Ma il pericolo non è alle spalle

La valutazione circa l’opportunità di ricorrere a un secondo richiamo, nella popolazione più a rischio di Covid19 severo, dovrà dunque essere basata su un rapporto rischi/benefici che dipenderà dal tipo di variante in arrivo. A tale proposito, è bene ricordare che non c’è alcuna ragione per ritenere che il coronavirus evolverà verso una forma clinicamente non preoccupante. Mentre le mutazioni che causano maggiore trasmissibilità o immunoevasione sono sottoposte alla pressione evolutiva e sono quindi vantaggiose per il virus, quelle che possono causare una malattia più o meno grave non sono soggette alle stesse regole.
Se quindi è ovvio augurarci che il virus non diventi più aggressivo, non possiamo tuttavia puntare tutto su questa speranza. Ecco che allora bisogna restare vigili, controllare l’andamento dei contagi e la comparsa di nuove varianti e prepararsi a eventuali richiami vaccinali. A livello individuale, è invece importante continuare a proteggere noi stessi e i nostri cari più fragili utilizzando le mascherine nei luoghi chiusi, almeno finché la circolazione del virus non scenderà drasticamente. La fine dello stato d’emergenza non deve farci commettere l’errore di sottovalutare le criticità ancora presenti e quelle future. Come per tutte le situazioni di rischio, anche nei confronti del Covid19 i governi dovranno essere in grado di rafforzare prevenzione e preparazione, per cercare di giocare d’anticipo e non essere nuovamente e colpevolmente travolti dall’emergenza

LA STAMPA

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