Tagli a pensionati, imprese e militari: scatta il grande scippo

Antonio Signorini

Compito difficilissimo quello di fare quadrare conti quando hai a che fare con una maggioranza che preme per fare spesa pubblica, ma non puoi aumentare le tasse.

E capita (spesso nella storia italiana) che un ministro dell’Economia debba raschiare il fondo del barile. Nel caso di Giovanni Tria, prima i due miliardi di spesa congelati a danno dei fondi per le aziende, trasporto locale e Difesa. Poi – ed è questa è la novità di ieri – attingendo alla Cassa depositi e prestiti.

La notizia è arrivata direttamente dalla Cdp, il cui consiglio di amministrazione, si legge in un comunicato, «ha convocato – su richiesta dell’azionista di maggioranza – l’assemblea degli azionisti» per «deliberare sulla distribuzione di riserve di utili portati a nuovo per un ammontare complessivo di 959.862.495,68 euro a valere sul residuo utile 2018».

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