Dopo la Brexit l’Unione Europea è finita o rimane una superpotenza?

Riassumerò in tre concetti fondamentali — economia, spesa militare e valori dell’Unione Europea— come e perché questa sia a tutti gli effetti una superpotenza, nonostante la retorica che la vorrebbe debole dopo la Brexit:

1. Economia. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale del 2019 visibili nella tabella sottostante, il Pil nominale dell’Unione Europea è quasi 19 trilioni di $. L’Unione Europea, dunque, si trova al secondo posto tra paesi con il Pil più alto del mondo: prima della Cina con poco più di 15 trilioni di $ e dopo gli Stati Uniti, il cui Pil è circa 22 trilioni di $ (per fare una comparazione, il Pil della Gran Bretagna vale appena 2,7 trilioni di $). Esiste un motivo per cui il dato del Pil va conteggiato a livello aggregato europeo piuttosto che per singoli Paesi, ed è il seguente. Le decisioni relative ai vari accordi commerciali sono sempre ratificati dai rispettivi paesi con l’Unione Europea piuttosto con i singoli paesi. Questi due aspetti, e cioè che il Pil e gli accordi commerciali sono affari europei e non nazionali, si riflette su un fatto che spesso passa inosservato: a partire dal 1997 l’Unione Europea partecipa al G7 come “organizzazione sovra-nazione”, a fianco degli altri paesi industrializzati, come Stati Uniti e Gran Bretagna per citare i due paesi menzionati precedentemente.

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2. Forza militare. Come Business Insider aveva sottolineato tempo fa, gli Stati Uniti sono il paese che devolve più risorse per il perfezionamento e la manutenzione delle proprie forze armate, coprendo il 35% della spesa mondiale. La Cina sembra arrivare al secondo posto con il 13%. Eppure aggregando il dato della spesa delle nazioni che compongono l’Unione Europea, la fotografia che si ottiene è che il 17% della spesa militare globale è coperta da quest’ultima. Il finanziamento delle forze armate va conteggiato non per singoli paesi ma come Unione Europea nel suo complesso perché le decisioni relative alla politica estera sono spesso prese a livello di governi dei singoli paesi; ma la loro discussione ed implementazione finale sono sempre più spesso presentate al mondo come come “coalition of the willing“, ovvero come insieme delle nazioni che formano l’Unione Europea impegnate in un progetto comune.

La spesa globale per gli armamenti.

3. Valori. Le due tabelle sottostanti riportate dal famoso sito di sondaggi Pew Research Center sottolineano con dati precisi quali siano i valori dell’Unione Europea.

La prima tabella mostra come la stragrande maggioranza degli intervistati, addirittura il 74% ed il 64%, sostiene che i valori più importanti promossi dall’Unione Europea siano la pace e la democrazia.

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Un fetta di poco superiore al 50% degli intervistati include anche come valore la prosperità economica. Di converso, l’Unione Europea è percepita anche come una forza intrusiva (43%), che non comprende i bisogni dei propri cittadini (35%) e come un organismo inefficiente (41%). Ma anche davanti a questi dati negativi c’è un aspetto che fa ben sperare nel futuro, come mostra la seconda tabella.

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Le nuove generazioni, specialmente i millennials, hanno un’opinione molto favorevole dell’Unione Europea e con numeri che, a parte il caso della Grecia, sono vicini al 70%, specialmente in Germania, Italia, Paesi Bassi e sorprendentemente anche in Gran Bretagna. Il che ci riporta alla questione iniziale: la Brexit è stata un errore non solo in termini economici e di politica estera, ma anche in termini valoriali, come sostengono anche i giovani britannici.

BUSINESS INSIDER

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