Archive for the ‘Lombardia’ Category

Prenotazione vaccino Covid, in Lombardia la piattaforma di Poste Italiane: ecco come funziona

sabato, Marzo 27th, 2021

di Lorenzo Salvia

La piattaforma di Poste italiane per la prenotazione dei vaccini è già utilizzata in cinque regioni e finora non ha creato intoppi.

Le cinque regioni già coinvolte sono Calabria, Sicilia, Marche, Abruzzo, Basilicata.

Si sta per aggiungere la Lombardia (qui le fasi del passaggio); potrebbero seguirne altre.

Come prenotare

Ad oggi in Lombardia possono vaccinarsi gli over 80 (compresi i nati nel 1941), chi ha un’età tra i 60 e i 79 anni e risiede in comuni «ad alto rischio» (per la provincia di Brescia: Capriolo, Iseo, Palazzolo sull’Oglio, Paratico, Pontoglio, Roccafranca, Rudiano, Urago d’Oglio; per la provincia di Cremona: Soncino), il personale delle scuole statali (docenti e non, supplenti, dirigenti scolastici), degli Istituti di Formazione Professionale (IFP), e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) della Lombardia, delle scuole paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole per l’infanzia e del Sistema AFAM. Per farlo occorre andare su questa piattaforma o chiamare il numero verde 800 894 545.

Con la piattaforma di Poste Italiane la vaccinazione può essere prenotata online, oppure tramite un call center che, nelle cinque regioni in cui il servizio è già attivo, risponde al numero verde 800.009.966, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.

La prenotazione è possibile anche attraverso gli sportelli Atm Postamat (i bancomat delle Poste) inserendo la propria tessera sanitaria e seguendo le istruzioni sul monitor.

O, infine, tramite i palmari che hanno i postini, di recente aggiornati dall’azienda proprio per aiutare le persone che hanno bisogno di essere guidate.

L’anagrafe vaccinale

La piattaforma registra anche la somministrazione e inserisce automaticamente nell’anagrafe vaccinale nazionale il nominativo, in vista di un possibile patentino.

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Vaccini, Fontana azzera vertici Aria: si va verso amministratore unico

lunedì, Marzo 22nd, 2021

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sta discutendo in questi momenti in giunta il cambio dei vertici di Aria, l’agenzia regionale sotto accusa per la gestione della campagna vaccinale. Fontana starebbe valutando l’ipotesi di scegliere un amministratore unico per la società, azzerando tutte le cariche principali attuali.

A confermare il cambiamento anche fonti della Lega. A richiedere un cambio di passo c’è stato Matteo Salvini che proprio poche ore fa aveva detto “chi sbaglia paga, a Bruxelles come a Roma e Milano”. Nelle ultime 24 ore, alla luce delle notizie e delle criticità sollevate pubblicamente anche dalla Moratti, Salvini aveva chiesto un cambiamento radicale, sentendosi più volte con il presidente Fontana, gli assessori lombardi Letizia Moratti e Guido Guidesi e Guido Bertolaso.

Che cosa è Aria – Nata il primo luglio 2019 dalla fusione di tre società regionali, Arca (Centrale Acquisti regionale), Lispa (Lombardia Informatica) e Ilspa (Infrastrutture Lombarde), l’Agenzia Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti aveva l’ambizione di diventare una digital company efficiente in grado di gestire le infrastrutture fisiche e digitali lombarde e gestire il ciclo degli acquisti della Regione. Una società a capitale interamente
pubblico in grado di far risparmiare alla Regione 1,6 milioni di euro nel 2019, con una riduzione di costi che, se non ci fosse stato il Covid, avrebbe toccato nelle previsioni quota 2 milioni nel 2020.

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Vaccini Lombardia, tutte le falle di Aria: la società voluta dai leghisti

lunedì, Marzo 22nd, 2021

di Sara Bettoni

Il caos in Lombardia per le vaccinazioni anti-Covid? Colpa di Aria, la società di Regione che coordina la campagna. Lo ha detto nei giorni scorsi Guido Bertolaso, consulente del Pirellone. Lo ha ricordato ieri su Twitter Letizia Moratti, vicepresidente della Lombardia. L’ha fatto capire il leader della Lega Matteo Salvini, parlando di «qualcosa che non va» e che deve essere cambiato. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al weekend, con i centri vaccinali di Cremona, Como e della Brianza pronti a fare punture, ma senza pazienti in coda perché la piattaforma gestionale non aveva inviato le convocazioni.

Cos’è esattamente questa Aria su cui si scaricano tutte le responsabilità? Per capirlo bisogna innanzitutto sciogliere l’acronimo, che sta per Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti e tornare al 2019. In quell’anno il governatore Attilio Fontana, con il suo uomo forte Davide Caparini (tuttora assessore al Bilancio con delega alle Partecipate), decide di fondere le tre spa Centrale Acquisti (Arca), Lombardia Informatica (Lispa) e Infrastrutture Lombarde (Ilspa) per ridurre gli sprechi e cancellare l’eco degli scandali che si portano dietro. Si calcola che l’operazione farà risparmiare 3,7 milioni di euro annui di costi operativi e il 13 per cento del valore totale delle procedure di gara. L’obiettivo è creare un «soggetto unico in Italia per competenza e completezza nella capacità di innovazione, nella valutazione della spesa e nella rigenerazione dei processi di acquisto». Aria, per l’appunto, con i suoi 600 dipendenti. Come presidente viene scelto Francesco Ferri, di area Forza Italia. Gli fa da contraltare Filippo Bongiovanni, direttore generale vicino a Fontana e quindi alla Lega.

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Caos vaccini in Lombardia: centinaia di anziani beffati

domenica, Marzo 21st, 2021

Fabio Poletti

MILANO. Il sindaco di San Bassano (Cremona) ha trovato il pullman e 20 ultraottantenni. Se non fosse per lui, per gli altri sindaci del territorio, per Asst Cremona, addio piano vaccinale. Di seicento anziani in lista, solo ottanta ieri sono stati avvisati da Aria, la struttura di Regione Lombardia per le prenotazioni dei vaccini.

Era già successo, ieri si è ripetuto il problema. Oltre che a Cremona anche a Monza, Varese e Como, dove su 700 posti messi a disposizione dall’Asst Lariana al mattino si sono presentati solo in 16. In pratica negli ospedali c’erano centinaia di dosi pronte ma non le persone che avrebbero dovuto riceverle. Perché non avevano avuto l’avviso per l’appuntamento.
*

Perché? Mancano giustificazioni ufficiali. C’è chi dice che è andato in tilt il sistema informatico di Aria sulla conferma delle prenotazioni. E non sarebbe la prima volta. Ma il problema sembra ben più grave. Sembra infatti che il sistema di conferme preveda solo sms e non chiamate ai numeri fissi degli utenti, richiesti peraltro quando ci si mette in lista sul portale.

Verrebbe da dire che grazie ad Aria il piano vaccinale in Lombardia fa acqua da tutte le parti. Letizia Moratti, l’assessore regionale al Welfare, da tempo in rotta di collisione con la struttura che risponde all’assessorato al Bilancio, a sera cinguetta via Twitter un commento assai piccato: «L’inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È inaccettabile! Grazie agli operatori che si prodigano vaccinando comunque 30 mila persone al giorno e grazie ai cittadini lombardi per la pazienza».

Sarà, resta il fatto che in Lombardia, dato aggiornato alle 19.31 di ieri, sono state vaccinate 1 milione 202 e 664 persone. Praticamente poco più di una su dieci, visto che i lombardi sono 10 milioni. All’orizzonte non si vede ancora la fine del piano vaccinale per gli over 80, figuriamoci per tutti gli altri in attesa. Malgrado la promessa di finire, prima a giugno, poi entro l’estate. Alla fine si vedrà.

Da Regione Lombardia ammettono che lavorare sui grandi numeri non è facile. Da Cremona, superato il primo scoramento per quello che è successo ieri, si chiedono come andrà a finire: «Non possiamo vivere nell’incertezza tutti i giorni». Vero, anche perché c’è il rischio di buttare via i vaccini. Agli anziani viene somministrato soprattutto il vaccino della Pfizer, una volta tolto dalla catena del freddo c’è il rischio che non possa più essere riutilizzato.

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Case a Milano: per i Ferragnez nuovo attico a Citylife. I «gioielli» storici in vendita e la villa di Versace che nessuno compra

venerdì, Marzo 19th, 2021

di Elisabetta Andreis

Case a Milano: per i Ferragnez nuovo attico a Citylife. I «gioielli» storici in vendita e la villa di Versace che nessuno compra

Generali Re si compra la Maggiolina. I diciotto palazzi nel quartiere che comprende il Villaggio dei giornalisti passeranno di mano a giorni, con il fondo pensione Unicredit che vende a un prezzo superiore a 80 milioni. In un primo tempo aveva pensato di dismettere solo cinque edifici, dei 23 che possedeva in totale. Li aveva liberati dagli affittuari e venduti ai privati meno di due anni fa. Adesso invece la svolta, vara la maxi operazione con il colosso immobiliare della torre Hadid. Il rogito si firma a breve, Generali ristrutturerà tutto e divide il progetto in tre parti: una prima tranche di palazzine, più protette e immerse nel verde, sarà dedicata agli over 75, una seconda diventerà complesso residenziale del suo fondo europeo e una terza prevede a medio termine il frazionamento e la vendita delle unità abitative.

A Citylife Generali Re sta poi portando avanti una nuova costruzione nella parte sud: su 108 appartamenti, l’attico più esclusivo è già opzionato da Fedez e Chiara Ferragni.

Ancora, nell’enorme edificio che Generali possiede in Cordusio (palazzo Venezia), le impalcature nel 2022 sveleranno il nuovo hotel cinque stelle della catena spagnola Melìa International che a sorpresa occuperà anche i piani alti di via dei Mercanti (sotto, negozi). Per il resto, al netto di qualche asta (Enpam dismetterà tra l’altro il palazzo tra via Ripamonti e viale Toscana e Palazzo Marino quello in largo Treves), il mercato riserva sorprese soprattutto sul fronte del lusso.

L’ultimo colpo di scena è la vendita di 1.800 metri quadrati di superattico in San Babila dove vissero Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani, comprato dal magnate indiano Rishal Shah.
Secondo fonti del settore sarebbero stati venduti anche due dei gioielli più cari della città. Quello in via dei Giardini all’angolo con piazzetta Sant’Erasmo che fu di Valentina Cortese lo avrebbe preso la famiglia Rovati (Rotapharm). Quello di via Bigli angolo via Verri, dove abitò anche Massimo Moratti, appartenuto a Zunino e poi rilevato da un fondo, è stato ristrutturato e riconvertito a residenziale e negozi: l’agenzia Milano Immobili di prestigio di Luca Marotta in sei mesi ha venduto metà degli alloggi a un prezzo monstre di 20-22 mila euro al metro quadrato (e per l’attico da mille metri c’è una trattativa in esclusiva in corso).

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Cluster ombra e finti positivi: quanto incidono gli errori sulle chiusure?

sabato, Marzo 13th, 2021

Giuseppe De LorenzoAndrea Indini

Un’intera famiglia bloccata in casa. Il tampone molecolare di uno dei tre figli, il più grande, è risultato positivo al Covid-19. Tutti in quarantena, dunque. Sanno già cosa significa perché due di loro, il padre e il secondogenito, ci sono già passati da quell’inferno: contagiati entrambi lo scorso autunno, durante la seconda ondata di epidemia.

Eppure, a questo giro, qualcosa non torna. E così qualche ora dopo l’esito, essendo l’infetto ancora completamente asintomatico, decidono di ripetere il tampone. Il risultato, questa volta, è di segno opposto: negativo. Cosa succede se è il tampone a sbagliare? Se il positivo è, in realtà, un falso positivo e quindi negativo? Cosa succede se la percentuale di questi errori non sono casi isolati ma finiscono per incidere percentualmente sul bollettino quotidiano e quindi sulle scelte del Comitato tecnico scientifico e del governo?

Il cluster fantasma

Il caso emblematico di questo problema è il focolaio fantasma scoppiato a inizio mese al Teatro alla Scala di Milano. Iniziato tutto il 21 febbraio. Una ballerina sta male: i sintomi sono quelli del Covid e un test molecolare lo conferma. Tre giorni dopo tutti i ballerini vengono controllati ma l’esito è negativo. Il 26 un nuovo giro di screening fa emergere un secondo caso e i vertici decidono di sospendere le attività del corpo di ballo. Salta così la registrazione dello spettacolo Omaggio a Nureyev che avrebbe dovuto essere trasmesso in streaming la domenica successiva. In realtà, la ballerina risultata positiva si negativizza nel giro di breve e così la preccupazione rientra. Per poco, però. Perché la settimana successiva sono punto e a capo e i numeri sono quelli di un maxi focolaio. Solo nel corpo di ballo i positivi sono, infatti, trentaquattro.

Tra quelli che finiscono in quarantena c’è chi non nasconde la propria incredulità per l’esito. “Non ce n’è uno che sta male – ci dice – è possibile che siano tutti asintomatici”. E poi il dubbio: “Come è possibile che, con tutti i controlli a cui ci sottopongono e con le regole ferree che seguiamo, sia esploso un cluster del genere da un giorno con l’altro?”. Le domande rimbalzano nella testa dei ballerini costretti a stare a casa in quarantena. Anche all’ospedale Sacco, che sta seguendo il caso, vogliono vederci chiaro e così predispongono un altro test molecolare per tutti quanti. E questo ribalta l’esito: sui 45 artisti, che erano risultati positivi, ben 44 sono negativi. Niente maxi cluster.

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Lombardia rischia la zona rossa. Focolai, Rt e ospedali sotto stress: ecco perché

martedì, Marzo 9th, 2021

di Stefano Landi

La situazione è particolare. Perché se da un lato la Lombardia si è chiusa in un più rassicurantearancione rinforzatogiovedì scorso e quindi attende di vedere gli effetti dell’ennesima stretta all’andamento del contagio, venerdì il consueto monitoraggio della cabina di regia potrebbe portare a un nuovo cambio di fascia: sarebbe il 16esimo nei 5 mesi di semaforo a tre velocità. Ecco la fotografia di tutti gli elementi che porteranno alla decisione del ministero.

L’incidenza
Il governo ha stabilito come soglia di rischio i 250 casi proporzionati a 100 mila abitanti. Dato che mediamente la Lombardia ha superato negli ultimi giorni. Ma si riscontra una grande disomogeneità sul territorio, di una Regione grande con oltre 10 milioni di abitanti. L’incidenza regionale oggi è 313, in crescita dal 252 di venerdì scorso. Solo Brescia è a 580. Milano, Bergamo, Sondrio e Varese, Lodi le province ancora sotto quota 250. Commenta il presidente lombardo Attilio Fontana: «I numeri non stanno migliorando. Noi stiamo cercando di contenere con tutte le misure che abbiamo assunto».

I focolai
Sono stati alcuni focolai di variante inglese nel Bresciano a rialzare la curva epidemiologica. Quelli complessivamente rilevati nell’ultima settimana in Lombardia sono 2.844. Erano 2.422 in quella precedente. E 1640 in quella prima.

Gli Rt
L’ultimo Rt regionale rilevato dalla cabina di regia era 1,13 per contagi e 1,24 per ricoveri. Dovrebbe crescere perché riferito all’intervallo di settimana scorsa, dove i casi sono aumentati in maniera importante. A Milano, se si considera tutta la provincia, l’ultima rilevazione dice 1,28 sui contagi, per la prima volta da alcuni giorni leggermente sotto la media della settimana precedente. L’indice riferito alla sola città è a 1,26 (la media degli ultimi 14 giorni è 1,30). L’Rt ospedaliero invece è a 1,27. Secondo i parametri stabiliti dal Ministero, un Rt sopra l’1,25 sarebbe da fascia rossa, ma il dato andrebbe comunque letto in combinazione ad altri fattori.

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Vaccino in Lombardia, prenotazioni cancellate e falla nel portale Aria

sabato, Marzo 6th, 2021

di Sara Bettoni

Vaccino in Lombardia, prenotazioni cancellate e falla nel portale Aria

L’appuntamento vaccinale confermato e annullato poche ore dopo. «Buchi» che permettono di chiedere l’iniezione anche a chi non ne ha diritto (per ora). Il portale regionale di Aria spa si inceppa ancora. Nato per raccogliere le adesioni al vaccino anti-Covid e per comunicare ai cittadini dove e quando ricevere la puntura, ha creato più di un intoppo ad una campagna già difficile. Tant’è che per la fase «massiva» Regione ha scelto di usare un altro strumento, messo a disposizione gratuitamente da Poste Italiane.

Ma ci vorranno tre settimane per avere la nuova piattaforma. Nel frattempo tocca fare i conti con quella made in Lombardy e con tutti i suoi difetti. Gli ultimi aneddoti in merito risalgono a ieri. Una nonna over 80 riceve il tanto atteso messaggio: «Caro cittadino, Regione Lombardia la invita alla vaccinazione anti-Covid 19». Seguono i dettagli su dove presentarsi e quando. La gioia viene spazzata via poco dopo, da un nuovo trillo del cellulare. L’appuntamento viene cancellato. «A causa di un problema tecnico abbiamo inviato un messaggio con informazioni non corrette. Seguirà nel più breve tempo possibile un nuovo messaggio di invito». Lo stesso disguido è stato segnalato da alcuni insegnanti. Perché le convocazioni sono state revocate? «Un problema di agende e di slot disponibili» spiegano dall’assessorato alla Sanità, senza dare ulteriori precisazioni.

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Brianza, maxi rissa tra venti ragazzi a colpi di machete: identificati anche 3 minorenni

giovedì, Marzo 4th, 2021

di Ilaria Carra

Da giorni si sfidavano sui social, a colpi di storie con provocazioni, intimidazioni, minacce. Fino a concordare una data e un luogo per la resa dei conti fisica, di persona, armati. Di machete e mazze da baseball. Due bande di giovani, anche giovanissimi, che si sono scontrate per regolare i conti di un litigio nato per una ragazza: uno di loro ci ha provato con la ragazza ‘sbagliata’, già impegnata con un altro e dunque intoccabile. È così che ieri nel tardo pomeriggio i carabinieri di Desio sono intervenuti nella piazza alle spalle del Duomo della cittadina brianzola per sedare una rissa tra una ventina di giovani. Da una parte la gang di Cinisello Balsamo, venuta in pullman apposta per fronteggiare i ‘rivali’ locali, di Desio. Sono un misto tra italiani e stranieri, per lo più nordafricani nati in Italia. Maggiorenni e minorenni, alcuni sono volti noti, hanno già precedenti per reati predatori.

Foto Carabinieri di Monza 

Mercoledì intorno alle 17,30 il telefono della centrale operativa dei carabinieri scoppia di chiamate. “Venite, c’è una rissa”. Dal mondo virtuale dei social si ritrovano faccia a faccia, e se le danno. Un ragazzo viene ferito alla testa, all’ospedale di Desio gli daranno una prognosi di sette giorni. I militari accerchiano la piazza ed evitano il peggio. Ne bloccano sei, di cui tre minorenni. Tra questi, ci sono i due diretti interessati nella disputa amorosa che ha scatenato lo scontro tra bande. I sei vengono denunciai per rissa aggravata e porto di armi e oggetti atti a offendere. Altri vengono identificati, altri scappano. I carabinieri sequestrano la mazza da baseball utilizzata durante lo scontro e il machete: armi bianche che spuntano anche nei video pubblicati sui social dagli stessi ragazzi. Proseguono intanto le indagini per l’identificazione degli altri partecipanti alla rissa. Per tutti è scattata la multa per il mancato rispetto della normativa anti-Covid.

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Lombardia zona arancione scuro da venerdì 5 marzo, cosa cambia? Scuole chiuse, vietate le visite ad amici e parenti: tutte le regole

giovedì, Marzo 4th, 2021

Cosa cambia in Lombardia con il passaggio da venerdì 5 marzo in zona arancione rafforzato o scuro valido fino al 14 marzo? Ecco le nuove regole valide su tutto il territorio regionale.

Le regole per gli spostamenti

Non è necessaria l’autocertificazione per muoversi all’interno del proprio Comune di residenza. E’ vietato invece spostarsi in un altro Comune se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Dalle 22 alle 5 resta il coprifuoco.

Scuole chiuse, aperti solo i nidi

Sono sospese le attività degli asili, mentre restano aperti i nidi.In tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, sono sospese le lezioni in presenza: si passa alla didattica a distanza al 100%. Possibili solo laboratori e lezioni in classe per alunni disabili. Le università sospendono la frequenza delle lezioni e delle altre attività in presenza: la didattica a distanza diventa integrale.

Le regole per i negozi

A differenza della zona rossa, restano aperti gli esercizi commerciali al dettaglio. L’accesso però è consentito ad un solo componente per nucleo familiare, fatta eccezione per la necessità di recare con sé minori, disabili o anziani. Nei fine settimana restano chiusi i centri commerciali ma è sempre consentita la vendita degli alimentari e di altre merci considerate essenziali. Restano aperti parrucchieri e centri estetici.

Bar e ristoranti chiusi

Restano chiusi con la possibilità di fare solo servizio di asporto o delivery, fino alle 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti.

Vietati gli spostamenti verso le seconde case e le visite a parenti e amici

Non è consentito recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale, se non per comprovate e gravi situazioni di necessità. I cittadini che non risiedono in Lombardia non possono raggiungere seconde case nella regione. Non sono più consentite: gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate, anche nel proprio Comune di residenza, sono possibili solo per comprovate e gravi situazioni di necessità.

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