Carabinieri arrestati a Piacenza, le intercettazioni e i pestaggi tra le risate: “L’ho fracassato, sembrava Gomorra”

Nel corso dell’arresto, viene spiegato dalla Procura, lo spacciatore veniva condotto presso la caserma di via Caccialupo, dove subiva una serie di percosse, finalizzate all’ammissione del reato e alla rivelazione dei luoghi dove deteneva la sostanza stupefacente; dopo averlo consegnato, veniva ricondotto in caserma e percosso nuovamente. Il 2 maggio, un altro pusher veniva sequestrato e torturato.CHIUDI ✕

Come Gomorra… e io ci sguazzo Tra le altre conversazioni registrate dagli investigatori anche quelle per l’estorsione finalizzata all’ottenimento di un’autovettura: “…figa, sono entrato attrezzato (ndr armato)…Uno si è pisciato addosso, nel senso proprio pisciato addosso..”, raccontava al telefono uno degli intercettati. “L’altro mi ha risposto e l’ho fracassato!!! E poi ho sentito Simone ‘ba , ba’ …fa Simone vicino a lui ‘basta, lascialo stare che quello ti fa male!’ … e io gli ho detto ‘io adesso non ti dico niente, vedi tu quello che devi fare!’ …sai cosa ha fatto? …Metti …Ha fatto vicino all’altro ‘metti le targhe sulla macchina …La targa di prova e portala a Piacenza!’ e ce la siamo portati a Piacenza e l’abbiamo lasciata da tuo papà!!”… ‘no, non hai capito? …hai presente gomorra? …Le scene di Gomorra… guarda che è stato uguale! …ed io ci sguazzo con queste cose! …omissis… tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato!”. Per facilitare gli spostamenti e le illecite condotte del suo “fornitore” e del “galoppino”, inoltre, un carbiniere in pieno lockdwon si prodigava alla fornitura di false attestazioni.

La grigliata il giorno di PasquaMentre l’Italia era blindata, a Pasqua, i militari senza alcun tipo di rispetto delle regole grigliavano nella villa di proprietà di uno degli arrestati. Le foto sui social li immortalavano con le bottiglie di champagne in mano. Finché una pattuglia, dopo la segnalazione di una vicina, non si recava nell’abitazione. La conversazione intercettata dopo il controllo è agli atti dell’inchiesta. “La pattuglia te l’ho mandata perché non sapevo che era casa tua”, dichiarava il militare che si era presentato nella villa. Il carabiniere replicava: “Voglio capire un attimo se è la mia vicina, giusto uno sfizio che mi volevo togliere”. “Te la faccio sentire abusivamente, non ti preoccupare”, rispondeva il collega del 112.

TGCOM

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