Archive for the ‘Lombardia’ Category

Milano, ritorna la movida ai Navigli: tanti i giovani per l’aperitivo

venerdì, Maggio 8th, 2020
Decine di ragazzi per strada adesso che i locali possono servire anche bevande alcoliche da asporto – Agtw-Ansa /CorriereTv
La zona dei Navigli, a Milano, è tornata a riempirsi giovedì pomeriggio, ad appena quattro giorni dall’allentamento del lockdown: tanti i ragazzi a passeggio, molti dei quali senza mascherina. Ed è subito scoppiata la polemica sui social per le foto e alcuni video postati che testimoniano l’affollamento di una delle zone più famose della movida milanese. «Tra due settimane tutti di nuovo a casa o in ospedale! Incoscienti!» scrive Megamax su Twitter. Un altro utente, Matteo T., si rivolge direttamente al sindaco Giuseppe Sala: «Ma un po’ di controlli sui Navigli vogliamo farli? Con la scusa del takeaway tutti i bar a fare cocktail e vendere birra… e pieno di gente senza mascherine. Il famoso primo weekend di marzo non vi ha insegnato niente?». Anche su Facebook non sono mancate le lamentele, con commenti duri postati ad esempio sotto un video nel gruppo `Locale dei Navigli´. In particolare, molti si lamentano della mancanza di controlli. «I vigili – scrive Daniele Q. con una punta di sarcasmo – sono a fare le multe agli imprenditori onesti che manifestano pacificamente rispettando la distanza di sicurezza…».
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Coronavirus Lombardia, positivi al test solo 4 su 10: il paradosso delle quarantene senza virus. Rischio contagi

mercoledì, Maggio 6th, 2020

I malati sono quattro su dieci. Alcuni con sintomi del Covid-19. Altri no. Ma questo non è il punto decisivo. Perché più che il dato, mai come in questo caso, conta l’interpretazione. Il bilancio della primissima fase della campagna di screening con i test sierologici in Lombardia racconta infatti che tra le persone che sono appena state (o sono) in quarantena a Milano (oltre 9 mila), solo il 40 per cento ha effettivamente contratto il coronavirus.

Il report

La percentuale è evidenziata in un report che il Corriere ha potuto consultare in anteprima e che riassume gli esiti dei primi 527 test fatti dall’Ats di Milano e di altri 2.700 test gestiti dalle altre Ats lombarde. Gli esami sono iniziati il 23 aprile proprio sulle persone in isolamento obbligato e sul personale sanitario (oltre 15 test già eseguiti). Ma cosa significa quel 40 per cento di contagiati tra le persone in quarantena?

La cintura di sicurezza

Da un primo punto di vista, si può affermare che le misure di isolamento siano state efficaci, o comunque abbiano mostrato un alto livello di protezione: l’obiettivo primario di isolare il maggior numero possibile di persone che sono state a strettissimo contatto (per motivi di lavoro, famiglia e così via) con malati di Covid-19, ha portato a creare una cintura di sicurezza molto ampia, tanto che per 6 su 10 degli isolati la quarantena è stata solo precauzionale, dato che in realtà non si erano infettati.

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Coronavirus, i milanesi e la Fase 2: le immagini girate in zona Navigli

martedì, Maggio 5th, 2020
Il primo giorno dopo il lockdown nel capoluogo lombardo – Ansa /CorriereTv
Coronavirus, i milanesi e la Fase 2: le immagini girate in e zona Navigli il primo giorno dopo il lockdown
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Coronavirus Milano:, filtro in metrò, percorsi sicuri. Viaggerà il 25% dei passeggeri

lunedì, Aprile 27th, 2020

Il carico sulla bilancia della mobilità lo mette il sindaco: rispetto ai tempi pre coronavirus, sui mezzi potrà viaggiare 1 persona su 4. Beppe Sala fa l’esempio della stazione di Cadorna, uno degli snodi più trafficati della città. Uno di quelli che verranno messi più a dura prova vista la connessione ferroviaria. «Entravano 6 mila persone all’ora ogni mattina. Con le misure che ci indicano ne potremo far transitare il 25 per cento, quindi 1.500: 75 alla volta. Dobbiamo trovare delle formule». Quelle a cui sta lavorando Atm. Tutto, nel vero senso della parola, girerà intorno ai tornelli, che regoleranno il flusso dei passeggeri in base al numero consentito sui vagoni di passaggio. Essendo in rete tra di loro potranno contare gli ingressi ma proporzionandoli agli spazi sui convogli per evitare di intasare l’attesa sulla banchina. Dove quotidianamente, come all’interno di ogni mezzo, da fine febbraio viene eseguita la sanificazione. Più difficile sarà potersi permettere termoscanner ad ogni fermata.

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Metropolitana Milano, ecco i cerchi rossi che segneranno le distanze: «Stai qui»

domenica, Aprile 26th, 2020

Le impronte bianche di due suole di scarpa: ecco la campagna per la gestione della «fase 2» sui mezzi pubblici dell’Atm. Indicheranno le posizioni corrette per non stare troppo vicini e contenere il rischio di contagio

Metropolitana Milano, ecco i cerchi rossi che segneranno le distanze: «Stai qui»

Grossi adesivi a fondo rosso. Le impronte bianche di due suole di scarpa. E la scritta: «Stai qui». Eccola, la campagna per la gestione della «fase 2» sui mezzi pubblici dell’Atm. Sui treni del metrò, quei cerchi serviranno a indicare il distanziamento dei passeggeri, le posizioni corrette per non stare troppo vicini e contenere il rischio di contagio.

Allo scattare della «fase 2» e con la ripresa delle attività, occorrerà evitare che milioni di persone – tutti i lavoratori che non possono svolgere il loro lavoro in smart working – entrino e si muovano in città nella stessa fascia oraria, utilizzando mezzi pubblici che invece dovranno contingentare gli ingressi, da Atm a Trenord. Considerando il milione e 400mila abitanti di Milano, il milione che ogni giorno vi si reca per lavoro o studio e i 3,2 milioni della Città metropolitana, si stanno studiando orari di ingresso in negozi, imprese, università, esercizi e uffici pubblici scaglionati durante la giornata e nella settimana. Al vaglio del Tavolo dello Sviluppo c’è l’ipotesi di distribuire il lavoro su 7 giorni anziché su 5. Trenord ha aperto un confronto con il mondo industriale e le università per capire i flussi di passeggeri.

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Caso Trivulzio, i conti che non tornano: si indaga sui pazienti spostati prima di morire

giovedì, Aprile 23rd, 2020

di SANDRO DE RICCARDIS e LUCA DE VITO

MILANO – Ci sono i tanti anziani, oltre 200 solo a Milano dall’inizio dell’epidemia, deceduti nei reparti del Pio Albergo Trivulzio. E poi ci sono i pazienti che sono stati trasferiti e sono morti negli ospedali della città, finora sfuggiti a ogni statistica sulle vittime nel polo geriatrico. Ma tra le denunce che continuano ad arrivare in procura, ci sono anche quelle di parenti di ospiti che hanno visto i propri cari contagiarsi al Pat, con i classici sintomi del Covid ma senza una diagnosi di positività, e poi morire nelle strutture esterne. L’ultimo caso la scorsa notte: una signora di 74 anni, ricoverata al Pat l’11 febbraio, trasferita al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe il giorno dopo Pasquetta, e morta nella notte tra ieri e mercoledì. Un altro caso era stato documentato da Repubblica lo scorso 6 aprile, quando la figlia di un’anziana 87enne aveva raccontato del trasferimento di sua madre all’ospedale di Garbagnate, dov’era in fin di vita dopo essere risultata positiva al Covid. Altri sono di questi giorni: un signore che era al Pat con la moglie è stato trasferito al Fatebenefratelli, e lì è morto. Un paziente del reparto di fisioterapia finisce al San Carlo, viene trovato positivo al Covid, e anche lui muore.


I pazienti trasferiti

I casi di degenti trasferiti — quasi tutti in una situazione di insufficienza respiratoria — e morti in ospedale sono una decina. E anche su questi decessi, la procura vuole vederci chiaro. Acquisendo le testimonianze delle famiglie e recuperando le cartelle cliniche negli ospedali di destinazione e i referti medici, comprendenti i verbali di dimissioni, custoditi al Pat. Materiale da aggiungere a quello già raccolto dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, che lavora all’inchiesta del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dei pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi.

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Milano (quasi) come New York: una fossa comune per i morti da coronavirus

mercoledì, Aprile 22nd, 2020

E’ il campo 87 del cimitero Maggiore di Milano a Musocco e sarà ricordato come la fossa comune organizzata durante il periodo di lockdown della città. Qui sono state sepolte decine di persone morte per il coronavirus e non reclamate dalla famiglia. Vuoi perché sono tutti bloccati dalle restrizioni nazionali, oppure perché chi è morto non aveva nessuno. In questo campo il comune guidato da Beppe Sala ha potuto ordinare una piccola benedizione per le salme.

Milano, il campo 87 del cimitero Maggiore: la fossa comune del coronavirus

Milano, il campo 87 del cimitero Maggiore: la fossa comune del coronavirus

Non ci saranno monumenti funebri al campo 87 di Musocco. Saranno tutte croci uguali e il campo diventerà un prato per almeno due anni dall’ultima sepoltura. E’ l’ordine del Comune di Milano perché davanti alla tragedia del Covid-19 tutte le vittime sono uguali. “Abbiamo perso tanti figli di Milano”, ha detto il sindaco andando alcuni giorni fa a rendere omaggio alle vittime.

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Coronavirus Lombardia, i dati di lunedì 20 aprile: calano ricoveri e terapie intensive, ma in aumento casi a Milano

lunedì, Aprile 20th, 2020

In Lombardia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, 66.971 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (735 in più rispetto a ieri, quando i casi positivi segnalati erano 66.236 l’aumento sul giorno precedente era stato di 855). I dati sono stati forniti dalla Regione Lombardia. Di queste, sono decedute 12.376 persone (+163 rispetto a ieri, esattamente come il giorno prima) e ne sono guarite e dimesse 43.011 (+252). I ricoveri in ospedale sono 10.138 rispetto ai 10.342 di ieri (-204), quelli in terapia intensiva 901 (un calo di 21 ricoveri rispetto a ieri).

La Provincia più colpita è quella di Milano: i casi sono passati a 16.112 (+287, la crescita ieri era stata +279). Seguono Brescia 12.004 (+58), Bergamo 10.738 (+49), Cremona 5.491 (+74), Monza 4.157 (+59). Milano città registra 6.709 casi (+160), ieri l’aumento era stato (+128).

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Coronavirus Milano, supermercati e file virtuali per la spesa: prenotazioni via app, sms e orari di accesso

giovedì, Aprile 16th, 2020

Le prove di Esselunga e Coop. Confcommercio: consumi crollati, persi 2 miliardi

Mentre le task force di governo e Regione pensano a come riaprire il Paese, le aziende si domandano come garantire la ripresa delle attività in sicurezza e il bollettino mensile dei consumi delle famiglie traccia i confini di un crollo verticale, la grande distribuzione prova a riorganizzarsi. Per la fase 2, e anche per quella fase 1 non ancora terminata.


Da qualche giorno, Coop e Esselunga stanno sperimentando nuovi metodi per evitare le code chilometriche che tutti abbiamo osservato da lontano o vissuto da vicino, alcuni giorni più di altri, in quasi due mesi dall’inizio dell’epidemia. Come? Digitalizzandole. Il primo mediante una piattaforma online, il secondo via app: entrambi i gruppi – dopo aver visto decuplicati gli ordini sui loro servizi di ecommerce e cercato di potenziarli – si affidano ancora alla tecnologia, l’ambito che da questa crisi ha subito una vera e propria spinta in avanti e iniezione collettiva di fiducia. Evitando lunghe code e pianificando le presenze dei punti vendita, i due gruppi tentano anche di tutelare maggiormente la sicurezza di consumatori e personale.

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Trivulzio, chiusa l’ispezione del Ministero. Zampa: “Violate le disposizioni di non far entrare contagiati”

giovedì, Aprile 16th, 2020

Si è conclusa l’ispezione del Ministero della Salute sul Pio Albergo Trivulzio. Oggi pomeriggio, giovedì 16 aprile, il sottosegretario Sandra Zampa risponderà a un’interrogazione parlamentare in proposito. “Erano state date disposizioni a tutti di non far entrare possibili contagiati. Invece così è avvenuto. Il virus non vola nell’aria, qualcuno deve averlo portato. Bisogna verificare se sono stati fatti tutti i controlli possibili” ha detto Zampa ai microfoni di Circo Massimo, intervistata da Massimo Giannini. “Le disposizioni erano valide per tutti, non solo per la Lombardia. Sia l’Istituto Superiore di Sanità che una circolare del Ministero imponevano di controllare l’ingresso di possibili casi positivi. Invece lì c’è stato un numero di decessi anomalo, molto alto. Si tratta di una materia molto delicata”.

rep

Coronavirus, al Trivulzio si moriva e i dirigenti si spartivano premi per mezzo milione

di SANDRO DE RICCARDIS E MATTEO PUCCIARELLI Zampa non è stata tenera con la gestione della Regione da parte del governatore della Lega Attilio Fontana. “Dal primo giorno la loro politica è stata quella di disattendere le indicazioni del governo, di andare in direzione contraria, prendere le distanze. Questo è avvenuto per ragioni politiche. Ma dovremmo chiederci come mai la Lombardia abbia un numero di contagiati sproporzionatamente alto rispetto alle altre regioni” ha proseguito il sottosegretario Pd.

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