Archive for the ‘Cronaca’ Category

I centri antiviolenza di nuovo senza soldi: «Solo il 2% dei fondi del 2020 è arrivato a destinazione»

domenica, Novembre 21st, 2021

di Giusi Fasano

Il dossier di ActionAid: in ritardo anche le erogazioni per l’emergenza coronavirus. Stanziati 3 milioni, ma per aiutare tutte le donne in difficoltà ne servirebbero 48

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La curva sembrava invertita, finalmente. Sembrava più veloce e meno burocratico il percorso di sostegno che dalla politica porta alle donne che subiscono violenza. Ma era un’illusione. Perché i dati di quest’ultimo anno ci riportano indietro e ci ricordano che non è riuscita a migliorare il sistema antiviolenza nemmeno la pandemia, che pure doveva essere il motore potente di un nuovo corso e che a un certo punto aveva imposto l’argomento fra le priorità dell’agenda di governo.
Una premessa. La facciamo con le parole del professor Carlo Rimini che all’inizio del 2021, da queste pagine, centrò il punto. Si parlava ovviamente di donne che subiscono violenza e «per proteggerle — scrisse lui — occorrono risorse, competenze e formazione; per far sentire braccati i loro persecutori». Però, obiettò, «tutto ciò non si fa con i proclami ma con il denaro, tanto denaro». Si potrebbe discutere a lungo su quanto sia «tanto denaro» per questa causa, ma qui siamo un passo più indietro: parliamo non di quantità (i fondi sono certamente insufficienti) ma dei tempi esasperanti per far arrivare a destinazione gli stanziamenti.

Ce lo racconta «Cronache di un’occasione mancata», l’ultimo dossier di ActionAid, l’ong internazionale che da anni monitora con precisione chirurgica la filiera dei fondi statali antiviolenza su tutto il territorio nazionale (escluse le province di Trento e Bolzano). Al 15 ottobre 2021, per dire, le Regioni hanno erogato alle Case rifugio e ai Centri antiviolenza il 71% dei fondi dell’anno 2017 (che erano 12,4 milioni di euro); il 67% di quelli previsti per il 2018 (19,6 milioni); il 56% dei soldi disponibili nel 2019 (29,4 milioni) e soltanto il 2% dei 27,5 milioni messi a disposizione nel 2020. Cioè: nel 2020 — come sempre in un giorno di novembre vicino al 25, giornata internazionale contro la violenza sulle donne — è stata annunciata la cifra stanziata per l’anno che stava per finire e, da allora ad oggi, un anno dopo, di quella cifra solo un misero 2% è approdato ai Centri e alle Case, tra l’altro di due sole regioni: Liguria e Umbria.

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Irene Pivetti, l’indagine per riciclaggio e le tre Ferrari: sequestro da 4 milioni di euro

venerdì, Novembre 19th, 2021

Lo ha eseguito giovedì mattina la Guardia di Finanza a Milano: «L’ex presidente della Camera poteva moltiplicare gli affari illeciti». Tra gli indagati anche il pilota Leonardo «Leo» Isolani, la moglie, la figlia, un notaio e due imprenditori. L’indagine ipotizza il ruolo di intermediazione del gruppo Only Italia

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Sequestrati 4 milioni di euro a Irene Pivetti e a un suo consulente, Pier Domenico Peirone. Il blitz, giovedì mattina, della Guardia di Finanza a Milano. L’ex presidente della Camera è tra gli indagati per riciclaggio e frode fiscale in un’indagine del pm Giovanni Tarzia su una serie di operazioni commerciali, in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che sarebbero servite per «ripulire» i proventi di un’evasione fiscale. Sono contestati due reati tributari: il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Pivetti, scrive il pm nel decreto di sequestro, avrebbe avuto ancora la «concreta possibilità di spostare il denaro sui conti correnti accesi all’estero ed intestati alle società del cosiddetto Gruppo Only Italia, ovvero su conti di altri prestanome o di cosiddette tesorerie fiduciarie» per «moltiplicare» gli affari «illeciti» che «tale opaco reticolato di società è in grado di realizzare». Queste operazioni sporche, scrive ancora il pm Tarzia, hanno già «permesso» all’ex presidente della Camera di «ottenere, in modo occulto, una significativa somma di denaro, successivamente spostata su differenti conti ed infine reimpiegata nella propria attività economica» (in questo articolo la galassia di società di Irene Pivetti).

Il pilota Leo Isolani e le vendite simulate

Le stesse accuse rivolte a Irene Pivetti sono contestate, tra gli altri, anche all’ex pilota di rally e gran turismo Leonardo «Leo» Isolani, alla moglie di Isolani, Emanuela Mascoli, e alla figlia Giorgia Giovannelli . La somma sequestrata coincide con il profitto dei reati ipotizzati. L’indagine ipotizza il ruolo di intermediazione del gruppo Only Italia, presieduto da Pivetti, in operazioni delle società di Isolani per nascondere al fisco alcuni beni, tra cui le Ferrari. I fatti risalirebbero al 2016. Isolani, che ha un suo «team racing», avrebbe venduto tutti i beni (attrezzature, marchio e sito web) di una sua società indebitata con l’erario per diversi milioni di euro al fine di svuotarla. Quei beni sarebbero poi finiti a un’altra sua società con base a San Marino, la quale avrebbe rivenduto gli stessi beni, e in più le tre Ferrari, a una società di Hong Kong riferibile a Pivetti. Una lavatrice contabile? Cessioni fantasma? Quest’ultima società avrebbe poi voluto cedere nuovamente gli asset al Gruppo Daohe del magnate Zhou Xi Jian, ma le auto non sarebbero tuttavia mai arrivate «nella disponibilità del gruppo cinese»: sarebbero state trasferite in Spagna, dove Isolani «tentò di venderle». Le «compravendite» dell’aprile 2016 appaiono dunque come «simulate» e «il reale soggetto che ha simulato l’acquisto della scuderia Isolani», si legge nel decreto di sequestro, «è Irene Pivetti».

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Strage in famiglia: accoltella a morte i figli piccoli, la moglie e la suocera

giovedì, Novembre 18th, 2021

Uccide la moglie, i due bimbi di due e cinque anni e la suocera di 64 anni poi si toglie la vita. È successo questo pomeriggio a Sassuolo, in provincia di Modena, in un appartamento al civico 28 di via Manin. L’uomo avrebbe usato un coltello. Dopo il fatto, dai primi accertamenti portati avanti dai carabinieri giunti sul luogo del delitto, l’uomo si è tolto la vita. Sono intervenuti i carabinieri.

Solo ieri, a Vetralla, in provincia di Viterbo, un altro padre ha ucciso il figlio di dieci anni in casa. L’uomo aveva un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna e dal bambino l’uomo. Non si è trattato, dunque, di un colpo dato accidentalmente durante una lite tra la coppia, come inizialmente trapelato. La donna, come chiarito dal comandante provinciale Antonazzo sul posto, sarebbe arrivata a casa in un secondo tempo, trovando il figlio senza vita. Illesa, è sotto choc.

IL TEMPO

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Covid, che Natale sarà? Green pass, spostamenti, pranzi e piste da sci: ecco tutte le ipotesi

giovedì, Novembre 18th, 2021

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

La crescita dei contagi e i timori per le vacanze di Natale che si avvicinano. Per gli impianti da sci serve il green pass, per i mercatini non è prevista alcuna limitazione

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Per le feste di Natale l’Italia sarà prevalentemente bianca e questo vuol dire che sarà possibile incontrarsi, fare feste, stare in famiglia e con gli amici, andare nelle seconde case e organizzare viaggi, andare in giro per negozi e mangiare al ristorante. Si potrà anche sciare e andare in discoteca, andare al cinema e a teatro, visitare mostre e musei. Per tutte queste occasioni bisognerà avere sempre il green pass da esibire all’ingresso o prima di salire a bordo di aerei e treni ad alta velocità . Ed è probabile che le regole non siano quelle attuali.

Intenzione del governo, che deve però attendere il parere del comitato tecnico scientifico, è di abbreviare la durata del green pass da 12 a 9 mesi senza escludere di arrivare sino a 6. Ma anche di rivedere il sistema che consente di ottenere la certificazione verde con il test. Si valuta se lasciare il tampone rapido oppure soltanto quello molecolare in ogni caso di ridurre la validità: da 48 a 24 ore per l’antigenico, da 72 a 48 per il molecolare.

Alcune regioni rischiano però di trovarsi in fascia gialla e in questo caso, pur rimanendo l’obbligo di green pass, scatteranno alcune limitazioni. Al momento non si può escludere che per Natale ci siano regioni in zona arancione o rossa. Ma visto l’andamento della curva epidemiologica, e soprattutto la situazione degli ospedali con i reparti di area medica e quelli di terapia intensiva ancora molto sotto la soglia critica, si tratterebbe di un numero esiguo. Non si può invece escludere che ci siano aree limitate dove — per circoscrivere i focolai — governatori o sindaci potrebbero decidere di far scattare le misure previste per le fasce più alte di rischio.

C’è chi pensa a un lockdown per i non vaccinati, chi ipotizza limitazioni più contenute per chi non è immunizzato. Alla fine sarà il governo a decidere una linea uguale per tutti con restrizioni che comunque potranno essere applicate soltanto in zona arancione o rossa.

Tampone o corridoi per chi arriva in Italia, «corridoi» per le Maldive
In vista delle vacanze di Natale molti turisti hanno già scelto l’Italia come meta e molti italiani stanno programmando viaggi. Gli spostamenti all’interno del nostro Paese sono liberi, le uniche limitazioni potrebbero riguardare quelle aree che dovessero diventare arancioni o rosse dove per entrare si deve avere il green pass.
Chi arriva in Italia deve esibire il green pass se proviene dagli Stati dell’Unione europea mentre se arriva dagli altri Paesi deve presentare oltre al green pass un tampone negativo effettuato nelle 72 ore precedenti.
Chi esce dall’Italia deve invece verificare quali regole sono state emenate nel Paese di arrivo perché alcuni Stati dell’Ue con un alto numero di contagi stanno prevedendo restrizioni per i non vaccinati e addirittura lockdown mirati. Un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha creato corridoi turistici Covid-free per vaccinati o guariti verso Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam). Quarantotto ore prima del rientro si deve fare il tampone.

In zona gialla al ristorante solo in quattro per ogni tavolo
Per le feste e i cenoni se si sta in zona bianca non ci sono limitazioni. Gli scienziati raccomandano comunque di indossare la mascherina anche nelle abitazioni private se ci sono molte persone e soprattutto soggetti fragili e di continuare a mantenere alcune precauzioni come l’igienizzazione delle mani. Per le feste nei locali valgono le regole che si applicano ai banchetti dopo le cerimonie. In zona gialla non ci sono limitazioni nelle abitazioni private mentre nei locali pubblici ci sono limitazioni. Nei ristoranti al chiuso non si può stare al tavolo in più di quattro persone a meno che non si sia tutti conviventi. In zona gialla le discoteche sono chiuse, così come in zona arancione e rossa. In zona arancione o rossa le regole per le feste e i cenoni sono invece molto restrittive anche perché i bar e i ristoranti al chiuso non sono aperti al pubblico se non per l’asporto. Possono però effettuare consegne a domicilio. Per questo il governo valuterà se consentire l’ingresso soltanto a chi è vaccinato.

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Via all’anagrafe digitale, Sergio Mattarella scarica il primo certificato online

lunedì, Novembre 15th, 2021

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scaricato, in anteprima, il primo certificato digitale attraverso la piattaforma ‘Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente’, che sarà disponibile da domani. Da domani sarà infatti attivo il servizio che consentirà ai cittadini di ottenere i certificati anagrafici online, in materia autonoma e gratuita, accedendo alla piattaforma www.anagrafenazionale.interno.it disponibile anche attraverso l’indirizzo www.anagrafenazionale.gov.it. 

I cittadini iscritti all’anagrafe potranno scaricare i seguenti 14 certificati per proprio conto o per un componente della propria famiglia, senza bisogno di recarsi allo sportello: Anagrafico di nascita; Anagrafico di matrimonio ? di Cittadinanza; di Esistenza in vita; di Residenza; di Residenza AIRE; di Stato civile; di Stato di famiglia; di Residenza in convivenza; di Stato di famiglia AIRE; di Stato di famiglia con rapporti di parentela; di Stato Libero; Anagrafico di Unione Civile; di Contratto di Convivenza Per i certificati digitali non si dovrà pagare il bollo e saranno quindi gratuiti (e disponibili in modalità multilingua per i comuni con plurilinguismo). Potranno essere rilasciati anche in forma contestuale (ad esempio cittadinanza, esistenza in vita e residenza potranno essere richiesti in un unico certificato).

IL TEMPO

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Mauro De Mauro, è suo il corpo ritrovato nella grotta sull’Etna? La procura apre un’inchiesta

venerdì, Novembre 12th, 2021

di Riccardo Lo Verso

Disposto l’esame del Dna per capire se il cadavere ritrovato durante un’esercitazione, sia quello del giornalista scomparso nel 1970. È stata la figlia Franca a chiedere le analisi. «Anche lui aveva quelle malformazioni al naso». Ma ci sono anche elementi non coincidenti

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Mauro De Mauro, scomparso nel 1970 e la grotta del giallo

È stata la figlia di Mauro De Mauro, Franca, a chiedere alla Guardia di finanza di Catania di valutare se il corpo ritrovato all’interno di una grotta, lungo la strada che conduce sull’Etna, sia quello del padre. La Procura di Catania ha disposto l’esame del Dna, l’unico accertamento che può dare risposte definitive. Il giornalista del quotidiano L’Oradi Palermo scomparve la sera del 16 settembre 1970. La figlia fu l’ultima persona a vederlo vivo. Era affacciata alla finestra della loro casa, in via delle Magnolie. Tre uomini si avvicinarono al giornalista. Lo fecero risalire sulla sua Bmw e si allontanarono in fretta. L’auto sarebbe stata ritrovata all’indomani in una strada del centro città.

Il ritrovamento

Ieri era stata resa nota la notizia del ritrovamento del corpo di un uomo all’interno di una grotta lavica, in territorio di Zafferana Etnea, nel corso di un’attività di addestramento dei finanzieri del Soccorso alpino di Nicolosi. Il decesso risalirebbe tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ‘90. A richiamare l’attenzione della figlia di De Mauro è stato il particolare che l’uomo presenta, come il padre, segni di una malformazioni al naso e alla bocca. La donna non ha memoria che il padre possedesse uno degli indumenti trovati addosso all’uomo e neppure l’orologio di marca Omega che aveva al polso. Tenderebbe, invece, ad escludere che il giornalista avesse l’abitudine di portare con sé un pettine come quello rinvenuto nella grotta.

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L’orologio da polso trovato al braccio del cadavere nella grotta

Dettagli non coincidenti

Ci sono, però, dei dettagli che allontanerebbero l’ipotesi che si tratti di De Mauro. Accanto al corpo è stata trovata una pagina del quotidiano La Sicilia del 1978 e alcune monete del 1977, date che non coincidono temporalmente con la scomparsa del giornalista avvenuta nel 1970. Una scomparsa che resta avvolta nel mistero. L’unico imputato per l’omicidio è stato Totò Riina, assolto con sentenza definitiva. Alcuni pentiti si erano contraddetti, ad altri la memoria su particolari importanti era tornata fuori tempo massimo. I giudici, nella sentenza che scagionò il capo dei capi corleonese, ipotizzarono che dietro la scomparsa di De Mauro ci fosse la morte di Enrico Mattei . «Si era spinto troppo oltre nella sua ricerca sulle ultime ore del presidente dell’Eni in Sicilia», scrisse la Corte d’assise.

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Eitan rapito e portato in Israele: mandato d’arresto internazionale per il nonno Shmuel Peleg e l’autista

mercoledì, Novembre 10th, 2021

di Giuseppe Guastella

Eitan rapito e portato in Israele: mandato d'arresto internazionale per il nonno Shmuel Peleg e l'autista

Mandato di cattura internazionale per Shmuel Peleg, 63 anni, e per Gabriel Abutubul Alon, un 50 enne legato ad un’agenzia di contractor Usa: in appena due mesi di indagini della Polizia, la Procura di Pavia accusa i due israeliani del «piano strategico premeditato» con il quale hanno rapito nel Pavese per portarlo con loro in Israele Eitan Biran, il nipotino di Peleg, unico sopravvissuto della tragedia della Funivia del Mottarone.

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Pavia Pasquale Villani sta viaggiando sui canali interazionali verso Israele, dove un giudice ha già restituito Eitan alla zia paterna Aya Biran, e Cipro, dove risiede Alon. Le carte riportano le lunghe e complesse indagini dirette dal procuratore facente funzioni di Pavia Mario Venditti che svelano i particolari di un’azione portata a termine con tecniche paramilitari e di intelligence, ma anche, è il forte sospetto, grazie a complicità determinanti.

Il Mottarone, le famiglie, i tribunali

L’11 settembre scorso, Shmuel Peleg, 63 anni, tenente colonnello in pensione dell’esercito israeliano, consulente di una società di telecomunicazioni, alle 11,30 preleva Eitan dalla casa di Travacò Siccomario (Pavia) in cui vive con la famiglia della zia Aya, alla quale era stato affidato dal giudice tutelare Michela Finucci dopo l’incidente in cui il 23 maggio ha perso il padre, la madre Tal (figlia di Peleg), il fratellino di 2 anni e due bisnonni. È uno degli incontri autorizzati per consentirgli di riprendere, per quanto possibile, una vita normale circondato dall’amore di chi gli vuole bene. Ma dall’incidente del Mottarone, in cui morirono 14 persone, la famiglia si è spaccata tra i parenti della madre, i Peleg, che vorrebbero che Eitan, che da quando ha due mesi vive in Italia, venga tolto alla zia ed affidato a loro per tornare in Israele, e quelli del padre, Aya Biran e il marito, ai quali il piccolo è stato affidato affinché continui a crescere con le due cuginette. La contrapposizione si è incattivita nelle udienze a Pavia (è proseguita anche a Tel Aviv dopo il rapimento) al punto che il giudice ad agosto aveva vietato che Eitan potesse essere portato fuori dall’Italia senza il consenso di Aya obbligando il nonno a riconsegnare il passaporto israeliano del nipote (ha doppia nazionalità).

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Manifestazioni no green pass, le piazze vietate ai manifestanti dei cortei

mercoledì, Novembre 10th, 2021

di Rinaldo Frignani

Piazza Fontana a Milano, così come la zona del Duomo e di Brera. Piazza del Popolo a Roma, Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze, piazza Unità d’Italia a Trieste — e gran parte del centro —, il lungomare di Napoli, con piazza Dante e piazza del Plebiscito. Ma anche piazza Maggiore a Bologna, piazza del Ferrarese a Bari e piazza Sant’Oronzo a Lecce, piazza Garibaldi a Cagliari e piazza Verdi a Palermo. È solo una parte della mappa dei luoghi dove saranno vietate manifestazioni pubbliche, come raccomandato nei giorni scorsi dal Viminale. Niente cortei e sit-in spostati in altre aree valutate volta per volta per evitare blocchi della circolazione e rischio di impennata dei contagi, come si è visto nelle ultime settimane soprattutto a Milano e Trieste, e prima ancora a Roma.

L’accordo con i sindaci
In attesa di una circolare del ministero dell’Interno, i prefetti hanno comunque già iniziato a pianificare, in accordo con i sindaci, una serie di provvedimenti che possano venire incontro anche alle esigenze e alle richieste dei commercianti. «In una fase ancora difficile della pandemia, è più che mai necessario che prevalga la responsabilità e la ragionevolezza da parte di tutti», spiega il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, soddisfatto dalla decisione del Viminale «di riportare nel perimetro della legalità le proteste contro il green pass: manifestare per le proprie idee è giusto e doveroso — aggiunge — ma nel rispetto dei diritti e della libertà di tutti. Diritto e libertà di vivere la propria città, e delle imprese di poter lavorare. In particolare quelle del commercio, dei servizi e del turismo che più di tutte hanno pagato un prezzo durissimo alla crisi sanitaria».

L’esempio di Trieste
Le linee guida sarebbero proprio quelle già tracciate dall’ordinanza d’inizio novembre del prefetto di Trieste Valerio Valenti, con la quale fino al prossimo 31 dicembre sono vietate manifestazioni pubbliche in tutto il centro. Un primo passo al quale si potrebbero adeguare nelle prossime ore anche altri prefetti in tutto il territorio nazionale anche sull’onda della preoccupazione per quanto accade ad esempio a Milano da 16 settimane consecutive con manifestazioni itineranti dei no green pass, culminate in ripetuti scontri con le forze dell’ordine, ma anche in blocchi della circolazione, che sono avvenuti negli ultimi tempi anche a Genova e Firenze. Come del resto a Roma, dove il discorso blocco cortei e sit-in rimane per ora interlocutorio, con la possibilità del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di spostare — e in casi limite vietare — iniziative di protesta dal centro in zone non molto distanti, come San Giovanni e Bocca della Verità (Circo Massimo), nel caso di incompatibilità con situazioni legate sia alle necessità dei cittadini sia alle misure anti-assembramento.

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Manifestazioni no green pass, le nuove regole: solo sit-in e via dai centri storici

martedì, Novembre 9th, 2021

di Fiorenza Sarzanini

La stretta decisa dal Viminale: bisogna garantire i diritti di chi dissenteproteggendo attività economiche e salute. Possibile l’obbligo di mascherine

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Roma — Le proteste contro l’obbligo di green pass che ogni sabato paralizzano numerose città saranno consentite, ma con regole diverse. Non potranno più esserci cortei che attraversano i centri storici e le strade dello shopping, i manifestanti dovranno stare lontano dagli obiettivi sensibili e — a meno che non ci siano particolari esigenze e garanzie — potranno organizzare soltanto sit-in. Dopo il successo del dispositivo per la sicurezza del G20 di Roma che prevedeva proprio queste limitazioni, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese detta la linea a prefetti e questori. E, già in vista del prossimo fine settimana, i comitati provinciali convocati in tutti i luoghi dove sono state chieste autorizzazioni a scendere in piazza dovranno tenere conto di queste disposizioni. Una stretta ritenuta indispensabile per «garantire i diritti di chi dissente proteggendo però le attività economiche e la salute dei cittadini».

Il «caso Trieste»

L’esempio più eclatante dei danni causati dagli assembramenti durante i cortei si è avuto a Trieste, dove la protesta dei portuali ha provocato un’impennata di nuovi contagi da Covid-19. A ciò si sono aggiunti i disagi per il blocco del porto e di una vasta area della città. Alla fine il prefetto Valerio Valenti ha deciso: fino al 31 dicembre divieto di manifestare in piazza Unità d’Italia, vale a dire il luogo dove i manifestanti si davano appuntamento anche più volte a settimana. E lo ha fatto evidenziando proprio «le situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’incoumità delle persone con modalità che hanno messo a repentaglio il patrimonio urbano pubblico e privato anche con lancio di oggetti verso palazzi tutelati dal ministero della Cultura».

La «direttiva Maroni»
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Così i no-vax non si suicidano: Paolo Mieli choc a Controcorrente sul lockdown per i non vaccinati

lunedì, Novembre 8th, 2021

Giorgia Peretti

Gli effetti della quarta ondata continuano a preoccupare. Scatta l’allarme sul numero dei contagi e l’ipotesi di lockdown selettivi, come sta già avvenendo in Austria, sembrano scenari plausibili. Almeno per alcuni, come Paolo Mieli, che ai microfoni di “Controcorrente”, domenica 7 novembre dà voce alla sua idea: “Green pass solo per i vaccinati così agli altri gli si impedisce di suicidarsi”. Il giornalista, ex direttore del Corriere della Sera, è ospite di Veronica Gentili, nel talk show pre-serale di rete 4, dove non esclude il ricorso al pugno duro con i non vaccinati. L’aumento dei contagi condurrebbe a lockdown ad hoc per chi ha scelto di non sottoporsi al vaccino, misure che sembrano essere all’orizzonte per Mieli: “Il lockdown per i non vaccinati in realtà significa che il green pass non vale per chi si fa il tampone. Quello è ipotizzabile che si possa arrivare, soprattutto se c’è una violenta ondata di malati fra i non vaccinati, tra dicembre e gennaio”.

E ancora prosegue evocando immagini forti: “Malati che finiscono intubati, che finiscono in terapia intensiva… A quel punto il passaggio è che il green pass, come in alcuni paesi stanno facendo, sia solo per i vaccinati. Agli altri gli si impedisce di suicidarsi, i non-vaccinati si cerca di scoraggiarli di andare in giro e prendersi una malattia che per loro è rischiosa come per chi si è vaccinato nel primo bimestre”. Infine, mette in guardia: “Rischiano di fare grande quantità di intubati e grandi quantità di morti fra i non vaccinati. Per noi vaccinati, invece, è una normale influenza seppur fastidiosa”.

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