La Ferrari, la droga e lo strip club: le ultime ore dell’imprenditore trovato morto nel bagagliaio del suv

IRENE FAMÀ, LODOVICO POLETTO

Lo hanno trovato domenica, che era già notte. Pioveva. L’auto, una Range Rover grigio metallizzata era parcheggiata lì, in via Rovigo. Messa male. L’applicazione del cellulare era stata precisa. Quartiere Aurora, una delle zone più complicate di Torino: area di spaccio, di prostitute.

C’era già la polizia, chiamata dalla ex moglie dell’imprenditore sparito da cinque giorni. Da martedì, dopo un’ultima cena con un gruppo di amici, in centro. A due passi dalla chiesa della Gran Madre. Auto chiusa. I poliziotti si sono fatti dare le chiavi da Serena, l’ex moglie di Marco Conforti, 56 anni. Hanno aperto il bagagliaio e lui era lì. Rannicchiato. Morto da giorni.

Dalla sera della sparizione, o magari poco dopo. Gli stessi vestiti: pantaloni chiari e una t-shirt nera. I rilievi della scientifica dicono che non c’erano segni di violenza sul corpo. Non ci sono tracce di botte. Di ferite. Di spari. Niente di niente. Com’è morto Marco Conforti? E perché lo hanno caricato nel bagagliaio della sua auto e abbandonato lungo una strada di mezza periferia? Che cosa c’era di così orribile per nascondere un cadavere in quel modo?

Per capire qualcosa di più bisogna andare indietro. Arrivare a martedì. C’era il sole quel giorno. Marco Conforti e un amico vanno in Liguria. Guida lui la sua Ferrari Portofino, destinazione Varazze. C’è da trovare un posto barca per l’estate. Alle cinque sono già di ritorno. Duecento all’ora sulla Savona – Torino: Marco era così, esagerato e vivace. E con tanti vizi. Ma sul lavoro diventava un altro. Gestiva una cinquantina di autoscuole consorziate in tutto il Piemonte. Un giro d’affari milionario. Poi però c’era il suo lato oscuro: la droga.

Ecco, la cena dopo quella gita al mare è il punto di partenza delle indagini della squadra mobile di Torino.

Si ritrovano in cinque. A mezzanotte è tutto finito. Marco Conforti se ne va con un amico, un carrozziere. Destinazione uno strip club dalle parti della stazione Porta Nuova. Gli altri se ne vanno a casa.

L’ultima notte brava di Marco Conforti tra Varazze e il night club Samara

lodovico poletto 30 Maggio 2023

Vicky, l’ex fidanzata russa, ha un ricordo nitido: «Quella sera mi ha abbracciata. Mi ha detto “ci vediamo quando, e se, riesco ad uscire da questa merda”. Ha detto proprio così». Che cosa Vicky? «La droga. Marco si calava di tutto, ogni tipo di sostanza. Ma, penso, più che altro cocaina».

Eccolo qui il lato oscuro dell’imprenditore. La polizia ha imboccato questa pista per capire com’è morto. Ha chiesto esami tossicologici. Mercoledì ci sarà l’autopsia e qualche cosa di più di certo lo dirà.

E allora bisogna ritornare allo scorso martedì. Era davvero una serata da concludere al night, oppure Marco e l’amico cercavano uno spacciatore?

Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Chissà che quel suv non sia stato immortalato e non si riesca a intuire chi c’era a bordo. Per capirlo servono esami tecnici. Serve tempo.

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