Green pass, ecco la «via italiana»: uso ampio, ma non alla francese

di Adriana Logroscino

Roma – «Una via italiana all’uso ampio del green pass». Cioè «esteso» sì, «per incentivare le vaccinazioni», ma non così esteso come in Francia. La formula di mediazione tenta di pronunciarla la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Su di lei convergono, abitualmente, le richieste e le pressioni dei presidenti di Regione. Che, sul tema del green pass obbligatorio per accedere a molte differenti attività, anche ristoranti e bar, hanno posizioni differenti, piuttosto in linea con l’area politica di riferimento. Allarmatissimi, poi, sono i rappresentanti dei pubblici esercizi, chef e ristoratori, le categorie che dovrebbero rientrare tra le attività aperte solo ai vaccinati: controlli impossibili e fuga di clienti, i loro timori.

Tuttavia una misura che provi a tenere insieme ripresa della socialità (e dell’economia) e contenimento del contagio, non sembra più rinviabile. La curva dei contagi ieri ha fatto registrare un’impennata: 2.153 nuovi casi, ben 619 in più di due giorni fa (1.534) e addirittura il doppio di sette giorni fa (1.010). Per ritrovare un dato così alto, bisogna tornare al 9 giugno. Certo, si eseguono moltissimi tamponi: 210.600, 18 mila in più del giorno prima. Ma è comunque il tasso di positività, che passa dallo 0,8 all’1%, a togliere ogni dubbio.

I contagi

I sottosegretari alla Salute, Pierpaolo Sileri e Andrea Costa hanno due ricette differenti per provare a correggere la rotta del contagio. «Facciamo subito come la Francia — sostiene Sileri riferendosi al pass obbligatorio anche per entrare nei ristoranti o per viaggiare a bordo di treni e mezzi pubblici —: il green pass non è un mezzo indiretto per imporre l’obbligo vaccinale, bensì un modo per evitare le restrizioni. Con venti-trentamila contagi giornalieri non si chiude più ma si richiede il pass anche per circostanze di vita quotidiana».

Costa, invece, preoccupato «più dai no vax che dalla variante Delta», non crede nell’opportunità di imporre il pass per andare fuori a cena: «Misura eccessiva e onerosa per le famiglie costrette a pagare il tampone per andare a mangiare una pizza». Il ministro Speranza snocciola i numeri di immunizzazioni e di green pass scaricati (28 milioni) e ribadisce: «L’unica via per uscire dalla pandemia sono i vaccini». Gelmini porta una ulteriore sfumatura dall’interno del governo: «Non inseguiamo modelli stranieri, troviamo una via italiana all’utilizzo ampio del green pass per incentivare le vaccinazioni».

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.