Coronavirus Vaccini, Arcuri resta (ma ridimensionato). Il nodo degli acquisti delle regioni

Resta però il nodo delle regioni che vorrebbero acquistare i vaccini in autonomia, a partire dal Veneto. I contratti firmati dalla commissione europea con le case farmaceutiche vietano le forniture parallele agli Stati dell’Ue. Ma non parlano delle regioni che quindi potrebbero procedere, a patto di essere autorizzati dalle autorità nazionali, in questo caso proprio dal commissario. L’idea di Arcuri è che gli eventuali acquisti fatti in parallelo dalle singole regioni potrebbero essere poi scalati dalle forniture nazionali. Per capire: se il Veneto compra 10 milioni di dosi per conto proprio, riceverà dallo Stato 10 milioni di dosi in meno. E quei 10 milioni «nazionali» verranno redistribuiti tra le altre regioni. Secondo questo schema i governatori che dovessero comprare per conto proprio finirebbero per aiutare le altre regioni. Un deterrente agli acquisti in proprio. Ma non è detto che questo meccanismo regga ai nuovi equilibri della politica.

CORRIERE.IT

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