Il triangolo dell’oro nero. L’altra partita della Russia

Tutto questo, quando c’è in ballo il petrolio, diventa ancora più evidente. Perché in questo caso gli interessi diventano mondiali e non solo regionali, andando a intaccare le relazioni che tutti i Paesi hanno non solo con la Russia, ma anche con altri clienti indiretti. Il blocco al petrolio russo verso l’Europa via mare, quello che qualcuno ha definito l’embargo alle petroliere, è già un esempio di cosa sia poi realmente questo mercato. Un sistema fatto di triangolazioni in cui la Russia perde, certo, ma in cui si rischia poi di arricchire altri. Lo stesso Wsj parlava di recente di come “alcuni combustibili che si ritiene siano parzialmente prodotti dal greggio russo sono sbarcati a New York e nel New Jersey il mese scorso”. E tutto questo avvenuto sfruttando i traffici provenienti da raffinerie indiane, che stanno acquistando enormi quantità di greggio russo a prezzi inferiori a quelli di mercato. Nell’anarchia del mare, tutto questo può avvenire in modo lecito, dimostrando però ancora una volta come sia poi veramente difficile identificare una matrice in grado di colpire lo Stato oggetto delle sanzioni. E nel frattempo i rapporti costruiti nel corso di questi decenni evitano che si possa trovare una vera limitazione a danno esclusivo di un Paese.

INSIDEOVER

IL GIORNALE

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