Salvini, il virus della propaganda

Altro che solidarietà nazionale, la Lega si isola e risponde con la politica dei muri di rito trumpiano anche sul coronavirus. Succede che attorno alle 7 di sera a Palazzo Chigi il ministro della Salute, Roberto Speranza, il premier Giuseppe Conte e il commissario straordinario per l’emergenza Angelo Borrelli, incontrano le forze parlamentari di maggioranza e di opposizione per un aggiornamento sulle iniziative. I riflettori sono puntati sull’atteggiamento della delegazione leghista anche perché nel pomeriggio i quattro governatori del Nord, di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, vergano una lettera indirizzata al ministero della Salute nella quale chiedono che i bambini di qualsiasi nazionalità che rientrano dalla Cina non tornino in classe. In sostanza l’obiettivo di Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, è quello di estendere il periodo di isolamento di 15 giorni anche ai piccoli che frequentano le scuole dell’obbligo. 

E allora la delegazione di via Bellerio capitanata da Eugenio Zoffili e Maria Cristina Cantù non solo ripone sul tavolo di Palazzo Chigi la missiva dei governatori del Nord, ma il duo leghista rilancia con un’offensiva dal sapore trumpiano: la sospensione del Trattato di Schengen. Tradotto: l’intenzione delle truppe di Salvini è quello di reintrodurre i controlli alle frontiere di terra. In soldoni, un muro anticinese.

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