Salvini non crede alle elezioni. Giorgetti spinge per il governissimo

La volpe Salvini sa di non arrivare all’uva delle elezioni. Ormai non ci crede più nemmeno lui, il Capitano leghista. La famigerata spallata che avrebbe dovuto assestare con la vittoria in Emilia Romagna non c’è stata. La legislatura è imbullonata. Eppure, ripete ai fedelissimi con un tocco di scaramanzia, “la crepa si allarga”. Il riferimento è ai litigi dell’esecutivo Conte-2, alle distanze siderali sulla prescrizione, al rinvio del decreto milleproroghe, al braccio di ferro sulla revoca ad Autostrade. In estrema sintesi, è l’immobilismo del governo a far pensare che l’ipotesi di un ritorno alle urne non sia da escludere. Detto questo, da qualche giorno a questa parte il senatorissimo del fu Carroccio si serve di frasi di questo tenore con gli interlocutori più fidati: “Lo so benissimo – sospira – che Conte e company vogliono restare incollati alla cadrega, se potessero andrebbero oltre la scadenza naturale della legislatura. Tutto vero. Ecco perché noi da ora in avanti lavoreremo come se si andasse a votare nel 2023. Eppure…”.

Dopo quei puntini di sospensione c’è il non detto che rimanda al nome di Matteo Renzi, il guastafeste del centrosinistra, più centro che sinistra, che occhieggia al centrodestra e che secondo fonti qualificate avrebbe in mente di dare una spallata all’esecutivo di Giuseppe Conte. Per fare cosa? L’obiettivo dell’ex rottamatore non è certo il ritorno al voto, scenario che invece sarebbe gradito al palato di Salvini. Renzi punta a un esecutivo simil-istituzionale che includerebbe pezzi di destra, di centro, di grillini e di sinistra. Un tutti dentro per le riforme, per salvare il Paese.

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