Vecchi film in arena? Il boicottaggio assurdo di produttori e esercenti

di   Gian Antonio Stella

Le arene all’aperto che proiettano gratis vecchi film sono «una componente importante dell’offerta cinematografica nel periodo estivo e la loro soppressione, o comunque la loro forte penalizzazione, danneggerebbe significativamente (…) il consumatore finale, soprattutto in questo momento di emergenza e di crisi economica diffusa». Lo sancisce l’Antitrust. Che ieri è intervenuta contro i produttori, i distributori, gli esercenti che da tempo rifiutano di noleggiare (non regalare: noleggiare, a prezzi di mercato) film datati, comprese opere cult che dopo 87 anni andrebbero in onda forse a tarda notte tra televendite di tegami.

Valeva la pena, per Anica e Anec, di impuntarsi su un No granitico negando film ormai fuori dai circuiti delle prime visioni ma anche dalle sale periferiche e mettendo per iscritto l’«assoluta e ferma contrarietà a qualsiasi tipo di manifestazione cinematografica che preveda ingressi gratuiti» perfino nei casi di contrade terremotate dove quelle proiezioni in piazza farebbero concorrenza a sale lontane due ore d’auto? Non è solo un errore ma un possibile reato, secondo l’Authority alla concorrenza. Che vedendo in questo sbarramento un «cartello» (di così grave, per l’Antitrust, c’è solo l’abuso di posizione dominante) ha dato ragione a due ricorsi.

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