Coronavirus, spostamenti e vacanze estive: i 5 criteri da rispettare per continuare con la «fase 2»

di Fiorenza Sarzanini

Come saranno le vacanze? Praticamente esclusa la possibilità di andare all’estero, l’estate si trascorrerà in Italia. Ma sarà possibile andare al mare o in montagna? Quando si potranno raggiungere le seconde case? E soprattutto, ci si potrà spostare da una Regione all’altra? A queste domande dovrà rispondere nelle prossime settimane la «cabina di regia» dopo aver sentito il parere degli scienziati. E partirà dalle regole già contenute nel decreto sulla “fase 2”dell’emergenza da coronavirus in vigore dal 4 maggio. Nel provvedimento vengono fissati criteri e parametri che dovranno essere rispettati dalle Regioni per tenere in attività le aziende e programmare le ulteriori aperture di negozi e locali. Linee guida che dunque varranno anche per il turismo. E dovranno tenere conto della capacità ricettiva delle località, paragonando il numero di abitanti durante l’inverno e quello previsto con l’arrivo di turisti e vacanzieri.

I due criteri

Gli indicatori che bisognerà rispettare sono sostanzialmente due:la curva epidemica misurata attraverso l’indice di contagio R0 e la capacità di accoglienza delle strutture sanitarie, in particolare le terapie intensive. Soltanto se ci saranno condizioni ottimali si potrà autorizzare l’ingresso nella Regione di non residenti. Ma su questo l’ultima parola spetterà naturalmente ai governatori che potranno decidere – anche di fronte ad aperture decise dal consiglio dei ministri – di chiudere i propri confini e impedire l’ingresso ai non residenti. Esattamente come è accaduto quando si è deciso il lockdown e alcuni presidenti di Regioni delle sud hanno firmato ordinanza per impedire il rientro dal nord.

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