Partito Sardine Democratiche Italiane (PSDI)? Anche no!

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di   Beppe Severgnini

Chi scrive cattiverie sulle sardine non ha cuore, oppure s’è immedesimato nella figura di Roger Ailes, l’inventore di Fox News, interpretato da Russell Crowe nella serie The Loudest Voice (tradotto un po’ provincialmente in Sesso e potere, Sky Atlantic). Ailes sosteneva che le notizie non si riportano: si creano, per buttar giù l’avversario. È finito male, ma ha preparato il terreno per Donald Trump.

Gli squali però non ci interessano, oggi: torniamo alle sardine. L’understatement nel nome, finora, è stato riprodotto nella realtà. Un movimento spontaneo di non-destra, dove la sinistra pesa, ma non è sola: ci sono liberali, cattolici, ambientalisti thunberghiani, egalitari assortiti. Risvegli giovanili s’erano già visti, negli ultimi vent’anni: pantere, disobbedienti, gli stessi Cinquestelle. C’è chi è finito al governo e chi è finito male (qualcuno ha combinato le cose). Chi ha provato a costruire una carriera e chi s’accontenta dei ricordi.

Cosa rimarrà di questo nuovo, originale movimento? La fantasia ittica e la passione sociale presto diventeranno qualcos’altro: è impensabile che, tra un anno, si ripeta quanto abbiamo visto a Bologna, a Milano, a Napoli, a Cagliari, ieri a Roma. La sardine dovranno diventare qualcos’altro. Ma cosa?

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