Quante cose stiamo imparando

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di   Beppe Severgnini

Quante cose stiamo imparando. Le persone cui teniamo, e quelle che tengono a noi. La generosità di molti, e l’egoismo spaventato di qualcuno. L’importanza di alcune professioni, che troppi davano per scontate. Medici e infermieri, ovviamente; ma anche tanti altri che mandano avanti l’Italia. Penso a quanti stanno alle casse dei supermercati: ringraziamoli, almeno. Mia moglie lo ha fatto, ieri: le è stato risposto che era stata la prima. Ma il sorriso si vedeva, sopra la mascherina.

   Stiamo imparando il senso dello spazio domestico, la differenza tra necessario e superfluo, la consolazione di angoli e oggetti che ormai non vedevamo più. Sono certo che tutti abbiamo guardato dischi e libri con occhi nuovi. A proposito: davvero non si capisce perché le tabaccherie debbano restare aperte e le librerie chiuse. Affollamenti? Suvvia.

   Stiamo imparando la rivoluzionaria bellezza di internet e dei social, se usati bene; l’importanza della compagnia, perché è più dura per chi vive solo: in Italia e all’estero. Ricordiamo i ragazzi italiani sparsi per l’Europa. Molti non possono tornare, perché molti Stati limitano o impediscono gli spostamenti. Solo in Spagna ci sono 5mila studenti Erasmus italiani. I nostri Consolati si impegnano (aggiornano i siti, rispondono al telefono), ma prendano anche iniziative. Facciamo sentire meno soli questi nostri giovani connazionali lontani.

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