La grande frenata dell’economia italiana

Colpito in modo particolare è il segmento degli immobili commerciali. Come spiega Allianz nel suo ultimo studio tematico, le banche tedesche e italiane sono le più esposte alle bancarotte del settore immobiliare commerciale: «Le banche europee sono altamente esposte a un potenziale aumento del rischio di default nel settore. In Europa, le banche tedesche sono le più esposte, con i mutui commerciali che rappresentano il 9,6% del totale dei prestiti in essere, suddivisi all’incirca equamente tra mutui residenziali e commerciali». Segue l’Italia con il 7,4 per cento.

Il rischio di un rallentamento è sempre più concreto. L’erosione dei margini nella manifattura, dice Confindustria, «può frenare la crescita degli investimenti in Italia, perché riduce la capacità di autofinanziamento delle imprese». A ciò si aggiunge che «le disponibilità liquide sono in calo (-43 miliardi i depositi a marzo da luglio 2022) e il credito bancario si riduce». Infine, una frase che sa di sentenza: «Non vi sono nei bilanci delle imprese italiane risorse facilmente utilizzabili per finanziare nuovi investimenti». È in quest’ottica che la Ue, così come Banca d’Italia e il Fmi continuano a ripetere che è cruciale la piena adozione del Pnrr. Senza un avanzamento dei progetti del Recovery, lo stop del Paese sarà quasi inevitabile.

LA STAMPA

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