Terza dose di vaccino per tutti, a ottobre la decisione dell’Ema

di Fabio Savelli

I medici chiedono un confronto con il ministero. Negli Usa, intanto, c’è il via libera per gli over 65. Sileri: «I tempi per l’estensione generalizzata ce li dirà la scienza»

«L’Ema sta valutando l’uso di una terza dose del vaccino Pfizer per persone di almeno 16 anni da somministrare sei mesi dopo la seconda». Marco Cavaleri, responsabile della strategia dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali), apre all’ipotesi dell’estensione generalizzata del richiamo.

«I dati presentati finora dimostrano che c’è una risposta immunitaria molto buona dopo la terza».

È attesa una «valutazione ai primi di ottobre».

Per ora la Fda americana l’ha autorizzato solo per gli over 65.

I medici però chiedono un confronto con il ministero della Salute. Il presidente dell’Ordine di Roma, Antonio Magi, pretende sia «attivata il prima possibile la procedura». Ma le posizioni, anche all’interno dei camici bianchi, non sono univoche. Il presidente della federazione dei Medici Filippo Anelli rileva che è più «una pretesa psicologica perché siamo sulla linea del fronte. Al momento i dati non segnalano un’importante riduzione dell’efficacia vaccinale tra i sanitari, ma monitoriamo». La Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa aveva chiarito che «l’inclusione nella popolazione cui somministrare in via prioritaria la terza dose può essere considerata a seconda del livello di esposizione all’infezione».

Aprendo la strada per il rinforzo immunitario solo ai sanitari più esposti al Covid, che lavorano nei reparti di terapia intensiva e di degenza ordinaria. Nell’ultima rilevazione dell’Istituto superiore di Sanità, però non si vedono differenze nell’efficacia vaccinale — che si misura sui casi di re-infezione — tra i sanitari e le altre categorie. «La terza dose di vaccino andrebbe fatta sei mesi dopo la seconda se si vuole avere un livello di protezione che blocchi la trasmissione», rimarca il virologo Andrea Crisanti. «È verosimile che ci sarà la terza dose per tutti, ma i tempi ce li dirà la scienza. Il campanello d’allarme sulla riduzione dell’immunità arriverà dai dati del monitoraggio», segnala il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

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