A un anno da Bergamo/L’assuefazione al dolore e l’immagine di quelle bare

Ma poiché la stessa nostra imperfetta natura riesce meglio ad addormentare la ragione che frenare l’emotività, ecco l’allarmante notizia sensazionale che abbiamo prima citato: dopo la somministrazione di alcuni milioni di dosi di vaccino si sono verificate alcune morti sospette. Sospette perché la nostra logica – altrettanto imperfetta – tende ad adattarsi al principio empirico del “post hoc propter hoc”: a una successione temporale di fatti si connette un nesso causale di eventi. 

Così l’Europa ha sospeso, pare per poco, la somministrazione di AstraZeneca, e da noi alcune Procure, oltre a sparare la solita raffica di informazioni di garanzia persino ai medici che lo hanno inoculato, hanno sequestrato interi lotti di siero. Un osservatore imparziale potrebbe e dovrebbe fare quello che ha suggerito su queste pagine ieri Luca Ricolfi: analizzare i numeri e ragionarci su. Infatti anche se, nella peggiore delle ipotesi, peraltro improbabile e tutta da dimostrare, i casi di trombosi fossero connessi alla somministrazione del vaccino, avremmo circa un decesso per ogni milione di dosi erogate. 

Si tratta di un rischio enormemente inferiore, tra l’altro, a quello di tanti esami invasivi cui doverosamente ci sottoponiamo, su universale suggerimento dei medici, per prevenire malattie altrimenti incurabili. Niente da fare. L’abitudine ai decessi realmente cagionati dal Covid è stata compensata, come in una sorta di vasi comunicanti, con il timore di letalità presunta del vaccino. Con la conseguenza che la sua somministrazione è stata sospesa.
Resta una domanda. Se un domani risultasse che non vi è alcuna relazione tra questi pochi episodi sospetti e i tanti vaccini somministrati, chi farà i conti delle perdite di vite dovute a questi sequestri e a queste interruzioni? Anche qui soccorrono i numeri.

Centomila vaccini rinviati sono cinquantamila immunizzati in meno. Di questi quanti si ammaleranno? Probabilmente un due per cento, cioè un migliaio. E quanti moriranno? Forse un centinaio. 
E di chi sarà la colpa? Della nostra emotività, delle incertezze dell’Europa o della precipitazione di alcuni nostri magistrati? Per quest’ultima possibilità lasciamo aperta una soluzione: che altri Pm indaghino sui loro colleghi perché, sequestrando i vaccini, hanno commesso il reato di omicidio colposo. Una nemesi paradossale, ma nemmeno tanto remota.

IL MESSAGGERO

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