Salvini vuole le elezioni: “Mai al governo col Pd”. Il risiko delle Regionali

Paolo Bracalini

Con il week-end impegnato per lanciare la campagna di tesseramento della sua nuova Lega Salvini Premier (e, forse, anche per un summit chiarificatore a Milano con Berlusconi e Meloni sulle candidature per le regionali di primavera), il leader leghista smentisce categoricamente di pensare ad un blitz parlamentare per fare cadere Conte e mettere in piedi una maggioranza alternativa, in combutta con Renzi.

«Non c’è nessun accordo segreto con Renzi, perché dovrebbe esserci? Scherza?» dice a Radio24. «Io che faccio un governo col Pd? E per fare cosa? Il Pd vuole cancellare i decreti sicurezza, quota 100, flat tax, vuole fare l’esatto contrario di quello che abbiamo fatto noi». Insomma se cade il governo «l’unica strada sono le elezioni», non maggioranze create con il pallottoliere parlamentare.

Dietro le posizioni ufficiali c’è però in corso un fitto lavoro diplomatico. D’altronde è lo stesso Salvini che solo due mesi fa proponeva di «deporre le armi e sedersi tutti attorno ad un tavolo, da destra a sinistra, per creare un comitato di salvezza nazionale», cioè un governissimo che archivi la stagione (doppia) dell’avvocato Conte.

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