Green pass ridotto, restrizioni per Natale e Capodanno, mascherina all’aperto: le ipotesi del governo per arginare Omicron

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

A Palazzo Chigi nessuno sembra farsi illusioni. L’Italia è ancora in vantaggio rispetto ad altri Paesi europei, ma Omicron spingerà i contagi anche da noi. E poiché è ormai inevitabile che da qui a poche settimane la nuova fulminea variante diventi dominante, bisogna prepararsi in anticipo a combatterla. I numeri italiani sono in costante crescita e se il virus continua a correre con questi ritmi ospedali e terapie intensive entreranno in difficoltà.

Mario Draghi però è cauto. Prima di imporre nuove «eventuali» restrizioni in vista di Natale e Capodanno vuole consultare i dati fino all’ultimo secondo utile. Giovedì riunirà la cabina di regia con i vertici del Cts e, sulla base dell’ultimo sequenziamento di Omicron, deciderà la strategia, concordata con i presidenti delle Regioni.

Il ritorno della mascherina obbligatoria all’aperto in tutto il Paese è la misura su cui sembrano tutti d’accordo nella maggioranza. Intesa anche sulla riduzione della durata del super green pass e sulla necessità di spingere ancora sui vaccini, terze dosi e prima iniezione ai bambini. Fa invece (molto) discutere l’obbligo di test per vaccinati e guariti.

Tra governatori e ministri è un coro di «no». Franceschini ritiene sbagliato chiedere a chi si è vaccinato di fare un test per entrare al cinema o a teatro. Frena anche Brunetta e propone in alternativa «l’estensione del super pass, fino ad arrivare a tutto il mondo del lavoro». E oltre all’idea di chiedere il «rafforzato» per entrare nei bus o nei supermercati, si torna a parlare di obbligo vaccinale, l’arma estrema che Draghi tiene da mesi sul tavolo.

Luoghi di lavoro

L’idea è imporre il green pass rafforzato ai lavoratori della Pubblica amministrazione che sono a contatto con il pubblico, poi al settore privato e infine anche agli autonomi e all’intero mondo del lavoro.

Discoteche e feste

I presidenti delle Regioni si oppongono all’introduzione del test obbligatorio per vaccinati e guariti. Ma nelle riunioni tecniche di Palazzo Chigi si studia la possibilità di imporre un tampone negativo anche a chi ha il green pass rafforzato. Se la nuova norma avrà il via libera del Consiglio dei ministri, chi vorrà entrare in discoteche e pub o partecipare a feste di Capodanno e altri eventi al coperto dovrà presentare (oltre al green pass «super») anche un test molecolare o antigenico. La misura scatterebbe per tutti i luoghi dove ci sia il rischio di assembramenti, ma non per cinema, teatri, sale da concerto.

Green pass ridotto

Dopo alcuni mesi dalla somministrazione della seconda dose la protezione si abbassa, per cui il governo è pronto a ridurre la durata del green pass rafforzato. Il periodo di validità dovrebbe essere di 5, 6 o 7 mesi.

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