Confcommercio: “L’Italia con la burocrazia tedesca avrebbe 70 miliardi di Pil in più”

MILANO – Attacco della Confcommercio alla burocrazia. Secondo l’associazione guidata da Carlo Sangalli, che arriva nei giorni della stretta al governo per il decreto Semplificazioni, “la cattiva burocrazia frena la produttività delle imprese e ne ostacola la crescita”. “Nelle classifiche internazionali sulla qualità dell’amministrazione”, aggiunge Sangalli, “l’Italia peggiora. Oggi è a rischio la ripartenza della nostra economia. Il Governo può e deve semplificare le procedure per un Paese più efficiente e sicuro, con minori costi e più investimenti in formazione e nuove tecnologie. Una opportunità da non perdere assolutamente”.

Dichiarazioni suffragate dall’Ufficio studi dell’associazione, inefficienze e scarsa qualità dei servizi erogati dalla Pa impattano sulla crescita del nostro Paese con una perdita di circa 70 miliardi di Pil e, nel confronto internazionale, su 36 Paesi OCSE, fanno scivolare l’Italia al terzultimo posto passando dalla 20esima alla 33esima posizione.

Pagamenti della Pa, l’Italia è davvero in regola con la Ue?

a cura di OSSERVATORIO CPI
Le valutazioni sulla qualità della burocrazia nella comparazione internazionale sono ricavate dal Quality of Government Index dell’Università di Goteborg, indicatore composto da tre pilastri: livello di corruzione, caratteristiche della legislazione e osservanza della legge, qualità della burocrazia in senso stretto. Quindi è un indice che, oltre alle singole procedure burocratiche, dà conto anche dei loro effetti sui comportamenti e le performance dei legislatori e dei cittadini.

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