Un reddito di emergenza per 10 milioni di lavoratori: ecco a chi spetterà

Federico Giuliani

Un reddito di emergenza dotato di una potenza di fuoco di 6 miliardi e con due obiettivi: da una parte aumentare la quota di 600 euro prevista per i lavoratori autonomi, dall’altra estendere gli aiuti anche ai cosiddetti sommersi.

L’ultima mossa del governo per far fronte all’emergenza economica provocata dal nuovo coronavirus è puntare su quello che è già stato soprannominato Rem, ossia reddito di emergenza. Dal governo ci tengono a sottolineare che il reddito di emergenza non sarà un reddito di cittadinanza bis, ma che risponderà a logiche e dinamiche differenti. Secondo quanto riportato da Repubblica, si tratterà di una misura eccezionale che coprirà il doppio dei soggetti fin qui raggiunti dall’indennità una tantum, e questo per l’intera durata della crisi.

I primi numeri parlano di 6 miliardi per 10 milioni di lavoratori. Non soltanto i commercianti, gli agricoli, il mondo delle partite Iva, collaboratori, spettacolo, stagionali e professionisti vari, ma anche i precari, tutto il lavoro grigio, gli irregolari e gli intermittenti. E ancora: badanti, babysitter, colf, categorie che fin qui erano rimaste senza tutele. La lista comprende anche i lavoratori che hanno finito il sussidio di disoccupazione, gli stagionali entranti, come bagnini, camerieri, addetti alle pulizie e animatori turistici. L’ombrello coprirà infine anche i fast job: i contrattisti a giorni, settimane e qualche mese.

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