Il centrodestra: il premier ci coinvolga o non votiamo lo sforamento di bilancio

AMEDEO LA MATTINA

Il centrodestra non voterà il prossimo scostamento di bilancio se il governo non aprirà concretamente al dialogo sul decreto rilancio e sul Piano nazionale delle riforme da presentare in Europa. Questo è quello che Lega, FdI e Fi diranno al premier, nell’incontro annunciato a Palazzo Chigi ma per il quale non è ancora arrivato l’invito formale. Giuseppe Conte vorrebbe vedere i leader dell’opposizione separatamente, «con spazi dedicati», per evitare «confusione». «Spero che questa volta coglieranno l’invito, che sarà questa settimana», dice il premier. Sembra il tentativo di dividere il centrodestra, di avvicinare Silvio Berlusconi nell’area di governo. E infatti Matteo Salvini capisce l’antifona e reagisce, affermando che la coalizione è unita. «Non bisogna perdere tempo – avvertono fonti del Carroccio – e se le intenzioni di Conte saranno finalmente serie, il centrodestra si presenterà insieme come avvenuto in passato». Stesso atteggiamento da parte di Giorgia Meloni. Il retropensiero è che i berlusconiani da soli a Palazzo Chigi potrebbero farsi prendere la mano. «Un sospetto assurdo, noi giochiamo in squadra», assicura una fonte di Fi, che ricorda le parole del Cavaliere di pochi giorni fa. L’ex premier aveva fatto capire che sarebbe sì utile creare le condizioni per l’unità nazionale, purchè il centrodestra rimanga unito. Ma Berlusconi non si è ancora pronunciato se mandare a Palazzo Chigi Antonio Tajani da solo. L’altolà del leader leghista è finalizzato a stopparlo. Rimane il fatto che oggi pomeriggio Fi presenterà in solitario le sue proposte contenute in cento pagine.

Non promette nulla di buono il confronto tra governo e opposizione, soprattutto per quanto riguarda la possibilità che in Parlamento vengano accolti gli emendamenti del centrodestra. Ecco la prima condizione per arrivare al nuovo incontro: dimostrare «buona volontà», da oggi quando in commissione Bilancio della Camera inizierà l’esame del decreto rilancio. «Si tratta di 55 miliardi di euro – spiega la capogruppo Mariastella Gelmini – che si sommano agli altri 25 stanziati a marzo, di nuovo in deficit. Non è pensabile che il governo prima li spenda come meglio crede e poi cerchi il confronto con l’opposizione».

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