Passaporto sanitario, cos’è e perché fa litigare le Regioni

Roma, 27 maggio 2020 – Mancano ormai pochissimi giorni al 3 giugno, il giorno della completa riapertura dopo il lockdown da Coronavirus: mercoledì della prossima settimana potremo spostarci al di fuori della nostra regione. Ma se l’ultimo vincolo cadrà in tutt’Italia o se qualche regione resterà chiusa è tutto da vedere in base all’andamento territoriale del contagio. Non bastasse questo, a rendere ancora più incandescente la settimana sono le polemiche tra Regioni (soprattutto al Sud dove la curva del contagio è fortunatamente molto bassa e dove la riapertura fa paura) su una possibile misura di cui è grande fautore il governatore della Sardegna, Christian Solinas, intenzionato a riaprire le porte ai turisti solo se sono in possesso di un passaporto sanitario che certifichi la negatività. Cosa si intende dunque per passaporto sanitario? E’ una strada percirribile? Serve davvero? E quali sono le posizioni in campo? Vediamolo insieme.

Certificato di negatività

Il governatore sardo Solinas la vede così: “Chiediamo a chi arriva in Sardegna di aver certificato prima della partenza la propria negatività sottoponendosi a test nei laboratori della propria città, che sarebbero poi validati dall’autorità sanitaria”. Detta così pare facile.

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