Ma non sono tracce sovraniste

di Aldo Cazzullo

Gli studenti hanno già abbastanza pressioni, non carichiamoli anche di quelle politiche

Ma non sono tracce sovraniste

L’idea di nazione non può essere disgiunta dalla libertà e dall’umanità; soltanto così non diventa oppressione su altri popoli. La prima cosa ce l’ha insegnata Cavour; la seconda Mazzini. Non so se sia di destra e di sinistra; è un utile ripasso per i nostri figli e nipoti.  Non è vero che i temi della maturità siano la prima prova dell’era sovranista. Al contrario; non sono poi così male.

I n ogni caso, non dovrebbero essere il pretesto per riaprire la discussione su quanto ci fosse di conformismo di regime negli Indifferenti di Moravia, o su quanto l’idea di nazione di Federico Chabod somigli a quella di Fratelli d’Italia.

La lunga citazione dello storico rende semmai giustizia a Giuseppe Mazzini, frettolosamente indicato anche da esponenti politici e culturali dell’attuale maggioranza come padre della triade Dio patria famiglia. Mazzini era certo un patriota, ma includerlo nel campo conservatore è una forzatura, e non perché ci sia qualcosa di male nell’essere conservatore; al contrario, perché quel campo è già così nutrito che non occorre costringervi spiriti che sentivano diversamente.

Se all’idea di nazione si accompagna quella di libertà e quella di umanità, allora la si rende incompatibile con i totalitarismi; questo intendeva dire Chabod, riallacciando la nazione italiana al Risorgimento, e liberandola dalle incrostazioni del fascismo che si basava sull’idea della disuguaglianza tra le nazioni, le razze, le religioni, le persone.

Per il resto, acchiappare i grandi e rinchiuderli nelle nostre categorie è molto difficile. Cavour fu un esponente della Destra storica; ma il «connubio» con Urbano Rattazzi venne definito «centrosinistro», al maschile, e tagliava fuori le ali estreme, quella austriacante e quella repubblicana.

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