Il mattone è un peso, è boom di case all’asta

di ACHILLE PEREGO

Milano – Un Paese di case all’asta. E se, con un maxi sconto, si può pensare di presentare un’offerta per la vendita all’incanto di alberghi, motel, campeggi, bed & breakfast e persino un castello a Ozegna, il cinema Adriano a Roma o un’isoletta della laguna veneta, la maggior parte degli immobili (due su tre) pignorati e messi all’asta riguardano case che costano meno di 100mila euro. Quelle che, per colpa della crisi e quindi anche dell’impossibilità a rimborsare le rate del mutuo, famiglie, piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e il popolo delle partite Iva è costretto a perdere. Rinunciando al bene più prezioso per gli italiani: la prima casa. 

Al 31 dicembre, secondo l’ultimo rapporto sulle aste immobiliari (ormai anche online) del Centro studi del service provider immobiliare Sogeea, sono stati rilevati 23.904 immobili messi all’incanto – il 25% in più rispetto al 2018 – per un valore complessivo di 3,5 miliardi e un potenziale incasso per lo Stato di oltre 310 milioni di imposte.

Il Nord guida la classifica delle case all’asta (13.152) mentre, a livello di Regioni, prima è la Lombardia (3.343) seguita da Lazio (2.565), Veneto (2.265) e Toscana (2.151). Regione, quest’ultima, dove si registra il maggior numero di alberghi messi all’incanto: 13 a Firenze, 10 a Grosseto e 8 a Pistoia. A pagare il tributo più rilevante della crisi, avverte il presidente di Sogeea, Sandro Simoncini, è sempre la fascia di reddito medio-bassa. 

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