, perché abbiamo sempre bisogno di prendercela con qualcuno per le disgrazie e le incertezze future alle quali ci ha esposto Covid-19. Basta fare un giro su un social, uno qualunque, per capire come un’altra frase che all’inizio si sentiva molto, «è la natura che si ribella», da tormentone sia diventata ben presto oggetto di dileggio. Per leggere negazionismi assortiti, sulla «teoria» del riscaldamento globale e le temperature tropicali dell’antartico, che appena finito il panico da pandemia a molti appaiono come fastidiose note a margine.

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Emilio Fede e l’arresto per evasione, parabola di una vita spericolata: i momenti e gli aneddoti memorabili

martedì, Giugno 23rd, 2020

di Candida Morvillo

Emilio Fede e l'arresto per evasione, parabola di una vita spericolata: i momenti e gli aneddoti memorabili

Evadere dai domiciliari a Milano per festeggiare l’89esimo compleanno in un ristorante sul lungomare di Napoli è esattamente il dettaglio che mancava per coronare la biografia spericolata di Emilio Fede. Evasione più o meno «tecnica», la sua, avendo il giornalista chiesto il permesso di allontanarsi e non avendolo ancora ricevuto, però un’evasione sufficiente a mobilitare ben sei carabinieri in borghese al solo fine di prelevarlo.

Pensare che suo papà era stato brigadiere dell’Arma e pure decorato al valor militare sul fronte somalo. Questa è la parabola dell’ex «direttorissimo» del Tg4, evaso per cenare con la moglie, cosa non scontata se stai smaltendo una pena per favoreggiamento della prostituzione.

La vicenda è quella delle cene eleganti di Silvio Berlusconi, di Ruby Rubacuori, di Nicole Minetti igienista dentale e consigliera regionale, di tutto un rutilante mondo di olgettine che fanno la lap dance travestite da Ilda Boccassini. La parabola di Emilio Fede è quella di un giovanotto nato in Sicilia, cresciuto a Ostia che di sé dice «sono ambizioso, fazioso, bugiardo».

Entra in Rai nel 1961 come giornalista del Tg, si occupa di cronaca varia, nel 1964 sposa Diana De Feo, che l’altra notte è tornata nella sua casa sotto shock, e che era ai tempi figlia del potentissimo vicepresidente della Rai Italo De Feo. Da qui, per il giovane Emilio, cominciano i nomignoli che vanno da «ammogliato speciale» a «genero di prima necessità». Lui, per scrollarsi l’etichetta, prova a ripercorrere le orme paterne, cerca di farsi una reputazione in Africa, dove realizza inchieste per Tv7 e, per otto anni, fa l’inviato speciale o «l’invidiato speciale», come si definiva lui, già allora a giustificare la sfilza di appellativi che lì si arricchisce con «Sciupone l’Africano», per motivi facilmente intuibili che riguardano note spese e denunce di materiale trafugato da briganti locali. Malignità, a giudicare dagli esiti, perché poi, al Tg1, Fede fa un carrierone: caporedattore, vicedirettore, direttore pro tempore, direttore.

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