L’aggiornamento militare in Ucraina: cosa aspettarci dalle prossime settimane di guerra?

di Andrea Marinelli e Guido Olimpio

Negli ultimi giorni i russi hanno intensificato i bombardamenti, una tattica classica dell’Armata ma anche una reazione rabbiosa all’affondamento della Moskva: ecco lo scenario per la seconda fase dell’offensiva, quando cambieranno armi e strategie

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Questa mattina i russi sono tornati a colpire numerose città ucraine, a cominciare da Leopoli, nell’ovest, il cui centro era stato finora risparmiato dai colpi dell’esercito di Vladimir Putin. Quattro missili avrebbero raggiunto edifici militari, ma anche un gommista e forse la stazione: secondo il sindaco, le vittime sarebbero 7 — i primi civili morti in città — e diversi i feriti. Leopoli è uno snodo fondamentale per gli aiuti militari e umanitari in arrivo dall’Occidente, e Mosca potrebbe aver cercato di intercettare le forniture di armi, come aveva minacciato di fare nei giorni scorsi promettendo «conseguenze imprevedibili» se il flusso non si fosse fermato: non a caso, la Difesa russa sostiene di aver colpito nella notte 315 obiettivi militari e di aver abbattuto tre aerei ucraini, due Mig-29 e un Su-25.

Le ultime notizie sulla guerra in Ucraina

I missili a lungo raggio che hanno colpito le città ucraine sarebbero stati sparati dal Mar Nero o, come sostengono funzionari ucraini, da aerei che si trovavano verso il Mar Caspio. Esplosioni sono state registrate anche a Kiev, che stava tornando alla normalità dopo la ritirata russa di fine marzo, a Kharkiv, dove sono state uccise 3 persone, a Dnipro, dove è stata colpita la stazione, a Mykolaiv, mentre a Mariupol continua l’assedio. La caduta della città è stata annunciata per settimane, ma questa volta potrebbe essere imminente: la resa potrebbe avvenire a giorni, se non a ore, anche se la resistenza continua a impegnare le risorse russe e rallentare l’avanzata. Gli uomini di Putin continuano a colpire e intanto hanno chiuso le strade in entrata e in uscita, consegnando un pass per i movimenti a chi ancora si trova in città.

Negli ultimi giorni i russi hanno intensificato i bombardamenti, una tattica classica dell’Armata ma anche una reazione rabbiosa all’affondamento della Moskva, l’ammiraglia della flotta russa centrata giovedì dai Neptune ucraini e colata a picco il giorno successivo. All’umiliazione di Mosca, quindi, è seguita la rappresaglia violenta. Mentre colpiscono a ovest, le truppe di Putin starebbero intanto ultimando il raggruppamento a est, sostengono le forze armate ucraine, creando una formazione «aggressiva» nella parte orientale del Paese: continuano a bloccare Kharkiv, a colpire le regioni di Donetsk e Lugansk, a puntare il centro amministrativo di Kherson. In combattimento sarebbe morto però un altro generale, Vladimir Frolov, responsabile dell’Ottava armata: sarebbe l’ottavo.

«Le forze russe in via di schieramento nell’est dell’Ucraina continuano ad avere problemi di morale e approvvigionamento e sembra improbabile che intendano o siano in grado di condurre una grande ondata offensiva nei prossimi giorni», scrive l’Institute for the Study of War. La caduta di Mariupol potrebbe però dare slancio morale e permettere a Mosca di impiegare migliaia di uomini su altri fronti. Il generale Mark Hertling, ex comandante delle truppe americane in Europa, ha tracciato un suo scenario su uomini e manovre delle prossime settimane. I russi sono guidati dal generale Alexandr Dvornikov, responsabile del distretto sud dal 2016, carriera in fanteria, esperienza in Cecenia e Siria (2015), dove ha applicato spesso il sistema della «terra bruciata»: conosce la «guerra urbana» ma è poco abituato a operazioni congiunte su larga scala.

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