Affondo di Meloni in Aula, su scontri di piazza è scontro con Lamorgese

Parole che non soddisfano affatto la Meloni, che attacca a testa bassa e continua a chiederne le dimissioni: «La sua risposta non è semplicemente insufficiente ma offensiva delle forze dell’ordine, con sette agenti lasciati a prendere le bastonate, di quella gente che manifestava e di questo Parlamento, che non è fatto di imbecilli», tuona. E poi l’affondo: «Se fino a ieri pensavano la sua fosse sostanziale incapacità oggi la tesi è più grave: quello che è accaduto è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni già bui. È stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione», perché FN «dalla quale siamo anni luce lontani» ha fatto scelte «proficue alla sinistra e al governo», che non vuole dissenso.

Scontro durissimo insomma, che secondo Salvini è molto preoccupante in un Paese dove con il Green Pass si rischia di perdere il lavoro, ci sono poliziotti che potrebbero essere sospesi con rischio sicurezza in vista del G20 di fine ottobre quando già oggi «non si riescono a fermare 5 imbecilli». Oggi «l’emergenza è il lavoro, non il fascismo» e «siccome di alcuni ministri non ho particolare stima né fiducia, ne parlerò con il manager, l’amministratore delegato di questo governo» dice Salvini, che infatti nel pomeriggio va a palazzo Chigi a portare la sua proposta di «pacificazione». Sperando che Draghi intervenga.

CORRIERE.IT

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