Ue, l’attacco del premier Conte: “L’Europa è sotto ricatto dei Paesi frugali”

L’Europa è sotto ricatto dei Paesi frugali”. Così il premier Giuseppe Conte al termine della seconda giornata di lavori del Consiglio europeo sul Recovery fund. Giornata che si è conclusa con una fumata nera. “Quando ci sono alcuni che si arroccano su partite contabili, viene il dubbio che non abbiano la consapevolezza del momento che affrontiamo”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Nessun accordo, dunque, tra i leader europei sul Recovery Fund e il Bilancio pluriennale della Ue. Dopo oltre 12 ore di negoziati, incontri bilaterali, mini-summit e riunioni ristrette i capi di Stato e di governo non sono riusciti a raggiungere un compromesso e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha riconvocato la riunione per oggi a mezzogiorno. “La partita è ancora aperta. Ci sono punti specifici su cui stiamo discutendo anche animatamente”, ha sottolineato Conte. “Siamo tutti vincitori o siamo tutti sconfitti. Siamo tutti sulla stessa barca, non stiamo aiutando l’Italia ma consentendo a tutti di riparare i danni della pandemia: le economie sono integrate”, ha detto ancora Conte.

La bozza di negoziato presentata in mattinata da Michel, che veniva incontro a non poche richieste dei frugali non è bastata ad ammorbidire le posizioni e i punti controversi sul tavolo: restano quelli che dividono i Paesi da ormai tre giorni, a cominciare dalla governance del Recovery Fund, con l’Olanda che insiste per una decisione all’unanimità dei governi sui piani nazionali di riforma dei Paesi membri. Altro tema ancora aperto è quello del rispetto dello Stato di diritto come condizionalità per ottenere i finanziamenti del Recovery. Punto questo sul quale c’è l’opposizione di Ungheria e Polonia.

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