Scontro Tria-Cinque Stelle Banche, ancora rinviati i rimborsi ai risparmiatori

alessandro barbera roma

«I risparmiatori devono essere risarciti direttamente, senza arbitrato o contenzioso. La pazienza è finita». Difficile dire se lo sguardo torvo mostrato da Luigi Di Maio ieri all’uscita di Palazzo Chigi fosse sincero o di circostanza. Ma è accaduto quel che era inevitabile accadesse: l’accordo non si è trovato, la soluzione per allargare la platea di chi ha perso soldi con il fallimento delle banche non c’è nemmeno stavolta e fra i ministri sono volate parole grosse. Da un lato il Movimento, dall’altra Giovanni Tria, in mezzo la Lega, che fa sapere di essere «stufa dei troppi no» dell’alleato. Di Maio pretende una soluzione contraria alle regole europee, il Tesoro non si presta. Per uscire dall’impasse Tria ha consegnato a Palazzo Chigi due testi. Uno preparato dai tecnici del Tesoro, e una seconda ipotesi formulata dal sottosegretario Cinque Stelle Alessio Villarosa. Il premier Conte ha tentato una mediazione un’ora prima del Consiglio dei ministri, ma non è servito a nulla: Di Maio vuole tener viva la protesta in favor di telecamera. Non è solo un problema di forme. Violare le regole comunitarie significa esporre la pubblica amministrazione all’accusa di danno erariale. Se la linea del Movimento è «risarcimenti per tutti» non ci sarà compromesso possibile. «Lunedì il presidente Conte incontrerà le associazioni dei truffati». Non è chiaro se l’incontro servirà a tastare la loro disponibilità ad una mediazione o se invece per insistere sulla linea dura.

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