Auguri roccioso signore per i tuoi 90 anni. Clint, un’utopia vivente che appartiene a tutti

Clint Eastwood stands on the 18th green of the Pebble Beach Golf Links during the awards ceremony of...
Clint Eastwood stands on the 18th green of the Pebble Beach Golf Links during the awards ceremony of the AT&T Pebble Beach National Pro-Am golf tournament Sunday, Feb. 9, 2020, in Pebble Beach, Calif. (AP Photo/Eric Risberg)

Clint Eastwood compie 90 anni il 31 maggio. Anche se l’insondabile gara dei media ad anticipare le celebrazioni, neanche fosse uno scoop, ai più ha confuso le idee. Che fine ha fatto il vecchio adagio per cui anticipare gli auguri di compleanno porta male? 

 Abbiamo molte ragioni per voler bene a questo roccioso signore che è riuscito a conciliare l’alone da icona pop con un’autorialità asciutta, esemplare, senza fronzoli. Ma soprattutto non conosco nessuno che, come lui, pur professando una passione politica di parte che lo ha portato ad esporsi anche per i candidati repubblicani più controversi, riesca ad abbattere ogni barriera partitica e ideologica. Clint è di tutti. In questi tempi di scontri frontali e generalizzati, è un’utopia vivente.

C’è una battuta chiave all’inizio di “Richard Jewell”, il suo ultimo film. Un grande Sam Rockwell esorta l’ingenuo Richard, schernito da tutti perché ciccione e ottuso- ma col sogno di diventare poliziotto- a non diventare un ‘asshole’, uno s…, perché “basta un po’ di potere per fare di una persona un mostro”. E’ l’idea che Clint Eastwood coltiva da sempre, e che ha declinato innumerevoli volte : il vero eroe è l’uomo comune, l’”ordinary man”, ma chi fa bene il proprio lavoro è condannato a scontrarsi con il Potere, anzi i Poteri. 

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