Coronavirus, la nuova spesa degli italiani. Farina e burro, vola il “comfort food”. Ma gli esperti: attenti agli eccessi da noia

di LUCA IACCARINO

La cattiva notizia – l’ennesima – è che ingrasseremo. Dai due ai quattro chili. La buona notizia è che cucinare ci aiuterà a mantenere l’equilibrio mentale durante la reclusione. Che i fornelli siano diventati la principale “attività rifugio” per gli italiani è nelle immagini di Instagram e nelle conversazioni via Skype: sessanta milioni di cittadini d’un tratto mangiano sempre a casa, compreso quel 10,4% che secondo la Federazione italiana pubblici esercizi prima del contagio pranzava fuori tutti i santi giorni, compresi milioni di studenti. Oggi se i fatturati di bar e ristoranti sono letteralmente azzerati, le ultime rilevazioni Nielsen corroborano il movimento uguale e contrario della cucina domestica: nella settimana dal 9 al 15 marzo, rispetto alla medesima del 2019 abbiamo aumentato gli acquisti di pasta del 65,3%, di farina del 185,3%, di passata di pomodoro dell’82,2%.

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Coronavirus un mese dopo, ecco come cambiano i consumi

di ETTORE LIVINI

Boom di latte a lunga conservazione e tonno in scatola

I dati Nielsen costruiscono un racconto della nostra clausura: il boom del latte e dei prodotti Uht (+62,2%) o di tonno in scatola (+56,0%) dipinge la sindrome dell’accumulo; le performance record di guanti per la casa (+362,5%) detergenti (+49,7%) e alcol (+169,2%) dicono della paura dei nemici invisibili. Ma a ben guardare le cifre, si legge qualcosa di più della semplice necessità: come sancito anche da una ricerca di Coldiretti – che indica che per la prima volta è crollata la vendita di piatti pronti, -18% nell’ultima settimana rispetto alla media delle due precedenti – , cucinare a casa risponde anche a un’esigenza di socialità e conforto. “Stiamo affrontando un trauma collettivo e preparare da mangiare può essere un buon modo per combattere la paura e l’ansia. – dice lo psicologo e psicoterapeuta torinese Riccardo Garofalo – La cucina lenta condivisa con i familiari – fare la pasta, la pizza, i ravioli – è un buon antidoto allo stress”.

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