Esodo e cantieri: calvario sulle autostrade. Lockdown finito ma è impossibile ripartire

Ma l’ossessione restano i lavori. Decine e decine di tratte interessate, per ora fino al 6 settembre. “La presenza di cantieri, finalizzati alla messa in sicurezza di viadotti e gallerie, lungo A10, A26, A7, A6 e A12 potrà determinare, come già accaduto nelle scorse settimane, criticità alla circolazione”, si tiene prudente il sito di ’Viabilità Italia’, quello che tutti gli automobilisti dovrebbero saggiamente consultare prima di mettersi in moto. Altri guai nelle Marche, in Abruzzo, in Campania e Puglia. Lì c’è da pensare, informano sempre i custodi del traffico, alla “messa in sicurezza delle barriere bordo-ponte di viadotti lungo la A14, la A1 e la A16”. Nota positiva: ieri all’alba ha riaperto il tratto a doppia corsia tra Val Vibrata e San Benedetto.

Nell’elenco dei disagi, non poteva mancare un grande classico, sull’A1 Bologna-Firenze. Ieri mattina un po’ dopo le 9 una fila di due chilometri si è allungata in direzione del capoluogo toscano nel tratto appenninico dell’Autosole, la nuovissima variante di valico inaugurata nel dicembre di cinque anni fa. E allora si capisce come anche gli addetti ai lavori a volte preferiscano mandare avanti i simboli, quando non bastano le parole.

Nell’elenco dei “cantieri non amovibili” sulla rete a pedaggio – ogni tanto va ricordato: per viaggiare si paga –, ’Viabilità Italia’ distingue tre gruppi, a seconda che le “turbative elevate” sul traffico siano praticamente certe o possibili o al contrario minime. L’umore degli automobilisti per i lavori da incubo dev’essere certamente rappresentato dal faccino – non bollino – rosso ira, con la linea della bocca rivolta all’ingiù. Via via si migliora, per arrivare all’assenza di simboli quando si dà per scontato che i disagi siano quasi inesistenti. Solo che in quest’ultimo elenco c’è anche la A26, e abbiamo visto com’è andata ieri mattina.

“Liguria irraggiungibile? Narrazione sbagliata”, si era spinta un po’ troppo in là nei giorni scorsi Paola De Micheli, ministro dei Trasporti. Parole che hanno provocato un’iradiddio. Giorgio Mulè di Forza Italia, siciliano eletto in Liguria, nella commissione Trasporti alla Camera, è basito. “Una stagione improvvisata – attacca – senza programmazione”. Ma lei ha capito perché non si è sfruttato il lockdown, per i cantieri? Perché la politica non è riuscita a portare a casa quest’obiettivo? “Il ministro ha balbettato. E come opposizione non possiamo prendere il piccone, possiamo sollecitare, come abbiamo fatto. Ci avevano assicurato che sarebbe stato tutto a posto. Quello che accade sta mortificando un pezzo di stagione turistica che provava a ripartire. Non vedo la luce in fondo al tunnel. Anche perché non è che tutto questo viene compensato da altro. Roma e Genova oggi sono collegate da un volo solo. Il treno? C’è il binario unico, il viaggio dura ore. Siamo alla follia”.

QN.NET

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