Bankitalia, Visco: “Crollo del Pil tra 9 e 13%. Ripensare le tasse, troppa evasione”

Roma – Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Focus sulla crisi economica causata dal Coronavirus. “Nello scenario di base la flessione dell’attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9%” e nel 2021 il Pil “recupererebbe circa la metà della caduta”, dice anzitutto Visco, secondo il quale “su ipotesi più negative, anche se non estreme (…) il prodotto si ridurrebbe del 13% quest’anno e la ripresa nel 2021 sarebbe molto lenta”. Il governatore sottolinea che “ci vorrà tempo per tornare a una situazione di normalità, presumibilmente diversa da quella a cui eravamo abituati fino a pochi mesi fa”. Sempre oggi l’Istat rileva che nel primo trimestre del 2020 il Pil dell’Italia è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019. La variazione acquisita del Pil per il 2020 è pari a -5,5%. “La stima completa dei conti trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre”, annota l’Istat parlando di flessioni “mai registrate dal primo trimestre del 1995”. In calo del 5,1% i consumi e dell’8,1% gli investimenti fissi lordi.

I conti pubblici

“Nel quadro macroeconomico del Governo si prevede per il 2020 un disavanzo pari al 10,4 per cento del Pil e un aumento del peso del debito pubblico sul prodotto di 21 punti percentuali, al 156 per cento. Un lascito così pesante impone una presa di coscienza della dimensione delle sfide di fronte a noi”. Nel testo viene spiegato che “con un tasso di crescita dell’economia compreso tra l’uno e il due per cento”, un calo dello spread, e un avanzo primario dell’1,5% “sarebbe sufficiente per ridurre il peso del debito sul prodotto di circa due punti percentuali in media all’anno”.

Le tasse e l’evasione

“Ciò che soprattutto ci differenzia dalle altre economia avanzate è l’incidenza dell’economia sommersa e dell’evasione che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanto rispettano pienamente le regole”. Visco che invita a “un profondo ripensamento della struttura della tassazione, che tenga contro del rinnovamento di sistema di protezione sociale, deve porsi l’obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi”. Per Visco “le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che derivano da evasione e sommerso si riverberano sulla capacità di crescere e di innovare delle imprese; generano rendite a scapito dell’efficienza del sistema produttivo”.

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