Cinque stelle di nuovo in tilt, stavolta sulla giustizia

C’era una volta la cabina di regia. Nel pomeriggio era prevista una riunione tra le forze di maggioranza per discutere della riforma del processo penale in vista del Consiglio dei ministri di giovedì. Sarebbe dovuto essere uno di quegli incontri a cui i governi Conte I e Conte II avevano abituato, una di quelle sedute che servivano all’allora premier per mettere d’accordo i partiti litigiosi. Mario Draghi invece ha deciso di tirar dritto, di non sedersi al tavolo con i rappresentanti dei partiti, ma di lasciare direttamente al ministro della Giustizia Marta Cartabia l’incarico di stilare una proposta di mediazione, in particolare sul nodo della prescrizione, e di portarla al Cdm. Senza alcun rinvio nonostante il muro che molti esponenti M5s hanno eretto in difesa della vecchia riforma targata Bonafede, ex titolare del dicastero di via Arenula, che ha abolito del tutto la prescrizione.

Il premier quindi andrà avanti sulla sua strada anche perché una parte dei soldi del Recovery fund, destinati all’Italia, arriveranno solo se sarà approvata una riforma che garantisca tempi rapidi della giustizia. Il Movimento 5 Stelle dal canto suo resta spaccato a metà con una parte dei parlamentari che chiede il rinvio per non vedere spazzata via la sua ‘bandiera’ portata a casa dal precedente governo e una parte, la più consistente, pronta ad accettare la proposta di mediazione.

Tanto è vero che mentre c’è chi assicura che il Movimento “non cederà” sulla prescrizione, fonti beninformate che stanno seguendo da vicino la trattativa riferiscono che malgrado le evidenti difficoltà M5s sarà costretto ad allinearsi: “La proposta Cartabia non entusiasma però è digeribile”. I contatti si moltiplicano. I grillini sono in una sorta di riunione permanente iniziata in mattinata con un incontro al quale hanno partecipato il capodelegazione Stefano Patuanelli, la sottosegretaria Anna Macina e i componenti M5s delle commissioni giustizia di Camera e Senato, tra i quali l’ex ministro Alfonso Bonafede. A fare da intermediario e a interloquire con il ministro Cartabia è la sottosegretaria Macina.

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