L’ira di Salvini dopo le parole di Giorgetti: il segretario convoca a sorpresa il consiglio federale
di Marco Cremonesi
La replica dalla cerchia del ministro Giorgetti: le frasi sono state estrapolate, non c’è alcuna volontà contro il segretario

Da ieri mattina, una domanda circola per la Lega: «Ma Giorgetti che cosa vuole fare?». E poi ce ne è anche una seconda: «Che cosa vuole fare Salvini al consiglio federale di domani?». Il leader leghista, infatti, ha riservato a Giorgetti una sola risposta stringata sulla collocazione europea del partito, dopodiché ha convocato a sorpresa il parlamentino leghista, spinto anche, da quello che i suoi definiscono una fredda collera.
Dalla
cerchia di Giorgetti, la risposta alla prima domanda è: «Assolutamente
nulla». Nessuna intenzione di scissioni dalla Lega, nessuna intenzione
di mettersi alla testa dei leghisti più insofferenti alla spinta
sovranista per costruire quello che Salvini chiama «centroni o
centrini», nessuna intenzione di mirare al nome stesso del partito, la
Lega per Salvini premier.
Anzi, dai giorgettiani arrivano due verbi per dipingere lo stato d’animo di Giorg
etti. Il primo è
«estrapolazione». Le frasi del ministro, per come sono state diffuse
ieri, sarebbero state un taglio brusco di un ragionamento più ampio. E
dunque, si attende di leggere il libro di Bruno Vespa — che esce domani —
per una valutazione più compiuta. «Spiazzare», il secondo verbo,
descriverebbe lo stato d’animo dello stesso Giorgetti per l’eco
suscitata dalle sue parole. Anche se tutto ciò convince poco molti
leghisti, stupiti di quello che considerano un attacco diretto: «È già
successo varie volte — mastica amaro un salviniano convinto —. Con il
colloquio con il Corriere in cui il centrodestra era definito inadeguato e con l’intervista con cui ha tirato la volata per Roma a Carlo Calenda. Giorgetti è sempre stato preso di sorpresa…».
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