Colao: “Serve una rapida adozione della app per il tracciamento dei contatti”

Tecnologia

Coronavirus, il ministero fa un po’ di chiarezza sulla App “Immuni”: “Sarà open source e non conserverà i dati”

di JAIME D’ALESSANDRO
Di Immuni, sviluppata dalla software house milanese Bending Spoons, si sa molto se non tutto ma solo per vie informali. Il Governo, dopo la spinta iniziale e la scelta fatta dai 74 esperti chiamati dal ministro dell’Innovazione Pola Pisano, ha poi smesso di parlane. Singolare strategia comunicativa, mentre nel Paese scoppiavano polemiche su ipotetici rischi di violazione della privacy per scelte tecniche che in realtà nessuno pare abbia fatto.

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Intervista

Antonello Soro: “Dalla App pochi rischi per la privacy, ma gli italiani devono collaborare”

di GIOVANNA VITALE
Colao e il suo gruppo hanno messo a punto una serie di raccomandazioni specifiche riguardanti le diverse attività necessarie per applicare il modello elaborato per la seconda fase della lotta al Coronavirus, fra le quali ovviamente c’è la app. Si parla anche della necessità di raggiungere “un’uniformità su scala nazionale nella gestione di informazioni e dati sul rischio medico sanitario e una tempestiva condivisione tra Regioni e Ministero della Salute”.

In poche parole, una regia in fatto di digitale. La stessa invocata dal Granate della Privacy Antonello Soro fin dall’inizio e suggerita anche dalla stessa Pisano. Ma qualcosa è andato storto. Immuni, stando alle indiscrezioni, è pronta e risponde alle linee guida date della Commissione europea in rispetto della privacy e del Gdpr. Eppure è ancora ferma.

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