Coronavirus, ecco il decreto del governo: le misure su scuole, musei, palestre, cinema e chiese in tutte le Regioni

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto con le misure per il contenimento dei contagi da coronavirus. Le Regioni — dopo la conferenza di sabato con il premier e alcuni ministri dell’esecutivo (tra i quali Paola De Micheli, Francesco Boccia, Roberto Speranza, Vincenzo Spadafora e Luciana Lamorgese) — avevano inviato in mattinata le loro proposte di emendamento. A ispirare il pacchetto di misure un principio di cautela: si teme per la tenuta del sistema sanitario e in particolare dei reparti di rianimazione del Nord, che sarebbero messi a dura prova da una diffusione ampia del virus. Per questo per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna si è confermata la chiusura delle scuole fino all’8 marzo 2020. Anche il Friuli Venezia Giulia ha chiesto al Governo e ottenuto la chiusura di scuole e università regionali per un’altra settimana. In Piemonte le scuole riaprono da mercoledì, dopo due giorni di «igienizzazione». Riapertura anche in Liguria, tranne che nella provincia di Savona. Anche la provincia di Pesaro Urbino è inclusa tra i territori in cui si applicano «le misure più forti, di sospensione delle attività didattiche e delle attività di pubblico spettacolo», per l’emergenza Coronavirus.

Il decreto prevede, nelle regioni più colpite (ma non nelle «zone rosse»), la riapertura «contingentata» di musei e chiese; la sospensione delle funzioni religiose per un’altra settimana; in Lombardia, lo stop alle palestre.

Ecco cosa prevede il decreto:

I Comuni della «zona rossa»

Nei comuni della «zona rossa»(Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo’) è previsto
– il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale;
– la sospensione di manifestazioni, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso;
– la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;

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