Draghi, Mattarella e i dubbi sulla crisi

Una maggioranza che sarebbe comunque insostenibile per il Pd. Il segretario, infatti, si sta dannando per scongiurare il peggio. Ieri ha visto Draghi e ha parlato al telefono con Mattarella. Con Conte si sente continuamente. Vuole rassicurazioni, almeno che la rottura non sia imminente. Non domani. In modo da avere tempo per provare a ricucire, proprio in nome del salario minimo e delle altre sfide contro la povertà e sul lavoro. Per Palazzo Chigi è una strada stretta, ma possibile, a quanto pare. Perché in Senato non si può votare la fiducia al governo e poi astenersi sul provvedimento, come il M5S ha fatto alla Camera uscendo dall’Aula. Il voto è unico. Per mantenere in vita questa maggioranza bisognerà circoscriverlo e renderlo un no motivato solo dalla presenza dell’inceneritore nel pacchetto di aiuti, che in qualche modo l’esecutivo aveva già digerito a Montecitorio. Ma serve l’impegno e la volontà di entrambe le parti. E per Draghi serve che Conte lo espliciti, in qualche modo: che dica di voler sostenere ancora il governo. A quel punto, questo è lo schema su cui si lavora, il premier sarà salito al Colle e toccherà a Mattarella decidere se serve una verifica di governo, come chiedono Lega e Forza Italia.

LA STAMPA

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.