Perché il voto in Germania è una doppia rivoluzione



Ora i grandi partiti — la Spd in risalita, la Cdu in discesa — si assestano intorno al 25%, mentre Verdi e liberali si profilano come interlocutori da pari a pari, non più junior partner ma forze con grandi potenziali di crescita.

Olaf Scholz rivendica il mandato a costruire una maggioranza con Verdi e Fdp.

Appare a questo punto velleitaria e disperata la posizione di Armin Laschet, che ha annunciato di voler anche lui a nome della Cdu-Csu perseguire un negoziato parallelo. Ma non sarà facile per l’ex borgomastro di Amburgo, che ha colto lo Zeitgeist più contradditorio mai prodottosi in Germania, dove la nostalgia di Angela Merkel andava a braccetto con il bisogno di un nuovo inizio. Forse gli torneranno utili i suoi natali a Osnäbruck, la città dove nel 1648 venne firmata la Pace di Vestfalia: mise fine alla Guerra dei Trent’ anni e definì gli assetti europei per i successivi tre secoli.

Si parva licet , anche adesso c’è da negoziare l’assetto di una nuova Germania.

Come allora, l’Europa guarda e aspetta.

CORRIERE.IT

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